martedì, ottobre 14, 2008

Anni hot-tanta voglia

Mi fischietta in capoccia un motivetto vecchio come il cucco: "Cooosa resterààààààààà, di questi aaaaaaaaaanni ottaaaaaaaaanta..."

Mi scappa il passato dalle mani. E non posso farci niente.
Uomini e donne del passato spuntano da ogni dove come fantasmi, con le tecnologie tipo facebook o semplicemente per strada o con un motivetto alla radio.
Non possono essere i quarant'anni, perché manca più di un anno.
E allora com'è che tutto d'un tratto svariate epoche/persone della mia vita si stanno materializzando dal limbo in cui erano state ricacciate?

E' difficile poi spiegare a mio marito che molto sia - casualmente, è ovvio - materiale maschile.

Adesso sto lavorando perché si materializzino tutti gli ex fidanzati/amanti/amici di una notte.
Perché ai quaranta ci voglio arrivare snella e tonica come un fuscello! ;-)

giovedì, ottobre 09, 2008

Delicatamente mi preparo all'inverno che arriva

Visto che ho guadagnato l'intero guardaroba invernale, mi mancavano solo le scarpe.
Allora mi animo di pazienza, carico le pupe in macchina e mi avvio verso la metropoli, dove mia madre mi avrebbe custodito una delle due in cambio di un passaggio al parco giochi.
E allora mi sembra che tutto vada per il meglio, salvo poi girare per un'ora e un quarto per trovare parcheggio, peraltro a circa tre chilometri a piedi dal mio negozio.
Col problema del 43 di piedi non è che posso andare alla bancarella a comprarmi un paio di scarpe da donna.
Ma
questo è il mio momento.
Io mi compro un vero paio di scarpe ogni due, tre anni e devo poterne scegliere uno come si deve.
E allora spiego (sempre tenendomi sul vago, non sia mai che pensi che io abbia le idee chiare) cosa voglio. Anzi specifico alla commessa che io non so esattamente cosa voglio, ma so molto precisamente cosa non voglio. Glielo chiarisco ulteriormente e praticamente la tizia mi tira fuori tutto il negozio. Tra cui perfino un paio di scarpe che avevo identiche comprate lì (orrende!) e che avevo cestinato diversi anni prima. Ma a chi ti credi di dare la monnezza? Io compro poco ma bene, bella. La monnezza la eredito dai familiari, ma le cose che compro devono essere perfette. E poi in mezzo tutta una serie di scarpe impresentabili
a un certo punto spunta il guanto. La scarpa che tutti sognamo di avere al piede anche quando andiamo a dormire. Bene. Il mocassino guanto ovviamente non mi va. Nel senso che mi sta largo di un dito e la misura più piccola non c'è. E nemmeno con la soletta dentro funziona. Mica posso comprare un guanto che mi sta largo con la speranza che mi cresca il piede! A quel punto la figlia-palla-al-piede che avevo infilato nel passeggino a forza comincia a smaniare. Non le bastano più i quaranta pacchetti di crackers che le ho dato, il calzante rubato alla commessa, le palle di carta estratte surrettiziamente dalle duecento scarpe provate. No. Lei vorrebbe scendere dal passeggino. Il mio tempo subisce un arresto immediato. Finisce seduta stante. E cerco di sbirciare il prezzo dell'unica scarpa che vagamente mi piace perché mi rendo conto che dopo un'ora e mezza che sono lì e ho cambiato tre commesse che piano piano finivano il loro turno non posso mica andarmene così. E allora compro un paio di scarpe coi lacci, col tacco e con tutti intarsi sbrilluccicosi e un qualcosa che assomiglia a un circoletto di diamantini. Mi sento ricca perché me la sono cavata con quelle che costavano meno. Laddove per noi gigantesse col 43 di piedi il meno è sempre relativamente alto. E per non saper che fare, mentre il proprietario strisciava il mio bancomat e io facevo mentalmente il conto se non andavo in scoperto che lo scoperto mi sarebbe costato più delle scarpe di interessi, mi son trovata a dissertare con lui di economia visti i tempi e visto che ero ormai l'ultima cliente rimasta nel negozio e tutto sommato avevamo passato insieme il pomeriggio. Son argomenti che affratellano.
Anche se io, di economia, non capisco un cazzo.

mercoledì, ottobre 08, 2008

New ecology

Vi dico solo che ieri, senza muovere un dito, ho guadagnato 6 paia di pantaloni 6.
Mia sorella ha fatto il suo cambio di stagione.
E io raccatto gli scarti.
Questa sì che è vera ecologia.

lunedì, ottobre 06, 2008

Piccoli artisti crescono

Il festival di Bolzano è diretto da un mio amico e l'ombra della pupa riccia nel video è mia figlia.
Tutto in famiglia.

4FILMFESTIVAL 2008

lunedì, giugno 23, 2008

Au revoir


Bene, signore e signori.

Qualcosa è cominciato qui e MOLTO finisce qui.

Qualcuno mi ha ricordato che ho una vita da vivere.


Forse altre mentite spoglie faranno bene alla mia MENTE.

CERTAMENTE ognuno di voi mi ha regalato attimi di felicità indimenticabili.

CALA IL SIPARIO SULL'ETICA DELLA MERINGA.

venerdì, giugno 20, 2008

Folgorazione

C'è un momento nella vita in cui capisci chi sei e da dove vieni.
E' come un lampo.
Una folgorazione.
Ha però un piccolissimo difetto.
Non contiene necessariamente il "dove vai".
Ma diventano quisquilie di fronte alla grandezza dell'illuminazione.

Ho guardato mia figlia, la più grande.
Così bella. Così perfetta. Così buona.
Sembra che vada da sola. Che possa vivere di rendita.
A scuola nessuno si occupa di lei in maniera specifica.
Semplicemente perché è una bambina che non dà pensieri.
Non ha colpi di genio, particolari follie, alzate di testa o intenzioni malvage.

Io ero un po' come lei.
Ho vissuto di rendita per tutto il mio corso scolastico.
Nessuno ha dovuto mai occuparsi di me.
Semplicemente perché non c'era nulla di cui occuparsi.
Era tutto perfetto. Tutto senza sbavature.

E adesso, dietro quest'apparenza forte e decisa, si nasconde una donna fragile e sull'orlo di una crisi di nervi.

Ieri sera, alla cena della classe di mia figlia ho avuto il lampo.
L'illuminazione.

C'erano mamme, dall'apparenza fragile e insicura, che comandavano tutta la famiglia a bacchetta. E viceversa mamme gendarmi che i figli non le guardavano nemmeno.

Ho visto dietro alle tante realtà, alle tante famiglie presenti ieri, il risultato finale.
Quello per cui lottiamo giorno per giorno con i nostri figli, per cui forse i nostri genitori hanno lottato per noi.

E ho pensato che ogni essere umano, per crescere fiducioso negli altri e nella vita, ha bisogno di qualcuno che si occupi di lui in maniera specifica, che lo faccia in un modo unico e irripetibile, che non si fidi della bravura, dell'intelligenza e della sicurezza ostentate dalla giovane età.
Tutti abbiamo bisogno di un sostegno.
Anche se non lo ammetteremmo mai. E tantomeno a noi stessi.

mercoledì, giugno 18, 2008

Illusion

Cari miei, credo di avere bisogno di riposo.
Ieri notte mi è ritornata la fastidiosa ossessione che qualcuno fosse entrato in casa per farmi del male, amplificata dai lampi e tuoni che hanno infestato la notte.
E questo è un bruttissimo segno.
Per la mia psiche significa che sono veramente sotto stress.
Per il mio fisico significa fortissima tachicardia.
Per i miei occhi mezzi ciechi significa illusione d'ombre che va direttamente al cervello e mette in giro adrenalina pura.
Roba che nemmeno un film horror d'autore potrebbe causare.
Perciò vi dico: andate in vacanza.
Io cercherò di farlo il più presto possibile.

giovedì, giugno 12, 2008

Non è un sogno

Stanotte, verso le 00h45 mi trovavo con la mia macchina sul raccordo.
Solita direzione Flaminia.
Soliti lavori in corso all'altezza di Castel Giubileo (tanto per citare luoghi che qualcuno conoscerà).
Solita gimcana di cambi di corsia.
In quel punto, però, la segnaletica stradale diventa incomprensibile.
La strada era impalettata in ogni suo centimetro.
Ovverosia, il suolo era ripieno di simpatici conetti catarifrangenti ad indicare un percorso chiaro forse solo ad un eventuale elicottero dotato di infrarossi.
E io mi trovo di fronte ad un bivio.
Seguire i paletti di destra o quelli di sinistra.
Davanti a me il buio pesto e nessuna indicazione utile.
Dietro qualche macchina in fila.
Accendo gli abbaglianti che non mi aiutano punto.
Mi decido alla fine per la fila sinistra di paletti.
Continuo a mantenere un'andatura estremamente moderata, tipo quaranta, visto che non sono per nulla sicura di aver fatto la scelta giusta.
E ancor meno quando vedo di lontano una lucina come di lavori in corso e piano piano si fanno chiari i contorni di due operai. Rallento ancora di più fin quasi a fermarmi e uno di loro mi grida: "Di là, da quell'altra parte, ma che fa???"
E io: "Ma non si capisce niente là in fondo, io mi sono confusa".
E l'altro operaio: "Ma veda di andare, va!" Con faccia conseguente.
Specifico che avevo dietro di me tutta la fila di macchine che mi aveva seguito.
Ma dimmi te se una all'una di notte deve sentirsi mandare a quel paese da un demente che non capisce la pericolosità che ha innestato dimenticando di mettere una freccia di direzionamento delle macchine sul raccordo anulare di Roma....
E per giunta nella mia sera di libertà. Dove tutto dovrebbe concorrere al rilassamento totale....

martedì, giugno 10, 2008

CLAN DE STINA

Io sono clandestina perché ho studiato e non ho un lavoro
Io sono clandestina perché ho dei figli e non so come sfamarli
Io sono clandestina perché ho dei figli e non ho di che vestirli
Io sono clandestina perché non ho più una casa
Io sono clandestina perché non ho più una rappresentanza politica
Io sono clandestina perché non ho più uno specchio che rifletta la mia immagine
Perché non ho più un'immagine

E adesso, per favore, espelletemi.



