venerdì, settembre 14, 2012

Fuori luogo

Io sono così. Quando ero piccola, tutti mi scherzavano (cit.). Come sei alta! La notte ti innaffiano? 
E non è facile adattarsi ad una vita da gigantessa. Purtroppo e con grande rammarico - e lo ammetterò solo incidentalmente - gigante solo fisicamente. E' che ci sono tanti scogli. Si rema contro corrente in ogni cosa della vita. Per non parlare dei possibili fidanzati. Io quelli li ho quasi sempre scelti alla mia altezza. Con quelli che non lo erano, mi ci sono confrontata solo in orizzontale, senza una parola di troppo. Io sono così. La mia statura eccezionale mi ha abituato a confrontarmi in maniera abnorme con le cose e le persone della vita. Tutto bianco o tutto nero. Spesso solo parole di troppo, trovate nel fondo dell'anima, affaticata da tante sfide. Conta sempre almeno fino a dieci - mi diceva sempre la professoressa d'italiano alle medie. Mi ricordo che una volta mi censurò perché avevo detto la parola "sesso", riferita al sesso femminile, non alla copula in sé. I ragazzi mi hanno sempre scherzato. O sembravo un maschio e facevo tutti i giochi da maschio, oppure mi prendevano come confidente, anche se io avrei desiderato che mi prendessero da qualche altra parte. Poi con gli anni, i miei uomini mi hanno preso come una super donna. Grande grossa femminona. Tipo venere steatopigia. Che in parole povere vuol dire col bacino largo, atta a figliare. Perché non bastava l'altezza, no. Ho avuto diritto anche alla "mole". Avrei potuto uscire fuori come uno stecco di fotomodella alta 1m83! Ma invece no. E' venuta fuori una venere steatopigia. E che ci si deve fare, ci si adatta. On fait avec - come dicono i francesi. E ho fatto con, piuttosto che senza. Mi sono confrontata con l'essere gigantesco che avevo davanti allo specchio. Ho imparato ad amarlo, a coccolarlo. Fino a che persino io sono uscita dalla crisalide e mi sono trasformata in una farfalla (a forma di elefante, ma questo è un inutile dettaglio). Ma perché tutta 'sta discussione? - dirà il mio attento lettore. Perché ieri mi sono venute le paturnie mentre mi preparavo per il concerto di uno dei miei gruppi preferiti attualmente, concerto di norma frequentato da pischelli accannati in cerca di affermazione di identità collettiva. E mi sono sentita vecchia, fuori luogo e soprattutto inappropriata. Poi sono andata al concerto e ho pogato più e meglio di loro. Loro a cui il frontman del gruppo ha detto "Battete le mani, cazzo. Se no la prossima volta andate al cinema". E io che mi ero consumata le palme, la voce e i piedi mi sono sentita, per una volta, al posto giusto, nel momento giusto e con tutto, finalmente, al posto giusto.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

lovvoti! ma sul serio, non tanto per.

paola (la tua amica rimbambita che prima vi invita a cena e poi si scorda di servire il secondo)

Annachiara ha detto...

ma tu sei nana, come fai a lovvare un gigante? ;-)

Seamus ha detto...

Io sono alto come te, se non di più.
Ma io ai concerti, dentro la metropolitana affollata e al cinema ho sempre benedetto la mia altezza.

E se per caso ti senti fuori luogo forse dipende dal luogo che è troppo piccolo per contenerti! ;-)

Annachiara ha detto...

Questo vuol dire che mi comprerai un appartamento più grande atto a contenermi adeguatamente? ;-)

Seamus ha detto...

Perché? Non serve! Hai presente le sorpresine degli ovetti di cioccolata? A volte sono così grandi che così come sono non entrerebbero mai dentro l'ovetto.... eppure.... opportunatamente sistemate stanno comodamente dentro la loro piccola custodia.
Ecco, basta sistemarti per benino.

patrizia gabibba ha detto...

quest'uomo è un poeta meringa....:-)

Annachiara ha detto...

Si certo. Sistemarmi ripiegata in un cassetto. Occhio non vede, cuore non duole!

Signor Ponza ha detto...

Apparte che con la citazione mi hai già conquistato, poi volevo dire che il bello di internet è che io leggendoti ti avevo immaginato in realtà un po' diversa da come ti descrivi :)

Annachiara ha detto...

@ponza : e perché non mi hai ancora visto scatenata su una pista!