Pensavo, no, a cosa direbbero i Padri della Patria, della nostra Patria martoriata e offesa da ingiurie, incontenibili esternazioni di cultura pressapochista che insulta le donne, i vecchi, la storia e la cultura. In tutte le culture degli umani la vecchiaia significa esperienza. Da noi è diventato sinonimo di approfittarsi delle situazioni e di sopruso. Quindi un vecchio nella sua vita ha solo sfruttato, goduto di privilegi, scroccato. Non è un coacervo di esperienza vissuta, di errori, di saggezze, di incontri, di libri letti e cultura macinata, no. Una donna è un buco da scopare, da fottere, da ingroppare e anche uccidere se capita. Un essere immondo che assurge a simbolo di tutte le perversioni degli umani perché perversa lei per prima che si fa fottere provando magari piacere. Quindi il massimo dell'offesa è che non sia scopabile, visto che a lei piace tanto. Anni di cultura e storia della parità dei diritti buttati al cesso (e non è un eufemismo) perché nel momento di crisi sociale, politica ed economica si distruggono i simboli di una cultura per rinascere a nuova (?) vita. Questa distruzione dei simboli io la conosco storicamente. Non è nuova a molte rivoluzioni contro le tirannie. Quel che è nuovo, secondo me, è la rivoluzione contro la democrazia. La democrazia per definizione si combatte dal suo interno, è fatta di contrasti, di dialogo, di opposizione, ma dà per scontato l'accordo su quello che decide la maggioranza. Se non si è d'accordo con la maggioranza si è sconfitti. Punto. Sconfitti e scontenti. Ma si deve accettare. Sappiamo tutti che il mondo è pieno di stronzi. Basta una democratica riunione di condominio per capirlo. E se non si è d'accordo con quello che decide la maggioranza che si fa? Si tagliano i fili della corrente degli altri condomini? E la democrazia si fa con leggi condivise, con prassi attestata, anche con cavilli, perché sono procedure che il consesso sociale si è dato quando ha adottato questa forma di governo. Ché poi ci sono morte parecchie persone per ottenerla. Ma solo i vecchi hanno studiato la storia, perdendo un sacco di tempo, gente che proprio non ha fatto mai niente in vita sua. Siamo al punto che uno che dedica la sua vita allo studio ha perso tempo. Ciò che sa, che conosce, che ha elaborato, non conta nulla. Qui siamo al punto che l'unica verità e l'unica informazione sono quelle veicolate dalla rete, spesso senza fonti certe. Mi piacerebbe sapere quanta gente conosce i regolamenti parlamentari. Credo pochi. I più si fidano dell'informazione che viene diffusa sul fatto che un certo strumento viene utilizzato solo al Senato e non alla Camera, per prendere un esempio recente. Senza andare oltre, senza conoscere le regole di un consesso democratico, che sia il parlamento, la riunione di condominio o la cooperativa. Questo pressappochismo della conoscenza fa paura e porta a distorsioni terribili che sfociano nel populismo di protesta fine a se stesso. Gli italiani, si sa, hanno bisogno del leader. Quando al governo non c'è una carismatica figura lederistica, lo sfortunato di turno viene trattato come uno con le palle mosce, come un mortadella e non oso immaginare se fosse una donna (abbiamo del resto visto la culona inchiavabile della Merkel). Allora beccatevi un Renzi, un Grillo o addirittura ancora un Berlusconi, se siete veramente sfigati. Io mi tengo la mia indignazione per i roghi di libri, per gli insulti sessisti e per la negazione della saggezza della vecchiaia e il mio amore per la cultura. E mi oriento sempre più in maniera significativa - seppur con dolore - verso il non voto.
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lunedì, febbraio 03, 2014
giovedì, febbraio 07, 2013
Lèggere speculazioni sulla gerontofilia imperante.
Sono attualmente sotto lo shock di aver appena sentito l'intervista audio ad una giovane tizia che si candida per un anonimo partito del sud una roba da accaponare la pelle e i giornalisti (?) che tentano di parlare razionalmente con gente che di raziocinante non ha nemmeno una fastidiosa verruca sotto la pianta dei piedi a tutte queste aspiranti parlamentari chiedono se vogliono diventare le nuove fidanzate di bip e tutte a fare a gara a chi la dà via più facilmente e tutte che sono sincere e leggere e evanescenti quando con fare da santarelline affermano che certo che farebbe loro piacere essere le fidanzate o le amanti di bip e quindi mi dico che ormai il valore della sincerità viene equiparato al meretricio perché tutto assurge a pari merito a degno e utile e indispensabile di essere detto non appena compare una telecamera o il microfono di una radio e io mi domando come un giornalista possa ritenere certe persone degne di essere intervistate ma è proprio vero che chiunque è candidabile in Parlamento? no perché io me lo domando e mi dico che prima si dovrebbe fare un test per vedere se il QI di codesti eventuali rappresentanti del popolo italiano si attesti almeno alla sufficienza ma mi rendo conto di star parlando su roba ridicola perché in un paese normale, in periodo di campagna elettorale, non si discuterebbe mai del desiderio di giovani pulzelle - candidate in Parlamento - di trombare con un 76enne decrepito perché in un paese normale si candiderebbe in parlamento gente - magari a vario titolo - ma cui un giornalista non chiederebbe mai se sono gerontofile animate da desiderio di coitare con uno dei leader delle coalizioni in lizza per il governo del paese, semplicemente perché - magari - in un paese normale ci sarebbe qualcosa di importante di cui discutere in campagna elettorale invece che stare a fare l'elenco delle performance sessuali (!) di un 76enne in calore e io ho pure studiato antropologia e credo che sia importante il patrimonio che nelle società porta la saggezza della vecchiaia, l'esperienza e il giudizio di chi ha fatto un lungo cammino di vita e può tramandare raccontare e far rivivere alle nuove generazioni i fasti le avventure le conquiste importanti del passato ma in questo momento storico preciso desidererei non aver mai studiato antropologia né avere nozioni di psico-socio-storio quel che pare a voi e poter dire liberamente che sebbene si tenti di rialzare all'inverosimile l'età pensionabile, io non vorrei più vedere vecchi ciancianti che parlano di futuro fintanto che un solo giovane ma anche un solo quarantenne ma anche un solo cinquantenne avrà nient'altro da guardare che la propria sbiadita immagine nello specchio.