Ogni riferimento a fatti personali è puramente casuale.
Ho voluto cimentarmi in poesia, qui, dove so di avere una platea consenziente.

venerdì, giugno 06, 2008

Punti. Di domanda.

Ecco, l'argomento è un po' ostico. Ma di quelli tosti e fondanti l'identità di ogni essere umano. Quindi probabilmente meritevole di essere trattato.

Mia figlia mi fa la classica domanda a risposta obbligatoria:

"Come è andato in cielo nonno?"

Io: "Ecco, tesoro...(incertezza, visto che io credo nella vita immanente e quindi di vite oltre la morte non se ne parla, ma dovevo pur darle una spiegazione a questa poveretta ché come fai a sostenere così d'emblée che tutto finisce e che non rimane più nulla e ancora meno dopo una cremazione?)...ecco, NONNO E' VOLATO. Sì volato.
Lei: "E tu l'hai visto?"
Io: "Oh, beh, in quel momento mi ero distratta un attimo".
Questo l'antefatto.

Racconto alla mia genitrice lo scambio di battute. E lei mi risponde - testuali parole - che potevo dirle che l'anima del nonno era volata in cielo.
Io: "Ma mamma, io non ci credo nell'anima!"
Lei: "Beh, allora potevi dirle che lo spirito del nonno era volato in cielo. Tutti credono nello spirito!".

Come faccio ad attrezzarmi, adesso, quando sono ormai doppiamente madre e ho rinnegato anche da decenni le mie radici cattoliche, a rifare un corso di trascendenza a mia madre?

Chiunque capirebbe che cotesto cammino impervio non si addica al mio stato psicofisico attuale.

mercoledì, giugno 04, 2008

Distanze illimitate

Vorrei che il tempo si fermasse un attimo.
Scendere dal treno.
Guardarmi bene indietro.
Scappare e non tornare più.

Paraponziponzipo.

venerdì, maggio 30, 2008

Guardiamoci in giro

La supercasalinga, preparando la partenza per il week end della sua famigliola, si accingeva a stirare una caterva di panni. E nel bel mentre decideva di accendere la tele giusto per non stare lì tutta sola a pensare ché fa male. E questa tele del primo pomeriggio è da darsi una randellata sulle parti basse, se non fosse per il gentil cucuzza che ti fa una panoramica sulle imperdibili avventure estive delle star dell'italico stivale così da suscitare la tua libido sopita da troppo tempo, te la daresti sul serio la randellata. Ma che paese interessante, che gente intrigante radunata tutta insieme davanti alle telecamere tutta truccata per le grandi occasioni, donne con le tette prominenti i denti sbiancatissimi l'occhio pendulo da jessiche rabbit in calore. Dio come vorrei essere il fidanzato della super star culona che non permette assolutamente che lui cucini perché in cucina la donna deve stare. E come vorrei essere la fidanzata venticinquenne dell'ultrasessantenne artista partenopeo, rinomato nel mondo e nello stivale sempre in cerca di giovane e intraprendente carne.
I sogni son desideri.
Ma per fortuna i miei desideri vanno ancora molto aldilà dei sogni.

martedì, maggio 27, 2008

Adolescere forever

Nell'ordine:

La felicità non è un'opinione.

Sono stata ingiustamente accusata di non essere una persona discreta solo perché chiesto ad una ragazza se si era sposata in chiesa visto che era incinta e in linea generale perché mi sono fatta i fatti di tutti.

Ho l'acido lattico impazzito perché mi sono fatta una discesa di scogli a pendenza almeno del 40% quando non faccio sport da almeno dieci anni.

Ho rimorchiato un siciliano coi baffetti proprio come negli stereotipi cinematografici che con passo felino mi ha teso la mano sugli scogli per facilitarmi la discesa ad una deliziosa spiaggia di ciottoli, mentre il mio cavaliere (che, specifico, non era mio marito) mi guardava come uno stoccafisso.

Ho mangiato come una scrofa. Ma non c'era da dubitarne.

Diverse macchine si sono fermate a guardarmi - credo per scopi innominabili - mentre cercavo di attraversare la provinciale. Se fossi stata un po' più furba avrei potuto ripagarmi il viaggio.

Ho salito 96 scalini di un castello a picco sul mare.

Ho visto lacrime di emozione sorgere negli occhi di un amico, noto per la sua razionalità. E mi son venute pure a me.

Non ho parlato con nessuno al telefono per almeno 24 ore perché non c'era campo.

La mia testa si è riposata notevolmente e il mio corpo è ancora quello di un'adolescente perché ho capito una cosa: l'adolescenza è uno stato mentale.

E questa è l'eredità che lascerò ai posteri.

mercoledì, maggio 21, 2008

Viva

Dio come mi sento smart per il mio week end che arriva.
Mi restano solo 8 milioni di cose da fare.
Ma ho già prenotato il parcheggio a Fiumicino. Dovessi perdere l'aereo per una stupida questione di posto.
Mi sono già depilata, dovessi avere l'occasione di mostrare al mare di Catania le mie chiappe chiare.
Ho già digiunato per due settimane per entrare dentro un vestito prestato.
Sono ancora un po' indecisa per le scarpe.
Ma sono talmente smart che la soluzione verrà da sé.
Dio come mi sento in comunione col mondo, con le cose, con questa pioggia battente fitta fitta che ti penetra nelle ossa, con le mie figlie smocciolose, con tutte le mie certezze che vanno a rotoli quando nessuna delle due bambine mette in bocca nemmeno un pezzettino di cena, con la casa che ci sta per espellere per fare posto ad una quantità strabiliante di giocattoli inutili, con il frigo vuoto.
Tutto questo mi fa sentire viva.
Vado a farmi un caffè.

venerdì, maggio 16, 2008

Ma quanto è bella la città, quanto è grande la città.

Ieri ero a Roma.
Nel quartiere in cui sono nata.
Persino da sola al supermercato, sono potuta andare.
E c'era il sole, si stava bene.
E camminavo per strada pensando dio come mi manca la città.
Come mi manca poter camminare nello smog, avere un negozio ogni due metri, salutare facce note da decenni senza sapere il nome. Che mito la città.
Io adoro la città.
E allora ho incontrato una vecchia amica di mia madre, mi sono messa a chiacchierare. Ma quanto mi manca la città di qui, ma quante cose potrei fare di là, certo sì in campagna c'è l'aria buona, ma dopo un po' ti fai due palle così. E pitipì e patapà.
La sera, dopo cena, vado con la mia dolce famigliuola a riprendere la macchina parcheggiata e sdrang una multa per non aver pagato il parcheggio.
Ma come, ma qui il parcheggio si paga fino alle diciannove. Eh no, bella mia,
due metri più in là si paga fino alle diciannove. Qui fino alle 23. Paga 'sti 36 euri subito o chiedi un mutuo domani.
Alla faccia della città!

martedì, maggio 13, 2008

Ineffabili

Uh, ma quanto è carino!
Uh, ma che bellino.
Uh, ma come parla bene.

Questo dice l'Italia, dopo il discorso di Berlusconi. Intera.

Tranne Di Pietro.
Adoro vederlo incazzato. Con tutte le vene di fuori e gli occhi che schizzano dalle orbite.

Non c'è più il tesoretto. Quindi il nano malefico si affida a dio. E speriamo che non lo ascolti come del resto fa con tutti noi.

La spocchia di Rotondi, che va dicendo ai quattro venti che lui è ministro dell'attuazione del programma, la voglio rivedere tra cinque anni. A braccetto con il genio della finanza creativa, Mr. Tremonti.

Lo so. E' facile fare dell'ironia quando non si hanno responsabilità di governo, ma solo quelle - peraltro - inconsistenti dell'ombra di un governo.
Come dire l'ineffabile governo all'ombra.

lunedì, maggio 12, 2008

Con-volare

Ho in progetto un fantastico week end da SOLA.
Lascerò tutti a casa e me ne andrò a festeggiare un mio amico di vecchia data che ha deciso di convolare.
E allora volerò in Sicilia per un paio di giorni.
Sto dimagrendo a vista d'occhio per entrare in qualcosa.
Qualsiasi cosa che mi dia la parvenza di donna.

mercoledì, maggio 07, 2008

Simplex

Alla faccia della semplificazione!

Ora, non è che perché avremo"solo" dodici ministeri con portafoglio che quei nove senza portafoglio costeranno meno.

Strutture, personale, mobilio, fotocopie, fogli, matite, penne, cazzi e mazzi - lasciatemelo dire! - costeranno come un ministero col portafoglio al contribuente/elettore credulone.

Il guaio è che costeranno uguale anche a tutti gli altri.


Mi voglio soffermare giusto su alcune chicche gustose:

Ministero della semplificazione a Calderoli (senza portafoglio perché gliel'ha rubato un extraomunitario).

Ministero delle riforme (che non faremo) a Bossi che purtroppo, con la voce che si ritrova ora, non ci accorgeremo quando urlerà per averla presa nel culo. Berlusconi, si sa, è un vero macho.

Ministero dell'attuazione del programma a Rotondi: è lui quello che ha fregato il portafoglio di Calderoli all'extracomunitario. Non c'era niente dentro. (vi ho risparmiato la facile battuta: "programma? e quale programma?).

Ministero della difesa a Ignazio La Russa: almeno forse smetterà di andare in giro nelle trasmissioni televisive, impegnato come sarà a mettere insieme i trilioni per restare in Iraq col nuovo esercito che fonderà e questa volta per sempre.

Ministero delle politiche giovanili a Meloni: la Giorgia ha capito tutto della vita... se può avere un ministero senza portafoglio Rotondi, figuriamoci lei!

