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domenica, aprile 10, 2011
Simpaticamente glamour
La mia amica D. fa sempre cose molto glamour l'ultima in ordine di tempo è stata stasera che sono andata con lei a casa di un'amica obiettivo baratto di vestiti con altre donne si presupponeva più o meno della stessa stazza che io e la mia amica D. più o meno condividiamo dico più o meno perché io comunque batto tutte e allora mi aspettavo di avere davanti un tappeto di vestiti ma non vestiti qualunque vestiti molto glamour perché la mia amica D. è sempre molto glamour stasera aveva una camicia verde pistacchio di Bronte e un paio di ballerine senza calze che le mettevano in rilievo una graziosissima caviglia allora arrivo leggermente in ritardo dopo aver passato la domenica pomeriggio a scofanarmi di pasticcini e golosità varie alla solita festa di bambini quindi diciamo ancora più rotonda del solito se possibile e mi ritrovo in un consesso in cui il totale del volume delle donne presenti era uguale se non minore alla somma del mio, di quello della mia amica D. e della sua amica M. erano tutte magre esponevano vestiti magri cose che nemmeno se avessi trattenuto il fiato all'infinito mi sarebbero entrate anche solo su una coscia io che ero andata lì piena di belle speranze di potermi rifare il guardaroba e avevo preso due o tre cosette dal mio armadio le prime che mi erano capitate sottomano per la precisione un boa di struzzo rosa, una camicia da notte di seta rossa completa di vestaglia rossa da tenutaria di bordello, un reggicalze ghepardato e un grazioso paio di mutandine che mi salcicciavano i fianchi in maniera orrenda beh queste cosette hanno avuto un successone sono andate a ruba l'amica M. si è anche fatta fotografare in posa discinta per pochi intimi essendo lei supremamente dotata in paraurti anteriori con vestaglia da tenutaria e boa insomma però io nel baratto mi son beccata vestito golf e camicia invernali e però niente spazio per microgonne e micropull che la padrona di casa provava e barattava a tutto andare eh certo che lei non ha pancia fa palestra hanno detto tutti alla mia obiezione che le stava bene tutto e pure io faccio palestra e corro tre volte a settimana cazzo ho urlato eppure non fa lo stesso effetto allora si sono girati tutti verso di me e ho avuto la certezza che la simpatia ti ripaga di tutte le sofferenze di tutti i centimetri non persi di tutti i pasticcini ingollati in un pomeriggio di quasi estate.
lunedì, aprile 26, 2010
Il mastello friccicarello
La questione del riciclo mi sta molto a cuore.
E' venuto il giorno in cui il paesello della ridente campagna romana dove vivo si arrende all'ottemperanza della legislazione europea che entro il 2012 ci vuole tutti muniti di appositi mastelli per la raccolta della spazzatura differenziata porta a porta.
Se non finirà il mondo, dal 2012 saremo tutti più ecologici.
Noi tutto sommato ci portiamo avanti col lavoro.
Visto che l'abrivio non sembra dei più facili.
Nonostante l'informazione ai cittadini (una riunione per ogni zona), l'abitudine è cosa difficile da cambiare così da un giorno all'altro.
Il paesaggio anch'esso cambierà.
Non abbiamo più cassonetti per le strade, ma presto avremo solo mucchi di spazzatura gettata alla rinfusa da passanti di altri paesi.
In cambio possediamo 5 graziosi mastelli di conferimento (così li chiamano) per ogni casa, che ci vengono ritirati da apposito camioncino a giorni prestabiliti.
Tutto questo è molto hi-tech.
I mastelli stessi sono molto hi-tech.
Sono fatti per far fronte alle incursioni degli animali, con un bel maniglione di chiusura.
Peccato però che non siano antipioggia, e soprattutto anti-marito.
Infatti l'uomo tecnologico non ha ancora capito come funziona il maniglione (nonostante la lettura di depliants su depliants e le debite istruzioni della sottoscritta) ed ha depositato il mastello dell'umido non correttamente chiuso. Sicché stanotte animali di ogni genere, cani, cinghiali, gatti e stamattina anche un gabbiano, ci si sono avventati contro. Ed io ho dovuto raccogliere tutti gli avanzi dell'abbuffata. Credo che il cibo più gradito sia stato la sfoglia di pasta avariata che era nel frigo da mesi. Non ce n'era più nemmeno una briciola.
