L'uscita con le amiche è sempre un'incognita gigante.
Non sai mai se riuscirai a sistemare bimbi e marito prima d'uscire, se la macchina non ti morirà all'accensione, se avrai abbastanza fegato da finire gli antipasti, se la pizza con l'aglio divisa in quattro parti alla fine riuscirai a digerirla, se avrai l'occasione di raccontare dell'ultimo gingillo di tuo marito, una roba che evoca l'hula hop, se pur di chiacchierare riuscirai a fumare solo una sigaretta, se alla fine saremo tutte uguali, tutte sorridenti, tutte felici di godere di quell'attimo di libertà.
Non lo sai mai questo. Prima.
Ma sai che se torni a casa e ti fanno male le gote, la serata è stata sicuramente da morire. Dal ridere.
E ognuna è tornata a casa più felice, più rilassata, più bendisposta verso l'argomento di conversazione preferito: il maschio con cui abbiamo deciso di dividere la vita.
Ignaro lui. Ma certo meno solo di ieri.
venerdì, gennaio 14, 2011
mercoledì, dicembre 29, 2010
Sull'orlo del 2010
E' che questo mestiere di genitori ti prosciuga l'anima. Per me che già ne ho poca è proprio una rarefazione dell'io profondo.
Vacanze scolastiche fino al 10 gennaio non si può.
Capisco che gli insegnanti abbiano bisogno di riposo, ma noi genitori non abbiamo mai il diritto di staccare un po'? Vabbè che a noi nessuno ci paga, però...
Ma poi uno cosa dovrebbe fare per tenere i figli se lavora? Spendere un patrimonio in baby sitter? Chi non ha i nonni a disposizione e figli sufficientemente poco grandi da necessitare di un occhio vigile costante che fa???
E le separazioni, i matrimoni sfasciati grazie a queste prove della vita che sono venti giorni a casa con i propri figli???
Li ho voluti, certo, ma questo non significa soccombere.
Cioè, io penso di essere una donna normale, a parte i miei deliri da wonder woman, il mio raffreddore, il mio ciclo, la mia sessualità, la mia fame atavica e le mie fisime sulla pulizia. Certo fisicamente sono possente, ma questo mica mi toglie i piaceri della vita. I figli, invece, certe volte mi tolgono il lume dagli occhi, come si suol dire. Sono esasperata, esausta, ho voglia di scappare, andare ad ubriacarmi fino al mattino, perdere la cognizione del tempo e dello spazio, non ricordare più cosa sono le lancette di un orologio, anzi proprio l'orologio, diventare sorda a qualsiasi vocabolo-sillaba-verso provenga da bocca di terrestre minore di anni 18, anzi visto che ci siamo minore di anni 30, pigiare l'acceleratore a tavoletta e trovarmi in terra straniera circondata da mare da cui incidentalmente non si può più tornare indietro.
Ecco, questo sono io oggi.
Alla fine di questo bizzarro 2010, che si conclude in sordina, mentre poi alcune cose belle sono addirittura successe, mi sento come una sardina oleosa e maleodorante che cerca disperatamente qualcuno che richiuda il bordo della scatoletta.
Giusto per non farsi inglobare da stomaco altrui.
Vacanze scolastiche fino al 10 gennaio non si può.
Capisco che gli insegnanti abbiano bisogno di riposo, ma noi genitori non abbiamo mai il diritto di staccare un po'? Vabbè che a noi nessuno ci paga, però...
Ma poi uno cosa dovrebbe fare per tenere i figli se lavora? Spendere un patrimonio in baby sitter? Chi non ha i nonni a disposizione e figli sufficientemente poco grandi da necessitare di un occhio vigile costante che fa???
E le separazioni, i matrimoni sfasciati grazie a queste prove della vita che sono venti giorni a casa con i propri figli???
Li ho voluti, certo, ma questo non significa soccombere.
Cioè, io penso di essere una donna normale, a parte i miei deliri da wonder woman, il mio raffreddore, il mio ciclo, la mia sessualità, la mia fame atavica e le mie fisime sulla pulizia. Certo fisicamente sono possente, ma questo mica mi toglie i piaceri della vita. I figli, invece, certe volte mi tolgono il lume dagli occhi, come si suol dire. Sono esasperata, esausta, ho voglia di scappare, andare ad ubriacarmi fino al mattino, perdere la cognizione del tempo e dello spazio, non ricordare più cosa sono le lancette di un orologio, anzi proprio l'orologio, diventare sorda a qualsiasi vocabolo-sillaba-verso provenga da bocca di terrestre minore di anni 18, anzi visto che ci siamo minore di anni 30, pigiare l'acceleratore a tavoletta e trovarmi in terra straniera circondata da mare da cui incidentalmente non si può più tornare indietro.
Ecco, questo sono io oggi.
Alla fine di questo bizzarro 2010, che si conclude in sordina, mentre poi alcune cose belle sono addirittura successe, mi sento come una sardina oleosa e maleodorante che cerca disperatamente qualcuno che richiuda il bordo della scatoletta.
