Se me l'avessero detto non ci avrei creduto.
Mia figlia, 3 anni e mezzo, sul lettino d'ospedale in preda ad una folle ilarità dopo aver ingollato le goccette sedative pre-intervento.
E allora ridevamo tutti.
Ché, sarete d'accordo con me, in certe situazioni è nettamente meglio ridere che piangere.
E poi se ne è andata giù per l'ascensore con il simpatico portantino e la sua bambola. Pensavo di piangere come una fontana, mentre invece mi sono sentita corretta, all'altezza della situazione che richiedeva da me calma e sangue freddo.
Ho tentennato un po' quando ho incontrato l'anestesista per le scale mentre lo pensavo in sala operatoria con mia figlia. Ma lui ci ha rassicurato: "Vostra figlia si è addormentata, tutto procede per il meglio". Ci ho voluto credere. Anche perché io stavo andando a mangiare un paio di paninetti ché la levataccia e la tensione mi avevano aperto una voragine nello stomaco. Non potevo pensare che mia figlia fosse già uscita da sotto i ferri, senza che io avessi abbastanza energie per affrontarla. E mai lungimiranza fu tale, perché al suo rientro ci siamo trovati davanti una belva, che urlava con una violenza inaudita: "VOOOGLIO ANDAAAAREEE AAAA CAAAASAAAAAAAAA!". E' stata dura arginarla, ma ce l'abbiamo fatta. Ed ora ci troviamo una bimba tutta nuova nuova, che è convinta nel profondo di essere stata brava e non avere pianto mai. E son soddisfazioni!
giovedì, settembre 30, 2010
domenica, settembre 26, 2010
Gruppi sovversivi
Ho conosciuto la super dieta del gruppo sanguigno. Io m'ero sempre detta che nessuno aveva carpito adeguatamente i segreti del mio fisico e che c'era ancora molta strada da fare e che soprattutto c'erano dei cibi che mi facevano invacchire - ovviamente i più buoni e goduriosi -, mentre ve n'erano degli altri che mi avrebbero reso un amabile grissino.
E così sta avvenendo. Attualmente ancora solo a livello della mia psiche, ma prestissimo tradurrò questo impulso salvifico in azione.
Praticamente tutto dipende dal gruppo sanguigno.
Io, che sono 0 negativo, il gruppo per eccellenza, quello che era dei cacciatori-raccoglitori antenati dell'umana stirpe, io ho la strada praticamente lastricata di bistecche e di pesce.
Diciamo che mi sarebbe piaciuto avere sotto i piedi un pavimento di dolci sbriciolate di millefoglie meringato come quello che ho mangiato ieri sera alla festa della mia amica D., ma insomma non si può avere tutto. Con tanta lattuga e sale iodato potrei risolvere molti dei miei problemi.
La dieta però non parla di quelli mentali.
Ma signori miei, io che non sono certo mai stata una pecorella, ho deciso che seguirò il mio gruppo.
E così sta avvenendo. Attualmente ancora solo a livello della mia psiche, ma prestissimo tradurrò questo impulso salvifico in azione.
Praticamente tutto dipende dal gruppo sanguigno.
Io, che sono 0 negativo, il gruppo per eccellenza, quello che era dei cacciatori-raccoglitori antenati dell'umana stirpe, io ho la strada praticamente lastricata di bistecche e di pesce.
Diciamo che mi sarebbe piaciuto avere sotto i piedi un pavimento di dolci sbriciolate di millefoglie meringato come quello che ho mangiato ieri sera alla festa della mia amica D., ma insomma non si può avere tutto. Con tanta lattuga e sale iodato potrei risolvere molti dei miei problemi.
La dieta però non parla di quelli mentali.
Ma signori miei, io che non sono certo mai stata una pecorella, ho deciso che seguirò il mio gruppo.
martedì, settembre 21, 2010
Parto con pianto
Vorrei parlare dei parti cesarei, ma mi pare una cosa così assurda che non so da dove cominciare.
Da quando una donna decide che il figlio è troppo grosso e quindi deve fare un cesareo? Forse mi sono distratta un attimo.
Sicuramente se non fosse esistito il cesareo molti di noi non sarebbero qui.
Le mie figlie per prime.
Ma partorire è l'esperienza più naturale che una donna possa fare.
L'esperienza della vita antica come il mondo.
Perché volersene privare senza averci nemmeno provato, a prescindere?
