Ho notato in voi lettori una certa predilezione per letture che sfruttano le disgrazie ma anche le grazie di personaggi vip, più che le mie sfighe personali.
E allora continuerò con un altro capitolo della saga della famigliola felice. Tanto per deliziarvi.
Esterno giorno assolato. Mare.
Siamo partiti per un week end al mare, dopo diverse ore di preparativi, nelle quali la mia figlia maggiore ci ha dilettato con il primo, lunghissimo, capitolo del capriccio libero.
Come si argina il capriccio?
Come si reagisce in maniera costruttiva senza per questo cedere?
Non c'è nessun maledetto manuale che spieghi decentemente qualcosa in proposito. Nessuna tassonomica casistica raccolta da qualche diligente psicologo.
Dobbiamo inventarci tutto noi poveri genitori.
E soprattutto non dobbiamo piangere e disperarci, come invece spesso ci andrebbe di fare.
Molti dicono che non bisogna cedere.
Ma, se la controparte è più testarda di te, succede il diavolo a quattro.
Se io non cedo, decido allora di mettere mia figlia in punizione. Che si risolve con un "In punizione e pensa a quello che hai fatto" (ho sentito dire così all'asilo e sembra che funzioni...almeno lì).
Il problema è che lei comincia a piangere così forte che stacca le orecchie a chiunque si trovi a meno di venti metri da lei. E se questa medesima scena avviene, chessò, in una pizzeria o sulla spiaggia, ti attiri immediatamente gli sguardi di rimprovero degli astanti. E soprattutto il pianto isterico rompe loro pesantemente le scatole.
Cioè voglio dire, io non posso mica imporre il mio metodo educativo a venti persone in vacanza che vanno al ristorante per rilassarsi, come del resto ho fatto mille volte io in tempi non sospetti e odiando i ragazzini urlanti. Pare che si debba lascirli urlare fino a che si stufano e obbediscono...o fino a che si sfiatano e muoiono - dico io.
Che cosa posso fare io se mia figlia, dalla mattina alla sera, mangia una tazza di latte e cinque ciliegie? A chiunque si stringerebbe il cuore se anche la sera a cena non mangia niente.
E' giusto punirla per questo? Urla "pizza pizza" e poi quando la pizza arriva ne mangia un pezzettino e poi basta. E non c'è verso o moina per farla mangiare. Credo anche che lei abbia capito che questo è il punto debole di noi genitori e lo faccia anche apposta. Ma poi mi dico: ma non avrà fame? Come fa a resistere senza mangiare niente?
Di una cosa sola resto sicura, e cioè che non bisogna passare da un'offerta all'altra. Se c'è la pizza si mangia la pizza e non il prosciutto o la pasta o il latte.
E' così complicato, però, decidere cosa è meglio fare....