Ed oggi, primo giorno di raccolta, il netturbino è venuto alle 12h00, con tutta calma. Mica la mattina dalle 6 alle 8 come ci avevano annunciato.
E col cavolo che rimetto fuori i mastelli di notte.
Infatti, hic stantibus rebus, quello che rischia di più è mio marito.
E' venuto il giorno in cui il paesello della ridente campagna romana dove vivo si arrende all'ottemperanza della legislazione europea che entro il 2012 ci vuole tutti muniti di appositi mastelli per la raccolta della spazzatura differenziata porta a porta.
Se non finirà il mondo, dal 2012 saremo tutti più ecologici.
Noi tutto sommato ci portiamo avanti col lavoro.
Visto che l'abrivio non sembra dei più facili.
Nonostante l'informazione ai cittadini (una riunione per ogni zona), l'abitudine è cosa difficile da cambiare così da un giorno all'altro.
Il paesaggio anch'esso cambierà.
Non abbiamo più cassonetti per le strade, ma presto avremo solo mucchi di spazzatura gettata alla rinfusa da passanti di altri paesi.
In cambio possediamo 5 graziosi mastelli di conferimento (così li chiamano) per ogni casa, che ci vengono ritirati da apposito camioncino a giorni prestabiliti.
Tutto questo è molto hi-tech.
I mastelli stessi sono molto hi-tech.
Sono fatti per far fronte alle incursioni degli animali, con un bel maniglione di chiusura.
Peccato però che non siano antipioggia, e soprattutto anti-marito.
Infatti l'uomo tecnologico non ha ancora capito come funziona il maniglione (nonostante la lettura di depliants su depliants e le debite istruzioni della sottoscritta) ed ha depositato il mastello dell'umido non correttamente chiuso. Sicché stanotte animali di ogni genere, cani, cinghiali, gatti e stamattina anche un gabbiano, ci si sono avventati contro. Ed io ho dovuto raccogliere tutti gli avanzi dell'abbuffata. Credo che il cibo più gradito sia stato la sfoglia di pasta avariata che era nel frigo da mesi. Non ce n'era più nemmeno una briciola.
Ed oggi, primo giorno di raccolta, il netturbino è venuto alle 12h00, con tutta calma. Mica la mattina dalle 6 alle 8 come ci avevano annunciato.
E col cavolo che rimetto fuori i mastelli di notte.
Infatti, hic stantibus rebus, quello che rischia di più è mio marito.
martedì, gennaio 05, 2010
Regalatevi a natale
Secondo voi, quando vi regalano il vero ciaffo, quel regalo orrendo che giacerà inevitabilmente nel fondo dei vostri armadi perché la persona che ve l'ha regalato è troppo vicina per avere il coraggio di gettarlo direttamente nella spazzatura, nella fattispecie un vaso di materiale non meglio identificato (mio marito sostiene di legno, e bisogna dargli credito perché nel sangue ha grossomodo gli stessi geni del donatore), vaso enorme, in forma ovoidale schiacciata, nero dorato marrone, secondo voi - dicevo - si è obbligati a tirarlo fuori nel caso il donatore si presenti a casa vostra con un mazzo di fiori?
Non è forse legittimo questo interrogativo?
Cosa vince?
Educazione o disgusto?
Gentilezza o raccapriccio?
Non è forse legittimo questo interrogativo?
Cosa vince?
Educazione o disgusto?
Gentilezza o raccapriccio?
martedì, novembre 25, 2008
La morte del riciclatore misterioso
Confesso che mi sono addormentata durante l'ultima puntata di Report sulla monnezza di Roma.
Eppure io, come unica ufficiale ricercatrice del riciclatore misterioso, avrei dovuto restar desta fino all'ultimo sospiro.
Non ho retto.
E' stato come confessare a me stessa che gli sforzi sovrumani che faccio da anni, per star dietro al riciclo della famiglia e perorare quello del mondo intero, non sono serviti a un cazzo.