Io ho sofferto quando ho dovuto fare un cesareo d'urgenza, dopo due giorni di perdita delle acque e nessuna contrazione, mi sono messa a piangere, perché volevo partorire mia figlia in maniera naturale con mio marito accanto e credo che vedere la propria figlia dopo tutti gli altri, e sotto gli effetti dell'anestesia, non sia il massimo. Mi sono anche messa a piangere perché avevo una fottutissima paura dell'anestesia generale. Dissi all'anestesista che se succedeva qualcosa avrebbe dovuto salvare me. Egli mi guardò assai strano, dicendo che nell'eventualità avrebbe fatto in modo di salvare entrambe. Ma mi sembrava una cosa assurda questo parto incosciente. E poi però mia figlia era viva e l'ho potuta stringere tra le mie braccia.
Ma questa cosa che una donna, per paura che il parto sia troppo doloroso, deve chiedere di partorire con il cesareo proprio non riesco a capirla.
Ho sempre invidiato quelle mamme che ritornavano dalla sala parto sulle loro gambe, col figlio in braccio. E' un'esperienza esaltante di vita e di continuità cui nessuna donna dovrebbe rinunciare se non ce n'è motivo.
A me rimarrà sempre questa sensazione di stordimento inadatta all'accoglienza di una nuova vita. Un velo di tristezza, di incompiutezza....
Da quando una donna decide che il figlio è troppo grosso e quindi deve fare un cesareo? Forse mi sono distratta un attimo.
Sicuramente se non fosse esistito il cesareo molti di noi non sarebbero qui.
Le mie figlie per prime.
Ma partorire è l'esperienza più naturale che una donna possa fare.
L'esperienza della vita antica come il mondo.
Perché volersene privare senza averci nemmeno provato, a prescindere?
Io ho sofferto quando ho dovuto fare un cesareo d'urgenza, dopo due giorni di perdita delle acque e nessuna contrazione, mi sono messa a piangere, perché volevo partorire mia figlia in maniera naturale con mio marito accanto e credo che vedere la propria figlia dopo tutti gli altri, e sotto gli effetti dell'anestesia, non sia il massimo. Mi sono anche messa a piangere perché avevo una fottutissima paura dell'anestesia generale. Dissi all'anestesista che se succedeva qualcosa avrebbe dovuto salvare me. Egli mi guardò assai strano, dicendo che nell'eventualità avrebbe fatto in modo di salvare entrambe. Ma mi sembrava una cosa assurda questo parto incosciente. E poi però mia figlia era viva e l'ho potuta stringere tra le mie braccia.
Ma questa cosa che una donna, per paura che il parto sia troppo doloroso, deve chiedere di partorire con il cesareo proprio non riesco a capirla.
Ho sempre invidiato quelle mamme che ritornavano dalla sala parto sulle loro gambe, col figlio in braccio. E' un'esperienza esaltante di vita e di continuità cui nessuna donna dovrebbe rinunciare se non ce n'è motivo.
A me rimarrà sempre questa sensazione di stordimento inadatta all'accoglienza di una nuova vita. Un velo di tristezza, di incompiutezza....
lunedì, settembre 13, 2010
Very Popular People
Insomma oggi era un giorno un po' speciale per la mia famigliola sempre controcorrente. Entrambe le bambine iniziavano un nuovo ciclo di scuola. Una le elementari e una la materna.
Allora, tanto per soddisfare i pettegolezzi: io non ho pianto.
O meglio, siccome forse sono un'isterica repressa, sono scoppiata a piangere quando hanno fatto l'appello e uno dei compagni di mia figlia non è stato messo nella sua stessa classe. Piangevo perché mi dispiaceva che quel bambino più fragile degli altri non avesse avuto la possibilità di continuare con i suoi compagni il ciclo delle elementari. Mi sono anche un po' vergognata di non piangere per mia figlia visto che tutti i genitori versavano qualche lacrimuccia. Ma mia figlia è una tosta. Ha salito le scale senza mai voltarsi indietro e si è piazzata al primo banco nel posto più vicino alla maestra. La mia presenza era del tutto superflua.
Mentre invece, andando a prendere la piccola, abbiamo scoperto che si era profusa in lacrime perché tutti avevano la merendina mentre lei aveva il panino (che io avevo arraffato alla festa di ieri).
Non posso cedere a questo ricatto.
Abbasso le merendine ed evviva i panini fatti dalle mamme alle feste di compleanno.
Per fortuna le mie figlie sono popolari e le invitano immancabilmente.
Allora, tanto per soddisfare i pettegolezzi: io non ho pianto.