Giusto per non farsi inglobare da stomaco altrui.
mercoledì, dicembre 22, 2010
Wonder Woman
La faccia allibita di mio marito non ha prezzo (vorrei dire di merda, ma poi dopo sembra che parlo sempre male di lui, quando, poverino, in fondo non ha fatto nulla di male, non è mica colpa sua se è sposato con una wonder woman!).
Insomma - dicevo - mi tiro dietro la porta di casa senza togliere le chiavi all'interno e soprattutto senza nessuno all'interno.
Che deficiente! potrebbe dire qualcuno di poco accorto.
Ma non mi perdo d'animo.
Vado a recuperare lastre per scassinare la porta, come quella volta che vennero i vigili del fuoco dopo sole tre ore di attesa e con un "flap" di lastra al torace aprirono la serratura di casa nostra.
Stamattina ero preparata.
Allora poi lascio fare mio marito perché non bisogna mai contraddire un maschio in azione, che punta i piedi sul tappetino, si toglie gli occhiali perché non vede le fessure da vicino, sbuffa, sniffa, sgrinfia con tutte le sue forze. Potremmo usare la carta bancomat - gli dico - per scassinare la porta, visto che questa lastra non va ne avanti né indietro. E lui ah ma che cavolo dici, la lastra può fare il giro (secondo lui la lastra doveva fare a zigo zago c'era un mago) mentre il bancomat è semplicemente troppo corto. E continua con la lastra, con gli occhiali, con gli sbuffi. Fino a che con vocina angelica gli dico: Mi fai provare?
Agile come una pantera, mi appropinquo alla porta e con nonchalance tiro fuori una carta dal portafoglio. Con la padronanza tipica del ladro navigato, la ficco nella fessura e con gesto deciso faccio "stock" e apro la porta.
La faccia (da rosicone!) di mio marito in quel momento non ha prezzo.
Per tutto il resto, ovviamente, c'è il bancomat!
Insomma - dicevo - mi tiro dietro la porta di casa senza togliere le chiavi all'interno e soprattutto senza nessuno all'interno.
Che deficiente! potrebbe dire qualcuno di poco accorto.
Ma non mi perdo d'animo.
Vado a recuperare lastre per scassinare la porta, come quella volta che vennero i vigili del fuoco dopo sole tre ore di attesa e con un "flap" di lastra al torace aprirono la serratura di casa nostra.
Stamattina ero preparata.
Allora poi lascio fare mio marito perché non bisogna mai contraddire un maschio in azione, che punta i piedi sul tappetino, si toglie gli occhiali perché non vede le fessure da vicino, sbuffa, sniffa, sgrinfia con tutte le sue forze. Potremmo usare la carta bancomat - gli dico - per scassinare la porta, visto che questa lastra non va ne avanti né indietro. E lui ah ma che cavolo dici, la lastra può fare il giro (secondo lui la lastra doveva fare a zigo zago c'era un mago) mentre il bancomat è semplicemente troppo corto. E continua con la lastra, con gli occhiali, con gli sbuffi. Fino a che con vocina angelica gli dico: Mi fai provare?
Agile come una pantera, mi appropinquo alla porta e con nonchalance tiro fuori una carta dal portafoglio. Con la padronanza tipica del ladro navigato, la ficco nella fessura e con gesto deciso faccio "stock" e apro la porta.
La faccia (da rosicone!) di mio marito in quel momento non ha prezzo.
Per tutto il resto, ovviamente, c'è il bancomat!
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mercoledì, dicembre 15, 2010
To the big
Ho ritrovato l'ispirazione.
Giornata di merda.
Poi sono pure stata un mostro con mio marito che oggi era anche il suo compleanno.
E poi gli occhiali mi si sono spaccati proprio nel mezzo, mentre uscivo grondante dalla doccia
oggi che avevo una formazione
e ci ho messo due ore per arrivare
ed ho pure imboccato un chilometro di strada a piedi in direzione ostinatamente contraria alla meta
carico a spalla di PC e borsa da Eta Beta e le mani mi sanguinano ancora dal freddo
quasi finita con un'ora e mezza di traffico a passo d'uomo
e una cena in pizzeria dove quei mostri delle mie figlie non hanno mangiato niente e il cameriere non distingueva un fiore di zucca da un supplì.
Ora spero di avere almeno diritto ad una trombata.
Vado, altrimenti - come ciliegina sulla torta - perdo anche il momento buono.
Giornata di merda.
Poi sono pure stata un mostro con mio marito che oggi era anche il suo compleanno.
E poi gli occhiali mi si sono spaccati proprio nel mezzo, mentre uscivo grondante dalla doccia
oggi che avevo una formazione
e ci ho messo due ore per arrivare
ed ho pure imboccato un chilometro di strada a piedi in direzione ostinatamente contraria alla meta
carico a spalla di PC e borsa da Eta Beta e le mani mi sanguinano ancora dal freddo
quasi finita con un'ora e mezza di traffico a passo d'uomo
e una cena in pizzeria dove quei mostri delle mie figlie non hanno mangiato niente e il cameriere non distingueva un fiore di zucca da un supplì.
Ora spero di avere almeno diritto ad una trombata.
