mercoledì, aprile 30, 2008
L'alibi
Ma noi siamo formiche che passano e basta un soffio di vento a distruggere tutto quello che avevamo messo da parte.
E rimaniamo stupiti davanti agli occhi "puri" del nuovo sindaco di Roma che ci spiega che lui è cambiato, non è più lo stesso di quando faceva a manganellate.
Stupiti di fronte all'Annunziata che si offende se qualcuno la accusa di essere stata comunista.
Tutti si stupiscono se qualcuno li giudica per ciò che sono stati.
No, dice Alemanno, bisogna essere giudicati per ciò che si farà.
No caro.
Questo è il tuo alibi.
Io, quando sarò ad un passo dalla morte, vorrei che i miei figli mi giudicassero per ciò che ho fatto, ma soprattutto per ciò che non ho saputo fare. Che mettano le due cose sulla bilancia. E vinca il migliore.
"Così mantengo la regola
dei sentimenti immobili
l'individuale etico dei tempi
com'è lontano il novecento
com'è lontano
tutto andato via col vento."
Ivano Fossati, Contemporaneo
martedì, aprile 29, 2008
Punti di vista
"Mamma, questo pigiama è brutto, è meglio quello con gli orsetti!".
Pagato 5 euro al mercato e con le scritte in cinese italianeggiante.
Non ho parole.
lunedì, aprile 28, 2008
Potrebbe cadere
Il mio. Quello che mi porto appresso da 38 anni.
Quello che tengo puntato fin dalla nascita, nella posizione che contraddistingue me e i miei avi.
Miseramente mangiato dalla dermatite.
E ora, prima che il mio dito e fors'anche il mio corpicione vadano in setticemia, mi avvio verso la sala d'aspetto della dottoressa, con le pupe al seguito che sicuramente sapranno allietare con la loro verve comunicativa gli altri pazienti, mentre io mi rotolerò in terra dai dolori.
Vi ho voluto bene. Sappiatelo.
giovedì, aprile 24, 2008
Salasso
lunedì, aprile 21, 2008
Mille modi per dirti ti amo
Prima accompagna la figlia grande a scuola. 4 chilometri di macchina andare e quattro a tornare. Poi ritorna su, fa colazione e va in ufficio. 40 chilometri andare e 40 a tornare.
Queste parole sono per lui.
Lo so, lo so che non abbiamo i soldi per arrivare alla terza settimana, e siamo già con l'acqua alla gola alla seconda.
Lo so che ti stai arrovellando a come festeggiare degnamente il primo compleanno di tua figlia.
Lo so che eri arrabbiatissimo stamattina quando ti ho telefonato perché comprassi un succo di frutta a tua figlia che doveva andare a teatro a vedere i burattini di pinocchio con una merenda mappazza e non aveva niente da bere e tu eri chiaramente in ritardo per il tuo appuntamento in ufficio.
Lo so che sei fuori di te per il fatto che tutte le tue camicie siano irrimediabilmente macchiate da una lavatrice vecchia e mezza rotta e soprattutto che io non sia in grado di fare niente.
Lo so che sei furente lo so.
Ma ti prego, non smettere di comprarmi il cornetto quando ti salta in mente, anche se tornerai a casa ed io avrò già fatto colazione.
Ho bisogno di sentirmi amata!
venerdì, aprile 18, 2008
martedì, aprile 15, 2008
La nostra passione durerà dodici anni. E senza sconti.
GRAZIE. Grazie a tutti quelli di sinistra che non hanno votato per PROTESTA.
E ora, BECCATEVI 5 ANNI DI NANO MALEFICO.
Più 7 da presidente della repubblica.
Quando non avrete più nemmeno il telefonino per chiamare i vostri cari, o le mutande per coprire i vostri orrori, non venite a dire che non ve l'avevamo detto.
giovedì, aprile 10, 2008
7 italiani su 100 saranno così?
Ché il mio pomeriggio era già andato a schifìo quando mia figlia si è scaracollata giù per terra dalla tazza del cesso sbattendo il naso al suolo mentre io davo da mangiare all'altra.
Mi sono costretta a tavola, dicevo, per guardare la conferenza stampa di Ferrara su raidue, se chiamarla conferenza stampa non è un'offesa all'ordine dei giornalisti, nel senso di "fila" dei giornalisti seduti dall'altra parte del tavolo.
Non voglio commentare, perché sarebbe fin troppo facile dargli del mitomane, del ciccione sudato e fondamentalmente dell'illuso (cioè lui pensa che il 7% degli italiani gli darà il suo voto. E per farlo capire al restante 93% ha usato l'espressione 7 italiani su 100. O' miracolo!).
Però desidero far partecipe di 2 chicche 2 chi non avesse avuto l'enorme fortuna di godere della visione, che da sole valgono un seggio in parlamento:
"Voterò Berlusconi perché penso che abbia diritto al suo lieto fine". Io già mi vedevo i funerali di stato per il nano malefico. Ci toccherebbe pagargli anche le pompe funebri. E tutto questo perché Ferrara vuole esercitare il diritto all'eutanasia degli italiani. Solo lui. Lo impedisce a chiunque altro.