Eppure io, come unica ufficiale ricercatrice del riciclatore misterioso, avrei dovuto restar desta fino all'ultimo sospiro.
Non ho retto.
E' stato come confessare a me stessa che gli sforzi sovrumani che faccio da anni, per star dietro al riciclo della famiglia e perorare quello del mondo intero, non sono serviti a un cazzo.
giovedì, novembre 13, 2008
In quel mentre
Mentre quei veri giornalisti del TG1 mandano in onda l'ultima recensione del più prestigioso film di natale accattatevi la fidanzata di papà che sicuramente interesserà la maggior parte degli italiani senza nemmeno corrispondere al primo principio aristotelico della catarsi perché tanto non c'è nulla di purificatore nelle tette della ventura anzi tutto inquinamento in più quando lei si farà polvere e rimarranno quelle due pallette in silicone con tempo di riduzione in rifiuto non inquinante di almeno tutta la vita dei bisnipoti delle mie figlie; mentre non si capisce perché continuino a fare pubblicità di carte di credito quando chiaramente il sistema creditizio ha una falla al suo interno anche abbastanza potente e me lo chiedevo io già in tempi non sospetti quando la mia amica che abitava in Inghilterra si comprava l'ultimo PC uscito senza cacciare una sterlina e l'avrebbe pagato quando voleva e come voleva perché era a credito e io strabuzzavo gli occhi perché anche all'inizio degli anni novanta una bottiglia di vino a Londra in un ristorante medio quando ancora noi italiani eravamo ricchi e io mi facevo tre settimane di vacanze col milione di lire che mi dava mio padre che ora manco per tre giorni basterebbe una bottiglia di vino dicevo costava già 20 sterline e però si poteva fare la vita del beato porco che prima o poi avresti pagato a credito un po' per volta ma dico io e quelli che invece i soldi li devono cacciare subito come cavolo la mettiamo?; mentre mia figlia sta piangendo dalle ore 8h30 di questa mattina e appena addormentata è arrivato un tuono da stendere un supereroe che l'ha svegliata il tuono non il supereroe perché sappiamo tutti che i supereroi non esistono e che non vale la pena nemmeno crederci se poi ci fanno passare per catartica la fidanzata di papà; mentre sto facendo un rapido calcolo che non possiedo un ombrello funzionante che è uno e l'unico che ho sta steso ad asciugare ma c'ha tutti gli spunzoni rotti che spenzolano fuori da tutte le parti e mi domando come ancora non abbiano cecato un occhio mio o di mia figlia che porto in braccio teneramente quando piove solo raramente bestemmiando in tutte le lingue che conosco per avermi fatto venire a vivere in campagna che c'è una melma per terra che ti rimane incrostata sotto le scarpe per mesi a volte anche fino alla stagione successiva; mentre mi dovrei preparare per la serata di stasera dove incontrerò molti ex compagni di liceo grazie alla faccia libro che ci perseguita i ricordi e dovrei ricorrere ad un restauro per sembrare anche solo vagamente sotto la quarantina e a poco serve la giustificazione dei due figli vacca ero e vacca sono; mentre tutto intorno è solamente pioggia mentre vorrei che fosse Francia
mentre è tutto questo io MI STO ATTREZZANDO con la BARCA che mi porterà alla scuola materna a prendere mia figlia.
mentre è tutto questo io MI STO ATTREZZANDO con la BARCA che mi porterà alla scuola materna a prendere mia figlia.
lunedì, novembre 10, 2008
Sconciamente cheer
Se rinasco, faccio la cheerleader, così mi scoprono le foto sconce su Facebook e mi cacciano via.
Anche questo è un modo per riciclare.
Io non posso buttar via nulla.
Mi devono eliminare, piuttosto!
Anche questo è un modo per riciclare.
Io non posso buttar via nulla.
Mi devono eliminare, piuttosto!
lunedì, ottobre 27, 2008
Smaltimento comportamentale
E tu ti danni l'anima per cercare di instillare un minimo di educazione in quelle tabule rase che sono le tue figlie. Cerchi di far capire loro che certe cose si possono fare e altre meno o per nulla.