Prevedo che:

Bossi continuerà a essere messo sotto da Berlusconi, fino a che, in uno slancio machista, in un ultimo anelito di secessione, farà cadere il governo e Berlusconi finalmente potrà ammazzarlo. Legittima difesa.

Continueremo a pagare l'ICI e per chi s'azzarda a dire qualcosa sarà raddoppiata.

A breve sarà soppressa la Guardia di Finanza, unica colpevole di aver diffuso, insieme a Visco, i redditi degli italiani on-line.

Rotondi si suiciderà dopo la delusione datagli dalle finanze di Calderoli.

La Padania si sfracellerà contro il Nepal.

Fini farà la stessa fine di Bertinotti.

Berlusconi e Tremonti vivranno fino a centouno anni.
Mi auguro di esserci, quel giorno.

lunedì, maggio 05, 2008

Lucidamente

Nel suo unico sprazzo di lucidità questo week end mio marito mi ha detto che sono poco intelligente.
Anche se ho passato il week end ad assistere lui e le bimbe malati, nel ponte più lungo dell'anno. Quello in cui ogni persona di buon senso avrebbe fatto almeno una gitarella fuori porta.

Tu non sei molto intelligente, diceva mio marito.
E questo perché non capisco che un robot non è una persona. Anche se in quest'era di community web, ti mandano la foto di un robot con la faccia di donna per farti credere che hai almeno un amico.
Ma poi io, sempre non intelligentemente, guardo anche altri profili web e vedo che tutti hanno l'amica robot in comune con me. E tutti se la tengono senza protestare.
Io non la voglio, l'amica robot.

Quella con la brutta foto in bianco e nero che si chiama Robyn T (che vi riproduco
qui accanto).

Essa è amica di 173.000 utenti di Mybloglog.
E io non la voglio.
E soprattutto non mi rassegno a credere che un robot possa avere 173.000 amici.
Manco fosse in carne ed ossa!

mercoledì, aprile 30, 2008

L'alibi

Ecco, io ci provo a capire cosa sta succedendo al nostro tempo.
Ma noi siamo formiche che passano e basta un soffio di vento a distruggere tutto quello che avevamo messo da parte.
E rimaniamo stupiti davanti agli occhi "puri" del nuovo sindaco di Roma che ci spiega che lui è cambiato, non è più lo stesso di quando faceva a manganellate.
Stupiti di fronte all'Annunziata che si offende se qualcuno la accusa di essere stata comunista.
Tutti si stupiscono se qualcuno li giudica per ciò che sono stati.
No, dice Alemanno, bisogna essere giudicati per ciò che si farà.

No caro.
Questo è il tuo alibi.
Io, quando sarò ad un passo dalla morte, vorrei che i miei figli mi giudicassero per ciò che ho fatto, ma soprattutto per ciò che non ho saputo fare. Che mettano le due cose sulla bilancia. E vinca il migliore.


"Così mantengo la regola
dei sentimenti immobili
l'individuale etico dei tempi
com'è lontano il novecento
com'è lontano
tutto andato via col vento."
Ivano Fossati, Contemporaneo

martedì, aprile 29, 2008

Punti di vista

Mia figlia, indicando il pigiama che io indosso, secondo me il più bello della mia collezione, mi fa:
"Mamma, questo pigiama è brutto, è meglio quello con gli orsetti!".
Pagato 5 euro al mercato e con le scritte in cinese italianeggiante.

Non ho parole.

lunedì, aprile 28, 2008

Potrebbe cadere

Potrebbe cadere il dito.
Il mio. Quello che mi porto appresso da 38 anni.
Quello che tengo puntato fin dalla nascita, nella posizione che contraddistingue me e i miei avi.
Miseramente mangiato dalla dermatite.
E ora, prima che il mio dito e fors'anche il mio corpicione vadano in setticemia, mi avvio verso la sala d'aspetto della dottoressa, con le pupe al seguito che sicuramente sapranno allietare con la loro verve comunicativa gli altri pazienti, mentre io mi rotolerò in terra dai dolori.
Vi ho voluto bene. Sappiatelo.

giovedì, aprile 24, 2008

Salasso

Io e mio marito siamo morigerati siamo sempre attenti al codice della strada mai passati col rosso mai parcheggiato sulle strisce forse qualche divieto di fermata per prendere la pupa a scuola ma insomma mai mettere a repentaglio la propria vita e quella degli altri sempre la cintura sempre i seggiolini delle bambine tutto ma proprio tutto quello che l'automobilista provetto deve fare per essere amato dai vigili e ora chi mi sa spiegare perché nel giro di una settimana ci sono arrivate due multe una a me e una al mio consorte e quella del mio consorte pure a due giorni dalla scadenza dei cinque anni di notifica quando dice sfiga è sfiga tutta intera cioè proprio ora che a Roma ci andiamo una volta ogni morte di papa proprio ora ci arriva un divieto di sosta di cinque anni fa cioè vi dico solo che è datato un mese esatto dopo il nostro matrimonio la notte dei tempi proprio e uno strasfigatissimo ingresso di giovedì per cento metri di divieto che c'era il vigile appostato e i miei suoceri che abitano a cento metro dalla Roma l'Aquila sapete che io non sono certo quella che si aggiusta la legge a suo piacimento ma dovrebbero guardare cazzo al pedigree dell'automobilista provetto e vedere che ci sono persone che prendono una multa al giorno per ubriachezza molesta e persone che come me non ne hanno mai prese e ovviamente arrivano quando non hai soldi per pagarle e mettessero il pedaggio a Roma invece di questi stupidi giovedì a targhe alterne guarda io lo pago il pedaggio ma non si può pretendere che una persona che deve venire un giovedì a roma con due figlie per andare a cento metri dall'inizio del divieto venga in treno e poi metro e poi autobus e poi dicono che siamo a crescita zero venite a prendermi fatemi il fermo amministrativo della macchina provate a fermarmi io sono alta unmetroeottantatre voglio vedere chi s'azzarda ad avvicinarsi sono disperata vi prego non me la sequestrate la macchina voglio piangere per un po' da sola in un cantuccio vi prego sono allo stremo delle forze c'ho un magone nello stomaco che non ve lo potete nemmeno immaginare e c'ho due figlie che senza macchina non posso nemmeno andare a comprare il latte che domenica volevo fare la festa per il primo anno della piccina ma i soldi che avevo messo da parte se ne vanno tutti in multe ma non è giusto però mia figlia ha diritto ad avere una festa e allora avverto tutti coloro cui ho detto di venire che magari non ci sarà l'incredibile buffet consumistico delle solite feste di bambini ma sarà un'occasione per stare insieme così semplicemente a pane e acqua e per l'anno prossimo si vedrà.

lunedì, aprile 21, 2008

Mille modi per dirti ti amo

Mio marito esce tutte le mattine due volte da casa.
Prima accompagna la figlia grande a scuola. 4 chilometri di macchina andare e quattro a tornare. Poi ritorna su, fa colazione e va in ufficio. 40 chilometri andare e 40 a tornare.
Queste parole sono per lui.


Lo so, lo so che non abbiamo i soldi per arrivare alla terza settimana, e siamo già con l'acqua alla gola alla seconda.
Lo so che ti stai arrovellando a come festeggiare degnamente il primo compleanno di tua figlia.
Lo so che eri arrabbiatissimo stamattina quando ti ho telefonato perché comprassi un succo di frutta a tua figlia che doveva andare a teatro a vedere i burattini di pinocchio con una merenda mappazza e non aveva niente da bere e tu eri chiaramente in ritardo per il tuo appuntamento in ufficio.
Lo so che sei fuori di te per il fatto che tutte le tue camicie siano irrimediabilmente macchiate da una lavatrice vecchia e mezza rotta e soprattutto che io non sia in grado di fare niente.
Lo so che sei furente lo so.
Ma ti prego, non smettere di comprarmi il cornetto quando ti salta in mente, anche se tornerai a casa ed io avrò già fatto colazione.
Ho bisogno di sentirmi amata!

venerdì, aprile 18, 2008

martedì, aprile 15, 2008

La nostra passione durerà dodici anni. E senza sconti.

BRAVI!

GRAZIE. Grazie a tutti quelli di sinistra che non hanno votato per PROTESTA.


E ora, BECCATEVI 5 ANNI DI NANO MALEFICO.

Più 7 da presidente della repubblica.

Quando non avrete più nemmeno il telefonino per chiamare i vostri cari, o le mutande per coprire i vostri orrori, non venite a dire che non ve l'avevamo detto.

giovedì, aprile 10, 2008

7 italiani su 100 saranno così?

Mi sono forzata, costretta a tavola da una deliziosa colomba avanzata da Pasqua che ho dovuto finirmi causa estremo nervosismo.
Ché il mio pomeriggio era già andato a schifìo quando mia figlia si è scaracollata giù per terra dalla tazza del cesso sbattendo il naso al suolo mentre io davo da mangiare all'altra.
Mi sono costretta a tavola, dicevo, per guardare la conferenza stampa di Ferrara su raidue, se chiamarla conferenza stampa non è un'offesa all'ordine dei giornalisti, nel senso di "fila" dei giornalisti seduti dall'altra parte del tavolo.
Non voglio commentare, perché sarebbe fin troppo facile dargli del mitomane, del ciccione sudato e fondamentalmente dell'illuso (cioè lui pensa che il 7% degli italiani gli darà il suo voto. E per farlo capire al restante 93% ha usato l'espressione 7 italiani su 100. O' miracolo!).

Però desidero far partecipe di
2 chicche 2 chi non avesse avuto l'enorme fortuna di godere della visione, che da sole valgono un seggio in parlamento:

"Voterò Berlusconi perché penso che abbia diritto al suo lieto fine". Io già mi vedevo i funerali di stato per il nano malefico. Ci toccherebbe pagargli anche le pompe funebri. E tutto questo perché Ferrara vuole esercitare il diritto all'eutanasia degli italiani. Solo lui. Lo impedisce a chiunque altro.