O meglio, siccome forse sono un'isterica repressa, sono scoppiata a piangere quando hanno fatto l'appello e uno dei compagni di mia figlia non è stato messo nella sua stessa classe. Piangevo perché mi dispiaceva che quel bambino più fragile degli altri non avesse avuto la possibilità di continuare con i suoi compagni il ciclo delle elementari. Mi sono anche un po' vergognata di non piangere per mia figlia visto che tutti i genitori versavano qualche lacrimuccia. Ma mia figlia è una tosta. Ha salito le scale senza mai voltarsi indietro e si è piazzata al primo banco nel posto più vicino alla maestra. La mia presenza era del tutto superflua.
Mentre invece, andando a prendere la piccola, abbiamo scoperto che si era profusa in lacrime perché tutti avevano la merendina mentre lei aveva il panino (che io avevo arraffato alla festa di ieri).
Non posso cedere a questo ricatto.
Abbasso le merendine ed evviva i panini fatti dalle mamme alle feste di compleanno.
Per fortuna le mie figlie sono popolari e le invitano immancabilmente.
lunedì, settembre 06, 2010
Quel che resta
Mi manda in bestia mia figlia che ogni volta che apre bocca sfodera un tono lamentoso che in confronto le prefiche di don Abbondio erano delle novelline e poi invece quando sta in mezzo agli altri diventa tutta picci picci bau bau con la sua mamma tanto amore e io che tutto sommato resto una persona abbastanza equilibrata (ho detto "abbastanza" e non venitemi a crocefiggere perché non ho usato un avverbio più netto magari a livellare verso il basso le mie qualità di mediazione) non riesco a giustificare razionalmente questi cambiamenti repentini e allora la minaccio che ci penseranno le nuove maestre a rimetterla in riga e in punizione quando serve ché ogni tanto è legittimo fare un po' di scaricabarile perché la lagna io proprio non la sopporto preferisco il pianto dirotto dopo la rottura di una rotula ma la lagna per chiedermi se può giocare con le bambole quella proprio mi manda su tutte le furie e ora ci si è messa anche la piccola con una notevole capacità mimetica ad inserirsi in questo cieco sistema di do ut des schiaffones e mi solleticano entrambe i più bassi istinti omicidi e pensare che quest'estate nel pieno del fulgore della mia abbronzatura una tizia mi ferma sulla spiaggia e mi dice: ma tu sei quella di "mammenellarete"? Eh sì, faccio io. Fichissimo, continua lei, quella era proprio una filosofia di vita. Eh beh, ammetto, effettivamente...Ti adoravo, continua lei, con le tue pillole di saggezza, ed io sono rimasta lì, basita, di aver lasciato un segno a distanza di quasi tre anni su donne sconosciute alle quali le mie pillole hanno aperto un orizzonte di ribellione alla quotidianità stressante della maternità... ed ecco, quello che mi resta di quell'esperienza rivoluzionaria: due figlie lagnose e mammone ed io che conto le ore da qui all'inizio della scuola.....
E questo tanto per ricordare i bei tempi che furono!
E questo tanto per ricordare i bei tempi che furono!
lunedì, agosto 30, 2010
Let's dance
Mia figlia ha compiuto 6 anni.
Ha perso il suo primo dente.
Ha ricevuto in regalo la sua prima macchina fotografica.
Ha anche cambiato idea sul lavoro che vuole fare: da veterinaria vuole diventare fotografa, fotografa di animali. Peccato che la tartaruga piombata inopinatamente nel nostro giardino un giorno d'agosto sia stata altrettanto improvvisamente schiacciata da una macchina in transito, mentre qualche giorno dopo il suo arrivo tentava la fuga da quattro bambini urlanti ed una con una macchinetta fotografica sempre in mano che si adopravano per abbreviarle la vita.
Io sono sopravvissuta ai miei travestimenti estivi.
Torno un po' più acciaccata (basteranno uno stiramento al ginocchio, un raffreddore, e un orzaiolo a farvi avere pena di me?). Ma insolitamente felice.
Perché da settembre mi rimetto in pista.
Mi ripitto, mi restylo, mi riquadro.
E riprendo le danze.
Foss'anche con un ginocchio fuori uso!
Ha perso il suo primo dente.
Ha ricevuto in regalo la sua prima macchina fotografica.
Ha anche cambiato idea sul lavoro che vuole fare: da veterinaria vuole diventare fotografa, fotografa di animali. Peccato che la tartaruga piombata inopinatamente nel nostro giardino un giorno d'agosto sia stata altrettanto improvvisamente schiacciata da una macchina in transito, mentre qualche giorno dopo il suo arrivo tentava la fuga da quattro bambini urlanti ed una con una macchinetta fotografica sempre in mano che si adopravano per abbreviarle la vita.
