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lunedì, febbraio 13, 2012

Errore fatale

Mi sento pallosa quarantenne in bilico tra un pulsante passato e un futuro anteriore tutto da decidere.
Vorrei ricominciare a mettermi le lenti a contatto. Occhi neri.
Perché i miei occhi non si vedano attraverso spesse lenti da secchiona.
Anche perché - e sfatiamo pure questo mito - io secchiona non sono mai stata. Ho solo vissuto di rendita. Il fatto di aver passato i compiti in classe ad un numero incalcolabile di compagni non fa di me la prima della classe. E il mio metro e ottantatre non mi ha fatto mai sedere al primo banco.
Oggi ho avuto tanta nostalgia del mio amico francese, con il quale passeggiavo per negozi e locali trendy di Parigi, millantandomi la modaiola che non ero, che non sono mai stata e che probabilmente non sarò mai.
Mentre mi scapicollavo con le mie galosce da neve attraverso la principale arteria commerciale della capitale, negozio dopo negozio, oggi pomeriggio ho visto la luce: IO SONO QUI PER SBAGLIO. 
Dovevo nascere su Vogosphere.

mercoledì, dicembre 22, 2010

Wonder Woman

La faccia allibita di mio marito non ha prezzo (vorrei dire di merda, ma poi dopo sembra che parlo sempre male di lui, quando, poverino, in fondo non ha fatto nulla di male, non è mica colpa sua se è sposato con una wonder woman!).
Insomma - dicevo - mi tiro dietro la porta di casa senza togliere le chiavi all'interno e soprattutto senza nessuno all'interno.
Che deficiente! potrebbe dire qualcuno di poco accorto.
Ma non mi perdo d'animo.
Vado a recuperare lastre per scassinare la porta, come quella volta che vennero i vigili del fuoco dopo sole tre ore di attesa e con un "flap" di lastra al torace aprirono la serratura di casa nostra.
Stamattina ero preparata.
Allora poi lascio fare mio marito perché non bisogna mai contraddire un maschio in azione, che punta i piedi sul tappetino, si toglie gli occhiali perché non vede le fessure da vicino, sbuffa, sniffa, sgrinfia con tutte le sue forze. Potremmo usare la carta bancomat - gli dico - per scassinare la porta, visto che questa lastra non va ne avanti né indietro. E lui ah ma che cavolo dici, la lastra può fare il giro (secondo lui la lastra doveva fare a zigo zago c'era un mago) mentre il bancomat è semplicemente troppo corto. E continua con la lastra, con gli occhiali, con gli sbuffi. Fino a che con vocina angelica gli dico: Mi fai provare?
Agile come una pantera, mi appropinquo alla porta e con nonchalance tiro fuori una carta dal portafoglio. Con la padronanza tipica del ladro navigato, la ficco nella fessura e con gesto deciso faccio "stock" e apro la porta.
La faccia (da rosicone!) di mio marito in quel momento non ha prezzo.
Per tutto il resto, ovviamente, c'è il bancomat!

sabato, maggio 15, 2010

Io adòro questa donna perché ottiene sempre quello che vuole!

Tenete presente che tutto questo racconto dovevo farlo (esclusivamente per voi) in video. Non ho avuto tempo stamattina e sono troppo scarmigliata. E poi, la mia amica e il suo best friend non avrebbero mai perdonato la mia sciattezza.
Ma veniamo al dunque.

Come è andata l'operazione, tesoro?
C'ho del materiale per il tuo blog, preparati! Non sai cosa ho fatto!
No dimmi sono tutta orecchi.

Stamattina in sala operatoria ho minacciato l'anestesista.
E di cosa, di grazia!
Voleva costringermi a togliermi lo smalto, ma tu ti reeendii conto? Avevo passato tutta la serata di ieri a metterlo perché se il mio best friend gay mi vede senza smalto quando mi viene a trovare in clinica dopo l'operazione mi dice che mi trascuro. Tu capisci che ho dovuto insistere con quelli della sala operatoria perché me lo lasciassero lo smalto. Non ho sentito ragioni. Ma anche loro hanno insistito parecchio...alla fine sono riuscita a farmi togliere solo quello dell'unghia del mignolo del piede! Un miiiito!

Ommioddio - faccio io, sconvolta, eh
ma scusa come sei riuscita a convincerli?