"Un momento che mi devo tamponare perché sudo troppo".
Ai giornalisti, increduli. Il cameraman non ha fatto in tempo a cambiare subito l'inquadratura e io sono andata al cesso a vomitare la mia colomba pasquale.


lunedì, aprile 07, 2008

Lo farò

Mi domandavo, no, ma si può scegliere una priorità?

Non è piuttosto, intrinsecamente, una NON scelta?

venerdì, aprile 04, 2008

Detesto

Detesto coloro che usano "magari" come intercalare.

Detesto coloro che usano "piuttosto che" per dire "o". Recentemente ci deve essere stata un'epidemia, perché è molto in voga.

Detesto le donne che non sanno invecchiare e si rifanno la faccia.
Oggi ho guardato bene da vicino le mie mani.
Si stanno decomponendo.
Devo assolutamente fare qualcosa.
Ma non andrò mai fino a rifarmi gli zigomi solo perché le mie mani stanno cadendo a pezzi.

Detesto le finte discussioni nella sala d'aspetto della pediatra.
Detesto le finte discussioni che imbastisco dalla pediatra per non essere costretta ad ascoltare il rumore del ciuccio di mia figlia che dorme.

Detesto il casino della mia capoccia.
Che non mi consente nemmeno un attimo di stare in pace con i quattro neuroni che mi restano.

giovedì, aprile 03, 2008

Gad-dami tutta

A me ieri Gad Lerner mi ha indisposto.

Questa la frase clou, urlata dal nostro infedele ad un gruppo di ospiti donne, perlopiù parlamentari:
"Vi ho già pregate prima di evitare il cicaleccio".

Cioè ma come ti permetti?

mercoledì, aprile 02, 2008

Blogaction day

Ai partiti politici, ai politici italiani, agli organi di informazione, alla cittadinanza tutta

Questa lettera nasce da uno sforzo collettivo di cittadini italiani della Rete, che si sono confrontati in maniera concreta e proficua usando i mezzi offerti dal social network e partendo da un approccio comune e condiviso, al di là dell’appartenenza politica di ciascuno, per agire attivamente nell’attuale contesto politico e socioculturale.Vogliamo richiamare l’attenzione di chi ci governa, degli organi d’informazione e delle istituzioni verso quelli che dovrebbero essere i principali obiettivi di una politica civile, etica e basata sul bene comune.

La tutela dei valori costituzionali del nostro Paese: laicità dello Stato; diritto al lavoro e alla sicurezza sul lavoro; diritto di scelta per la propria salute e tutela della stessa, per tutti; informazione libera, pluralista e basata sulle interazioni.
L’adempimento del mandato elettorale per il quale si viene eletti e del quale i cittadini elettori sono costantemente giudici. Tale adempimento dovrebbe rappresentare una condizione minima, senza la quale “fare politica” diventa semplicemente un modo per raggiungere obiettivi personali e di potere.
La risoluzione di emergenze sociali, tra cui (ne citiamo solo alcune): impatto ambientale dei rifiuti; sistema della Sanità; aiuti alle famiglie e tutela della maternità, attraverso sussidi e asili nido in numero sufficiente; sistema dell’Istruzione e della scuola e scollamento tra questo e il mondo del lavoro; precarietà diffusa e formalizzazione del salario minimo legale.
L’attuazione di riforme politiche non più procrastinabili, quali: l’immediata risoluzione del conflitto d’interessi; una seria riforma del sistema elettorale che impedisca le nomine dall’alto dei parlamentari attraverso l’indicazione della propria preferenza sulla scheda; la decisione sulla non eleggibilità di cittadini, se condannati in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.

Crediamo che fare politica, nel senso etimologico e più nobile del termine, comporti soprattutto fornire un esempio etico, culturale e di serietà ai cittadini che si governano, e che costituisca un ruolo da non sperperare in inutili e volgari liti, dichiarazioni razziste, aggressioni fisiche; questi comportamenti impoveriscono tutti, sia in un contesto interno alla nazione, sia rispetto all’immagine che essa deve offrire al resto del mondo.

Dal momento che Voi siete chiamati a rappresentarci, dovreste porvi come portavoce di coloro che vivono la realtà quotidiana e trasmettono le sue problematiche concrete.

Pretendiamo che la politica torni a essere un servizio alla collettività e che nel fare questo rispetti alcuni precisi standard di correttezza, buona educazione civica, coerenza e chiarezza.

Noi non siamo solo numeri.
Non vogliamo assistere impotenti alla banalizzazione delle parole che non si trasformano in fatti coerenti e responsabili.
Noi siamo quelli che votano. Quelli che scelgono. Quelli che criticano. Quelli che domandano. Quelli che giudicano.

Noi siamo coloro a cui dovete rispondere del Vostro operato, ogni giorno, in qualsiasi momento.
Attueremo un controllo serrato sulle azioni della prossima legislatura e daremo ampio risalto sui nostri blog di ciò che di buono e di cattivo verrà fatto.

Siamo in grado di criticare l’informazione, di valutare l’attuazione del programma elettorale, di giudicare sui fatti e non sulle promesse e sulle favole.

lunedì, marzo 31, 2008

Domenica al mare

Già, va bè, c'era l'ora legale.
I cui effetti hanno gravato su di noi tutta la giornata.
A svegliarsi presto, ieri, manco con le bombe.
E partiamo, come ogni famiglia brambilla che si rispetti, con due ore di ritardo sulla tabella di marcia, aggravate dal fatto che son dovuta tornare su a casa a prendere le chiavi della casa al mare.
Nessuna delle due pupe ha chiuso occhio in un'ora di macchina.
Per il resto la giornata è scorsa senza niente di incredibile da segnalare.
E questo perché il meglio doveva ancora arrivare.
Mai hiusband decide, in uno slancio di signorilità di andare a mangiare il pesce al ristorante.
Dio, penso, come sono fortunata oggi.
Per farla breve: alle sette di sera nemmeno un ristorante era aperto. Ripieghiamo su una squallida pizzeria i cui cessi erano impraticabili. Non so come, e non lo voglio sapere, mio marito ha fatto fare pipì alla bimba grande. Io non ho coraggio nemmeno di metterci piede, al bagno.
Allora dopo mangiato andiamo a prendere il caffè in un bar lussuoso, quello avrà sicuramente un cesso praticabile. Ma una signora esce urlando, giusto prima che fosse il mio turno e il cameriere comincia a pulire il bagno. Nessuna speranza che finisca ad un'ora decente. Sto per mettermi a piangere. La piccola ha fatto la cacca e sarà pure per questo che ha mangiato solo tre cucchiai di pappa. La possiamo cambiare solo in macchina. Io devo assolutamente fare pipì. Mi abbasso tra due macchine mentre mio marito si spezza le reni a cambiare la piccola. Proprio mentre mi rialzo, dopo ovviamente essermi bagnata tutti i pantaloni giustamente e all'uopo a zampa d'elefante, mi accorgo che sta passando, probabilmente ignaro, un signore. Grandi sorrisi.
La grande, nel frattempo si è addormentata sul passeggino; si fa trasportare faticosamete in macchina, legare le cinture del seggiolino e appena seduti tutti finalmente, ognuno al posto suo, si risveglia e non si riaddormenta più per tutto il viaggio. L'arrivo a casa è dei più catastrofici perché non c'è verso di addormentare nessuna delle due.
Quando la missione è compiuta, io e mai hiusband, mervellus hiusband, ci guardiamo in faccia ed entrambi, con la stessa foga ci diciamo: "Stasera non c'è trippa per gatti. A letto. Senza fare domande".

giovedì, marzo 27, 2008

Videocommunity

Molti di voi avranno notato che mi piace parlare delle mie dis-avventure familiari, soprattutto delle mie figlie.
Qualcuno l'ha sicuramente notato.
E si tratta di una community, nata di recente, che si occupa di molti aspetti della maternità, aggregando le mamme più disparate, con leloro storie.
E lo fa richiedendo ai suoi iscritti un tipo di collaborazione definita user-generated. Cioè fatta in casa, per capirci, con telecamerina o macchinetta digitale o telefonino.
Io faccio un video, te lo consegno a te community e chiunque può guardarlo, apprezzarlo, criticarlo, sganasciarsi dalle risate o anche piangerci sopra, perché no.

Come molti di voi avranno notato, non è certo la timidezza che contraddistingue il mio carattere.
Allora, qualcuno della community di mammenellarete mi ha contattato e mi ha chiesto di cavar fuori qualche pillola di saggezza sulla mia concezione di maternità. Io sono per natura scettica agli assembramenti, sono un cane sciolto. Ma la tentazione è stata forte. Diciamo che ho detto sì perché in palio c'era la partecipazione ad un programma televisivo sulla maternità. E sono stata tentata soprattutto dal poter diffondere il mio verbo sul disincantamento che deve essere proprio di questo mestiere, la maternità, perché altrimenti non se ne viene fuori.

