lunedì, dicembre 15, 2008

Scelte difficili

Ho fatto qualcosa, qualcosa di cui non vado fierissima, ma che mi ha consentito di rivedere il sorriso sulle labbra di mia figlia.
Vale lo stesso?

L'emarginazione comincia sui banchi di scuola.
Questo l'abbiamo più o meno sperimentato tutti, chi più chi meno.
Chi dalla parte dell'emarginato, chi dall'altra.

Ma a volte arriva quando meno te lo aspetti.

La recita di natale, per esempio.

La maestra di mia figlia ha deciso di fare una recita natalizia con tutti i crismi, tipo pastorelli gesù maria l'angelo e giuseppe.

E tutto questo NON durante l'ora di religione da cui mia figlia è esonerata.
Ma durante le ore di normale lezione.
Per cui mia figlia, insieme all'altra compagnuccia esonerata, è stata tenuta per parecchi giorni seduta ad un tavolo a disegnare, mentre tutti gli altri bimbi facevano le prove. Ovviamente a mia insaputa.

Quando un bel giorno è tornata a casa cantando canzoncine su un viaggio a betlemme e poi piangendo a calde lacrime che lei voleva fare la recita, mi sono accorta che qualcosa non andava.

Vi passo i miei sensi di colpa, i miei stringimenti, le critiche di tutte le mamme della classe nonché di mia sorella l'avvocato scassamaroni che tutto sa e discerne.
Ho preso la situazione in mano e sono andata a parlare con la maestra. Ho tagliato la testa al toro, signore e signori.
Mia figlia farà la recita perché la sa tutta a memoria e perché non me l'avrebbe mai perdonato e forse non me lo sarei perdonato mai anch'io.
Farà la recita sulla natività vestita da pastorella e per un attimo, mentre mi cercherà tra la gente, i suoi occhi sprizzeranno gioia. Per un attimo basterà anche a me.

"Poi" - ho detto alla maestra - "cerchi per cortesia di non fare recite religiose in classe, ché mia figlia continua ad essere esonerata".
Ma la cosa più impressionante è che non c'era la consapevolezza da parte della mia interlocutrice che il natale avrebbe potuto essere affrontato e presentato ai bambini in maniera diversa.
Come si fa a cambiare le cose se non partendo dall'iniziativa delle persone?
La legge parla di scuola laica, di rispetto di tutti, ma quando "la maggioranza crede" (questo era il punto forse della sua argomentazione) non si può fare altrimenti.

In fondo siamo in un paese cattolico, no?

Mi perplimo.



23 commenti:

Tabatha ha detto...

La scuola laica è e rimane solo scritta su carta ... basta vedere che taglia si tutto senza toccare i maestri di religione e che appena le scuole cattoliche fanno "bu" gli restituiscono il bottino senza fiatare e senza badare ai mesi di piazza delle scuole pubbliche!!!

Annachiara ha detto...

@ tabatha: io credo che gli insegnanti di religione non siano toccati perché è la diocesi che li paga e non il ministero....

spiderfedix ha detto...

posso permettermi?!!?
tralascio polemiche varie ed eventuali che per quanto legittime mi stancano e stufano già in tv, sentendo decine di idioti prendermi per i fondelli per i più svariati argomenti....
torno alla recita. non ho ben capito le dinamiche...la maestra di religione ha stabilito la recita?! e fa le prove durante l'orario di lezione?
quindi propone un presepe vivente ai bimbi? esonerando gli esonerati? che naturalmente ne soffrono.
se così fosse, il problema credo sia l'utilizzo dell'orario di lezione per le prove. dovrebbero farlo nelle ore di religione, però credo che la pargoletta ne soffrirebbe comunque.
mi spiego meglio. se una maestra di religione propone nelle sue ore una recita-presepe..credo sia legittimo. se lo fa nelle altre ore no.
gli esonerati-emarginati credo ne soffrano comunque. a questo punto si potrebbe fare una doppia recita, una che comprenda tutti e se la maestrina di religione spacca i maroni una con un vivente bue-asinello.
cosa ho risolto nulla, dove volevo arrivare non so se si è capito. mi sono dilungato creando confusione. spero la pargola si diverta

Annachiara ha detto...