Vado, altrimenti - come ciliegina sulla torta - perdo anche il momento buono.
sabato, novembre 13, 2010
Vado al massimo
Mi sembra come se nella vita corriamo tutti uno verso l'altra con un anelito unico ed irripetibile.
E che poi finisce come Raimondo e Sandra, che uno dei due si sposta e l'altro si sfracella contro un albero.
E che poi finisce come Raimondo e Sandra, che uno dei due si sposta e l'altro si sfracella contro un albero.
giovedì, novembre 04, 2010
Che dio la benedica
In questa rutilante vita politica italiana, tutti si conoscono casualmente al ristorante o sui cubi della discoteca. Le femmine sono tutte strafighe pagatissime e possibilmente giovanissime (massima goduria per una minorenne) e i maschi tutti vecchi impotenti e ricchissimi. Ed è evidente chi paga in questo do ut des estremamente proficuo da ambo le parti.
Ma io non potrei mai fare l'intrattenitrice d'altobordo.
Ho un cervello troppo pesante anche se posizionato nelle nuvole del mio metro e ottantatre, difetto ritenuto altamente sconcio e oltremodo sconveniente.....
Ciò non toglie che con i miei nuovi stivali neri alla coscia e una minigonna faccio ancora la mia porca figura, sul cubo del salotto mio.
Ma io non potrei mai fare l'intrattenitrice d'altobordo.
Ho un cervello troppo pesante anche se posizionato nelle nuvole del mio metro e ottantatre, difetto ritenuto altamente sconcio e oltremodo sconveniente.....
Ciò non toglie che con i miei nuovi stivali neri alla coscia e una minigonna faccio ancora la mia porca figura, sul cubo del salotto mio.
lunedì, novembre 01, 2010
I've got engaged
Interno giorno prestigioso ambiente lavorativo.
Personaggi: prestigiosi lavoratori, anche se, come spesso succede, non sono sempre tutti baciati dalla dea bendata.
Si discute di casi di lavoro, in maniera molto approfondita, ognuno dice la sua, espone il frutto del proprio lavoro. Alla fine il capo, quasi per cortesia dice: "C'è qualcuno che ha qualcosa da aggiungere?".
A quel punto si alza in piedi lo sfigato di turno, quello tutto ciccia e brufoli, quello cui andresti solo a chiedere una consulenza professionale e anche con un moto di repulsione, quello con i capelli forforosi e con un abbigliamento lontano mille miglia da qualsiasi attributo che possa anche solo vagamente avvicinarsi alla parola "classe", quello che non è in grado di mettere due parole insieme che non siano riassunto di casi trattati, che non distingue un colore dall'altro, quello insomma da cui non ti aspetteresti mai un'uscita dal binario. Quello lì alza il ditino della sua mano sudata e dice le seguenti parole che lasciano la platea basita più che altro dal completo menefreghismo per l'evento: "I've got engaged!". Un mito. Io e l'amica che me l'ha raccontato abbiamo già in testa l'inizio e la fine di un film.
Il film inizia così. Poi nel suo corso succedono un sacco di cose alla protagonista che aveva assistito all'exploit dello sfigato. E alla fine lei stessa si alza in piedi alla riunione fotocopia di quella iniziale, dicendo: "I'm engaged, too". Fa molto Bridget Jones. Accettasi contenuto di copione. No perditempo.
Personaggi: prestigiosi lavoratori, anche se, come spesso succede, non sono sempre tutti baciati dalla dea bendata.
Si discute di casi di lavoro, in maniera molto approfondita, ognuno dice la sua, espone il frutto del proprio lavoro. Alla fine il capo, quasi per cortesia dice: "C'è qualcuno che ha qualcosa da aggiungere?".
A quel punto si alza in piedi lo sfigato di turno, quello tutto ciccia e brufoli, quello cui andresti solo a chiedere una consulenza professionale e anche con un moto di repulsione, quello con i capelli forforosi e con un abbigliamento lontano mille miglia da qualsiasi attributo che possa anche solo vagamente avvicinarsi alla parola "classe", quello che non è in grado di mettere due parole insieme che non siano riassunto di casi trattati, che non distingue un colore dall'altro, quello insomma da cui non ti aspetteresti mai un'uscita dal binario. Quello lì alza il ditino della sua mano sudata e dice le seguenti parole che lasciano la platea basita più che altro dal completo menefreghismo per l'evento: "I've got engaged!". Un mito. Io e l'amica che me l'ha raccontato abbiamo già in testa l'inizio e la fine di un film.
Il film inizia così. Poi nel suo corso succedono un sacco di cose alla protagonista che aveva assistito all'exploit dello sfigato. E alla fine lei stessa si alza in piedi alla riunione fotocopia di quella iniziale, dicendo: "I'm engaged, too". Fa molto Bridget Jones. Accettasi contenuto di copione. No perditempo.
giovedì, ottobre 21, 2010
Mi chiamo Wolf
Sono vagamente assente.
Anche con me stessa.
Non c'è da avere paura quando l'assenza porta riflessione.
Infatti io non ho paura.
In fondo l'immagine che vedo oggi riflessa nello specchio mi piace.
Ed ho soltanto quarant'anni.
Mi sembra tutto facile. Tutto raggiungibile.