Io sono sopravvissuta ai miei travestimenti estivi.
Torno un po' più acciaccata (basteranno uno stiramento al ginocchio, un raffreddore, e un orzaiolo a farvi avere pena di me?). Ma insolitamente felice.
Perché da settembre mi rimetto in pista.
Mi ripitto, mi restylo, mi riquadro.
E riprendo le danze.
Foss'anche con un ginocchio fuori uso!
martedì, agosto 17, 2010
Io e la spiaggia: be glamour
Il perfetto look da vacanza, quello che sfida ogni legge di gravità, di decenza e di dignità è sicuramente il mio.
Due pezzi in foggia di tenda mare; copricostume fiorato tendente al rosso ma di fatto rosa a fiorelloni con alcuni strass qua e là; cerchietto a forma di occhiali da bambina (perché è da bambina) e per giunta immancabilmente rosa; borsa mare arancione a strisce gialle; infradito di plastica grigie; smalto rosso dior; e, a completare il tutto, occhiali a specchio in foggia starsky and hutch.
Mi sono guardata allo specchio stamane.
Ed ho avuto paura.
Due pezzi in foggia di tenda mare; copricostume fiorato tendente al rosso ma di fatto rosa a fiorelloni con alcuni strass qua e là; cerchietto a forma di occhiali da bambina (perché è da bambina) e per giunta immancabilmente rosa; borsa mare arancione a strisce gialle; infradito di plastica grigie; smalto rosso dior; e, a completare il tutto, occhiali a specchio in foggia starsky and hutch.
Mi sono guardata allo specchio stamane.
Ed ho avuto paura.
domenica, agosto 01, 2010
Liberazioni
Mia sorella, qualche tempo fa, mi narrò un simpatico aneddoto che ancora serbo con simpatia: si trovava in vacanza negli States, in compagnia di suo marito e altre persone, tra cui una distintissima signora italo-tedesca, con modi e abbigliamento assai affettati.
Si parlava di viaggi, di relax vacanziero e quant'altro fosse legato alle sacre ferie, e la signora italo tedesca se ne uscì così: "Perché vacanza e vacanza!" (in italiano, ma pronunciato con la "z" alla tedesca), mollando contestualmente un liberatorio peto.
E son cose che rimangono e ti danno la forza di andare avanti in questo mondo grigio e privo di stimoli!
Si parlava di viaggi, di relax vacanziero e quant'altro fosse legato alle sacre ferie, e la signora italo tedesca se ne uscì così: "Perché vacanza e vacanza!" (in italiano, ma pronunciato con la "z" alla tedesca), mollando contestualmente un liberatorio peto.
E son cose che rimangono e ti danno la forza di andare avanti in questo mondo grigio e privo di stimoli!
sabato, luglio 17, 2010
Leggere (qualsiasi cosa) è sano.
La mia cara amica R., coinvolgendo mia sorella, vuole scrivere un libro:
"Le fantastiche avventure di MerINCHIA."
Io trovo invece che il titolo "MeRINGHIA" sarebbe stato più appropriato. Ma insomma per un po' di celebrity si può fare anche questo.
Dedicato ovviamente alla mia mirabolante personalità.
Si accettano suggerimenti e aneddoti mentre io mi godrò una decina di giorni di mare.
"Le fantastiche avventure di MerINCHIA."
Io trovo invece che il titolo "MeRINGHIA" sarebbe stato più appropriato. Ma insomma per un po' di celebrity si può fare anche questo.
Dedicato ovviamente alla mia mirabolante personalità.
Si accettano suggerimenti e aneddoti mentre io mi godrò una decina di giorni di mare.
lunedì, luglio 12, 2010
La logica non alberga più qui
Ho sempre pensato di essere una lettrice d'élite, privilegiando alcuni generi rispetto ad altri che ho sempre giudicato "bassi" e conseguentemente ignorato.
In questo momento della mia vita in cui tornano a galla reminiscenze del passato come pezzi di un puzzle impazzito messo insieme da un cieco, io mi sto appassionando al genere poliziesco spy story.
Ho fatto una rapida analisi del perché accada proprio ora.
Ed ho persino trovato la risposta.
Ho smesso - forse temporaneamente, ma non è detto - di pensare.
Non voglio più arrovellarmi sul bene e sul male, sul morale e sull'immorale.
E paradossalmente è l'effetto che ottengo leggendo codesta letteratura, ché pure divide spesso il mondo e le sue smagliature in maniera squisitamente manichea.
E' come se fosse una specie di contrappasso per una che ha sempre visto il mondo o bianco o nero, ma un contrappasso piacevole e gustoso, il che, come potrete immaginare è scevro da ogni logica, per il semplice fatto che non c'è una mente superiore ad architettarne il percorso.