Ma io ci ho provato, arrangiando il tutto con primi piani mostruosamente ravvicinati e testi imbevuti di ironia e - sono sicura non abbiate difficoltà a crederlo - di modestia. E sembra che i risultati delle mie fatiche si potranno vedere addirittura su Discovery Real Time ogni sabato alle 22, a partire dal 12 aprile.
Venite a trovarci numerose/i, se non altro per divertirvi un po' o - perché no - per dire la vostra!
Annetto qui una mia pillolina inedita di saggezza. Tanto per farvi un idea!


lunedì, marzo 24, 2008

Sbagli

La ragazza è arrivata a lavorare a casa mia con un dente di meno.
Il classico incisivo superiore.
Poi, piano piano si è aperta con me e mi ha detto, con occhi tristi e in un italiano che definire stentato sarebbe un complimento, che il marito la sera prima le aveva detto che l'anno prossimo avrebbero dovuto riportare la figlia di quattro anni in Romania, dalla nonna. Perché lei avrebbe dovuto lavorare di più. Non bastavano le mattine e i pomeriggi, sabato compreso, a servizio. La figlia era un impedimento.
Io le ho detto che secondo me era uno sbaglio.
"Capisci sbaglio?" - le ho detto.
"No, no capire".
"Sbaglio significa errore, fare una cosa sbagliata. Difficile tornare indietro. Secondo me fai uno sbaglio se accetti. Perché gli anni passati lontano da un figlio piccolo nessuno glieli ridà. Nessuno te li ridà.".
Mi ha guardato che sembrava un cane bastonato.
E nessuno mi toglie dalla mente che quell'incisivo non sia saltato da solo.

lunedì, marzo 17, 2008

Pulp-eggiamenti



Parlare di un film* pulp è come sparare sulla Croce Rossa.
Non c'è storia.
Allora vi dirò che
Javier Bardem non mi ha fatto rimpiangere Steve Buscemi e che Josh Brolin mi ha fatto tenerezza quasi come John Goodman.
Sopra tutti, ovviamente, staglia il buon
Tommy Lee Jones , ormai attore maturo che non ha necessità di muovere nemmeno un muscolo della mascella per entrare nella parte. Lui è la parte.
A dispetto delle sparate, delle bombole, dei vagolanti proiettili ad aria compressa, l'ho trovato un film statico, nella sua ineluttabile tragicità.
Non è bastata l'autoreferenzialità di
Woody Harrelson : "Io non sono come lui", riferito ovviamente all'incredibile "Natural Born Killers", primo di una lunghissima serie di film sull'indecifrabile violenza dell'assassino seriale, di cui fu indimenticabile serial killer protagonista.
Però i Cohen sono splatter più che mai e mio marito ha osato dire che prendono molto da Tarantino.
I Cohen l'hanno creato a Tarantino.
Che ora se ne gode i frutti.

*
Non è un paese per vecchi di Ethan e Joel Cohen

sabato, marzo 15, 2008

Il terrore corre sul filo della parannanza

Dio, voglio morire.
Io sono una persona coraggiosa ne ho passate tante nella vita sempre a testa alta soprattutto nei momenti difficili sono una che non si tira indietro davanti alle difficoltà una lavoratrice indefessa quando c'è da fare e negli ultimi anni mi risulta anche difficile stare con le mani in mano forse ho la sindrome della casalinga sai di quelle che ti tolgono da sotto il piatto appena hai finito di mangiare e che stirano anche le mutande no! non voglio finire così ma insomma dicevo sono una che non si lascia menare facilmente per il naso una con le palle insomma.

Ma allora perché quando ho trovato la cucina infestata dagli animaletti dei carciofi marci mi si è raggelato il sangue e irrigiditi completamente gli arti per non parlare del cuore che per un nanosecondo ha trascurato di battere?

venerdì, marzo 14, 2008

Elogio notturno


Dio come adoro la notte.
Mio marito stravaccato sul divano con le bolle al naso, che non lo svegliano nemmeno le donnine nude.
Le mie figlie che russano entrambe nella stessa stanza al calduccio delle loro trapunte.
Ed io, qui, alle prese con una traduzione dal francese del verbo di un fisico epistemologo (ritratto nel disegno qui accanto, non da me, ovviamente e mi saluta pure, forse è anche l'ora delle allucinazioni!) che cerca di spiegare al mondo che la fisica e l'epistemologia hanno molto in comune.
Per me, a quest'ora, l'unica cosa che hanno in comune fisica ed epistemologia è il significato della posizione orizzontale.
I love you all.
Da domani si cambia vita.

giovedì, marzo 13, 2008

Requiem

Non è bastato.
Mio marito sembra peggiorare ogni momento che passa.
La poppante ha vomitato la pappa tipo poltergeist.
E io son qui, all'una di notte, ancora a lavorare dopo aver messo tutti a letto, lavato i piatti e sistemato i giochi. E tralascio i restanti 61200 secondi della mia lunghissima giornata.
E' andata nettamente peggio di quanto pensassi.

mercoledì, marzo 12, 2008

Sopravvivere

Lo so, lo sento, che sopravviverò a mio marito malato che lavora a casa, alla mia poppante urlante, ad un lavoro che mi è capitato tra capo e collo e che doveva essere fatto già ieri, alla nuova donna delle pulizie (unico lusso concesso alla mia modesta vita) che non capisce una parola d'italiano e che mi ha asciugato a mano tutto il pavimento del bagno mentre le avevo detto di asciugare i sanitari, a mia madre che vorrebbe che oggi pomeriggio io andassi alla presentazione - nel pieno centro di Roma - del nuovo libro di poesie del marito della mia insegnante d'italiano delle medie, quella che mi disse che prima di parlare dovevo pensarci tre volte, alla mia macchina che si sta per perdere la marmitta, alla mia figlia maggiore che tornerà da scuola festante perché il padre è a casa e non darà requie né a me né a lui e forse per oggi basta.

martedì, marzo 11, 2008

Loffe da loft

Sempre nel loft da sogno, ho fatto la mia bella figuraccia post-brunch. Di quelle che fai con le amiche un po' riservate. Di quelle che faccio io perché non mi so tenere il cecio in bocca.

IO: "Ma senti, ma quel tuo amico lì, quello sbruffone che si fa bello con tutti? A me quelli così mi stanno antipatici, quelli che devono per forza dissertare su tutto."
LEI: " Mmh..."
IO: "Oddio, ma che state insieme?"
LEI: "Mmh..."

lunedì, marzo 10, 2008

Bocca mia fatti capanna!


Vi ho anticipato la mia recensione culinaria.
Parto dalla fine.

Sono tornata a casa con due strudel di mezzo metro ciascuno.
E con l'equivalente in più sulle cosce (ma questi son fatti tuoii - direte voi...).

A parte la foto che Maurice mi ha costretto a fare [quella sua risatina è lo sforzo di tenermi la pistola puntata contro, e la mia faccia da ebete è la mia faccia da ebete] l'incontro è stato folgorante: io a telefono con lui e lui che parlava con me da dietro le mie spalle.

Avrei voluto essere sola per godermelo tutto, ma avevo le pupe a carico. Una per fortuna dormiva come anestetizzata dall'arietta di montagna, e l'altra, degna figlia della madre pacco postale, era venuta senza nemeno un giochino e sarebbe presto divenuta insopportabile. Sicché la nostra birra è stata fugace e ho dovuto pure ingurgitarmi il gelato di mia figlia che si sbafava la ia pastarella. Ma son quisquilie.

Rispetto all'accoglienza che Maurice ha riservato nel suo ristorante a me e al mio gruppone con bambini urlanti al seguito.
Io ho fatto la parte della scassamaroni e istigato tutti a ordinare alla carta.
Banale dire che ne è valsa la pena. Vero dire che persino la palla di gelato finale dei pupi era succulenta.
Mi profonderò in lodi sui ravioli di castagne al sugo di lepre e broccoli romani. Finché campo ne conserverò l'aroma.
E come secondo abbiamo puntato un tenerissimo spezzatino con polenta, ché poteva fondere in bocca come un burro.
E poi, siccome lo chef mi aveva personalmente omaggiato dei due strudel di cui sopra - realizzati dalla di lui signora -, mi sono gettata a capofitto nella degustazione della sua mousse di nutella e cioccolato bianco, che non è stata per nulla consolante, perché mi ha lasciato in bocca il desiderio di sorbettarmene altre venti. Ma insomma, bisogna accontentarsi.
E a cena: strudel!

venerdì, marzo 07, 2008

Pacco postale

Io viaggio come un pacco postale.

Senza sapere dove mi portano.

Ma arrivo sempre ad una meta di una bellezza insospettabile.

Perché mi lascio trasportare.

Certo lasciarsi trasportare guidando per sette ore con due bimbe al seguito, panni invaligiati buoni per ogni stagione, pannolini, ricambi vari, cibi più o meno proteici, creme, passeggini, fazzoletti di carta che chissà perché scompaiono quando servono anche se sai che ne hai venti pacchetti, bagnoschiuma shampo per varie età, asciugamani e lenzuola, lasciarsi trasportare - dicevo - è una boutade.

Ma io sono pacco postale
inside. E me ne vanto.

Penso che le mie figlie saranno come me.

E passare un pomeriggio a chiacchierare con il mio amico Maurice, nel bar più squallido del paese, è la cosa più bella che ci sia in quel paese, se di fronte hai cime innevate e una fredda birra in mano.

Scarpinarsi su per la neve con un passeggino e una bimba urlante non è poi così male se a fare la discesa col bob è tuo cognato che si carica la prole in vece tua.

Seguire le indicazioni dell'ufficio del turismo per trovarsi in un parco divertimenti per bimbi, completamente deserto di bimbi e di divertimenti, ha il suo risvolto positivo se nel rifugio trovi una strabordante fetta di torta della foresta nera, anche se tua figlia se ne pappa la metà.

Caricarsi sul treno tre bambini urlanti più la poppante nel passeggino per andare a fare una gita, ma soprattutto per farli contenti, anche se tu trasudi fatica da tutti i pori, può tramutarsi in felicità pura quando addenti, anche maldestramente - ma che fa! - un raviolo di castagne con sugo di lepre e broccoli cucinato dall'amico Maurice (recensirò, a tempo debito, per la rabbia di molti di voi, la sua culinaria abilità).

Non dormire la notte per almeno tre notti perché l'urlante figlio della proprietaria di casa non si degna di prender sonno, fa senz'altro vedere con occhio ammirato la bontà delle proprie figlie che fin dalla prima notte non hanno esitato a prendere sonno.

Il pacco postale non sa dove va.
Ma dove va, va bene!

lunedì, febbraio 25, 2008

Scende lieve lieve

Sono arrivata alla tenera età di trentotto anni perché vedesse la luce la mia prima settimana bianca.

Saluti a tutti e arrisentirci.