Anche quando mia figlia fa scoppiare la busta delle patatine nel negozio mentre io parlo al telefono con il mio capo che mi intima di mettermi al più presto davanti ad un pc.
Altresì è stato bellissimo rendermi conto che nelle patatine c'era come sorpresa un anello contenente lucidalabbra, finito su tutta la giacca della pupa.
Tutto questo si risolve con una lavatrice.
E non è poco. Come soluzione.
Anche con me stessa.
Non c'è da avere paura quando l'assenza porta riflessione.
Infatti io non ho paura.
In fondo l'immagine che vedo oggi riflessa nello specchio mi piace.
Ed ho soltanto quarant'anni.
Mi sembra tutto facile. Tutto raggiungibile.
Anche quando mia figlia fa scoppiare la busta delle patatine nel negozio mentre io parlo al telefono con il mio capo che mi intima di mettermi al più presto davanti ad un pc.
Altresì è stato bellissimo rendermi conto che nelle patatine c'era come sorpresa un anello contenente lucidalabbra, finito su tutta la giacca della pupa.
Tutto questo si risolve con una lavatrice.
E non è poco. Come soluzione.
giovedì, settembre 30, 2010
Post-operatorio
Se me l'avessero detto non ci avrei creduto.
Mia figlia, 3 anni e mezzo, sul lettino d'ospedale in preda ad una folle ilarità dopo aver ingollato le goccette sedative pre-intervento.
E allora ridevamo tutti.
Ché, sarete d'accordo con me, in certe situazioni è nettamente meglio ridere che piangere.
E poi se ne è andata giù per l'ascensore con il simpatico portantino e la sua bambola. Pensavo di piangere come una fontana, mentre invece mi sono sentita corretta, all'altezza della situazione che richiedeva da me calma e sangue freddo.
Ho tentennato un po' quando ho incontrato l'anestesista per le scale mentre lo pensavo in sala operatoria con mia figlia. Ma lui ci ha rassicurato: "Vostra figlia si è addormentata, tutto procede per il meglio". Ci ho voluto credere. Anche perché io stavo andando a mangiare un paio di paninetti ché la levataccia e la tensione mi avevano aperto una voragine nello stomaco. Non potevo pensare che mia figlia fosse già uscita da sotto i ferri, senza che io avessi abbastanza energie per affrontarla. E mai lungimiranza fu tale, perché al suo rientro ci siamo trovati davanti una belva, che urlava con una violenza inaudita: "VOOOGLIO ANDAAAAREEE AAAA CAAAASAAAAAAAAA!". E' stata dura arginarla, ma ce l'abbiamo fatta. Ed ora ci troviamo una bimba tutta nuova nuova, che è convinta nel profondo di essere stata brava e non avere pianto mai. E son soddisfazioni!
Mia figlia, 3 anni e mezzo, sul lettino d'ospedale in preda ad una folle ilarità dopo aver ingollato le goccette sedative pre-intervento.
E allora ridevamo tutti.
Ché, sarete d'accordo con me, in certe situazioni è nettamente meglio ridere che piangere.
E poi se ne è andata giù per l'ascensore con il simpatico portantino e la sua bambola. Pensavo di piangere come una fontana, mentre invece mi sono sentita corretta, all'altezza della situazione che richiedeva da me calma e sangue freddo.
Ho tentennato un po' quando ho incontrato l'anestesista per le scale mentre lo pensavo in sala operatoria con mia figlia. Ma lui ci ha rassicurato: "Vostra figlia si è addormentata, tutto procede per il meglio". Ci ho voluto credere. Anche perché io stavo andando a mangiare un paio di paninetti ché la levataccia e la tensione mi avevano aperto una voragine nello stomaco. Non potevo pensare che mia figlia fosse già uscita da sotto i ferri, senza che io avessi abbastanza energie per affrontarla. E mai lungimiranza fu tale, perché al suo rientro ci siamo trovati davanti una belva, che urlava con una violenza inaudita: "VOOOGLIO ANDAAAAREEE AAAA CAAAASAAAAAAAAA!". E' stata dura arginarla, ma ce l'abbiamo fatta. Ed ora ci troviamo una bimba tutta nuova nuova, che è convinta nel profondo di essere stata brava e non avere pianto mai. E son soddisfazioni!
domenica, settembre 26, 2010
Gruppi sovversivi
Ho conosciuto la super dieta del gruppo sanguigno. Io m'ero sempre detta che nessuno aveva carpito adeguatamente i segreti del mio fisico e che c'era ancora molta strada da fare e che soprattutto c'erano dei cibi che mi facevano invacchire - ovviamente i più buoni e goduriosi -, mentre ve n'erano degli altri che mi avrebbero reso un amabile grissino.
E così sta avvenendo. Attualmente ancora solo a livello della mia psiche, ma prestissimo tradurrò questo impulso salvifico in azione.
Praticamente tutto dipende dal gruppo sanguigno.
Io, che sono 0 negativo, il gruppo per eccellenza, quello che era dei cacciatori-raccoglitori antenati dell'umana stirpe, io ho la strada praticamente lastricata di bistecche e di pesce.
