domenica, luglio 17, 2011

Brandelli d'Italia

Ho come la sensazione che il centro e il sud dell'Italia saranno presto staccati dal nord, da un terremoto un po' più forte degli altri.
Potrebbe essere la soluzione all'annosa questione meridionale.
Sono sicura che 'sta storia dei terremoti se l'è inventata T. per accontentare la Lega.
Comunque se da Oltralpe tornerò a casa e la troverò ancora, sarà stato solo un brutto presagio.
Per dire che vado in vacanza. Vado.

venerdì, luglio 08, 2011

Alla fine

Alla fine nessuno arretra dalle sue posizioni
nessuno cede di un millimetro
nessuno ammette che la discussione può costruire invece di distruggere
nemmeno chi ti conosce, nemmeno chi .....
Alla fine nessuno conosce veramente l'altro
nessuno capisce le parole che contano veramente
nessuno usa le parole come dovrebbero essere usate
nessuno ti accarezza gratis
Alla fine rimaniamo soli
pieni di conflitti
pieni di nemici
mentre vorremmo solo una carezza
un gesto d'affetto
che va oltre le parole,
oltre la tristezza
oltre il dolore dell'incomunicabilità.
Vorremmo un gesto gratuito che passi sopra a tutto
il detto e il non detto
vorremmo un fiore
un sorriso
una carezza.
Questo ci fa umani.
Oltre ogni limite.

martedì, luglio 05, 2011

I miei maschi

I maschi, no, per i quali una parola è poca e due sono troppe,
i maschi che tengono sempre i piedi in due staffe e non si sbilanciano mai,
i maschi che quando dicono no significa no
ma che non è vero perché ho scoperto che potrebbe anche voler dire vorrei ma non posso
i maschi che si si le metto a posto e le seggiole sono lì da due mesi
i maschi che è sempre colpa di qualcun altro
i maschi che si ricordano di una telefonata minatoria senza sapere se è realmente avvenuta
i maschi che ti hanno voluto bene e ora vogliono solo scopare
i maschi fedeli e quelli che no
i maschi poetici che scrivono lettere d'amore e quelli che non hanno mai detto ti amo
i maschi che non prendono posizione per principio però sanno sempre più e meglio dell'allenatore della loro squadra del cuore
i maschi umarelli che si fermano quando c'è un incidente per dire la loro o anche solo per guardare altri maschi che guardano altri maschi dire la loro su altri maschi che litigano per decidere di chi è la colpa
i maschi che ti cedono il passo per toccarti il culo
i maschi che ti stuprano con uno sguardo e si professano liberali
i maschi che ho conosciuto non sono tutti così
non pretendo di aver fatto una lista esaustiva.
Come quella della spesa, solo dopo essere tornata a casa ti ricordi di esserti dimenticata di un sacco di cose.