E oggi
io adòro
l'illogica
essenza
della vita.
In questo momento della mia vita in cui tornano a galla reminiscenze del passato come pezzi di un puzzle impazzito messo insieme da un cieco, io mi sto appassionando al genere poliziesco spy story.
Ho fatto una rapida analisi del perché accada proprio ora.
Ed ho persino trovato la risposta.
Ho smesso - forse temporaneamente, ma non è detto - di pensare.
Non voglio più arrovellarmi sul bene e sul male, sul morale e sull'immorale.
E paradossalmente è l'effetto che ottengo leggendo codesta letteratura, ché pure divide spesso il mondo e le sue smagliature in maniera squisitamente manichea.
E' come se fosse una specie di contrappasso per una che ha sempre visto il mondo o bianco o nero, ma un contrappasso piacevole e gustoso, il che, come potrete immaginare è scevro da ogni logica, per il semplice fatto che non c'è una mente superiore ad architettarne il percorso.
E oggi
io adòro
l'illogica
essenza
della vita.
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martedì, luglio 06, 2010
Ogni cosa al suo posto
Luogo: Treno in movimento per turistica località italiana.
Personaggi: Mia madre, mia sorella, il figlio di mia sorella, 5 anni e mezzo (ovviamente mio nipote e quindi anche un po' sangue del mio sangue, nel senso che sicuramente da me ha ripreso quell'amore ossessivo maniacale per la precisione e per l'ordine, nonché per la conoscenza di cose nuove e stimolanti, quel tanto che basta per completare la sua personale tassonomia dell'universo).
Scambio di messaggi tra me e mia sorella.
Io: "Allora come è andato il viaggio? Tuo figlio?".
Lei: "Era come drogato. E' andato al cesso 20 volte per vedere la pipì finire sulle traversine... sembrava un vecchio incontinente."
E son cose che ti riportano il buonumore.
Personaggi: Mia madre, mia sorella, il figlio di mia sorella, 5 anni e mezzo (ovviamente mio nipote e quindi anche un po' sangue del mio sangue, nel senso che sicuramente da me ha ripreso quell'amore ossessivo maniacale per la precisione e per l'ordine, nonché per la conoscenza di cose nuove e stimolanti, quel tanto che basta per completare la sua personale tassonomia dell'universo).
Scambio di messaggi tra me e mia sorella.
Io: "Allora come è andato il viaggio? Tuo figlio?".
Lei: "Era come drogato. E' andato al cesso 20 volte per vedere la pipì finire sulle traversine... sembrava un vecchio incontinente."
E son cose che ti riportano il buonumore.
venerdì, luglio 02, 2010
La fine è brilla
Brilla (nel senso di alticcia). Vagamente ho messo insieme due parole. Me le sentivo proprio dentro.
Siamo alla cena finale della scuola materna di mia figlia.
Finale nel senso che sancisce la fine di un ciclo.
E io questo ciclo me lo sono fatto con passione.
Ho conosciuto donne, soprattutto donne, che mi hanno fatto ridere e stare bene.
Ho conosciuto mamme con idee molto simili alle mie.
Ho conosciuto amiche. Vere e sicuramente durature.
E' tanto assurdo pensare di voler continuare a crescere con loro?
Perché io ho quarant'anni, crescere fisicamente ho già fatto del mio meglio, mentalmente uno è quel che è, ma io sono stata proprio bene con le mie amiche.
E penso che, se senti qualcosa, la senti da sobrio e da ubriaco. E se la senti deve essere comunicata.
E allora ieri sera ho fatto la classica scena da matta, urlando queste quattro cazzate a tutti che mi guardavano come fossi - appunto - alticcia e anche un po' fuori di testa.
Siamo alla cena finale della scuola materna di mia figlia.
Finale nel senso che sancisce la fine di un ciclo.
E io questo ciclo me lo sono fatto con passione.
Ho conosciuto donne, soprattutto donne, che mi hanno fatto ridere e stare bene.
Ho conosciuto mamme con idee molto simili alle mie.
Ho conosciuto amiche. Vere e sicuramente durature.
E' tanto assurdo pensare di voler continuare a crescere con loro?
Perché io ho quarant'anni, crescere fisicamente ho già fatto del mio meglio, mentalmente uno è quel che è, ma io sono stata proprio bene con le mie amiche.
E penso che, se senti qualcosa, la senti da sobrio e da ubriaco. E se la senti deve essere comunicata.