E mentre tu ti adoperi per farne delle personcine a modo, quel vaccaro di tuo marito (sì, vaccaro!) che fa?
Egli fa la scarpetta col pane e pulisce il piatto con la lingua.
Sì, con la lingua. E con gusto.
Davanti al mio sguardo basito e davanti ai milioni di neuroni vergini della mia pargola, che in quattro e quattr'otto hanno assimilato il prezioso insegnamento.
E questi comportamenti, che tempo hanno di smaltimento?
Ora trovatemelo un tempo giusto in cui mia figlia capirà che il piatto, oltreché col pane, non si pulisce con nient'altro. Men che meno con la lingua!
E non mi basteranno i tre anni che mi separano dal divorzio!
E mentre tu ti adoperi per farne delle personcine a modo, quel vaccaro di tuo marito (sì, vaccaro!) che fa?
Egli fa la scarpetta col pane e pulisce il piatto con la lingua.
Sì, con la lingua. E con gusto.
Davanti al mio sguardo basito e davanti ai milioni di neuroni vergini della mia pargola, che in quattro e quattr'otto hanno assimilato il prezioso insegnamento.
E questi comportamenti, che tempo hanno di smaltimento?
Ora trovatemelo un tempo giusto in cui mia figlia capirà che il piatto, oltreché col pane, non si pulisce con nient'altro. Men che meno con la lingua!
E non mi basteranno i tre anni che mi separano dal divorzio!
giovedì, ottobre 09, 2008
Delicatamente mi preparo all'inverno che arriva
Visto che ho guadagnato l'intero guardaroba invernale, mi mancavano solo le scarpe.
Allora mi animo di pazienza, carico le pupe in macchina e mi avvio verso la metropoli, dove mia madre mi avrebbe custodito una delle due in cambio di un passaggio al parco giochi.
E allora mi sembra che tutto vada per il meglio, salvo poi girare per un'ora e un quarto per trovare parcheggio, peraltro a circa tre chilometri a piedi dal mio negozio.
Col problema del 43 di piedi non è che posso andare alla bancarella a comprarmi un paio di scarpe da donna.
Ma questo è il mio momento.
Io mi compro un vero paio di scarpe ogni due, tre anni e devo poterne scegliere uno come si deve.
E allora spiego (sempre tenendomi sul vago, non sia mai che pensi che io abbia le idee chiare) cosa voglio. Anzi specifico alla commessa che io non so esattamente cosa voglio, ma so molto precisamente cosa non voglio. Glielo chiarisco ulteriormente e praticamente la tizia mi tira fuori tutto il negozio. Tra cui perfino un paio di scarpe che avevo identiche comprate lì (orrende!) e che avevo cestinato diversi anni prima. Ma a chi ti credi di dare la monnezza? Io compro poco ma bene, bella. La monnezza la eredito dai familiari, ma le cose che compro devono essere perfette. E poi in mezzo tutta una serie di scarpe impresentabili a un certo punto spunta il guanto. La scarpa che tutti sognamo di avere al piede anche quando andiamo a dormire. Bene. Il mocassino guanto ovviamente non mi va. Nel senso che mi sta largo di un dito e la misura più piccola non c'è. E nemmeno con la soletta dentro funziona. Mica posso comprare un guanto che mi sta largo con la speranza che mi cresca il piede! A quel punto la figlia-palla-al-piede che avevo infilato nel passeggino a forza comincia a smaniare. Non le bastano più i quaranta pacchetti di crackers che le ho dato, il calzante rubato alla commessa, le palle di carta estratte surrettiziamente dalle duecento scarpe provate. No. Lei vorrebbe scendere dal passeggino. Il mio tempo subisce un arresto immediato. Finisce seduta stante. E cerco di sbirciare il prezzo dell'unica scarpa che vagamente mi piace perché mi rendo conto che dopo un'ora e mezza che sono lì e ho cambiato tre commesse che piano piano finivano il loro turno non posso mica andarmene così. E allora compro un paio di scarpe coi lacci, col tacco e con tutti intarsi sbrilluccicosi e un qualcosa che assomiglia a un circoletto di diamantini. Mi sento ricca perché me la sono cavata con quelle che costavano meno. Laddove per noi gigantesse col 43 di piedi il meno è sempre relativamente alto. E per non saper che fare, mentre il proprietario strisciava il mio bancomat e io facevo mentalmente il conto se non andavo in scoperto che lo scoperto mi sarebbe costato più delle scarpe di interessi, mi son trovata a dissertare con lui di economia visti i tempi e visto che ero ormai l'ultima cliente rimasta nel negozio e tutto sommato avevamo passato insieme il pomeriggio. Son argomenti che affratellano.
