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mercoledì, dicembre 22, 2010

Wonder Woman

La faccia allibita di mio marito non ha prezzo (vorrei dire di merda, ma poi dopo sembra che parlo sempre male di lui, quando, poverino, in fondo non ha fatto nulla di male, non è mica colpa sua se è sposato con una wonder woman!).
Insomma - dicevo - mi tiro dietro la porta di casa senza togliere le chiavi all'interno e soprattutto senza nessuno all'interno.
Che deficiente! potrebbe dire qualcuno di poco accorto.
Ma non mi perdo d'animo.
Vado a recuperare lastre per scassinare la porta, come quella volta che vennero i vigili del fuoco dopo sole tre ore di attesa e con un "flap" di lastra al torace aprirono la serratura di casa nostra.
Stamattina ero preparata.
Allora poi lascio fare mio marito perché non bisogna mai contraddire un maschio in azione, che punta i piedi sul tappetino, si toglie gli occhiali perché non vede le fessure da vicino, sbuffa, sniffa, sgrinfia con tutte le sue forze. Potremmo usare la carta bancomat - gli dico - per scassinare la porta, visto che questa lastra non va ne avanti né indietro. E lui ah ma che cavolo dici, la lastra può fare il giro (secondo lui la lastra doveva fare a zigo zago c'era un mago) mentre il bancomat è semplicemente troppo corto. E continua con la lastra, con gli occhiali, con gli sbuffi. Fino a che con vocina angelica gli dico: Mi fai provare?
Agile come una pantera, mi appropinquo alla porta e con nonchalance tiro fuori una carta dal portafoglio. Con la padronanza tipica del ladro navigato, la ficco nella fessura e con gesto deciso faccio "stock" e apro la porta.
La faccia (da rosicone!) di mio marito in quel momento non ha prezzo.
Per tutto il resto, ovviamente, c'è il bancomat!

mercoledì, maggio 19, 2010

Rosicare humanum est

Il rosicone è un personaggio dalle molteplici sfaccettature.
Per chi non fosse romano, rosicare significa sbatasciare i propri denti su superfici di estrema durezza e ruvidità per sfogare i propri istinti omicidi irrealizzabili nei confronti di persona ampiamente più capace/fortunata/bella/intelligente di noi.
Questo perpetuo movimento conduce, ovviamente, a continui malvagi ed ossessivi nonché perversi pensieri.
Il rosicone viaggia su due lunghezze: quella della realtà (sua) estremamente insoddisfacente e quella della (splendida) realtà (altrui) oltremodo fantastica e sprizzante felicità. Che codesta felicità sia vera oppure del tutto inventata non ha peso alcuno sul nostro personaggio. Ciò che gli interessa non è l'agire altrui, ma le sue conseguenze. Che egli non riesce in alcun modo a riprodurre in seno alla sua esistenza, nonostante il suo agire infinitamente migliore (secondo lui).
Aggiungiamo, inoltre, che codesto viaggio parallelo si traduce in una perdita secca di senso. Senso della realtà ovviamente.
Evento che porta inevitabilmente a manie di persecuzione, ossessioni compulsive farneticanti, mitomania in generale.
Che, come ho più volte evidenziato nell'articolato percorso del mio blog, è la piaga del XXI secolo.