@ spiderfedix: purtroppo è molto peggio di come l'hai capita tu. La recita è un'iniziativa della maestra della classe e NON di quella di religione, che nemmeno partecipa. Quindi mia figlia era in qualche modo costretta ad assistere alle prove, perché venivano fatte durante l'ora delle normali lezioni....

giuliana ha detto...

sta maestra qua è un po' esaurita. se decidi di fare una recita con tutta la sacra famiglia coinvolgi tutti, cattolici e non, con buona pace per chi non. ma escludere alcuni alunni perchè esonerati dalla religione no, è da fuori di testa. hai fatto benissimo, tua figlia sarà contenta e, ne sono certa, le tue convinzioni non ne usciranno scalfite :)

morrison ha detto...

Ciao Annachiara, grazie della visita e di quello che mi hai scritto... io non battezzai mio figlio, ma poi per le pressioni ricevute e perchè lo facevano i suoi compagni, a 10 anni fece battesimo e prima comunione insieme, anni dopo, più maturo, mi ringrazio per le mie scelte e mi confermò che se non fosse stato in qualche modo obbligato non lo avrebbe fatto... morale, le pressioni e i costumi a cui vogliono incatenarci non agiscono sulle coscienze, chi ha un cervello lo usa, prima o poi...

carlachi ha detto...

Questo è un tema che mi sta a cuore perchè io faccio seguire religione a mio figlio, pur non avendolo manco battezzato.
Sembra che per noi non credenti non ci sia via di scampo: come fai, sbagli.
Io sono per l'abolizione del concordato, nel quale vedo l'origine di tutti i nostri problemi.
Comunque il Natale è un doppio problema perchè si festeggia la nascita di Gesù Cristo e quindi c'è poco da inventarsi: è una festa religiosa, anzi, LA festa religiosa.
All'asilo di mio figlio non fanno recite ma solo canzoncine, una cosa molto semplice.
Certo che le maestre dovrebbero metterci quel granellino di sale...

Lio ha detto...

L'errore della maestra è stato senz'altro l'aver escluso tua figlia senza chiedere niente ne' a te ne' a lei. Il fare recite religiose mi sembra più difficile da stigmatizzare. In un paese democratico la maggioranza decide, senza ledere i diritti della minoranza, per quanto possibile. Se la maggior parte dei genitori è contento di vedere una recita storico-religiosa diventa complicato e forse anche sbagliato accusare la maestra/i genitori di ottusaggine. Te lo dico da non religioso.
Non è pensabile di creare classi ghettizzate per credenze più o meno religiose (i laici nella sezione A, i mussulmani nella B e i cattolici nella C) ;-) Allora, meglio essere tolleranti piuttosto che intransigenti, intelligenti piuttosto che bigotti, capaci di interpretare e prendere il meglio dalle cose piuttosto che incattiviti (sicuramente non il tuo caso) e chiusi per principio. Ciao

livia ha detto...

Io non ho tutte le verità ma una cosa è certa: non avrei aspettato le lacrime di mio figlio per capire che indipendentemente dal tipo di recita era suo desiderio parteciparvi. Tutto qui. A 4 anni me ne frego dei principi perchè alle colpe della scuola non si possono aggiungere le colpe dei genitori (che a volte hanno ragione ma non sempre la ragione e la giustizia vincono; e te lo dice una che bazzica i tribunali dove la giustizia dovrebbe regnare sovrana). Le spalle di bimbi sono troppo piccole per sopportare tutto ciò. Livia

Walter ha detto...

Tu dici che di collettivo ci sia ben poco in Italia. e secondo me ti sbagli.
C'è una collettiva idiozia.
Ne hai avuto una prova.
Dimmi, non avrei dovuto fare sciopero? No, non credo tu volessi farmi notare questo. Penso che tu sappia che la mia militanza non è messa lì per dire qualcosa, ma sia proprio un modo di porsi, per esempio, contro queste deviazioni anche nella Scuola. Da Rappresentante di Classe ne vedo...
Mi vuoi ancora un pò bene?
:-DDD
Daniele (Macca)

ruben ha detto...

Purtroppo l'idoneità all'insegnamento è concesso ad insegnanti che (si presume) competenti in quanto possiedono i requisiti. Ma sulla loro intelligenza nessuno garantisce.
Io avrei fatto come te. Ma mi auguro che quando andrà a scuola Antonio anche l'Italia sarà diventato un paese civile come tutti gli altri.

Anonimo ha detto...

