venerdì, febbraio 05, 2010

In love

"...o forse si stava avvicinando a quella condizione di vulnerabilità del cuore in cui anche i dettagli più minuti e banali assumono un carattere luminoso, trasfigurante." [Jonathan Coe, La casa del sonno]

Questa frase riassume appieno il fragile eppur così fondamentale percorso dell'innamoramento. Quell'attimo che abbiamo conosciuto mille volte (io un milione, continuo ancora adesso che sono sposata ad innamorarmi delle persone, uomini e donne, poco importa). La "vulnerabilità del cuore", che tante altre volte teniamo chiuso in una teca, gelosamente custodito per non farlo vedere a nessuno, nel caso dell'innamoramento si spalanca al mondo, alla persona che abbiamo di fronte rendendoci nudi all'altro e in fondo indifesi.
Ed è poi quella cosa che tutto sommato scompare in una relazione lunga, perché si tirano su tanti muri, pareti più o meno solide a delimitare il territorio. Quello che è mio è mio, quello che è tuo è tuo. E non ci lasciamo più andare all'osservazione stupita di quelle banalità che prima costituivano l'essenza pura del nostro avvicinamento all'altro.
La scoperta dell'altro, di un altro che ci attira, amico o amore.
Perché, secondo me, il meccanismo dell'amicizia è lo stesso: passa per la meraviglia, per lo stupore della novità della differenza, del particolare insignificante che però ci fa diversi l'uno dall'altra e ci fa piacere quella cosa che noi non abbiamo.
Io me li ricordo così, tutti i miei innamoramenti.
Ché poi l'amore è un'altra cosa.
E' più di viscere e meno di cuore. E' più fatica che leggerezza. E' più costruzione che osservazione.

9 commenti:

Laura ha detto...

E' la fase più bella, quella dell'espansione verso l'altro, quando ti vedi attraverso i suoi occhi che ti rimandano di un'immagine di te luminosa e solare! Che nostalgia....ma è vero che anche le amicizie sono come innamoramenti, certo meno assoluti ma anche queste stimolanti e entusiasmanti quando toccano corde di novità e di curiosità x l'altro.
P.S. Ma perchè dici che io so il tuo cognome? Lo so???

Baol ha detto...

Per me, quella "vulnerabilità del cuore" è ciò che lo rende forte...

Annachiara ha detto...

@ laura: non è che tu "sai" il mio cognome, è che è scritto nell'intestazione del blog, cioè è facile da trovare...

@ baol: è pazzesco che la forza venga dalla vulnerabilità...

Laura ha detto...

Diciamo che non spulcio riga x riga......;))

MyP ha detto...

Sono assolutamente d'accordo!!! :-)

Walter ha detto...

"La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un altare di sabbia
in riva al mare...".

Affido a chi ne sa molto più di me il commento a questo tuo bel "post".
Quando sei così mi fai un pò paura!
:-)))
Dan (Macca)

Annachiara ha detto...

@ laura: va bè, ti perdono!

@ myp: grazie! (dovevi dire che ho detto una marea di cazzate, se no mia sorella dice che ho tutti lettori accondiscendenti...)

@ daniele: scusa, in che senso ti faccio paura? Paragnare le mie due cazza al "mito" però vale 20 punti! ;-)

Tonks ha detto...

Hai perfettamente ragione, l'amore è altra cosa, è costruzione, impegno concreto, e quando non c'è significa che l'amore non esiste.

Baol ha detto...

Beh, sì, ma si tratta di un argomento che non segue le regole classiche...