Allora oggi, per non saper che fare, mi sono recata in ospedale a fare tutta una serie di esami propedeutici per un'operazioncina da nulla che lunedì la mia gamba sinistra sosterrà in "day surgery" come chiamano adesso gli interventi ambulatoriali. Allora rispetto all'anno scorso che avevo fatto la gamba destra la location è cambiata non poco poiché l'ospedalozzo si è rinfrescato i connotati i dirigenti hanno voluto fare manifestamente gli sboroni costruendo un C.U.P. nuovo di zecca che funziona che non bisogna più aspettare ore per pagare (cioè ma vi rendete conto della distorsione? aspettare ore per pagare soldi ad un ente pubblico?) che c'ha dei posaceneri nel cortile grossi come il leone di pelouche di mia figlia o che comunque ne occupano sicuramente la stessa cubatura che c'ha luci sgargianti e che anche il nome del reparto di day hospital hanno cambiato che assona molto col "sor pampurio" d'infantile mia memoria e che sembra bello e divertente poi però ti rendi conto che il sor pampurio ti lascia aspettare ore di fronte alla porta d'uscita sul freddo gelido che si apre ogni 5 secondi e che non è una di quelle porte scorrevoli che si aprono a peso ed ho scoperto che vanno a peso perché una volta la mia povera figliola è rimasta chiusa nello spazio tra le due porte scorrevoli dell'uscita perché era troppo leggera per fare aprire la seconda e io non sapevo cosa fare per attirare l'attenzione di qualche addetto del negozio perché incidentalmente l'avevo preceduta e mi trovavo fuori del negozio peraltro sotto un diluvio universale senza ombrello e senza tettoia sbracciandomi all'indirizzo della cassiera tutta intenta al suo lavoro e non potevo nemmeno entrare nel negozio con la paura che poi qualcuno uscisse e mi portasse via la mia figlioletta insomma una situazione da incubo che mi ha fatto scoprire che le porte scorrevoli funzionano a peso (e non è bene accetta la battuta che coi miei chili si apre per forza) dicevo insomma che al sor pampurio la porta è quella dell'uscita di emergenza con maniglione antipanico utilizzata come accesso principale al C.U.P. con un viavai di gente incredibile e peraltro ho visto in quattro ore una varietà di umanità indescrivibile brutti bellissimi vecchi stravecchi mamme con neonati e padri isterici con in testa un cappello con la piuma e un bambino in una carrozzina imbacuccato che peggio di un eschimese fuori dalla porta del suo igloo zoppi ingessati bambini con arti rotti e stampelle fare quattro volte lo stesso percorso gente che usciva a fumare utilizzando il posacenere grande come l'orso di mia figlia che poi mi sono sempre chiesta come fanno a svuotarli quei posaceneri con tutta la sabbia dentro ci sta forse una paletta speciale? e poi oggi l'ho scoperto: fanno il vaso profondissimo e portano via sabbia e sigarette poco per volta svuotando e poi riempiendo di nuovo senza soluzione di continuità e oggi era al livello più basso per cui mi sono dovuta abbassare praticamente a 135 gradi per riuscire a spegnere la sigaretta ho poi parlato con un'infinità di persone ho riempito moduli con le malattie pregresse ad almeno quattro vecchi perché il day hospital è un po' come il fai da te ti danno dei moduli da riempire e se non hai penna e occhiali e magari hai qualche annetto di troppo come è il caso della maggior parte delle persone a chirurgia vascolare allora sei proprio fregato e come fai se non c'è la martello che ti riempie il modulo tipo ce l'ha mai avuta la gotta? l'ipertensione? l'arteriosclerosi? dorme bene? tachicardia? si sveglia con l'affanno? quanti cuscini usa per dormire? usa i preservativi oppure ogino? (quest'ultima era una battuta ma il livello era veramente personalissimo e imbarazzante a trattare con emeriti estranei) tanto che un tizio dopo la mezz'ora che ci abbiamo impiegato a riempire la sua cartella mi voleva pure offrire un caffè, nella fattispecie lui (presumo ultrasessantenne) mi aveva appena risposto a delle domande riguardanti l'intimità di suo fratello ottantenne insomma praticamente il delirio ma io ho vissuto anche il mio momento di gloria durante il colloquio con l'anestesista che mi ha accolto stringendomi la mano (cosa assolutamente singolare) e dicendomi che la mia personale cartella era stata da me riempita superbene, in maniera assolutamente accurata e che forse potevasi dare il caso che ero una collega medico no mi spiace caro sono solo una con un'intelligenza media anche per certi versi sotto la media che ha risposto accuratamente a tutte le domande e che si trova a ricordare il nome esatto dei tre interventi da lei subiti (tra cui 2 cesarei) sicché voglio dire non è che sia proprio un merito straordinario....ma tant'è, mi becco i complimenti e per lunedì mi devo presentare con le pudenda depilate, integralmente mi raccomando! - mi ha detto l'infermiera. Topa al vento, come si suol dire.
