NON ME LO DIRE.
Dico davvero.
Non me lo dire perché NON CI SENTO da un orecchio.
Ed è come non sentirci per nulla.
E' tutto così ovattato.
Tutto così etereo.
TUTTO COSI' POSSIBILE.
E allora dai, mi dico.
Firma.
Firma per restare sempre così.
Firma per fregartene di tutti.
Dei rumori.
Della tazza del cesso che perde.
Della lavatrice che continua a caricare acqua.
Delle bambine che si stanno sgozzando di là.
Dello scatarro di tuo marito allergico al polline.
Assurgi a Venere della sordità.
Nell'Olimpo dell'attutito, dove nulla vale più di qualcos'altro.
Dove tutti parlano sottovoce.
Ma io sono una DONNA DI MONDO, anche discretamente urlatrice e ho fondamentalmente bisogno del mio orecchio per SENTIRE ALMENO IO quello che dico.
E allora chiamo il mio medico di base.
Mi scusi - dico anche un po' brutalmente - ma LEI STURA ORECCHIE?
Ah ah ah ah. (Risate del luminare).
Non sia mai.
Prenditi, cara, una sgargamellata di cerulisina a sera per quattro giorni, e poi sfiammati la recchia con un bel conone di cera d'api. Attenta ai capelli, non sia mai t'andassero in fumo, fatti aiutare da qualcuno a cui faccia piacere vedere lo schifo che esce dal tuo orecchio più che a me. E il gioco è fatto. (Non si commenta, ma va da sé che io una soluzione DEVO trovarla).
Ora, io non ho contratto matrimonio nel bene e nel male, perché - se non ricordo male - nella formula del rito civile non c'era questa postilla, ma se non me lo fa MIO MARITO, il cono, chi me lo vorrà mai fare?
lunedì, maggio 25, 2009
lunedì, maggio 18, 2009
Di alta tecnologia e sue conseguenze
LUI: il vero homo tecnologicus, quello che non deve chiedere mai niente a nessuno perché la sua mente conosce già di suo i perversi meccanismi della tecnologia e guai a contraddirlo.
LEI: costretta a sopportare le sue angherie tecnologiche, tenta di sopravvivere con quel poco di accessibile che le è rimasto a portata di mano.
Ora, quest'uomo le ha tolto anche il suo bene primario, quello più caro e coccolato: il telefono.
In vena di grandi cambiamenti, a costo zero, ovviamente, LUI annuncia che da oggi abbiamo una nuova linea telefonica con un operatore che si chiama come una medicina omeopatica (ma non sia mai io gli renda servigio facendogli pubblicità). Ma che in realtà questa nuova linea telefonica è solo ed esclusivamente per motivi di lavoro (suoi, di LUI).
Allora le (alla nuova linea telefonica) riserva l'amato (e unico) apparecchio fisso. Per chiamare e ricevere. Passa un'ora a fare test e alla domanda di LEI se tutto funziona risponde, da buon tecnologicus: "Mmh, non riesco a chiamare i cellulari, mi dice carta non abilitata". "Mmh - pensa LEI - mi sembrava fondamentale che funzionasse coi cellulari, visto che è una roba di lavoro!"
All'uso domestico rimane un misero cordless. L'homo tecnologicus si pone il problema della corrente, da bravo professionista. Se va via la corrente non funziona più il telefono di casa. Eccellente osservazione.
Ma questo può succedere una volta ogni tanto, non tutti i giorni.
Cosa invece può succedere tutti i giorni di fortemente invalidante per un cordless che non abbia un rimpiazzo col filo?
TIC TAC, TIC TAC, TIC TAC.
Esatto.
Il cordless si scarica.
E quando si scarica non si può più utilizzare, perché il cordless, o mio homo tecnologicus, non è come un cellulare che ci puoi parlare anche attaccato al caricatore.