P.S. Ovviamente non sono diventata ricca tutto d'un tratto. Ho solo sfruttato bene le mie conoscenze....non ho mai messo i piedi sulla neve prima d'ora e non comincerò certo a lanciarmi sulle piste nere, ma nemmeno sulle piste in genere. Diciamo che anelo a stare un po' al sole in panciolle, sperando che mia figlia non si sfracelli sul bob.

giovedì, febbraio 21, 2008

Brigitte

L'inizio è duro, perché ci sono tante cose da fare, soprattutto tante da delegare. Pare che un manager, per essere un buon manager, debba saper delegare. C'è chi dice che in primo luogo deve saper dare l'esempio, chi ancora che deve saper fare il lavoro dei suoi collaboratori.

Nei corsi di formazione manageriale si parla di bisogni piramidali, laddove il piu' infimo e basico da soddisfare è il bisogno alimentare e quello piu' nobile è la realizzazione personale nella professione, passando per il bisogno di sicurezza e di considerazione. Questo significa, in poche parole, che finché i bisogni alimentari non sono soddisfatti, il collaboratore non potrà dare di piu'. Sarà sempre impegnato a pensare a cosa potrà comprare per cena, a cosa dovrà rinunciare. Una volta sicuro da questo punto di vista, dovrà trovare un alloggio dove ospitare lui e la sua famiglia, la possibilità di un contratto a durata indeterminata, vacanze dignitose. E via cosi, laddove l'essenza stessa del lavoro, quella che sembrerebbe delinearsi attraverso i corsi manageriali, verrà sempre piu' a coincidere non tanto con i beni da esso prodotti ma piuttosto con il grado di realizzazione della persona che lo produce. In poche parole, piu' si sale nella scala gerarchica e meno materiali saranno i bisogni. Al Top non c'è spazio per i crampi di fame allo stomaco.

Altro dettagli importantissimo che appare (non si capisce bene da dove: statistiche, inchieste di soddisfazione o altri sistemi inquisitori?) ben chiaro è che i soldi non sono un fattore di motivazione per i dipendenti. Piu' si ha e piu' si desidera. Detto in soldoni, si parte dal principio che non si è comunque mai soddisfatti del proprio stipendio. Per cui, voi, ô Managers, non pensate di cedere a richieste di aumento di salario, ché - tanto - non migliora la produttività dell'impresa.

Interessanti i seminari di management. Si esce pensando di essere persino fortunati a fare un lavoro di soddisfazione ed essere pagati una miseria.


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Davanti ad Annachiara c'era una donna un po' austera, caschetto biondo, giovane e di poche parole.

Brigitte sa delegare, questa è la sua nomèa, di quel tipo di delega che non implica il controllo sul lavoro fatto. Ha sempre la soluzione, che Annachiara applicherà, e sempre la risposta giustamente acida, che Annachiara ingoierà.

Diciamo che il rapporto tra le due è buono. Annachiara lavora tanto, forse all'inizio non sempre benissimo, vista la sua inesperienza, ma cerca di palliare a cio' con tanta, tanta buona volontà. Potremmo parlare qui di zelo. Non eccessivo, perché rimane sempre vigile la capacità critica, ma senza dubbio la nostra eroina si abnega niente male nel lavoro. Il problema è, pero', che Annachiara lavora troppo. Troppe sono le domande che fa. Troppe volte richiede l'intervento della sua capa, per risolvere problemi. E questo è mal visto. Bisognerebbe piuttosto fare finta di niente. Far finta che va tutto bene. Il problema è pero' che nella Società tutto funziona gerarchicamente. Si rompe una lampadina, il tuo capo domanderà al suo capo che domanderà al suo capo e cosi via. Una volta, l'amministratore delegato ispeziono' le toilettes per verificare se veramente non ci fosse la carta igienica (il personale si era lamentato di non avere da parecchio tempo di che servirsi). Dopo questa visita, l'amministratore delegato in persona informo' Annachiara, interessatasi del fastidioso affare, che il contratto con la ditta di manutenzione era, da tanti anni, per soli 40 rotoli al mese, e che, sebbene l'organico della Società fosse ultimamente aumentato, nessuno aveva mai pensato ad aumentare la quantità prevista. La prosperità beffata dal bisogno primordiale.

Diciamo che questi interventi di Annachiara, oltre a perorare cause perse, tipo abbassare il livello di riscaldamento in estate, erano indirizzati spesso a questioni di fondo, come la formazione sul servizio reclami per persone prive di esperienza che si trovavano a trattare reclami telefonici, il corretto direzionamento delle chiamate entranti, il problema spinoso dell'assenteismo. Tutte questioncine che si risolvono da sole se ignorate completamente.

Ma che dire del rapporto tra le due? Brigitte teme la sagacia della nostra eroina, tenta di fermarla, soprattutto quando riceve dall'alto rimproveri del tipo che ognuno deve fare il suo lavoro. Allora si scatenano tempeste: tu devi rimandare il Cliente verso di me e non trattarlo tu, non devi prendere decisioni, non devi fare il mio lavoro. Ecco lo sbaglio: l'assenza di Brigitte nella produzione, provoca pericolose ingerenze. Che ognuno si occupi del suo lavoro. Se sa.

Il principio che regge l'impegno della nostra eroina è che le cose devono essere fatte, ad ogni costo. Ma l'eterno dilemma è se chi deve fare le cose non c'è, o non è capace, o non sa di doverle fare, a chi tocca? Certo, se si parte dal principio che la capacità principale del manager è quella di saper delegare, tocca sempre a qualcun altro. Per Brigitte, delegare significa delegare non solo i compiti, ma anche le responsabilità. Per cui tutto diventa responsabilità di qualcun altro. E questo principio funziona di fronte a qualsiasi interlocutore, che sia la contabilità, il dipartimento di qualità, il Cliente (!), i collaboratori. Molto spesso, tutto diventa responsabilità di Annachiara. Onori e gloria, polvere e umiliazione.

Ma Brigitte sa essere una capa giusta. Dà a Cesare quel che è di Cesare e ad Annachiara quel che si merita. Piu' volte le propone anticipati avanzamenti di carriera, succulente proposte di posti che si libereranno o che, con un po' di fortuna, non saranno soppressi, o che prevedono persino un distaccamento nella ridente periferia parigina. Annachiara a volte declina la preziosa offerta (per ovvi motivi), a volte si trova in altri modi beffata.

L'ultimo dialogo con la sua capa - e tralasciamo qui i complimenti ricevuti nel corso degli anni, i numerosi colloqui di valutazione personale superati con ottimi risultati, le speranze di carriera alimentate a torto o a ragione - data di ieri. La capa desidera sapere quali sono le sue intenzioni, visto che non esiste attualmente nulla di possibile per un'evoluzione di carriera.

Quali vuoi che siano, B., le mie intenzioni. Cosa vuoi che faccia? Che deponga sul tuo tavolo la mia purulenta lettera di dimissioni? Che la riempia di tutti i piu' orribili insulti e esempi di incapacità che si possano immaginare? Oppure preferisci che tutto avvenga in maniera indolore. Che io scivoli via senza dare fastidio? Sciolta come una meringa bagnata di saliva?

mercoledì, febbraio 20, 2008

Sdentata

Parigi. Interno notte.
Una pipì scappa a tutti la notte.
A me scappa la pipì col botto.
Nel senso che stramazzo a terra facendo il botto sul parquet.
Il botto con l'incisivo destro.
Il dente più bello. Più prezioso.
Spezzettato sul parquet.
Io una vecchia di ottant'anni. Tutto d'un colpo.
Arranco fino allo specchio.
Non una goccia di sangue.
Solo l'irrimediabile danno al frutto dei miei sette anni di apparecchio.
Tre giorni di vergogna in ufficio.
Io, sempre loquace, ridotta ad una mummia silente.
Poi, un dentista fa il miracolo.
Riattacca il moncone che però si ristacca, ovviamente, dopo qualche giorno.
Allora comincia la trafila della ricerca del miglior dentista all'uopo.
Compreso uno che mi ficca le mani in bocca senza nemmeno i guanti dopo avermi stretto calorosamente la mano che veniva da almeno tre cambi di metro parigino.
Quisquilie.
Sappiate che questa donna sdentata ha conosciuto il suo attuale marito in quelle condizioni di menomazione, ché nessuno si sarebbe nemmeno fermato a rimirarla. Il resto, quindi, non deve essere tanto male!
Ed ora, a distanza di sei anni, dopo diverse protesi e rappezzamenti vari, sta per arrivare il dentone definitivo, quello che non si staccherà mai più. Quello che mi porterò fino alla tomba.
Vi prometto un accurato primo piano della parte ad attaccamento avvenuto.

lunedì, febbraio 18, 2008

Come nessun'altra. Mai.

Prima di morire, ha chiamato una persona alla quale voleva chiedere scusa.
Un medico che le aveva predetto che si stava sbagliando.
Lei non volle seguire i suoi consigli.
E ora stava morendo.

Io amavo molto questa donna speciale.
Era la mia a volte prima mamma.
E' grazie a lei se io sono come sono.
Grazie a lei se ho letto tutto quello che ho letto, se ho conosciuto il cinema, le manifestazioni, la politica, la razionalità e il sentimento, la rabbia per le ingiustizie, l'amore per l'arte e per la scrittura.
Grazie a lei se ho sempre voluto fare tutto di testa mia.

Non è nessuna ricorrenza oggi.
E' solo che febbraio è il suo mese.
Il mese della donna che ho amato più smisuratamente nella mia vita.
Che mi ha lasciato orfana senza essere mia madre.
Che mi ha amato come una figlia senza avermi partorito.
Che mi ha insegnato tanto senza averlo preteso.
Retta, solare, incrollabile, solitaria, cocciuta, amara, triste, acida e ironica come nessun'altra mai.

mercoledì, febbraio 13, 2008

La viretica della meringa

Da oggi questo blog vira pesantemente verso il femminismo,

ma quello fuori dai luoghi comuni, quello costruito nelle piccole cose, quello della semplicità che fa grandezza, quello dell'ironia che fa vita, quello della valorizzazione per se stesse piuttosto che il disprezzo degli altri, quello del coraggio della diversità, quello della partecipazione come arma, quello della condivisione suprema: la vita.