E allora ieri sera ho fatto la classica scena da matta, urlando queste quattro cazzate a tutti che mi guardavano come fossi - appunto - alticcia e anche un po' fuori di testa.
martedì, giugno 29, 2010
Assolutamente dovuto
In questa vita ognuno si arrabatta con la sua verità, con i suoi limiti, con le sue difficoltà, con le sue incertezze, indecisioni, errori e chi più ne ha più ne metta. Però, ecco, diventare genitori, in un'epoca come questa, dove si studia una quantità infinita di anni ed un'altra infinità di tempo ci si mette per trovare un lavoro degno di tale nome, per non parlare di un compagno degno di tale nome (visto che cominciamo a sperimentare nella prima adolescenza per arrivare a convivere in età in cui i nostri nonni erano già nonni), diventare genitori - dicevo - in un'epoca come questa è sicuramente frutto di riflessione, non è una decisione tanto scontata in una coppia. E' una decisione responsabile, dove si sa a che cosa si va incontro, dove ci sono moltissimi modi per informarsi sulle implicazioni, sulle conseguenze e sul peso di questa responsabilità. Ci sono siti su siti, libri, conferenze sulla genitorialità e comportamenti responsabili ad essa connessi. Non si può non sapere.
Non si può non sapere che i figli avranno bisogno di noi genitori per un tempo che tende all'infinito, che la personalità di un bambino si forgia su e grazie a quella del genitore, che i figli hanno bisogno di affetto, coccole, ma anche di fermezza e autorevolezza, di stabilità e sicurezza. E soprattutto hanno bisogno di contatto fisico, di essere rassicurati, compresi, indirizzati, guidati, ma anche stimati ed apprezzati. Tutto questo (e anche molto altro che sta alla sensibilità di ogni individuo) non può essere demandato. Ogni genitore consapevole deve sapere che tutto questo fa parte dei suoi doveri e dei suoi diritti, ma anche di quelli di suo figlio.
Non credo di essere moralista se dico che il genitore ha il dovere di adeguarsi alla responsabilità che ha preso nell'istante in cui ha deciso di mettere al mondo un figlio. Decidere di allattare un figlio e di farlo nel miglior modo e per il maggior tempo possibile (e io so che allattare, per quanto se ne dica, è un impegno totalizzante per una donna) secondo me è equivalente a decidere di non mettere a rischio la propria incolumità per continure a stare vicino ai propri figli. Nessuno ha diritto di dire che un genitore è migliore di un altro. Men che meno io che spesso mi comporto in maniera istericamente posseduta con le mie figlie. Ma penso sia importante focalizzare l'attenzione che essere genitore comporta ed implica delle responsabilità verso persone deboli od in situazione di debolezza e dipendenza da noi. Questo concetto è fondamentale e secondo me prescinde dall'ego e dalle soddisfazioni personali. Anche se altrettanto vale il concetto che per essere un bravo genitore ("bravo" nel senso che ho cercato di enucleare sopra) non si può prescindere dalla propria realizzazione come persona, uomo o donna, perché i figli risentono delle frustrazioni che i genitori veicolano. Questo concetto è per me fondamentale.
Rimane il fatto che un figlio è un pezzo di te ed ha un fottuto bisogno di te. E da questo non si può prescindere.
Ieri sera quando mia figlia era una maschera di sangue e non riuscivamo a capire cosa avesse, mentre entravo in un vortice di follia per una stupidaggine (quale si è poi rivelata), ho pensato che bisogna avere il pudore di accudire la propria vita, insieme a quella dei nostri figli. E che questo è il dovere assoluto di un genitore.
Non si può non sapere che i figli avranno bisogno di noi genitori per un tempo che tende all'infinito, che la personalità di un bambino si forgia su e grazie a quella del genitore, che i figli hanno bisogno di affetto, coccole, ma anche di fermezza e autorevolezza, di stabilità e sicurezza. E soprattutto hanno bisogno di contatto fisico, di essere rassicurati, compresi, indirizzati, guidati, ma anche stimati ed apprezzati. Tutto questo (e anche molto altro che sta alla sensibilità di ogni individuo) non può essere demandato. Ogni genitore consapevole deve sapere che tutto questo fa parte dei suoi doveri e dei suoi diritti, ma anche di quelli di suo figlio.
