Il mio corpicione è squartato in due sotto una lampada operatoria.
"Ma tu, quanto porti di piede?" - dice il chirurgo, dopo aver osservato il mio arto per alcuni secondi.
Io l'avevo già vista la mia nuova figlia. Grigia come un topolino.
Anche lei con due piedi enormi.
Allora mi sono rilassata.
I freni sono caduti.
Simpatico luogo, la sala operatoria.
Ci potrebbe essere qualsiasi volto dietro quelle mascherine.
Dotati di mani e di occhi. Solidamente attaccati al cervello, sono questi medici.
Dietro quelle mascherine potrebbero esserci svolazzanti capelli brizzolati, eleganti tratti animati dal sacro fuoco del taglia e cuci, giovani professioniste maternamente protettive con quegli ameni copricapi in foggia di bandana.
E scopro che l'anestesia mi lascia ancora la logorrea. Mi escono parole su parole. L'assemblea è basita, forse a tratti infastidita.
Di sicuro alcuni ridono di cuore.
Mi minacciano anche per non farmi rivelare sul blog di segrete abitudini bulbo-capillari.
Ma siete voi che detenete il comando!
Siete voi che avete in mano il mio corpicione e la vita ulteriore in esso contenuta!
Siete voi che mi frugate le interiora strappandomi di dentro questo nuovo esserino!
Siete voi che mi ricucite ordinando di nuovo i pezzi al giusto posto!
Il mio è un
punto di vista del tutto nuovo.
Sono fuori partita.
Ma sono anche l'oggetto del contendere.
Sento tutto.
Anche se non dovrei sentire niente.
Mi proteggono la vista dietro un telo.
Buttano le mie gambe a destra e a manca, dopo averle accuratamente indormite.
E fanno polpette delle mie budella.
Come se bastassero un telo e un'anestesia per non sentire.
Ora, l'udito non me lo tappa nessuno.
Quindi non vedo, non sento,
ma sento tutto.
Sento che un paio di mani si affaccendano a tagliare il mio utero.
Prima fuori e poi dentro.
Sento la mano della mitica ostetrica che carezza la mia testa e mi descrive gli accadimenti per filo e per segno.
Sento lo stock che fa mia figlia quando la estraggono da me.
Allora la mano mi alza la testa.
Mi dice "puoi guardarla".
Vedo un piede enorme.
Color grigio topo.
Cerco di capire com'è il resto.
E' tutto grigio topo. Lucido.
E vedo in primissimo piano il cordone rosa.
Sembra una roba da signore degli anelli.
Abbasso la testa.
Mi fa un po' impressione.
La mia prima figlia l'avevo vista già lavata e vestita.
Ora tocca al novello papà. Lavarla e vestirla.
Poi le si aprirà tutto un mondo nuovo.
Il mondo della tetta.
Tutta tetta a te, allora, piccola mia!