Chi non avesse capito niente, continuerà a non farlo, quindi è inutile che legga il seguito [ho fatto una battuta].

Sono stata accusata di essere troppo ironica e che, per troppa ironia, quando si parla sul serio si rischia di non essere creduti.

Bene. Io sono fiera di questo e vorrei servirmene per mostrare che la realtà può e deve sempre essere demistificata. E ognuno ha la sua arma per farlo.

La mia è l'ironia.
Ma nessuno mi chieda di farla sul serio.

martedì, febbraio 12, 2008

Diffidate gente

Ve lo dico io che ci ho fatto sopra la tesi di laurea:

il Matriarcato non è mai esistito.

In nessuna delle società al mondo.

Diffidate delle imitazioni.

lunedì, febbraio 11, 2008

Patemi d'animo

Io c'ho il modo mio di capire le cose.
Non scombussolatemi l'ordine mentale, ecco.
Ché poi è peggio.

venerdì, febbraio 08, 2008

L'ultimo bacio

Ieri sera abbiamo sentito un sospiro,
proveniente dalla cucina.
Non gli abbiamo dato peso.
A torto.
Era il frigo.
Era il suo modo di dirci addio.

L'Araba Fenice

Io faccio parte degli elettori indecisi.
Di quelli da convincere, insomma.
Di quelli di cui i politici hanno paura.
Di quelli che i sondaggi li fanno campare.

Non è che io sia indecisa per vocazione. Tutt'altro.
Sono indecisa perché delusa, annoiata e senza prospettive.
Diciamo, quindi, che alla mia indecisione c'è rimedio.

Ora io non mi aspetto di pranzare con Veltroni, come invece vuole fare mio cugino, ché Veltroni gli ha pure risposto "vedremo, perché no!" anche se mi sembra che tutto dipenda da quanta gente c'è e soprattutto da chi cucina.
Non mi da' nemmeno particolare affidamento lui, come persona.
Ma il politico deve scindersi dalla persona, mi rendo conto.

Sono indecisa.
Ma una cosa l'ho ben chiara: vorrei che il boomerang del proporzionale tornasse al collo di chi l'ha voluto. Che tranciasse partitini che aspirano solo al compromesso e alla rissa. Che fosse rispettato il volere degli italiani che approvarono il maggioritario anni orsono sebbene una vil legge dannata l'abbia rubato.

E Veltroni sembra reagire a questa impasse.
Sono d'accordo che non è il meglio che ci poteva capitare.
Ma sarebbe veramente la vittoria fenomenale, il riscatto di quella parte di sinistra riformista che si è dovuta attaccare alle promesse prodiane senza purtroppo cavarne un ragno dal buco a causa del vociare indistinto, ma contro, durante tutte le sedute di Camera e Senato.
Persino Caronte avrebbe dovuto cambiar mestiere, in quelle condizioni.

E lui ha avuto l'idea geniale, quella che tutti noi avevamo sulla punta della lingua.
L'ha espressa. E adesso sembra tutto più possibile.
Chissà che attaccandoci alle ceneri dell'Araba Fenice non riusciamo a risorgere per sempre...

mercoledì, febbraio 06, 2008

Il piatto è sempre caldo

Sono due giorni che mia figlia più grande non mangia.
Nel senso che proprio non mangia.
Io ho deciso che non mi ci arrabbierò.
E che, se vuole, il piatto è caldo in tavola.
Altrimenti mi viene l'ulcera e siccome ho già le vene varicose, sarebbe troppo.

martedì, febbraio 05, 2008

Carnevale


Signori, a carnevale ogni scherzo vale!
E questa cinesina è per tutti voi!

P.S.: per chi pensasse, che palle! ancora un altro blog della mamma che pubblica le foto dei suoi figli per impietosire la blogosfera, sappiate che avete toppato in pieno.
Questa è la foto del capolavoro di maschera che io ho fatto a mia figlia. Tenetevelo per detto!

lunedì, febbraio 04, 2008

Cose da supermercato

Interno giorno, supermercato. Rigorosamente nella sequenza riportata qui sotto.

Il matto: "Ma quanto mi diverto a giocare al computer tutto il pomeriggio! A lei non piace?".

Io: "Sa, io il pomeriggio sono parecchio impegnata, con due bambine...".

Il matto, parlando con la mia neonata: "E tu, come ti chiami?"

Io: "Sofia".

Il matto, con una strana luce negli occi: "Che bel nome!".

Io, sorriso di circostanza.

Il matto: "E poi, ad un certo punto, dai videogiochi saltano fuori le donnine nude, e bingo!"

Io: [...]

Il matto: "Ma a lei non piace proprio giocare al computer? Io non lo conoscevo, me l'hanno regalato a Natale e ora ci passo tutti i pomeriggi. Come fa lei a non passare tutti i pomeriggi al computer?".

E intanto mi frega il turno alla bilancia pesatrice.

venerdì, febbraio 01, 2008

Caramel


Ogni donna ama a modo suo.
E ci sono incredibilmente tante donne per dimostrarlo.
Tra tradimenti, speranze deluse, amori agognati si svolge una delizia di film che ti avvolge nell'atmosfera mediorientale della sconquassata città di Beirut.
Volti di una bellezza abbagliante su corpi tonici e vogliosi.
Quella bellezza curata da antichi rimedi, che nella società orientale sono coltivati e mantenuti con talento e grazia innati.
Quella bellezza pura che noi, con i nostri orpelli, abbiamo dimenticato.
E poi, il calore dell'amicizia e della famiglia chiudono la cornice, in cui situazioni al limite del grottesco, ma forse per questo assolutamente possibili, ritmano la danza dell'amore.
La bellezza mi ha invaso. Quella che è tale agli occhi di chi la guarda.
E che fa miracoli perché non sa che è tale.

mercoledì, gennaio 30, 2008

Perché ndringhete ndringhete ndrà


Ieri, in televisione, una madre isterica gridava ossessivamente al figlio che faceva sciocchezze, bischerate, piccole cazzate insomma, gridava ossessivamente - dicevo -: "Perché?".

Cioè lei pensava, in buona fede, forse - penso io, per darle una minima giustificazione -, che il figlio avesse intenzione di mettersi a dissertare con lei dei massimi sistemi in un momento in cui il fratello gli aveva appena morso il polpaccio e ficcato un dito in un occhio, oppure sputato sulla sua mano.

C'è un solo motivo per cui un bimbo di due anni e mezzo, che pure ha il torto di essere gemello e quindi magari la madre ripete ossessivamente perché proprio perché è convinta di farlo con due persone diverse (che - giusto per inciso - non troveranno mai la loro identità se lei continua così), dovrebbe saper rispondere ad una simile domanda?

martedì, gennaio 29, 2008

Tradimenti cybernetici

Mio marito ha scritto un post.
E di per sé questo è già un evento.

Io ho aggiornato poco questi giorni perché ero di lato lì a piangere.
Un po' per il rovinoso sfracellamento del paese.
Un po' perché mio marito vuole tradirmi.

E lo scopro dal post.

Gli scatenerò contro tutta la blogosfera.
Così i suoi bollenti spiriti si placheranno.

Fate quello che potete, oh miei prodi....ops....

lunedì, gennaio 28, 2008

Utopie

Vorrei dire qualcosa di sinistra.

Sì, lo so, lo so che non ci riesce nessuno.

Ma si nega a qualcuno una possibilità in questo paese?

mercoledì, gennaio 23, 2008

Strategicamente



La mia nuova strategia è non far dormire il pomeriggio la figlia più grande.

Alle 8 di sera non ho più fiato.

Forse alla fine divento veramente come il mago Sam e faccio sparire tutto.

lunedì, gennaio 21, 2008

Notizie a saldo

Sono un po' affannata.
Però ho fatto i saldi, con le bambine al seguito. Io e loro.
Lascio a voi immaginare i risultati.
La piccolina s'attaccava a tutti gli stand tirandosi dietro pile di vestiti.
La grande scappava a destra e a manca.
Ad un certo punto ho dovuto tirar fuori le maniere forti.
L'ho minacciata che se non stava attaccata al passeggino della sorella qualcuno l'avrebbe presa e portata via e lei non avrebbe più visto la sua buonissima (!) mamma.
Ha funzionato.
Certo, però, si è anche permessa di rifiutare graziose cosine che avevo intenzione di comprarle perché non erano di suo gusto.
Ma per cinque euro mi sono impossessata di una maschera di carnevale che farà di noi la perfetta famiglia globalizzata: un vestito da cinesina, al quale dovrò abbinare, fabbricandolo con le mie manine, un grazioso copricapo.
Per il resto, la scuola materna ha organizzato la venuta di un mago carnascialesco per la modica cifra di 3 euro a bambino io costerei meno e di magie ne so fare parecchie ma nessuno mi ha consultato però potrei sempre organizzare uno spettacolino per i genitori all'entrata della scuola.
Con un po' di fortuna tiro su qualche spiccio!

giovedì, gennaio 17, 2008

Il friccico dell'eleganza


Premetto che è il primo libro* che ho letto nel 2008 e nel frattempo ne ho letti altri due, sicché è bello stazzonato nella memoria.
Premetto che ho vissuto cinque anni a Parigi, di cui uno proprio nel 15ème arrondissement di cui si parla nel libro - io vivevo nella parte povera, s'intende - e conosco perfettamente la via in questione.
Premetto che il titolo, sebbene tradotto in italiano, mi ha evocato piaceri remoti della mia seconda lingua.
Premetto che ho studiato nell'università francese e ho la prova che il francese medio-alto-acculturato non ne sa quanto l'italiano liceale.