domenica, giugno 26, 2011

Delle mie ultime due settimane

E così mi sono guadagnata la pagnotta, queste ultime due settimane, il tour de force si avvia alla fine, le vacanze si avvicinano, il caldo ormai si è impadronito delle mie ghiandole sudorifere, nemmeno il fantastico olio per il corpo a forma di saponetta al cioccolato bianco che mi sono comprata riesce a palliare alle conseguenze, è inutile dire che il mio corpicione sente come non mai il richiamo della vacanza, ho superato indenne la conferenza organizzata dal mio ufficio la settimana scorsa, oltre che la due giorni unplugged con i colleghi in una ridente località tiberina, con i quali abbiamo fatto un po' di autoanalisi di gruppo e con l'occasione ho scoperto di avere almeno due psicoterapeuti nel mucchio, peccato che io sia una personcina di suo alquanto equilibrata perché altrimenti mi sarei fiondata a chiedere qualche seduta a gratis, ho subìto le intemperante di uomini ormai al di fuori di ogni ragionevole età lavorativa che necessitano ancora essere al centro dell'attenzione ma mi domando perché qualcuno che ha avuto già dalla sua professione le più alte soddisfazioni non si decida a lasciare le scene con dignità invece di pensare di essere sempre al centro del mondo - largo ai giovani di grazia! -, ora che a quarant'anni siamo tutti in ottima forma giovani nel corpo e supergiovani nell'anima, visto che dovremo arrivare a 70 ed essere ancora sulla cresta dell'onda in fondo abbiamo appena superato la metà, un po' come quando inizi il terzo liceo, tutto sommato anche l'anno più bello dello scientifico, pieno di challenge e di nuove scoperte, tutto questo per dire che questo week end ho avuto la consapevolezza di essere una persona sana, anche dopo una sonora ubriacatura, e questo perché io racconto i fatti miei per informare, per rendere noto e non per farmi compiangere e questo - penso -, mi fa vedere gli eventi serenamente e vorrei anche aggiungere in maniera equilibrata se non temessi che qualcuno, tipo una familiare stretta sangue del mio sangue, potrebbe eventualmente smentirmi, ma insomma almeno posso assicurare senza tema di smentita che il fatto di aver superato i settanta non attribuisce d'ufficio quel giudizio che tutti ci aspetteremmo e poi, per concludere, io non ho mai sopportato chi sbraita cercando di commuovere persone sulla propria sorte infelice.
Io sono una donna d'azione, tutto sommato le parole mi piacciono, ma preferisco i fatti.

lunedì, giugno 06, 2011

La vera verità sulla me più me.

Si parlava d'amore. Di quello che ti fa dire e che ti trattiene.
La testa è sempre troppo lontano dal cuore e il cuore sembra sempre troppo piccolo.
E il risultato, quello che esce fuori dalla bocca, sempre inadeguato, sempre troppo opaco rispetto alla lucentezza del pensiero.
Ecco, il senso è un po' questo: il pensiero è vivido, la mia testa vede chiaro, limpido, lineare.
Quello che esce dalla bocca, però è sempre sfasato, sempre in controtempo, sempre ruvido e ottuso.
La mia professoressa delle medie me lo diceva: pensa sempre almeno tre volte prima di parlare!
Io invece penso una sola unica volta ed ho sempre una necessità impellente di comunicarlo al mondo.
E allora non sempre la comunicazione passa nel modo giusto. Anzi a volte non passa per niente
. Nonostante questa discrasia, però, io mi comporto come un libro aperto. Me lo diceva anche il titolare della sala giochi dove andavo a rimorchiare al liceo: "Tu sei come un libro aperto"! Chi mi conosce sa che dico sempre quello che penso anche se penso spesso male. Chi mi conosce sa anche che - a dispetto di una corazza presuntuosa e saccente - ho un cuore puro, che sono buona e generosa, generalmente animata da buone e oneste intenzioni. E poi c'è qualcuno che pensa che io sia insensibile, solitaria, triste e anche un po' stronza.
Ecco, io vorrei dire a questa persona, che peraltro è collocata tra coloro che dovrebbero conoscermi bene, che è vero. Io sono ANCHE tutto questo. E' questo che fa la me più me. E' così o ciccia. Prendere o lasciare. O mangi sta minestra o salti dalla finestra. Però ti conviene sperare che ci sia un materasso sotto.

domenica, giugno 05, 2011

Casse di vino

Il discorso è che ci si dimentica sempre perché si sta così bene in compagnia. Non so, dev'essere un meccanismo di autodifesa per non aver scelto di vivere in una comune. Passiamo del tempo in famiglia, e quando poi ci troviamo a passare del tempo in famiglia con gli amici ci rendiamo conto che è molto più figo, molto più utile, molto più arricchente e siccome però non può essere così tutti i giorni, facciamo si che sia di rado per non soffrire troppo spesso del distacco. E io ho incontrato dopo tanto tempo due persone che ho visto l'ultima volta in un momento felicissimo della loro vita e ritrovo dopo un momento molto difficile. La volontà è sempre incredibile insieme ad una formidabile voglia di fare progetti. Ci siamo commossi abbracciati lacrimati e questo ci ha resi ancora più vicini. Se ritrovarsi dopo tanto tempo fa passare momenti così intensamente felici, appuntamento tra dieci anni!
Ma io vi voglio rivedere presto e mi accontento anche di una cosetta media. Obbligatorie ovviamente tre casse di vino e tutto sommato anche la presenza del panzone sardo mentre metterei ai voti quella del corista megalomane. Sempre simpaticamente eh!