Diciamo che mi sarebbe piaciuto avere sotto i piedi un pavimento di dolci sbriciolate di millefoglie meringato come quello che ho mangiato ieri sera alla festa della mia amica D., ma insomma non si può avere tutto. Con tanta lattuga e sale iodato potrei risolvere molti dei miei problemi.
La dieta però non parla di quelli mentali.
Ma signori miei, io che non sono certo mai stata una pecorella, ho deciso che seguirò il mio gruppo.
E così sta avvenendo. Attualmente ancora solo a livello della mia psiche, ma prestissimo tradurrò questo impulso salvifico in azione.
Praticamente tutto dipende dal gruppo sanguigno.
Io, che sono 0 negativo, il gruppo per eccellenza, quello che era dei cacciatori-raccoglitori antenati dell'umana stirpe, io ho la strada praticamente lastricata di bistecche e di pesce.
Diciamo che mi sarebbe piaciuto avere sotto i piedi un pavimento di dolci sbriciolate di millefoglie meringato come quello che ho mangiato ieri sera alla festa della mia amica D., ma insomma non si può avere tutto. Con tanta lattuga e sale iodato potrei risolvere molti dei miei problemi.
La dieta però non parla di quelli mentali.
Ma signori miei, io che non sono certo mai stata una pecorella, ho deciso che seguirò il mio gruppo.
martedì, settembre 21, 2010
Parto con pianto
Vorrei parlare dei parti cesarei, ma mi pare una cosa così assurda che non so da dove cominciare.
Da quando una donna decide che il figlio è troppo grosso e quindi deve fare un cesareo? Forse mi sono distratta un attimo.
Sicuramente se non fosse esistito il cesareo molti di noi non sarebbero qui.
Le mie figlie per prime.
Ma partorire è l'esperienza più naturale che una donna possa fare.
L'esperienza della vita antica come il mondo.
Perché volersene privare senza averci nemmeno provato, a prescindere?
Io ho sofferto quando ho dovuto fare un cesareo d'urgenza, dopo due giorni di perdita delle acque e nessuna contrazione, mi sono messa a piangere, perché volevo partorire mia figlia in maniera naturale con mio marito accanto e credo che vedere la propria figlia dopo tutti gli altri, e sotto gli effetti dell'anestesia, non sia il massimo. Mi sono anche messa a piangere perché avevo una fottutissima paura dell'anestesia generale. Dissi all'anestesista che se succedeva qualcosa avrebbe dovuto salvare me. Egli mi guardò assai strano, dicendo che nell'eventualità avrebbe fatto in modo di salvare entrambe. Ma mi sembrava una cosa assurda questo parto incosciente. E poi però mia figlia era viva e l'ho potuta stringere tra le mie braccia.
Ma questa cosa che una donna, per paura che il parto sia troppo doloroso, deve chiedere di partorire con il cesareo proprio non riesco a capirla.
Ho sempre invidiato quelle mamme che ritornavano dalla sala parto sulle loro gambe, col figlio in braccio. E' un'esperienza esaltante di vita e di continuità cui nessuna donna dovrebbe rinunciare se non ce n'è motivo.
A me rimarrà sempre questa sensazione di stordimento inadatta all'accoglienza di una nuova vita. Un velo di tristezza, di incompiutezza....
Da quando una donna decide che il figlio è troppo grosso e quindi deve fare un cesareo? Forse mi sono distratta un attimo.
Sicuramente se non fosse esistito il cesareo molti di noi non sarebbero qui.
Le mie figlie per prime.
Ma partorire è l'esperienza più naturale che una donna possa fare.
L'esperienza della vita antica come il mondo.
Perché volersene privare senza averci nemmeno provato, a prescindere?
Io ho sofferto quando ho dovuto fare un cesareo d'urgenza, dopo due giorni di perdita delle acque e nessuna contrazione, mi sono messa a piangere, perché volevo partorire mia figlia in maniera naturale con mio marito accanto e credo che vedere la propria figlia dopo tutti gli altri, e sotto gli effetti dell'anestesia, non sia il massimo. Mi sono anche messa a piangere perché avevo una fottutissima paura dell'anestesia generale. Dissi all'anestesista che se succedeva qualcosa avrebbe dovuto salvare me. Egli mi guardò assai strano, dicendo che nell'eventualità avrebbe fatto in modo di salvare entrambe. Ma mi sembrava una cosa assurda questo parto incosciente. E poi però mia figlia era viva e l'ho potuta stringere tra le mie braccia.
Ma questa cosa che una donna, per paura che il parto sia troppo doloroso, deve chiedere di partorire con il cesareo proprio non riesco a capirla.
Ho sempre invidiato quelle mamme che ritornavano dalla sala parto sulle loro gambe, col figlio in braccio. E' un'esperienza esaltante di vita e di continuità cui nessuna donna dovrebbe rinunciare se non ce n'è motivo.
A me rimarrà sempre questa sensazione di stordimento inadatta all'accoglienza di una nuova vita. Un velo di tristezza, di incompiutezza....
lunedì, settembre 13, 2010
Very Popular People
Insomma oggi era un giorno un po' speciale per la mia famigliola sempre controcorrente. Entrambe le bambine iniziavano un nuovo ciclo di scuola. Una le elementari e una la materna.