Detto tutto ciò, a me lo sfoggio di cultura non piace. Non ve lo vengo mica a dire che ho letto quasi tutta la letteratura russa, che sono perfettamente padrona della letteratura francese, che io e la madeleine di Proust siamo un tutt'uno.
Credo fermamente che la cultura, intesa come cumulo di nozioni, si vada ad iscrivere nel DNA e lì operi a costruzione di personalità. Certo, la mia affermazione non è supportata da nessuna prova certa, si può addirittura sostenere senza tema di smentita che non sia punto scientifica.
Credo anche che l'abito non faccia il monaco. Nel caso mio diventa addirittura il postulato base, visto che, vedendomi adesso, non si immagina nemmeno lontanamente il mio glorioso passato.

Ma veniamo al dunque.
Ed il dunque è che, in questo libro, una portinaia ha una sovrumana cultura nozionistica da lei anche ben elaborata - assurgendo così al ruolo di Cultura con la C maiuscola -, ma nessuno lo deve sapere nel circondario, e questo perché ella deve recitare il ruolo della portinaia tipo - grassa, rozza, teledipendente - nel palazzo borghese tipo del quartiere più borghese della città borghese per eccellenza: Parigi.

Come scusa mi sembra un po' pochina.

Poi abbiamo la bimba secchiona per eccellenza.
Quella che sa tutto di tutto. E con la sua sapienza si eleva a giudice del comportamento altrui, decidendo di farla finita con la sua giovane vita per punire persone (genitori, sorella) che ha giudicato futili e inutili, annientandole col suo gesto. Per poi, però, scoprire i piaceri della vita e che il mondo non si riduce a quello scolastico o domestico. Con inevitabili conseguenze sulle sue decisioni.

Come scusa mi puzza proprio.

Sicché, insomma assistiamo a scambi di botte di super-nozioni, amori che nascono grazie ad una citazione (che nemmeno l'autore avrebbe capito, ma questa è un'altra storia), scampoli di vita condominiale raccontati anche con singolare maestria, ma che non giustificano, a mio parere, la storia.

I francesi, però, hanno adoré.
E quindi per me è diventato un must leggerlo.
Giusto per continuare le mie ricerche antropologiche.


* L'eleganza del riccio di Muriel Barbery

lunedì, gennaio 14, 2008

Sfacelus

Mia figlia, la grande, quella che dovrebbe saper già parlare, fare pipì e cacca nel water, vestirsi da sola, mangiare con forchetta e coltello e - perché no - cominciare a pensare ad un fidanzatino, e quindi - diciamo un po' grossolanamente - farsi gli affari suoi, è invece pericolosamente concentrata sulla mia persona.
Si accorge di ogni dettaglio, di ogni piccolo cambiamento (e vi assicuro che co' sti chiari di luna son veramente pochi). Mi squadra, mi commenta persino gli anelli, le collane, per non parlare della pettinatura e del rossetto. Un'imbarazzante lente riducente che mi accompagna tutta la giornata.
Bene, questa zelante pulzella, l'altro giorno, guardando una foto di più o meno tre anni fa, dove io ero stranamente in forma, con gli indomiti capelli allisciati e anche piuttosto in tiro perché trattavasi di ricorrenza familiare, l'altro giorno - dicevo - guarda la foto e dice: "Questa è Dora?".

Si, amica D., è proprio così, mia figlia mi ha scambiato per te e non oso pensare come abbia fatto e forse è proprio il caso che la porti da un oculista.


Non che mi dispiaccia il paragone, anzi. L'amica D. è una donna piacente piena di sorprese, ma non credo che abbiamo nulla in comune fisicamente, se non il fatto che andiamo dalla stessa dietologa... certo sicuramente qualche affinità intellettuale nonché spettegolativa, ma proprio non riesco a capire che cosa abbia fatto propendere mia figlia per cotanta comparazione. E ciò mi induce ad essere pericolosamente gelosa... Cioè questo significa che mia figlia la vede più figa e coi capelli più belli? Ricordatemi che devo rompere un'amicizia. Io non vorrei, ma mi ci vedo costretta....

Per il resto, l'altra pupetta fa bolle col naso. Sì, come nei fumetti.
Non credevo esistessero davvero.
Sono ingestibili.
Nel senso che io passo più tempo a dire: oddio poveretta, ma guarda! invece che pensare a pulirla. Sono una madre snaturata e farò lo sfacelo di queste nuove generazioni.
Soprattutto se continuo a dedicarmi con questo zelo alla ricerca del riciclatore misterioso....

venerdì, gennaio 11, 2008

CACCIA AL RICICLATORE MISTERIOSO.


Io vorrei scovarlo con le mani nel sacco e senza senso metaforico, il riciclatore misterioso.
Colui/colei che mette mano ai nostri rifiuti differenziati e li monda di tutte le impurità per ritornarli a nuova vita.

Il ministro della reincarnazione, il braccio armato dell'utilità, il nostro gran rifiutatore.
Dove sei, o mitico attore!
O colui che si lorda le mani per purificare le nostre sozzure e risorgerle a nova vita!
Io te vorrei cognoscere profondamente.
Per capire se ogni tanto non rimescoli le carte o ti fanno semplicemente fare banco, o anche tana liberatutti.
Io te vorrei spiare da apposito pertugio.
Per capire se sempre vien fatto ciò che da te si attende.
Per saper, se non sei macchina, che cuore hai.
Un cuor che differenzia tra gli affetti resta puro.
Non come quello che di tutto fa purée.

mercoledì, gennaio 09, 2008

Semplici accorgimenti


Semplici accorgimenti faranno di tutti noi dei risparmiatori oculati di energia e dei riciclatori modello.

Questa è la frontiera del nuovo eldorado.

E intanto si punta su termovalorizzatori desueti, macchine vecchie che promettono pulizia e donano morte.
I rifiuti dei rifiuti ci seppelliranno se non guardiamo oltre i luoghi comuni. E non sarà un bel morire.

Nessun giornalista della televisione pubblica, cioè da noi retribuito, ha il coraggio di dire e raccontare i danni che può fare una particella PM2.

E intanto, alla radio, la presidenza del consiglio fa pubblicità su alcuni piccoli accorgimenti che permetteranno al popolo bue di risparmiare energia.

venerdì, gennaio 04, 2008

Metamorfosi

Lo so che siete avidi di notizie e che non potete vivere senza abbeverarvi dalla fonte della meringa ma temo di dovervi deludere perché non capisco per quale motivo ma questo 2008 inizia povero di avvenimenti e alquanto routinario nella sua quotidianità nonostante io faccia di tutto perché la variazione sia fonte di ispirazione per le mie giornate ma voglio dire il brodo della poppante finisce come l'anno vecchio e devo comprare nuove zucchine carote porri e lenticchie da cuocere nella solita vecchia pentolona per almeno un'ora perché rilascino le buone vitamine in una brodaglia fumosa che il mestolo da 100 ml provvederà a distribuire nei vari barattoli che il congelatore accoglierà con gioia per rifornirmeli freschi freschi ogni mattina ma che ve ne frega a voi direte senza ombra di dubbio rispondo io piccata ché poi tanto la mattina sempre gli stessi letti devo rifare e mettere la lavatrice con i quattro panni sporchi dei quattro abitanti della magione due dei quali sempre irrimediabilmente sozzi io poi mi domando quanto detersivo mio inquinerà i mari ché a Caterpillar nota trasmissione di radiodue una volta avevano pure fatto una lezione su come farsi il detersivo in casa ma mi ci manca pure il detersivo in casa ché tanto io non so proprio come riempirle queste ventiquattro ore e ve lo voglio proprio dire che non è solo colpa mia se i mari sono inquinati se l'AMA non si sa attrezzare per fare la raccolta riciclata se mio cognato ha dato via i cavalli e il pane secco me lo do' sui denti e mi fa più piacere non avere pane che buttarlo via io per questo 2008 vorrei un cavallo mio tutto personale che mi risolvesse i problemi di riciclo mangiandosi tutto il pane avanzato o tutto il bene che noi umani facciamo avanzare dalle nostre tavole dal nostro tempo libero dai nostri portafogli adoro i cavalli anche se l'unica volta che ci sono montata sopra col mio culone l'ho fatto stramazzare vorrei che il mondo fosse pieno di cavalli piuttosto che di politici a sbafo ché i cavalli sono il sale della vita mica l'ottimismo e ora che mi manca il fiato perché il muso mi si è allungato e le mie dita si sono intorpidite fino ad unirsi in foggia di zoccolo mi stanno crescendo le orecchie e una cosa lunga lunga in mezzo alle gambe che mi fa ben sperare per il futuro proprio ora mi rendo conto che in questo novello 2008 i miei desideri sembrano già realizzati.

mercoledì, gennaio 02, 2008

Tutto può succedere

Questa fine 2007 è stata pesante come un macigno per la mia famiglia.

Allora io vorrei che il 2008 mi portasse solo buone notizie.

Che non mi portasse altri figli, ché mi bastano quelli che ho.

Vorrei che mi portasse un lavoro e una baby sitter per poter permettermi di lavorare.

Vorrei che non mi portasse lacrime, ma tanti soldi, visto tutto quello che ho mangiato per propiziarli. E non vi nasconderò che l'oroscopo prevede sagittari miliardari per quest'anno.

Vorrei che le mie bambine non si prendessero malattie infettive, e se lo dovessero fare, che non me le attacchino.

Vorrei un po' di serenità per le persone che mi sono intorno e per il nipotino/a che nascerà. Siccome deve nascere il 7 di luglio, mia sorella ha promesso che se è femmina si chiamerà ubabaluba e se è maschio zigozago. E nel 2008 vorrei che ogni promessa fosse debito.

Vorrei anche essere semplice come il cappellino indossato da Prodi in settimana bianca.
Complicata come gli interventi chirurgici sul Berlusca.
Sbarazzina come gli occhiali del Maroni e - perché no - generosa come il ministro Ferrero a regalare calendari.

In fondo è un anno bisestile. Tutto può succedere.