La serata si preannunciava un po' tristanzuola.
Pensavo di rimanere chiusa in cucina con la mia fantastica amica D., mentre maschi scelti degustavano in salone dell'ottimo vino da intenditori, in una atmosfera da real happening, la cui conditio essenziale era l'assoluto silenzio. Ero stata estromessa dall'happening perché l'amico L., l'organizzatore dell'esperimento di arte sommeliera, aveva giudicato che io non sarei mai riuscita a rimanere due ore in religioso silenzio degustativo.E non hai torto, amico caro, non hai torto.
Ma continuerò a volerti bene, perché la serata di sabato mi ha dato la prova inconfutabile della superiorità della femmina sul maschio, dell'adattabilità estrema dell'animale femmina che vi sopravviverà senza ombra di dubbio, persino chiusa in una cucina con tre bottiglie di vino. Perché noi siamo capaci di adattarci alle situazioni più impervie, costruendoci godimento da cose impensabili. Quando ci troviamo in quattro/cinque intorno ad una bottiglia, foss'anche di vino con le bollicine, noi non siamo capaci di stare zitte a guardare il nostro bicchiere svuotarsi in religioso silenzio. E probabilmente non saremmo in grado di farlo nemmeno sotto tortura. Nemmeno in nome della nobile arte dell'assaggio. Noi godiamo della reciproca compagnia e anche se non ci conosciamo, anche se non sappiamo niente l'una dell'altra finiremo la serata come amiche di sempre. Siamo proiettate all'ascolto dell'altro, più che in direzione del nostro ombelico.
E' per questo che viviamo di più.
Noi pensiamo in grande. Pensiamo a tutto tondo. E questo ci rende invincibili.
Anche se ci è sfuggito il pass per la degustazione più glamourous dell'anno!