Allora, tanto per soddisfare i pettegolezzi: io non ho pianto.
O meglio, siccome forse sono un'isterica repressa, sono scoppiata a piangere quando hanno fatto l'appello e uno dei compagni di mia figlia non è stato messo nella sua stessa classe. Piangevo perché mi dispiaceva che quel bambino più fragile degli altri non avesse avuto la possibilità di continuare con i suoi compagni il ciclo delle elementari. Mi sono anche un po' vergognata di non piangere per mia figlia visto che tutti i genitori versavano qualche lacrimuccia. Ma mia figlia è una tosta. Ha salito le scale senza mai voltarsi indietro e si è piazzata al primo banco nel posto più vicino alla maestra. La mia presenza era del tutto superflua.
Mentre invece, andando a prendere la piccola, abbiamo scoperto che si era profusa in lacrime perché tutti avevano la merendina mentre lei aveva il panino (che io avevo arraffato alla festa di ieri).
Non posso cedere a questo ricatto.
Abbasso le merendine ed evviva i panini fatti dalle mamme alle feste di compleanno.
Per fortuna le mie figlie sono popolari e le invitano immancabilmente.
Allora, tanto per soddisfare i pettegolezzi: io non ho pianto.
O meglio, siccome forse sono un'isterica repressa, sono scoppiata a piangere quando hanno fatto l'appello e uno dei compagni di mia figlia non è stato messo nella sua stessa classe. Piangevo perché mi dispiaceva che quel bambino più fragile degli altri non avesse avuto la possibilità di continuare con i suoi compagni il ciclo delle elementari. Mi sono anche un po' vergognata di non piangere per mia figlia visto che tutti i genitori versavano qualche lacrimuccia. Ma mia figlia è una tosta. Ha salito le scale senza mai voltarsi indietro e si è piazzata al primo banco nel posto più vicino alla maestra. La mia presenza era del tutto superflua.
Mentre invece, andando a prendere la piccola, abbiamo scoperto che si era profusa in lacrime perché tutti avevano la merendina mentre lei aveva il panino (che io avevo arraffato alla festa di ieri).
Non posso cedere a questo ricatto.
Abbasso le merendine ed evviva i panini fatti dalle mamme alle feste di compleanno.
Per fortuna le mie figlie sono popolari e le invitano immancabilmente.
lunedì, settembre 06, 2010
Quel che resta
Mi manda in bestia mia figlia che ogni volta che apre bocca sfodera un tono lamentoso che in confronto le prefiche di don Abbondio erano delle novelline e poi invece quando sta in mezzo agli altri diventa tutta picci picci bau bau con la sua mamma tanto amore e io che tutto sommato resto una persona abbastanza equilibrata (ho detto "abbastanza" e non venitemi a crocefiggere perché non ho usato un avverbio più netto magari a livellare verso il basso le mie qualità di mediazione) non riesco a giustificare razionalmente questi cambiamenti repentini e allora la minaccio che ci penseranno le nuove maestre a rimetterla in riga e in punizione quando serve ché ogni tanto è legittimo fare un po' di scaricabarile perché la lagna io proprio non la sopporto preferisco il pianto dirotto dopo la rottura di una rotula ma la lagna per chiedermi se può giocare con le bambole quella proprio mi manda su tutte le furie e ora ci si è messa anche la piccola con una notevole capacità mimetica ad inserirsi in questo cieco sistema di do ut des schiaffones e mi solleticano entrambe i più bassi istinti omicidi e pensare che quest'estate nel pieno del fulgore della mia abbronzatura una tizia mi ferma sulla spiaggia e mi dice: ma tu sei quella di "mammenellarete"? Eh sì, faccio io. Fichissimo, continua lei, quella era proprio una filosofia di vita. Eh beh, ammetto, effettivamente...Ti adoravo, continua lei, con le tue pillole di saggezza, ed io sono rimasta lì, basita, di aver lasciato un segno a distanza di quasi tre anni su donne sconosciute alle quali le mie pillole hanno aperto un orizzonte di ribellione alla quotidianità stressante della maternità... ed ecco, quello che mi resta di quell'esperienza rivoluzionaria: due figlie lagnose e mammone ed io che conto le ore da qui all'inizio della scuola.....
E questo tanto per ricordare i bei tempi che furono!
E questo tanto per ricordare i bei tempi che furono!
lunedì, agosto 30, 2010
Let's dance
Mia figlia ha compiuto 6 anni.
Ha perso il suo primo dente.
Ha ricevuto in regalo la sua prima macchina fotografica.
Ha anche cambiato idea sul lavoro che vuole fare: da veterinaria vuole diventare fotografa, fotografa di animali. Peccato che la tartaruga piombata inopinatamente nel nostro giardino un giorno d'agosto sia stata altrettanto improvvisamente schiacciata da una macchina in transito, mentre qualche giorno dopo il suo arrivo tentava la fuga da quattro bambini urlanti ed una con una macchinetta fotografica sempre in mano che si adopravano per abbreviarle la vita.