Shame on me.
venerdì, febbraio 08, 2008
L'Araba Fenice
Io faccio parte degli elettori indecisi.
Di quelli da convincere, insomma.
Di quelli di cui i politici hanno paura.
Di quelli che i sondaggi li fanno campare.
Non è che io sia indecisa per vocazione. Tutt'altro.
Sono indecisa perché delusa, annoiata e senza prospettive.
Diciamo, quindi, che alla mia indecisione c'è rimedio.
Ora io non mi aspetto di pranzare con Veltroni, come invece vuole fare mio cugino, ché Veltroni gli ha pure risposto "vedremo, perché no!" anche se mi sembra che tutto dipenda da quanta gente c'è e soprattutto da chi cucina.
Non mi da' nemmeno particolare affidamento lui, come persona.
Ma il politico deve scindersi dalla persona, mi rendo conto.
Sono indecisa.
Ma una cosa l'ho ben chiara: vorrei che il boomerang del proporzionale tornasse al collo di chi l'ha voluto. Che tranciasse partitini che aspirano solo al compromesso e alla rissa. Che fosse rispettato il volere degli italiani che approvarono il maggioritario anni orsono sebbene una vil legge dannata l'abbia rubato.
E Veltroni sembra reagire a questa impasse.
Sono d'accordo che non è il meglio che ci poteva capitare.
Ma sarebbe veramente la vittoria fenomenale, il riscatto di quella parte di sinistra riformista che si è dovuta attaccare alle promesse prodiane senza purtroppo cavarne un ragno dal buco a causa del vociare indistinto, ma contro, durante tutte le sedute di Camera e Senato.
Persino Caronte avrebbe dovuto cambiar mestiere, in quelle condizioni.
E lui ha avuto l'idea geniale, quella che tutti noi avevamo sulla punta della lingua.
L'ha espressa. E adesso sembra tutto più possibile.
Chissà che attaccandoci alle ceneri dell'Araba Fenice non riusciamo a risorgere per sempre...
Di quelli da convincere, insomma.
Di quelli di cui i politici hanno paura.
Di quelli che i sondaggi li fanno campare.
Non è che io sia indecisa per vocazione. Tutt'altro.
Sono indecisa perché delusa, annoiata e senza prospettive.
Diciamo, quindi, che alla mia indecisione c'è rimedio.
Ora io non mi aspetto di pranzare con Veltroni, come invece vuole fare mio cugino, ché Veltroni gli ha pure risposto "vedremo, perché no!" anche se mi sembra che tutto dipenda da quanta gente c'è e soprattutto da chi cucina.
Non mi da' nemmeno particolare affidamento lui, come persona.
Ma il politico deve scindersi dalla persona, mi rendo conto.
Sono indecisa.
Ma una cosa l'ho ben chiara: vorrei che il boomerang del proporzionale tornasse al collo di chi l'ha voluto. Che tranciasse partitini che aspirano solo al compromesso e alla rissa. Che fosse rispettato il volere degli italiani che approvarono il maggioritario anni orsono sebbene una vil legge dannata l'abbia rubato.
E Veltroni sembra reagire a questa impasse.
Sono d'accordo che non è il meglio che ci poteva capitare.
Ma sarebbe veramente la vittoria fenomenale, il riscatto di quella parte di sinistra riformista che si è dovuta attaccare alle promesse prodiane senza purtroppo cavarne un ragno dal buco a causa del vociare indistinto, ma contro, durante tutte le sedute di Camera e Senato.
Persino Caronte avrebbe dovuto cambiar mestiere, in quelle condizioni.
E lui ha avuto l'idea geniale, quella che tutti noi avevamo sulla punta della lingua.
L'ha espressa. E adesso sembra tutto più possibile.
Chissà che attaccandoci alle ceneri dell'Araba Fenice non riusciamo a risorgere per sempre...
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