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giovedì, gennaio 14, 2010
lunedì, gennaio 11, 2010
NotiziONE
Oggi al TG dell'ora di pranzo Mister B. snocciolava barzellette su statuette in faccia. Il succo era che se le prendono cani e porci (oh, l'ha detto lui!). E giù a ridere (sempre lui).
Poi veniva data così, en passant, la notizia che Englaro era stato prosciolto da tutte le accuse di omicidio colposo. E non un giornalista (o un politico, perché no?) che abbia sentito il bisogno di fare una dichiarazione di scuse per il massacro mediatico cui quest'uomo e la sua famiglia sono stati sottoposti.
Gli stessi giornalisti che ci vogliono far credere che a qualcuno importi che i braccianti africani siano andati via da Rosarno. E poi, tutte quelle arance a marcire sugli alberi. E nessuno dice che i coltivatori guadagnano di più a tenerle a marcire che a raccoglierle e rivenderle.
E intanto noi, al mercato, possiamo comprare "arance non trattate" rigorosamente provenienti dalla Calabria oppure "arance" che non si sa cosa abbiano sopra.
Poi ieri è morto Mano Solo e oggi Eric Rohmer.
Ma in compenso su Raidue stasera Craxi è un eroe.
A rischio di sembrare oscena, datemi una lametta che mi taglio una vena.
Poi veniva data così, en passant, la notizia che Englaro era stato prosciolto da tutte le accuse di omicidio colposo. E non un giornalista (o un politico, perché no?) che abbia sentito il bisogno di fare una dichiarazione di scuse per il massacro mediatico cui quest'uomo e la sua famiglia sono stati sottoposti.
Gli stessi giornalisti che ci vogliono far credere che a qualcuno importi che i braccianti africani siano andati via da Rosarno. E poi, tutte quelle arance a marcire sugli alberi. E nessuno dice che i coltivatori guadagnano di più a tenerle a marcire che a raccoglierle e rivenderle.
E intanto noi, al mercato, possiamo comprare "arance non trattate" rigorosamente provenienti dalla Calabria oppure "arance" che non si sa cosa abbiano sopra.
Poi ieri è morto Mano Solo e oggi Eric Rohmer.
Ma in compenso su Raidue stasera Craxi è un eroe.
A rischio di sembrare oscena, datemi una lametta che mi taglio una vena.
giovedì, ottobre 08, 2009
Un'offesa val bene, anzi troppo.
Donne tirate fuori le palle quelle palle che c'avete dentro né più né meno di un maschio cacciatele fuori e non permettete che questi machi della domenica che per eccitarsi hanno bisogno di donne giovani e turgide altrimenti non gli si rizza manco morti dediti a pratiche sessuali che li giustificherebbero a disprezzare qualsiasi donna non corrisponda al loro bieco ideale non permettete che vi offendano sessualmente tirate fuori le palle donne e difendete il vostro onore difendete il fatto che si deve poter discutere senza tirare in ballo la bellezza senza essere top model e invece usando solo ed esclusivamente il cervello anche se in questo mondo di ladri di identità di figa di soldi di futuro il cervello non conta un'emerita cippa allora tirate fuori le palle se non conta il cervello a colpi di palle li butterete giù quei sepolccri imbiancati che non hanno argomenti oltre l'insulto dichiaratamente sessuale per sminuire talenti che loro non si sognano nemmeno lontanamente di avere.
Tiriamo fuori le palle e vediamo chi ce l'ha più grosse.