Non credo di essere moralista se dico che il genitore ha il dovere di adeguarsi alla responsabilità che ha preso nell'istante in cui ha deciso di mettere al mondo un figlio. Decidere di allattare un figlio e di farlo nel miglior modo e per il maggior tempo possibile (e io so che allattare, per quanto se ne dica, è un impegno totalizzante per una donna) secondo me è equivalente a decidere di non mettere a rischio la propria incolumità per continure a stare vicino ai propri figli. Nessuno ha diritto di dire che un genitore è migliore di un altro. Men che meno io che spesso mi comporto in maniera istericamente posseduta con le mie figlie. Ma penso sia importante focalizzare l'attenzione che essere genitore comporta ed implica delle responsabilità verso persone deboli od in situazione di debolezza e dipendenza da noi. Questo concetto è fondamentale e secondo me prescinde dall'ego e dalle soddisfazioni personali. Anche se altrettanto vale il concetto che per essere un bravo genitore ("bravo" nel senso che ho cercato di enucleare sopra) non si può prescindere dalla propria realizzazione come persona, uomo o donna, perché i figli risentono delle frustrazioni che i genitori veicolano. Questo concetto è per me fondamentale.
Rimane il fatto che un figlio è un pezzo di te ed ha un fottuto bisogno di te. E da questo non si può prescindere.
Ieri sera quando mia figlia era una maschera di sangue e non riuscivamo a capire cosa avesse, mentre entravo in un vortice di follia per una stupidaggine (quale si è poi rivelata), ho pensato che bisogna avere il pudore di accudire la propria vita, insieme a quella dei nostri figli. E che questo è il dovere assoluto di un genitore.
mercoledì, giugno 23, 2010
Stira e ammira, che ti passa
C'ho un ammiratore segreto.
Ho una quantità giornaliera di accessi dall'amena località di Anguillara Sabazia, dove praticamente non conosco nessuno.
Un tizio mi scrive su Facebook, chiedendomi se le foto che una mia omonima gli ha mandato su MSN sono mie. Foto osé, intende lui. E che se fossero mie gliene potrei mandare delle altre.
No, ma ci rendiamo conto???
Io, una tranquilla madre di famiglia, dal passato burrascoso, d'accordo, ma attualmente irreprensibile.
Se non fossi immersa dalla testa ai piedi in varicelle, postumi, prodromi e altre amenità mediche mi lascerei trasportare dai sogni a pensare a chi può essere interessato a un tale scassone.
Restando invece più terra terra, mi vien da pensare che l'uso delle dita, per certe persone, dovrebbe ritornare a passatempi più ancestrali della tastiera.
Ho una quantità giornaliera di accessi dall'amena località di Anguillara Sabazia, dove praticamente non conosco nessuno.
Un tizio mi scrive su Facebook, chiedendomi se le foto che una mia omonima gli ha mandato su MSN sono mie. Foto osé, intende lui. E che se fossero mie gliene potrei mandare delle altre.
No, ma ci rendiamo conto???
Io, una tranquilla madre di famiglia, dal passato burrascoso, d'accordo, ma attualmente irreprensibile.
Se non fossi immersa dalla testa ai piedi in varicelle, postumi, prodromi e altre amenità mediche mi lascerei trasportare dai sogni a pensare a chi può essere interessato a un tale scassone.
Restando invece più terra terra, mi vien da pensare che l'uso delle dita, per certe persone, dovrebbe ritornare a passatempi più ancestrali della tastiera.
lunedì, giugno 21, 2010
Niente di grave
Niente. Tutto quello che io possa scrivere sarebbe smielato, sdolcinato, da mamma nutellosa di pubblicità. Sicché non mi voglio avventurare nella retorica del dolore, della sofferenza, della compassione che si può avere per un figlio che hai portato nella pancia per nove mesi, allattato, nutrito, coccolato, svezzato, accudito come carne della tua carne. Non mi voglio addentrare perché qualsiasi cosa non renderebbe l'idea di come sto adesso. Adesso che la vita ci mette alla prova. Io so che la vita è bella. E che nulla è irreparabile. E che a questa cosa c'è rimedio. E senza conseguenze. Ma c'ho una paura fottuta lo stesso.
giovedì, giugno 17, 2010
La luce che illumina l'anima è la stessa lampadina dello specchio della toilette
Ci sono momenti in cui guardi tutto sotto una luce diversa, momenti in cui ti dici che è stato bello, che hai fatto le scelte giuste, che non hai niente da recriminare, che il tuo pettine ha denti troppo larghi per trattenere anche un solo nodo, momenti in cui guardi tua figlia e dici cazzo questa l'ho fatta io stava in pancia a me e solo a me, in cui ritrovi sul tuo corpo cicatrici che ti riportano indietro col tempo (a quando alle elementari hai sfondato con la mano il vetro della sala delle feste perché i compagni malvagi non ti facevano entrare), nel tuo cuore cicatrici che non si sono chiuse come quelle del corpo e nei tuoi capelli, minchia !, a guardare bene bene... in fondo in fondo... nei tuoi capelli non c'hai manco un capello bianco!
lunedì, giugno 14, 2010
Umana grandiosa architettura
Allora io non è che vorrei ricominciare con la storia della madre degenere.