Cara mia, la classe non è acqua. Mi volevano togliere pure le mutande ma io col cavolo che me le sono lasciate sfilare. Ho vinto su tutta la linea in quella sala operatoria! Adesso lo sto aspettando il mio best friend gay, non vedo l'ora che arrivi. Anzi, guarda, ora ti lascio che mi vado a rimettere lo smalto al mignolo! Se no lui mi dice che mi lascio andare!


P.S. Amica mia, questo post, come penso tu possa immaginare, scatenerà sicuramente commenti contrastanti, a volte anche di un certo spessore e qualità. Ti prego di non prendertela però. Col succulento materiale che mi hai concesso non potevo certo esimermi!

giovedì, maggio 13, 2010

L'invasione degli ultracorpicioni

Ci ho un problema.
Ancora più grande del disordine di mia figlia in salone e nella sua stanza.
Ancora più grande di cosa fare per cena, ché queste due non mangiano niente ed il frigo è imbarazzantemente vuoto.
Ancora più grande di questa pioggia che non smette mai.
Ancora più grande del tempo che passa inesorabile sulle mie occhiaie, sulle mie mani, sui miei neuroni.

Ed è la prova costume.
Nel senso che non so come il costume potrà contenere il mio sederone.
Che si era di parecchio smagrito l'anno scorso, ma che attualmente ha riacquistato molta della sua ciccia. Sederone scomposto che rischia di farmi sfigurare sulla spiaggia, io sirenona incompresa dell'etere.
E poi, quando c'hai due bambine che scorrazzano sulla sabbia non puoi mica perdere tempo a sistemare la tua chiappa che sfugge alla disciplina. E chiappa su chiappa, ci sarà l'invasione degli alieni se non corro ai ripari.

E qui la buona notizia: la materia prima non manca.
Piove ininterrottamente da 24 ore.
Tutta quest'acqua raccolta in appositi contenitori potrà fare l'affare da qui al 1 luglio, quando sul litorale laziale eviterò l'invasione degli ultracorpicioni.
Mi ciberò solo di questo puro nettare per tornare silfidica come (non sono mai stata)!

venerdì, gennaio 22, 2010

Sbriciolamenti

L'implosione della mia casa ha rimestato nel torbido delle mie pulsioni omicide.
In questo periodo le mie figlie fanno lo sciopero della colazione. Cioè possono stare anche un'ora e mezza con la tazza di latte davanti, traccheggiare (come dicono a Roma) non bevendo nemmeno un goccino e quando sono fortunata non rovesciandola, ma sbriciolando sistematicamente qualsiasi cosa edibile alla portata delle loro dolci manine: corn flakes, fette biscottate, pane, biscotti.
Quando tutti e tre, la grande, la piccola e il loro papà, escono da quella porta io mi ritrovo sola con un tappeto di briciole.
Ecco, questa storia delle briciole proprio non si riesce a risolvere. Non si riesce a sensibilizzare la prole su questo punto. A loro scivola (appunto!) addosso. A me invece la briciola mi rimesta il sangue. Farà parte di quella stupida fobia che avevo da piccola, riguardo le cose piccolissime simili ad insettini (che magari erano solo acari giganti oppure io ero già cecata ed era semplicemente il mondo intorno a me), ma queste briciole dovunque mi stressano assai.
Ma il peggio sapete qual è? E' che mia madre, l'altro giorno, osservando col suo occhio critico la situazione, lei che non si ricorda nulla di quando eravamo piccole per una sorta di rimozione cosmica, proprio lei sentenziava: "Anche tu eri così. E c'hai beccato un sacco di botte!".

