lunedì, ottobre 14, 2013

Da manuale

Insomma vabbè periodo complicato questo. Le certezze se ne vanno una dietro l'altra. Sbadataggine a 360 gradi. Ho perso l'autocontrollo - quello che più o meno tutti teniamo nelle occasioni pubbliche - urlando come un'ossessa contro un ragazzino di dodici anni perché giocava a tavola con un mazzetto di arrosticini appena portati dal cameriere al ristorante [NON SI GIOCA COL CIBO SE C'E' UNA COSA CHE MI MANDA IN BESTIA E' LA GENTE CHE GIOCA COL CIBO - ho urlato questa cosa con tutta la poca voce che avevo in gola visto che ero incidentalmente afona. Il mio strillo gutturale ha impietrito tutta la tavolata. Verranno a rendermene conto anche i genitori del ragazzetto, gli avrà detto che l'ho maltrattato davanti a tutti]. Ho perso documenti fondamentali per fare tutta una serie di pratiche amministrative di cui si occupa la mia sorella avvocato che mi avrebbe volentieri minacciato di morte se non avessi usato anche contro di lei l'arma della voce che non c'è. Sto leggendo un libricino che parla di momenti di trascurabile felicità e incredibilmente quelli dell'autore corrispondono parecchio a quelli che avrei elencato anch'io per me sono di trascurabile felicità quei momenti del piccolo quotidiano che dovrebbero far parte della routine ma che in fondo scappano via come un nastro che non riesce ad essere annodato, come i gas che ha studiato mia figlia in quarta elementare le cui molecole vanno un po' dove a loro pare quei momenti che scapocciano insomma e che tutti individuano come routine ma che noi sappiamo che ci provocano un piacere indescrivibile in quanto completamente incomprensibile a chiunque altro se decontestualizzati. Ho incontrato la mia professoressa d'italiano delle medie per strada. Si ricordava di un tema che avevo fatto io, proprio io, mettendo in dramma una roba che non ho capito cosa fosse perché mentre lei parlava la mia mente vagava a cosa potesse mai essere questa composizione. Io ho sempre ricordato gli studenti più bravi e quelli più scapestrati - mi ha detto. Non saprò mai dove fossi io. Ma questo è sicuramente un momento di trascurabile felicità. Ho deciso che mi aggrapperò a questi momenti. Sento che potrebbe funzionare. Se non fosse così, saranno solo stati trascurabili [dovevo essere la più brava della classe visto come uso il futuro anteriore da manuale].

4 commenti:

Daniele Mattioli ha detto...

E la virgola prima del "ma".
A me capitano momenti con differenti gradi di rompimento.
Per la parola "felicità" vedi altrove.

Annachiara ha detto...

io le virgole le uso se e quando mi pare e se non ci sono è voluto.

Anonimo ha detto...

a me 'sta storia delle virgole piace un casino :-)

giuliana laurita ha detto...

il futuro anteriore è importante. insieme al corretto uso del congiuntivo è un prerequisito indispensabile per qualunque relazione.