Io sono sopravvissuta ai miei travestimenti estivi.
Torno un po' più acciaccata (basteranno uno stiramento al ginocchio, un raffreddore, e un orzaiolo a farvi avere pena di me?). Ma insolitamente felice.
Perché da settembre mi rimetto in pista.
Mi ripitto, mi restylo, mi riquadro.
E riprendo le danze.
Foss'anche con un ginocchio fuori uso!
Ha perso il suo primo dente.
Ha ricevuto in regalo la sua prima macchina fotografica.
Ha anche cambiato idea sul lavoro che vuole fare: da veterinaria vuole diventare fotografa, fotografa di animali. Peccato che la tartaruga piombata inopinatamente nel nostro giardino un giorno d'agosto sia stata altrettanto improvvisamente schiacciata da una macchina in transito, mentre qualche giorno dopo il suo arrivo tentava la fuga da quattro bambini urlanti ed una con una macchinetta fotografica sempre in mano che si adopravano per abbreviarle la vita.
Io sono sopravvissuta ai miei travestimenti estivi.
Torno un po' più acciaccata (basteranno uno stiramento al ginocchio, un raffreddore, e un orzaiolo a farvi avere pena di me?). Ma insolitamente felice.
Perché da settembre mi rimetto in pista.
Mi ripitto, mi restylo, mi riquadro.
E riprendo le danze.
Foss'anche con un ginocchio fuori uso!
martedì, agosto 17, 2010
Io e la spiaggia: be glamour
Il perfetto look da vacanza, quello che sfida ogni legge di gravità, di decenza e di dignità è sicuramente il mio.
Due pezzi in foggia di tenda mare; copricostume fiorato tendente al rosso ma di fatto rosa a fiorelloni con alcuni strass qua e là; cerchietto a forma di occhiali da bambina (perché è da bambina) e per giunta immancabilmente rosa; borsa mare arancione a strisce gialle; infradito di plastica grigie; smalto rosso dior; e, a completare il tutto, occhiali a specchio in foggia starsky and hutch.
Mi sono guardata allo specchio stamane.
Ed ho avuto paura.
Due pezzi in foggia di tenda mare; copricostume fiorato tendente al rosso ma di fatto rosa a fiorelloni con alcuni strass qua e là; cerchietto a forma di occhiali da bambina (perché è da bambina) e per giunta immancabilmente rosa; borsa mare arancione a strisce gialle; infradito di plastica grigie; smalto rosso dior; e, a completare il tutto, occhiali a specchio in foggia starsky and hutch.
Mi sono guardata allo specchio stamane.
Ed ho avuto paura.
domenica, agosto 01, 2010
Liberazioni
Mia sorella, qualche tempo fa, mi narrò un simpatico aneddoto che ancora serbo con simpatia: si trovava in vacanza negli States, in compagnia di suo marito e altre persone, tra cui una distintissima signora italo-tedesca, con modi e abbigliamento assai affettati.
Si parlava di viaggi, di relax vacanziero e quant'altro fosse legato alle sacre ferie, e la signora italo tedesca se ne uscì così: "Perché vacanza e vacanza!" (in italiano, ma pronunciato con la "z" alla tedesca), mollando contestualmente un liberatorio peto.
E son cose che rimangono e ti danno la forza di andare avanti in questo mondo grigio e privo di stimoli!
Si parlava di viaggi, di relax vacanziero e quant'altro fosse legato alle sacre ferie, e la signora italo tedesca se ne uscì così: "Perché vacanza e vacanza!" (in italiano, ma pronunciato con la "z" alla tedesca), mollando contestualmente un liberatorio peto.
E son cose che rimangono e ti danno la forza di andare avanti in questo mondo grigio e privo di stimoli!
sabato, luglio 17, 2010
Leggere (qualsiasi cosa) è sano.
La mia cara amica R., coinvolgendo mia sorella, vuole scrivere un libro:
"Le fantastiche avventure di MerINCHIA."
Io trovo invece che il titolo "MeRINGHIA" sarebbe stato più appropriato. Ma insomma per un po' di celebrity si può fare anche questo.
Dedicato ovviamente alla mia mirabolante personalità.
Si accettano suggerimenti e aneddoti mentre io mi godrò una decina di giorni di mare.
"Le fantastiche avventure di MerINCHIA."
Io trovo invece che il titolo "MeRINGHIA" sarebbe stato più appropriato. Ma insomma per un po' di celebrity si può fare anche questo.
Dedicato ovviamente alla mia mirabolante personalità.
Si accettano suggerimenti e aneddoti mentre io mi godrò una decina di giorni di mare.
lunedì, luglio 12, 2010
La logica non alberga più qui
Ho sempre pensato di essere una lettrice d'élite, privilegiando alcuni generi rispetto ad altri che ho sempre giudicato "bassi" e conseguentemente ignorato.
In questo momento della mia vita in cui tornano a galla reminiscenze del passato come pezzi di un puzzle impazzito messo insieme da un cieco, io mi sto appassionando al genere poliziesco spy story.
Ho fatto una rapida analisi del perché accada proprio ora.
Ed ho persino trovato la risposta.
Ho smesso - forse temporaneamente, ma non è detto - di pensare.