giovedì, giugno 02, 2011

Quando sarà tempo di raccolto, io sarò lì.

Rifletto. Quante cose succedono in dieci anni. Quante volte ci svegliamo, ci scopriamo di nuovo o per la prima volta, quanta fatica portare due figli per nove mesi e soprattutto per il resto, quanto lavoro per mandare avanti una casa una famiglia una coppia ogni giorno ogni notte ogni istante della vita che passa quanta fatica a dimenticare e poi basta un attimo che ti riporta alla mente tutto e quel tutto è più di tanto e ti riempie il cuore e ti fa piangere senza ritegno.
E allora capisci che il raccolto dipende da come uno ha seminato.

venerdì, maggio 20, 2011

L'essenza

Come fare a spiegare ad un bambino l'ineluttabilità della morte e al tempo stesso l'importanza del ricordo dei nostri morti per tenere vivo in noi ciò che ci hanno trasmesso?
Uno rimanda rimanda, ma poi l'occasione si presenta improvvisa e tutte le energie e le idee innovative di una madre incosciente devono convogliarsi in quella risposta. E poi non lo sai che si può presentare sotto forme anche anodine. Il mio caso è stato un profumo. Mia figlia usciva dalla doccia e l'ho asciugata con un asciugamano un po' consumato, con un disegno anni settanta di quelli che tutti abbiamo avuto nelle case dei nostri genitori. L'avevamo preso di recente dalla casa della nonna paterna che non c'è più da poco e che tutti facciamo fatica a credere che sia stato così all'improvviso. Ma la memoria di un bambino è di fatto labile nel suo essere a tratti elefantiaca. E mentre la asciugavo, mia figlia dice: "Ma qui c'è il profumo di nonna!". Da quell'asciugamano è nato lo spunto. Lo spunto per parlare del fatto che i ricordi delle persone che amiamo rimangono sopiti dentro di noi e possono uscire così all'improvviso anche solo con un odore, con un sapore che ci riporta alla mente, agli occhi, al cuore un fiume di emozioni. Non è facile spiegare. Ma credo non sia facile nemmeno capire. Ieri ho cercato di avvicinare mia figlia all'essenza della vita, che la morte costeggia e che della morte si serve per continuare a vivere. Non so se ci sono riuscita da quel profumo. Ma alla vita, in quel momento, io mi sono sentita più vicina.

martedì, maggio 17, 2011

Passa di qua la solidarietà elettorale.

A Roma non abbiamo votato.
Ma siamo lo stesso vincitori!
Giusto una questione: quanto ci si metterà a spazzare via anche Piercasinando?
No perché la quantità di espressioni prive di senso e luoghi comuni che ha infilato stasera a Ballarò uno dietro l'altro superano ogni immaginazione!