Ma le bolle pustolose che mia figlia ha in ogni dove del suo corpicino e del suo visino mi fanno impressione, nonché anche vagamente schifo e sicuramente me ne farebbero anche di più se non fosse mia figlia.
Detto questo, il pensiero che presto toccherà anche all'altra mi dà un certo conato allo stomaco che volevo condividere con voi.
Diciamolo qui e ora e per sempre: il corpo umano secerne una quantità di schifezze inenarrabili.
E però osserverei che in fondo noi siamo fatti per sopportarle.
Ooops devo andare.
Ma le bolle pustolose che mia figlia ha in ogni dove del suo corpicino e del suo visino mi fanno impressione, nonché anche vagamente schifo e sicuramente me ne farebbero anche di più se non fosse mia figlia.
Detto questo, il pensiero che presto toccherà anche all'altra mi dà un certo conato allo stomaco che volevo condividere con voi.
Diciamolo qui e ora e per sempre: il corpo umano secerne una quantità di schifezze inenarrabili.
E però osserverei che in fondo noi siamo fatti per sopportarle.
Ooops devo andare.
mercoledì, giugno 09, 2010
Proposta di lavoro
Io, a questi, je offrirei un posto da casalinga a tempo pieno con un bilancio di 100 euri a settimana, da non sforare per nessuna ragione al mondo (e senza stipendio, ovviamente).
Poi vediamo come imparano a fare andare avanti un paese senza sprechi.
Poi vediamo come imparano a fare andare avanti un paese senza sprechi.
lunedì, giugno 07, 2010
Vecchio outsider
C'è una cosa che emerge dal secondo episodio cinematografico di Sex and the City:
vecchia/vecchio è bello.
Tralascerò qualsiasi altro commento sul film per concentrarmi su questa incredibile scoperta.
La vita, nonostante quanto tu possa essere stato trendy e glamour prima, comincia dopo i 40 anni.
Prendere ormoni per la menopausa sarà, dopo questo film, il must di ogni cinquantenne che cerchi anche solo vagamente un essere sessuato da trombare. Senza ormoni si tromberà solo col divano di casa.
Per il resto, se durante la visione avete avuto la nausea di borsette, scarpette, vestiti, orologi tutti firmatissimi, sappiate che polvere siamo e polvere diventeremo.
E in certi momenti della giornata è una gran consolazione.
Nonché assoluta certezza dopo la fine del film.
vecchia/vecchio è bello.
Tralascerò qualsiasi altro commento sul film per concentrarmi su questa incredibile scoperta.
La vita, nonostante quanto tu possa essere stato trendy e glamour prima, comincia dopo i 40 anni.
Prendere ormoni per la menopausa sarà, dopo questo film, il must di ogni cinquantenne che cerchi anche solo vagamente un essere sessuato da trombare. Senza ormoni si tromberà solo col divano di casa.
Per il resto, se durante la visione avete avuto la nausea di borsette, scarpette, vestiti, orologi tutti firmatissimi, sappiate che polvere siamo e polvere diventeremo.
E in certi momenti della giornata è una gran consolazione.
Nonché assoluta certezza dopo la fine del film.
sabato, giugno 05, 2010
Questioni da cimitero
Io, a mia madre, uscendo dal cimitero (scena che sarebbe di per sé già abbastanza strappacore, se non fosse che noi avevamo mia figlia piccola al seguito e non c'era proprio troppo tempo per versare lacrime perché ella avrebbe altrimenti distrutto tutti i fiori dei vasi al piano zero), con espressione abbastanza compresa nel ruolo di figlia che vagamente pensa che un giorno le toccherà venire a portare fiori proprio a quell'essere che cammina accanto a lei, le chiedo, non senza un po' di timore: "Mamma, hai paura della vecchiaia?"
Lei, continuando a camminare lesta, per nulla infastidita dalla mia domanda, mi risponde con calma serafica e pur'anche con una velatamente ostentata sicurezza: "Ma io sono già vecchia!"
Questo io lo chiamo ottimismo, signore e signori.
Lei, continuando a camminare lesta, per nulla infastidita dalla mia domanda, mi risponde con calma serafica e pur'anche con una velatamente ostentata sicurezza: "Ma io sono già vecchia!"
Questo io lo chiamo ottimismo, signore e signori.
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