Non voglio più arrovellarmi sul bene e sul male, sul morale e sull'immorale.
E paradossalmente è l'effetto che ottengo leggendo codesta letteratura, ché pure divide spesso il mondo e le sue smagliature in maniera squisitamente manichea.
E' come se fosse una specie di contrappasso per una che ha sempre visto il mondo o bianco o nero, ma un contrappasso piacevole e gustoso, il che, come potrete immaginare è scevro da ogni logica, per il semplice fatto che non c'è una mente superiore ad architettarne il percorso.
E oggi
io adòro
l'illogica
essenza
della vita.
In questo momento della mia vita in cui tornano a galla reminiscenze del passato come pezzi di un puzzle impazzito messo insieme da un cieco, io mi sto appassionando al genere poliziesco spy story.
Ho fatto una rapida analisi del perché accada proprio ora.
Ed ho persino trovato la risposta.
Ho smesso - forse temporaneamente, ma non è detto - di pensare.
Non voglio più arrovellarmi sul bene e sul male, sul morale e sull'immorale.
E paradossalmente è l'effetto che ottengo leggendo codesta letteratura, ché pure divide spesso il mondo e le sue smagliature in maniera squisitamente manichea.
E' come se fosse una specie di contrappasso per una che ha sempre visto il mondo o bianco o nero, ma un contrappasso piacevole e gustoso, il che, come potrete immaginare è scevro da ogni logica, per il semplice fatto che non c'è una mente superiore ad architettarne il percorso.
E oggi
io adòro
l'illogica
essenza
della vita.
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martedì, luglio 06, 2010
Ogni cosa al suo posto
Luogo: Treno in movimento per turistica località italiana.
Personaggi: Mia madre, mia sorella, il figlio di mia sorella, 5 anni e mezzo (ovviamente mio nipote e quindi anche un po' sangue del mio sangue, nel senso che sicuramente da me ha ripreso quell'amore ossessivo maniacale per la precisione e per l'ordine, nonché per la conoscenza di cose nuove e stimolanti, quel tanto che basta per completare la sua personale tassonomia dell'universo).
Scambio di messaggi tra me e mia sorella.
Io: "Allora come è andato il viaggio? Tuo figlio?".
Lei: "Era come drogato. E' andato al cesso 20 volte per vedere la pipì finire sulle traversine... sembrava un vecchio incontinente."
E son cose che ti riportano il buonumore.
Personaggi: Mia madre, mia sorella, il figlio di mia sorella, 5 anni e mezzo (ovviamente mio nipote e quindi anche un po' sangue del mio sangue, nel senso che sicuramente da me ha ripreso quell'amore ossessivo maniacale per la precisione e per l'ordine, nonché per la conoscenza di cose nuove e stimolanti, quel tanto che basta per completare la sua personale tassonomia dell'universo).
Scambio di messaggi tra me e mia sorella.
Io: "Allora come è andato il viaggio? Tuo figlio?".
Lei: "Era come drogato. E' andato al cesso 20 volte per vedere la pipì finire sulle traversine... sembrava un vecchio incontinente."
E son cose che ti riportano il buonumore.
venerdì, luglio 02, 2010
La fine è brilla
Brilla (nel senso di alticcia). Vagamente ho messo insieme due parole. Me le sentivo proprio dentro.
Siamo alla cena finale della scuola materna di mia figlia.
Finale nel senso che sancisce la fine di un ciclo.
E io questo ciclo me lo sono fatto con passione.
Ho conosciuto donne, soprattutto donne, che mi hanno fatto ridere e stare bene.
Ho conosciuto mamme con idee molto simili alle mie.
Ho conosciuto amiche. Vere e sicuramente durature.
E' tanto assurdo pensare di voler continuare a crescere con loro?
Perché io ho quarant'anni, crescere fisicamente ho già fatto del mio meglio, mentalmente uno è quel che è, ma io sono stata proprio bene con le mie amiche.
E penso che, se senti qualcosa, la senti da sobrio e da ubriaco. E se la senti deve essere comunicata.
E allora ieri sera ho fatto la classica scena da matta, urlando queste quattro cazzate a tutti che mi guardavano come fossi - appunto - alticcia e anche un po' fuori di testa.
Siamo alla cena finale della scuola materna di mia figlia.
Finale nel senso che sancisce la fine di un ciclo.
E io questo ciclo me lo sono fatto con passione.
Ho conosciuto donne, soprattutto donne, che mi hanno fatto ridere e stare bene.
Ho conosciuto mamme con idee molto simili alle mie.
Ho conosciuto amiche. Vere e sicuramente durature.
E' tanto assurdo pensare di voler continuare a crescere con loro?
Perché io ho quarant'anni, crescere fisicamente ho già fatto del mio meglio, mentalmente uno è quel che è, ma io sono stata proprio bene con le mie amiche.
E penso che, se senti qualcosa, la senti da sobrio e da ubriaco. E se la senti deve essere comunicata.
E allora ieri sera ho fatto la classica scena da matta, urlando queste quattro cazzate a tutti che mi guardavano come fossi - appunto - alticcia e anche un po' fuori di testa.
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