Tiriamo fuori le palle e vediamo chi ce l'ha più grosse.
giovedì, settembre 24, 2009
Le rughe del tempo solcheranno anche la vostra fronte, e allora saranno cavoli
Venticinque minuti di culi, tette e labbra riassumono egregiamente la condizione della donna postmoderna così come è attualmente concepita, veicolata e mostrata dai media.
Ci vogliono far credere che le donne hanno paura di invecchiare, hanno paura che il tempo passi, hanno paura di non essere all'altezza. E allora giù col silicone per mostrare che turgida e soda è meglio di quella ruga che mi spunta agli angoli della bocca, il cui solco si ingrandisce giorno dopo giorno.
E non se ne abbiano a male le donne potenti, loro che pensano di potersi lasciare andare alle ingiurie del tempo. E' solo un gioco, chiediamo scusa se fate schifo da vecchie e abbiamo deciso di farvelo notare. Lo sappiamo, non è politically correct, ma in fondo bastano due scuse e tutto torna come prima. Fino alla prossima ruga.
Ci vogliono far credere che le donne hanno paura di invecchiare, hanno paura che il tempo passi, hanno paura di non essere all'altezza. E allora giù col silicone per mostrare che turgida e soda è meglio di quella ruga che mi spunta agli angoli della bocca, il cui solco si ingrandisce giorno dopo giorno.
E non se ne abbiano a male le donne potenti, loro che pensano di potersi lasciare andare alle ingiurie del tempo. E' solo un gioco, chiediamo scusa se fate schifo da vecchie e abbiamo deciso di farvelo notare. Lo sappiamo, non è politically correct, ma in fondo bastano due scuse e tutto torna come prima. Fino alla prossima ruga.
mercoledì, aprile 08, 2009
Siamo tutti aquilani
A qualcosa deve pur servire un blog.
Io credo nell'informazione libera e nei liberi informatori.
L'orrore che questi giorni ci trasmette la televisione sembra essere solo una minima parte.
Detto da chi ci sta dentro fino al collo.
Io credo nell'informazione libera e nei liberi informatori.
L'orrore che questi giorni ci trasmette la televisione sembra essere solo una minima parte.
Detto da chi ci sta dentro fino al collo.
giovedì, novembre 20, 2008
Insostenibile
Oggi mi sento una fogna, pensavo.
Mia sorella si è accorta del mio repentino cambio d'umore e mi ha chiesto a cosa stessi pensando.
Che ho uno schifo di vita e uno schifo di casa, ho risposto.
In realtà, come potrete immaginare, non è esattamente così.
Ma poco importa.
Quando entri in una casa con una cucina splendida con il lavello più grande del mondo, il termocamino che riscalda tutti gli ambienti senza muovere nulla se non un ciocco di legno, quando fuori a perdita d'occhio si vedono ulivi, viti, orti, quando il salone è grande come tutta casa tua e forse anche qualche metro quadrato in più e la padrona di casa, nonché (come te!) madre di due bimbi, è semplicemente perfetta nel corpo, nell'anima e nella dolcezza di porsi al mondo quella dolcezza che la mia ruvida capoccia non ha mai conosciuto né mai conoscerà, quando tutto questo irrompe nella tua esistenza, un attimo di sconforto è consentito, o no?
Mia sorella si è accorta del mio repentino cambio d'umore e mi ha chiesto a cosa stessi pensando.
Che ho uno schifo di vita e uno schifo di casa, ho risposto.
In realtà, come potrete immaginare, non è esattamente così.
Ma poco importa.
Quando entri in una casa con una cucina splendida con il lavello più grande del mondo, il termocamino che riscalda tutti gli ambienti senza muovere nulla se non un ciocco di legno, quando fuori a perdita d'occhio si vedono ulivi, viti, orti, quando il salone è grande come tutta casa tua e forse anche qualche metro quadrato in più e la padrona di casa, nonché (come te!) madre di due bimbi, è semplicemente perfetta nel corpo, nell'anima e nella dolcezza di porsi al mondo quella dolcezza che la mia ruvida capoccia non ha mai conosciuto né mai conoscerà, quando tutto questo irrompe nella tua esistenza, un attimo di sconforto è consentito, o no?
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