martedì, febbraio 15, 2011

Io me lo riprendo

In questa giornata che lascia presagire che la parola libertà tornerà presto a riprendersi il suo senso, in cui prendiamo coscienza che se la rivoluzione si fa strada - e IN strada - in Iran forse il suo vento può spirare fino a qui, in questa giornata in cui raccogliamo i frutti di una domenica in piazza, in cui noi donne italiane - e i nostri uomini - siamo scese in piazza per riprenderci quello che ci hanno tolto, qualcosa che non si compra che non si paga che non si vende ma che solo si ruba, in questa giornata in cui tre donne giudicheranno il rappresentante della decandenza dei costumi italiani, il detentore della pompetta più potente del mondo, per reati legati allo sfruttamento del genere femminile (chiamatelo come volete, ma questo è), spettacolare nemesi, contrappasso sadico e rigenerante, in questa giornata che segna il passo ad un domani incerto ma sicuramente nuovo, ecco, io mi addormento felice. Felice di essere donna, felice di essere qui e ora, insieme a tutte/i voi, pronta a tutto per riprendermi il senso.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

devi essere felice soprattutto di non svendere la tua dignità in fila per il bunga bunga... di non avere un fratello e/o un padre che ti incoraggi a metterti in fila... di avere un compagno/marito che non è come chi ci ha fatto diventare lo zimbello di mezzo mondo...
non credo servano manifestazioni, processi o sentenze per ricordarti o farti tornare ad essere felice di una quotidianità familiare sana...
avremmo dovuto essere noi maschietti a mobilitarci per ribadire che gli uomini e soprattutto i politici italiani non sono come il premier...
ma se bersani dice sta in piazza solo perché ha accompagnato la moglie, temo amaramente che non basterà di certo la giornata di ieri a cominciare a ridare senso alla parola libertà...

Annachiara ha detto...

@ anonimo: le manifestazioni servono per far capire che non si è soli, per tessere la tela dell'identità e della solidarietà, per capire che un'altro mondo è possibile. Poi, è ovvio, una realtà politica come quella italiana, che non è sensibile alla moralità, all'onore, all'integrità, potrà essere cambiata solo con una rivoluzione. Questo è solo l'inizio...

iggy ha detto...

in me invece prevale, ed è in crescendo, la vergogna di essere italiano.

Anonimo ha detto...

sono d'accordo e me lo auguro, ma ancora una volta il cavaliere è riuscito nel miracolo di farci arrivare ad essere felici di ciò che abbiamo già, di ciò che è la cosa più naturale che sia e che quindi non dovrebbe essere nemmeno portata in piazza, trattandosi oltretutto di una condizione privata della nostra famiglia...
sul suo biscione alato il cavaliere ha nuovamente, come suo solito, cavalcato il bunga bunga per distogliere l'attenzione dal vero nodo politico su cui indignarsi e fare la rivoluzione...
la telefonata di pressione costituisce un reato, ma si parla solo del bunga bunga, facendo passare il rinvio a giudizio come un accanimento da parte di quattro forcaioli comunisti...
purtroppo la sinistra è complice in questo: non si va in televisione a fare la solita propaganda... si va in piazza con una manifestazione politica e, soprattutto, si deve cercare di mandarlo sotto con i voti ad ogni legge o leggina che si tenti di far passare, invece di chiedere le dimissioni forte del processo che gli grava sulla testa...

Annachiara ha detto...

@ iggy: in questo momento c'è la rivoluzione da fare...lasciamo da perdere la tristezza! ;-)

@ anonimo: io non sono convinta di voler essere felice per ciò che già ho. Io sono felice perché avevo perso (l'Italia aveva perso) il senso delle parole. Perché un mascalzone con nessuno scrupolo se ne era appropriato e ne aveva rivoltato il senso. E adesso qualcosa si è mosso. La misura è colma e con lui saranno spazzati via in molti di destra e di sinistra. E noi, che siamo un popolo di artisti e inventori, riusciremo a risorgere. Oggi lo sento forte e spero di poterlo presto vedere, se non oggi, se non il 6 aprile, comunque presto. Oggi voglio essere ottimista.

Anonimo ha detto...

la speranza è ovviamente condivisa...
si è mosso qualcosa a livello sociale, anche se ribadisco che la manifestazione doveva partire da uomini contro il delirio di onnipotenza concussorio di berlusconi e donne contro quattro zoccole arriviste che né rappresentano le donne italiane né tantomeno sono sfruttate ma che anzi continuano a sfruttare il bunga bunga a suon di migliaia di euro per ogni ospitata...
però la rivoluzione si fa a livello politico, la spinta sociale di piazza ritrova il senso delle parole solo se esso è ripreso e rappresentato nelle sedi istituzionali, parlamento in primis...
e qui purtroppo sono meno ottimista perché le convergenze parallele il cui senso delle parole ancora vado cercando non le ha certamente introdotte il premier e da qui al 6 aprile c'è ancora tanto tempo...

Daniele Mattioli ha detto...

Mi chiedo come farò a far parte di questa Rivoluzione.
Intorno a me, sarà sfiga, ma vedo solo persone che parlano di calcio e figa (scusate, ma è così).
Ci sono, però.
Naturalmente con la Meringa a fianco!

chit ha detto...

Siamo ormai caduti in un periodo così buio che bastano piccoli e brevi bagliori a ridare forza e speranza. Che dire?!? ... SPERIAMO, speriamo che qualcosa e/o qualcuno riesca a dare al Paese una scossa fermo restando che per svegliare menti così intorpidite serve un segnale forte, molto molto forte!?!

RossaNaturale ha detto...

Mi piace vedere quanta gente è rimasta colpita emotivamente dalla manifestazione. In parte è un senso positivo (vuol dire che ha funzionato) ma in parte deriva dal fatto che moltissimi di quelli/e in piazza (comprese probabilmente me e te) fanno parte di una generazione cresciuta senza senso della partecipazione. Speriamo di migliorare nei prossimi anni di vincere il cinismo ("ma cosa vuoi che serva??"), di recuperare il tempo perso... :-)

ivy ha detto...

ci spero molto in questa nemesi...