Beh...questo si che è un grave problema per i nostri figli...ma stiamo scherzando??? con tutte le problematiche che hanno i nostri ragazzi oggi giorno (vedesi droghe, atti di bullismo,ecc ecc) si va a cercare il pelo nell'uovo discutendo su cose che esistono da cuando il mondo è mondo. Scusa ma questa discussione sta diventando "esagerata", e l'ora di religione e poi la recita di natale non credo siano la fonte dei nostri problemi e quelli dei nostri figli. Accontentare tutti è impossibile e purtroppo chi si accontenta gode. Mettiti l'anima in pace. Nenelinda.

Annachiara ha detto...

@ giuliana, spero che le tue parole, mai come in questa occasione, siano parole "sante"! ;-)

@ morrison: vera questa cosa del cervello. Il problema è che in questo momento della vita dei nostri figli siamo noi genitori a dover fare delle scelte...ed è molto difficile!

@ carlachi: mi sa che noi non la vedremo questa abolizione del concordato...

@ lio: ciao! in fondo hai ragione, sulla questione che non bisogna essere chiusi per principio. Ma per le recite religiose c'è l'ora di religione....

@ livia: sai bene che questa storia è nata da un malinteso e che cioè pensavamo tutti che fosse la recita di religione e invece si è rivelata la recita della classe...e poi, le spalle è meglio che se le facciano pesanti da piccoli.

@ daniele: ma certo che ti voglio ancora bene...è che come al solito le cose di Gaber suonano come "utoppppiaaaaaaaaaaa".

@ ruben: non so perché, ma mi sa che anche Antonio si troverà nella stessa pappa...

@ nenelinda: ma cara, questi sono i problemi di un genitore alle prese con l'educazione di una figlia di quattro anni e mezzo. E' come la scuola, mica puoi cominciare a fare la trigonometria in prima liceo. Devi avere gli strumenti per affrontarla. Un passo alla volta. Questa è la mia vita e quella della mia famiglia. E io semplicemente mi interrogo su come sia meglio portarla avanti.

ruben ha detto...

Scusa se mi permetto di contraddirti, ma per me tutto quello che riguarda la scuola è importante. La scuola è la base della vita, o almeno dovrebbe esserlo. Se lasciamo andare lì, come possimao pretendere che un domani le cose cambino nella società? E l'argomento della laicità dello Stato è una cosa seria. Quante cose dipendono da questo? Perché non riusciamo a scrollarci di dosso la pesante influenza del Vaticano? Scusa eh, ma per un cattolico questi argomenti sono superflui. per un laico convinto, no.

Annachiara ha detto...

@ ruben: verissimo!

flo ha detto...

Cheppalle questa evangelizzazione eterna, io credo nella libertà e nel rispetto e non trovo giusto che le maestre si sovrappongano ai genitori su questioni del genere.
Però, Meringa, mi rendo conto che questo mondo utopico vive solo nelle mie fantasie, non possiamo sottrarci alla realtà che ci circonda.
Penso che ti sia costato un bel po' fare questa scelta ma ti ammiro per aver anteposto la pargola a te stessa.
Sotto quella corteccia c'è un tenero fusto :D

flo ha detto...

p.s. passa da me che ti aspetta una sorpresina... :D

Suysan ha detto...

Hai fatto benissimo, l'importante è aver fatto contenta tua figlia...avrai poi tempo quando sarà un pò più grande per lasciarla fare le sue scelte secondo la propria testa ....per ora era giusto farla sentire come tutti gli altri bambini

Annachiara ha detto...

@ flo: non mi è costato un po'...ma moltissimo!
Soprattutto fare l'una di notte a cucire la gonnellina da pastorella...
P.S. grazie dell'onorificenza, cara!

@ suysan: grazie suy, mi fa immensamente piacere che in questo momento così difficile per te trovi parole di consolazione per me!

La Lunga ha detto...

sono venuta subito a visitarti.. così conoscerò anche la teoria della meringa!
in realtà non sono così lunga, sono "solo" 1,72, quindi tu sei mooolto più lunga! mi chiamavano così le mie ex coinquiline! che non erano neanche basse! è nato così, per scherzo!

flo ha detto...

Cacchio, almeno il costume della recita lo potevano cucire le maestre... mi stanno già antipatiche.

Annachiara ha detto...

@ la lunga: beh, insomma...una nana proprio non sei. Grazie della visita!

@ flo: tutto fa brodo. Pensa che oggi mi hanno fatto tutti un sacco di complimenti per la gonnellina, dopo la recita. E comunque, tanto per chiosare e poi non ne parlo più, la felicità negli occhi di mia figlia non ha prezzo. Per tutto il resto, posso fare senza!

movida69 ha detto...

ecco. idem con patate.

io dico solo
come ti capisco.