Tanto per puntualizzare.
martedì, settembre 06, 2011
Ritorno Meringa che si interroga su concetti base della umana specie tipo che se amiamo troppo rischiamo di bruciarci. Io penso che se cerchiamo a tutti i costi di non deludere la persona amata non saremo mai soddisfatti né noi, né la persona amata. Questo amare troppo, che sembra essere la chiave di un sacco di interpretazioni dell'umano disagio e che a me ha sempre lasciato perplessa perché francamente di "troppo" amore ne vedo pochissimo in questa società, questo amare troppo - dicevo - non sarà un po' una scusa? Cioè allora io che non mi dichiaro quasi mai, che prima di dire ti amo agli uomini cui l'ho detto ho impiegato un discreto tempo e ancora di più per sentirlo veramente vero come sentimento, che quando voglio veramente bene a qualcuno preferisco "esserci" piuttosto che sbandierare le mie intenzioni ai quattro venti, che niente mi sembra dovuto e che quello che ho avuto me lo sono conquistato, che mi prendo le mie responsabilità, che mi viene da piangere se il mio amico piange e da ridere subito dopo per sdrammatizzare, io che credo nell'amicizia sopra ogni altra cosa pur con tutte le inculate prese, io che adoro stare da sola ma non so fare a meno degli altri, io che mi odio per non aver fatto certe scelte e me ne prendo però le responsabilità, io che ho odiato altri per le loro scelte, io che mi sbatto mi penso mi attanaglio mi sfruguglio l'anima ogni giorno, mi scoccio assai a sentire che ci sono persone che danno sempre la colpa a qualcun altro se le cose non vanno, se non riescono, se non funzionano. Ognuno è responsabile di se stesso. Ci si assume la responsabilità dei figli, eventualmente, ma non di altri adulti. Così, tanto per mettere un punto.
Etichette: amicizia, coraggio, di amenità familiari ed altre storie, diffidate delle imitazioni
posted by Annachiara at 22:55 | Permalink
5 Comments:
At giovedì, 08 settembre, 2011, Maurice
E che si fa così? Non puoi buttar lì un compendio di socio-psico-filosofia sull'amore umano ai tempi del XXI secolo come niente fosse, e pretendere una risposta sensata appena svegli alle 5.40 del mattino.
Ne hai parlato con il tuo (ex?) principale? Lui, che dà 500 mila euro al primo che passa perché gli fa pena, sì che se ne intende e potrebbe spiegarti i misteri della vita.






E' il momento di dirtelo "ti voglio bene" ... poi chiamo la neuro tranquilla :)