venerdì, maggio 13, 2011

Sul trarre rapide conclusioni

Blogger m'ha cancellato il mio ultimo post, con tutti i commenti. E poi è ritornato il post senza commenti. Parlavo della scuola. Male. Quella stessa scuola che oggi pomeriggio mi ha fatto divertire con le mamme a cucire stoffe puzzolenti per la recita dei nostri figli. Quella stessa scuola che mi ha fatto incontrare di nuovo la maestra illuminata che sapeva che le recite a natale si possono fare anche solo facendo suonare la zampogna allo zampognaro di fiducia, che attira bambini come un mago. La maestra illuminata ha detto che mia figlia è un'attrice nata. La frase che deve recitare è la seguente: "Cola, Cola, ccche tttu pppossa dddiventare un pppesce!" E lei la dice proprio così, con tutte le occlusive e le dentali al posto giusto, urlando come una disperata. Mamma io devo urlare, mi fa. E non sarò certo io ad arginarla! Mia figlia ha la battuta clou, quella da cui deriva tutto il movimento della storia. Mica sono cose da tutti i giorni! E non è nemmeno spropositatamente alta tipo me che stagliavo su tutti e a scuola mi davano sempre e solo parti da maschio. Lei ha la possibilità di essere la Giulietta che io non ho potuto. Non riesco a trattenermi dallo sperare. Ce la puoi fare piccola. La tua mamma ti starà vicino.

Oddio. Ho veramente scritto queste parole. Sdolcinata madre comune e senza progetti originali che non sono altro. E questo per dimostrare che anche noi mostri senza cuore abbiamo un muscolo nel petto. Gelatinoso magari, ma comunqe vivo!

mercoledì, maggio 11, 2011

Vietato vietare

Fuori dalla grazia di dio, sono. Questa storia mi logora. Alla materna di mia figlia è vietato portare i figli durante le riunioni dei genitori. Allora io vorrei sapere dove le piazzo le mie figlie. Non è che per andare ad una riunione io posso pagare due ore di baby sitter, cioè voglio dire eventualmente le pago quando ho un'urgenza, ma non per una riunione dove già so che non si dirà niente di rilevante. Io vorrei solo vedere i lavoretti di mia figlia, capire se fa dei miglioramenti, se a scuola è diversa da come mi sembra a casa. Invece alla riunione non mi hanno fatto entrare. Perché mi portavo appresso le mie figlie. Ed i bambini non possono stare nella scuola fuori orario. Manco fossimo al catasto, dove obiettivamente non ci sono infrastrutture per infanti e gli impiegati sarebbero più giustificati eventualmente ad avere i paraocchi. No, siamo in una scuola materna, dove è pieno di giochi, di fogli e pennarelli, di cessetti piccoli piccoli come quelli dei settenani, di bicchieri piccoli piccoli, di posate piccole piccole, di seggiole piccole piccole. Il mondo va al rovescio. Noi adulti, durante le riunioni dobbiamo stare seduti su seggioline con banchetti minuscoli, e i nostri figli devono stare a casa, possibilmente con una baby sitter - perchè a lasciarli da soli tra l'altro si configurerebbe come 'abbandono di minore'-, perché noi possiamo sentire parlare di loro in quella scomodissima posizione (oltretutto, il mio metro e ottantatre con 7 centimetri di tacco fa sì che, seduta sulla seggiolina, le mie ginocchia entrino prepotentemente negli occhi). Ma io ho deciso. Domani faccio un esposto alla preside per l'assurda circolare che vieta di far entrare i bambini a scuola fuori dall'orario scolastico e conseguentemente vieta l'ingresso a madri (o padri) con figli al seguito. Siamo al paradosso che, durante queste riunioni, è meglio che siano presenti pochi genitori senza figli piuttosto che tutti i genitori, qualcuno eventualmente con figli. Un percorso ad ostacoli quando la soluzione è a portata di mano. Ma questa scuola pubblica (volevo scrivere "questa cazzo di scuola pubblica", ma mi sono trattenuta) è di tutti o no??? E allora perché a me, che pago regolarmente le tasse di questo ridente comune dell'agro romano - visto che la scuola è comunale -, perché a me non mi fanno entrare???

lunedì, aprile 18, 2011

Umani uomini

Lui ha una certa età, forse sui sessanta, si aggira silenzioso per il campo dove mi alleno, i suoi capelli bianchi sono lunghi e arrotolati su un collo un po' torto e di carnagione scura, indiano forse, non parla bene l'italiano, tiene in ordine il campo, tiene tutto sott'occhio, ogni tanto beve una birra e raccoglie le bottiglie vuote dal campo, ci tiene lontani dalla parte in cui le giovani promesse si allenano, ci guarda, forse non ci vede veramente, sembra un cane da guardia, commovente per la sua fedeltà ad un padrone a volte ingrato.