"Un momento che mi devo tamponare perché sudo troppo". Ai giornalisti, increduli. Il cameraman non ha fatto in tempo a cambiare subito l'inquadratura e io sono andata al cesso a vomitare la mia colomba pasquale.
lunedì, aprile 07, 2008
Lo farò
Non è piuttosto, intrinsecamente, una NON scelta?
venerdì, aprile 04, 2008
Detesto
Detesto coloro che usano "piuttosto che" per dire "o". Recentemente ci deve essere stata un'epidemia, perché è molto in voga.
Detesto le donne che non sanno invecchiare e si rifanno la faccia.
Oggi ho guardato bene da vicino le mie mani.
Si stanno decomponendo.
Devo assolutamente fare qualcosa.
Ma non andrò mai fino a rifarmi gli zigomi solo perché le mie mani stanno cadendo a pezzi.
Detesto le finte discussioni nella sala d'aspetto della pediatra.
Detesto le finte discussioni che imbastisco dalla pediatra per non essere costretta ad ascoltare il rumore del ciuccio di mia figlia che dorme.
Detesto il casino della mia capoccia.
Che non mi consente nemmeno un attimo di stare in pace con i quattro neuroni che mi restano.
giovedì, aprile 03, 2008
Gad-dami tutta
Questa la frase clou, urlata dal nostro infedele ad un gruppo di ospiti donne, perlopiù parlamentari:
"Vi ho già pregate prima di evitare il cicaleccio".
Cioè ma come ti permetti?
mercoledì, aprile 02, 2008
Blogaction day

Questa lettera nasce da uno sforzo collettivo di cittadini italiani della Rete, che si sono confrontati in maniera concreta e proficua usando i mezzi offerti dal social network e partendo da un approccio comune e condiviso, al di là dell’appartenenza politica di ciascuno, per agire attivamente nell’attuale contesto politico e socioculturale.Vogliamo richiamare l’attenzione di chi ci governa, degli organi d’informazione e delle istituzioni verso quelli che dovrebbero essere i principali obiettivi di una politica civile, etica e basata sul bene comune.
La tutela dei valori costituzionali del nostro Paese: laicità dello Stato; diritto al lavoro e alla sicurezza sul lavoro; diritto di scelta per la propria salute e tutela della stessa, per tutti; informazione libera, pluralista e basata sulle interazioni.
L’adempimento del mandato elettorale per il quale si viene eletti e del quale i cittadini elettori sono costantemente giudici. Tale adempimento dovrebbe rappresentare una condizione minima, senza la quale “fare politica” diventa semplicemente un modo per raggiungere obiettivi personali e di potere.
La risoluzione di emergenze sociali, tra cui (ne citiamo solo alcune): impatto ambientale dei rifiuti; sistema della Sanità; aiuti alle famiglie e tutela della maternità, attraverso sussidi e asili nido in numero sufficiente; sistema dell’Istruzione e della scuola e scollamento tra questo e il mondo del lavoro; precarietà diffusa e formalizzazione del salario minimo legale.
L’attuazione di riforme politiche non più procrastinabili, quali: l’immediata risoluzione del conflitto d’interessi; una seria riforma del sistema elettorale che impedisca le nomine dall’alto dei parlamentari attraverso l’indicazione della propria preferenza sulla scheda; la decisione sulla non eleggibilità di cittadini, se condannati in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.
Crediamo che fare politica, nel senso etimologico e più nobile del termine, comporti soprattutto fornire un esempio etico, culturale e di serietà ai cittadini che si governano, e che costituisca un ruolo da non sperperare in inutili e volgari liti, dichiarazioni razziste, aggressioni fisiche; questi comportamenti impoveriscono tutti, sia in un contesto interno alla nazione, sia rispetto all’immagine che essa deve offrire al resto del mondo.
Dal momento che Voi siete chiamati a rappresentarci, dovreste porvi come portavoce di coloro che vivono la realtà quotidiana e trasmettono le sue problematiche concrete.
Pretendiamo che la politica torni a essere un servizio alla collettività e che nel fare questo rispetti alcuni precisi standard di correttezza, buona educazione civica, coerenza e chiarezza.
Noi non siamo solo numeri.
Non vogliamo assistere impotenti alla banalizzazione delle parole che non si trasformano in fatti coerenti e responsabili.
Noi siamo quelli che votano. Quelli che scelgono. Quelli che criticano. Quelli che domandano. Quelli che giudicano.
Noi siamo coloro a cui dovete rispondere del Vostro operato, ogni giorno, in qualsiasi momento.
Attueremo un controllo serrato sulle azioni della prossima legislatura e daremo ampio risalto sui nostri blog di ciò che di buono e di cattivo verrà fatto.
Siamo in grado di criticare l’informazione, di valutare l’attuazione del programma elettorale, di giudicare sui fatti e non sulle promesse e sulle favole.