Anche se io, di economia, non capisco un cazzo.
Allora mi animo di pazienza, carico le pupe in macchina e mi avvio verso la metropoli, dove mia madre mi avrebbe custodito una delle due in cambio di un passaggio al parco giochi.
E allora mi sembra che tutto vada per il meglio, salvo poi girare per un'ora e un quarto per trovare parcheggio, peraltro a circa tre chilometri a piedi dal mio negozio.
Col problema del 43 di piedi non è che posso andare alla bancarella a comprarmi un paio di scarpe da donna.
Ma questo è il mio momento.
Io mi compro un vero paio di scarpe ogni due, tre anni e devo poterne scegliere uno come si deve.
E allora spiego (sempre tenendomi sul vago, non sia mai che pensi che io abbia le idee chiare) cosa voglio. Anzi specifico alla commessa che io non so esattamente cosa voglio, ma so molto precisamente cosa non voglio. Glielo chiarisco ulteriormente e praticamente la tizia mi tira fuori tutto il negozio. Tra cui perfino un paio di scarpe che avevo identiche comprate lì (orrende!) e che avevo cestinato diversi anni prima. Ma a chi ti credi di dare la monnezza? Io compro poco ma bene, bella. La monnezza la eredito dai familiari, ma le cose che compro devono essere perfette. E poi in mezzo tutta una serie di scarpe impresentabili a un certo punto spunta il guanto. La scarpa che tutti sognamo di avere al piede anche quando andiamo a dormire. Bene. Il mocassino guanto ovviamente non mi va. Nel senso che mi sta largo di un dito e la misura più piccola non c'è. E nemmeno con la soletta dentro funziona. Mica posso comprare un guanto che mi sta largo con la speranza che mi cresca il piede! A quel punto la figlia-palla-al-piede che avevo infilato nel passeggino a forza comincia a smaniare. Non le bastano più i quaranta pacchetti di crackers che le ho dato, il calzante rubato alla commessa, le palle di carta estratte surrettiziamente dalle duecento scarpe provate. No. Lei vorrebbe scendere dal passeggino. Il mio tempo subisce un arresto immediato. Finisce seduta stante. E cerco di sbirciare il prezzo dell'unica scarpa che vagamente mi piace perché mi rendo conto che dopo un'ora e mezza che sono lì e ho cambiato tre commesse che piano piano finivano il loro turno non posso mica andarmene così. E allora compro un paio di scarpe coi lacci, col tacco e con tutti intarsi sbrilluccicosi e un qualcosa che assomiglia a un circoletto di diamantini. Mi sento ricca perché me la sono cavata con quelle che costavano meno. Laddove per noi gigantesse col 43 di piedi il meno è sempre relativamente alto. E per non saper che fare, mentre il proprietario strisciava il mio bancomat e io facevo mentalmente il conto se non andavo in scoperto che lo scoperto mi sarebbe costato più delle scarpe di interessi, mi son trovata a dissertare con lui di economia visti i tempi e visto che ero ormai l'ultima cliente rimasta nel negozio e tutto sommato avevamo passato insieme il pomeriggio. Son argomenti che affratellano.
Anche se io, di economia, non capisco un cazzo.
mercoledì, ottobre 08, 2008
New ecology
Vi dico solo che ieri, senza muovere un dito, ho guadagnato 6 paia di pantaloni 6.
Mia sorella ha fatto il suo cambio di stagione.
E io raccatto gli scarti.
Questa sì che è vera ecologia.
Mia sorella ha fatto il suo cambio di stagione.
E io raccatto gli scarti.
Questa sì che è vera ecologia.
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