Lui ha quarant'anni, imbolsito rispetto alla giovane bellezza che era, affaticato e sofferente nello sguardo e nel cuore, crede ancora nel suo amore ma non lo può più avere, crede ancora nella vita anche se gli sfugge tra le dita, avrebbe mille cose da dire ma non gli esce niente di più sensato, avrebbe mille cose di cui scusarsi anche se ora è troppo tardi, avrebbe tanto amore da dare anche se adesso non si vede, è triste come i suoi occhi, incurvato nella sua giacca troppo pesante e nel suo mondo crollato.

Lui è bello anche se non sa di esserlo, lavora sempre troppo, fa fioretti perché crede nei miracoli, è delicato come un fiore raro, è semplice e lineare come un pensiero, è chiuso in un mondo scelto forse senza troppo valutare le conseguenze, aggrappato ad un pensiero lontano, che oggi fa sembrare tutto più bello.

Lui è felice, sa che l'avrà per sempre, sa che lei è l'unica la sola l'imprescindibile donna della sua vita, sa che dall'attimo esatto in cui le loro labbra si sono fuse in un umido bacio non avrebbe mai più desiderato nient'altro, è certo del suo amore e che niente potrà ostacolarlo perché così è scritto nel libro della vita e del suo cuore.

Lui non sa fare altro che annegare, nell'alcol tutte le sere, con gli occhi vacui e pieni di dolore annegato anch'esso per sempre in quel liquido amarognolo, il cuore scoppia di questa fatica di vivere scoppia di non riuscire ad aggrapparsi a niente scoppia e nessuno se ne accorge fino ad un freddo mattino d'inverno in cui crolla inesorabile sotto il peso dell'acqua.

Lui è più che bello è un adone un fotomodello uno degli uomini più belli ch'io abbia mai visto e il suo cuore è gonfio di rimpianti è gonfio di se di perché di obiezioni e di paure, è un uomo che sa che capisce che pesa le parole che al limite non le dice ma parla lo stesso sono i suoi occhi che parlano che dicono di quel dolore antico che porta il suo cuore di quando la sorella gli è morta accanto e lui bambino ha gridato perché non io e perché non io ha continuato a gridare fino a quella notte in cui è stato più lieve ingollare pasticche una dietro l'altra e lasciarsi morire sul divano di casa di fronte ad una madre assente troppo impegnata a rispettare le convenienze per chiamare ancora una volta un'ambulanza che forse lo avrebbe tenuto ancora qui e un altro libro un altro amore un'altra casa lo avrebbero magari ancora affascinato. Ancora. Qui. Ancora un po'.


"Io e quelli come me aspettiamo miracoli" (Ivano Fossati)