lunedì, giugno 29, 2009

Mutuo scambio di tenerezze

Più di tre anni fa quando iniziavo a scrivere questo blog ero a uno stadio di dieta perenne c'avevo tutta ciccia e brufoli c'avevo una figlia marmocchia appiccicata al sedere un lavoro più che dignitoso per il re del web un futuro radioso e tutto sommato quattro soldi di più che non fanno mai male e che poi voglio dire pensare ad un secondo figlio ti sembra una cosa normale quando raggiungi una certa stabilità economica hai un tetto sopra la testa e le cose sembrano andare per il verso giusto poi invece guardandomi indietro in questi tre anni mi ritrovo senza lavoro con una figlia in più e tanti soldi di meno ma non è che di per sé sia un dramma avere un figlio in più anzi a me questa cosa tutto sommato piace ché le pupe crescono insieme si fanno i dispetti si strappano anche i capelli quando non si spaccano giochi in testa sono così dolci nella quotidianità fatta di amore tesoro salsiccia e pomodoro però ecco tutto questo per dire che il blog m'è servito come sfogo uno psicanalista di fiducia a costo zero e m'ha fatto anche parzialmente trovare lavoro anche se è durato poco ma soprattutto m'ha fatto conoscere un sacco di persone sentire voci diverse il mio amico supplì mi accusa di avere tutti lettori pecore che concordano sempre con tutto quello che dico ma non è vero per nulla si sbaglia di grosso e poi se anche fosse vorrà dire che io dico sempre cose giuste e questo i miei lettori lo sanno ed è per questo che continuano a seguirmi così numerosi perché sanno che io dico cose vere magari in malo modo ma sempre con quel fondo di rettitudine e moralità che contraddistingue la meringa come filosofia di vita come resistenza all'umana deriva e di questo il supplì me ne deve rendere atto perché lui che mi conosce anche fisicamente da più di un ventennio e ha tastato più volte la ciccia del mio corpicione e mi ha anche fatto da testimone di nozze tingendosi per l'occasione i capelli di giallo paglierino per non dire color piscia di gatto ma va bè tanto guardavano più lui che me e per fortuna che mi ero vestita di rosso se no passavo totalmente inosservata per colpa di quel megalomane platinato proprio lui insomma dovrebbe capire quanto sia bello avere un posto dove scaricare le proprie frustrazioni i propri patemi d'animo le proprie angosce senza sborsare una lira e sapere che c'è comunque sempre qualcuno che dall'altra parte prenderà la palla al balzo per raccontarti le sue e questo scambio fa crescere la meringa e tutta la sua chiara.

giovedì, febbraio 05, 2009

La mejo gioventù

Hai presente la poetica del fanciullino e tutte le banalità che sono sempre state dette (o che almeno io ho sempre giudicato tali) sull'ingenuità dell'infanzia, sulla purezza d'animo dei bimbi, sul candore dei loro atteggiamenti e sulla sacralità di quel dorato periodo?
Ecco, io adesso che ho due figlie e in particolare una di 4 anni e mezzo che sembra già una piccola donna, adesso e solo adesso mi rendo conto del miracolo dell'infanzia, che detto da un'atea suona pure male.
L'atteggiamento dei bambini è quello di andare incontro agli altri, anche se sono brutti goffi puzzolenti e sporchi. L'ALTRO è un arricchimento, una novità, un prezioso tesoro. IL tesoro.

E poi ci sono i genitori la società i familiari gli amici dei genitori la scuola che riportano tutto all'ANTAGONISMO. Perché è sempre meglio essere MEGLIO di qualcuno.
Vorrei non riportarla da nessuna parte mia figlia. Vorrei che trovasse lei stessa gli strumenti per leggere la realtà, per leggere il cuore della persona che ha di fronte. Senza la mediazione della realtà di qualcun altro. Con la purezza dei suoi occhi nuovi. Con la luce senza filtri di una fotografia scattata da un principiante, magari anche sfocata ma autentica.

giovedì, novembre 20, 2008

Insostenibile

Oggi mi sento una fogna, pensavo.
Mia sorella si è accorta del mio repentino cambio d'umore e mi ha chiesto a cosa stessi pensando.
Che ho uno schifo di vita e uno schifo di casa, ho risposto.
In realtà, come potrete immaginare, non è esattamente così.

Ma poco importa.

Quando entri in una casa con una cucina splendida con il lavello più grande del mondo, il termocamino che riscalda tutti gli ambienti senza muovere nulla se non un ciocco di legno, quando fuori a perdita d'occhio si vedono ulivi, viti, orti, quando il salone è grande come tutta casa tua e forse anche qualche metro quadrato in più e la padrona di casa, nonché (come te!) madre di due bimbi, è semplicemente perfetta nel corpo, nell'anima e nella dolcezza di porsi al mondo quella dolcezza che la mia ruvida capoccia non ha mai conosciuto né mai conoscerà, quando tutto questo irrompe nella tua esistenza, un attimo di sconforto è consentito, o no?