domenica, aprile 10, 2011

Simpaticamente glamour

La mia amica D. fa sempre cose molto glamour l'ultima in ordine di tempo è stata stasera che sono andata con lei a casa di un'amica obiettivo baratto di vestiti con altre donne si presupponeva più o meno della stessa stazza che io e la mia amica D. più o meno condividiamo dico più o meno perché io comunque batto tutte e allora mi aspettavo di avere davanti un tappeto di vestiti ma non vestiti qualunque vestiti molto glamour perché la mia amica D. è sempre molto glamour stasera aveva una camicia verde pistacchio di Bronte e un paio di ballerine senza calze che le mettevano in rilievo una graziosissima caviglia allora arrivo leggermente in ritardo dopo aver passato la domenica pomeriggio a scofanarmi di pasticcini e golosità varie alla solita festa di bambini quindi diciamo ancora più rotonda del solito se possibile e mi ritrovo in un consesso in cui il totale del volume delle donne presenti era uguale se non minore alla somma del mio, di quello della mia amica D. e della sua amica M. erano tutte magre esponevano vestiti magri cose che nemmeno se avessi trattenuto il fiato all'infinito mi sarebbero entrate anche solo su una coscia io che ero andata lì piena di belle speranze di potermi rifare il guardaroba e avevo preso due o tre cosette dal mio armadio le prime che mi erano capitate sottomano per la precisione un boa di struzzo rosa, una camicia da notte di seta rossa completa di vestaglia rossa da tenutaria di bordello, un reggicalze ghepardato e un grazioso paio di mutandine che mi salcicciavano i fianchi in maniera orrenda beh queste cosette hanno avuto un successone sono andate a ruba l'amica M. si è anche fatta fotografare in posa discinta per pochi intimi essendo lei supremamente dotata in paraurti anteriori con vestaglia da tenutaria e boa insomma però io nel baratto mi son beccata vestito golf e camicia invernali e però niente spazio per microgonne e micropull che la padrona di casa provava e barattava a tutto andare eh certo che lei non ha pancia fa palestra hanno detto tutti alla mia obiezione che le stava bene tutto e pure io faccio palestra e corro tre volte a settimana cazzo ho urlato eppure non fa lo stesso effetto allora si sono girati tutti verso di me e ho avuto la certezza che la simpatia ti ripaga di tutte le sofferenze di tutti i centimetri non persi di tutti i pasticcini ingollati in un pomeriggio di quasi estate.

lunedì, aprile 04, 2011

Sempre più io

Inizio di canzone di Ligabue: Ci sono giorni come questi, in cui non va bene un cazzo, in cui comincia male, si svolge male e finisce pure male. Ci sono giorni in cui correre per quattro chilometri ti stronca e ti fa vedere tutto nero, perché di certo avresti avuto meno fiatone cominciando a fare sport a vent'anni invece che a quaranta. Ci sono giorni in cui il pianto di un bambino è insopportabile. In cui chiunque ti si avvicina è insopportabile.
Ci sono giorni in cui vorresti stare da sola a leccarti le ferite, ché il sangue potrebbe avere un sapore meno amaro della tua giornata. Ci sono giorni in cui nessuno ti capisce e nemmeno tu.
Certo che potresti almeno fare uno sforzo.

giovedì, marzo 24, 2011

L'innominato

Chi mi conosce sa che sono una donna di poche pretese, nonostante quello che possa sembrare.
Sono una che si accontenta di poco.
Attualmente la mia massima felicità è ritagliarmi tre quarti d'ora per fare jogging.
Quindi, voglio dire, proprio robetta.
Mi interessano le piccole cose. Penso che siano quelle il sale della vita. Oggi siamo qui domani chissà, come diceva un mio fidanzato: sono solo cose. E' vero e saggio. E oggi è la seconda volta che ripeto questa frase. Però, ecco, a me le piccole cose piacciono, le piccole attenzioni, i semini che servono a far stare bene chi ci circonda.
Tutta questa insistenza perché le mie poche pretese non se le inframmenta nessuno. E quando dico nessuno intendo il nessuno che chiunque di voi può intendere. Quel nessuno lì.
Dico e che diamine, pretendere di avere delle belle foto, un caffè a letto ogni tanto e un mazzo di fiori freschi all'anno magari due o tre, non mi pare assurdo!
E invece no! io sono viziata perché quella santa di mia madre mi ha sempre portato il caffè a letto, perché penso che l'amore per me non emerga per nulla dalle foto orrende che mi rimangono (perché nonostante quello che dirà mia sorella, non sono un cesso! e che cavolo!), perché credo che, dopo aver espresso un desiderio milioni di volte (e si tratta di un mazzo di fiori, mica di un brillante), forse una sorpresa me la merito. Insomma, la catastrofe familiare si sta per abbattere su di me.
Solidarietà accettasi.
Anche eventualmente foto, caffè e fiori.

mercoledì, marzo 23, 2011

Quello che conta

Allora è arrivato col suo zaino, il mio amico francese. Con il suo sacco a pelo militare, ché all'inizio mi dispiaceva pure non dargli lenzuola e trapunta, poi alla fine ho capito che per lui era come una casa, coi suoi occhiali sulla fronte a reggere capelli troppo lunghi, con le sue scarpe da trekking, le sue sigarette roulées e il suo PC sempre acceso e insomma abbiamo passato 9 giorni in simpatia, lui prevalentemente chiuso in casa, io girando come una trottola tra famiglia lavoro casa cucina e meno male che mio marito, nelle pause di consulenza informatica al cittadino oltralpino, andava a fare qualche spesuccia culinaria a riempire il frigo altrimenti non so cosa avrei fatto, e il francese ha boicottato Roma, la città più bella del mondo, preferendo variegate escursioni montane nella campagna laziale, ma insomma chissene frega, abbiamo mangiato, bevuto, parlato, concluso in bellezza con tre bicchieri di gin e mi ha fatto riflettere sull'amicizia, sul fatto che si può rinunciare a tante cose ma all'amicizia no, l'amicizia ti serve, l'amicizia ti tempra, l'amicizia ti soccorre, ti confida, si confida, l'amicizia ti bastona, ti prende e ti porta per mano, l'amicizia ti rigenera, ti comprende, ti giustifica e ti attacca, l'amicizia è forte è unica, è umana. Il pezzo forte della vita.

martedì, marzo 08, 2011

Disambiguare

Mamma perché non c'è anche la festa degli uomini??
Perché loro festeggiano, tesoro, tutti i giorni.

venerdì, marzo 04, 2011

Settimana contro il razzismo

Parlo poco del mio lavoro.
Ma questa volta è importante.
Inizia la settimana contro il razzismo con una ricca conferenza internazionale di cui trovate il programma qui!

giovedì, febbraio 24, 2011

M'è cascato l'occhio

M'è cascato l'occhio sul calendario.
Domani sono 5 anni che ho iniziato a scrivere il mio blog.
Un lustro.
E non mi viene niente di originale da dire, se non che, rileggendo i primi post, in cinque anni non sono cambiata di una virgola. Caratterialmente. Sul resto stendiamo un velo pietoso. E poi non è nemmeno del tutto vero.
Stamattina un camionista mi ha strombazzato per la strada.

mercoledì, febbraio 23, 2011

Migliore

Ma che mondo è quello in cui, invece di deplorare la violenza, si inneggia al nuovo vento di libertà, invece di interrogarsi sull'enorme carico di esseri umani martoriati dalla dittatura di cui l'occidente dovrà occuparsi e che presto invaderanno i nostri mari, si grida al pericolo del fondamentalismo; ma che mondo è quello in cui il TG1, invece di scandalizzarsi dell'amicizia tra il premier italiano e il dittatore libico, manda in onda una vecchia intervista di Minoli a Gheddafi, in cui si racconta della sua amicizia con Prodi e poi, già che c'è, manda in onda il leader della Lega - con tanto di sigaro tra i denti - che batte il cinque ad un giornalista biascicando parole incomprensibili; che diavolo di mondo è questo che finirà quando il Medioriente non consegnerà più il suo petrolio all'Occidente, quel mondo in cui gli Stati Uniti hanno perso controllo e potere causando il reflusso di questa ribellione - incontrollata e incontrollabile - alle dittature, invece di agire in maniera diplomatica; quel mondo che non ha energie alternative da offrire ai suoi abitanti; quel mondo che si prepara alla dittatura del danaro ribellandosi a quella del potere; quel mondo che potrebbe ucciderci come uno stillicidio, togliendoci a poco a poco tutte le sue deperibili risorse; quel mondo che non ci prepara un futuro migliore, ma prospetta solo violenza e povertà per miliardi dei suoi abitanti.
Che mondo è questo in cui io vorrei con tutte le mie forze continuare a vivere e a far vivere i miei figli?