E allora via! L'homo tecnologicus, sopraffatto da una zaffata di realismo, stacca il fisso dalla presa lavorativa e con scatto oserei dire felino l'attacca alla presa di casa. E finalmente si potrà stare al telefono fino a che il cordless non si sarà ricaricato. E così via in loop. A rincorrere le prese di casa. Fino a che l'homo tecnologicus, sopraffatto dalla solita zaffata di realismo, non deciderà di osare un gesto ancora più tecnologico di tutti. Comprarsi un cordless per la sua linea di lavoro e ficcarselo a ricaricare quanto più ritenga opportuno!
LEI: costretta a sopportare le sue angherie tecnologiche, tenta di sopravvivere con quel poco di accessibile che le è rimasto a portata di mano.
Ora, quest'uomo le ha tolto anche il suo bene primario, quello più caro e coccolato: il telefono.
In vena di grandi cambiamenti, a costo zero, ovviamente, LUI annuncia che da oggi abbiamo una nuova linea telefonica con un operatore che si chiama come una medicina omeopatica (ma non sia mai io gli renda servigio facendogli pubblicità). Ma che in realtà questa nuova linea telefonica è solo ed esclusivamente per motivi di lavoro (suoi, di LUI).
Allora le (alla nuova linea telefonica) riserva l'amato (e unico) apparecchio fisso. Per chiamare e ricevere. Passa un'ora a fare test e alla domanda di LEI se tutto funziona risponde, da buon tecnologicus: "Mmh, non riesco a chiamare i cellulari, mi dice carta non abilitata". "Mmh - pensa LEI - mi sembrava fondamentale che funzionasse coi cellulari, visto che è una roba di lavoro!"
All'uso domestico rimane un misero cordless. L'homo tecnologicus si pone il problema della corrente, da bravo professionista. Se va via la corrente non funziona più il telefono di casa. Eccellente osservazione.
Ma questo può succedere una volta ogni tanto, non tutti i giorni.
Cosa invece può succedere tutti i giorni di fortemente invalidante per un cordless che non abbia un rimpiazzo col filo?
TIC TAC, TIC TAC, TIC TAC.
Esatto.
Il cordless si scarica.
E quando si scarica non si può più utilizzare, perché il cordless, o mio homo tecnologicus, non è come un cellulare che ci puoi parlare anche attaccato al caricatore.
E allora via! L'homo tecnologicus, sopraffatto da una zaffata di realismo, stacca il fisso dalla presa lavorativa e con scatto oserei dire felino l'attacca alla presa di casa. E finalmente si potrà stare al telefono fino a che il cordless non si sarà ricaricato. E così via in loop. A rincorrere le prese di casa. Fino a che l'homo tecnologicus, sopraffatto dalla solita zaffata di realismo, non deciderà di osare un gesto ancora più tecnologico di tutti. Comprarsi un cordless per la sua linea di lavoro e ficcarselo a ricaricare quanto più ritenga opportuno!
sabato, maggio 16, 2009
Solo un po' inalberata
Ecco, ieri sera mi sono pure beccata il rimprovero di mio marito secondo il quale io strillo troppo le bambine, in particolare quella grande, che la strillo anche quando non c'è motivo, che lei non capisce, che io le dovrei sempre spiegare perché la sto strillando (certo, la prossima volta faccio un bando con tanto di valletto reale) perché tanto io non ho nient'altro da fare che stare a spiegare a mia figlia i dettagli della mia incazzatura, che peraltro - detto tra noi - lei conosce benissimo.
Ma lui non sa, o non vuole sapere, che cosa significa riprendere una bambina da scuola che comincia a piagnucolare da quando ti vede perché non hai previsto un'attività interessante il pomeriggio, o interessante secondo i suoi canoni, che insomma la mascherata da ape pare non la faccia impazzire attualmente, e per interessante lei intende andare a casa di qualcuno, oppure ad un parco, oppure dal cugino.
Ma non è che io ci posso sempre autoinvitare a casa dei suoi compagni di scuola, perché - e anche questo mio marito non lo sa - quando invitiamo qualcuno qui lei si mette in un cantuccio a disegnare e non si fila assolutamente nessuno. Né posso andare a ogni giorno Roma per trovare un parco disponibile visto che nel nostro paesino la priorità è il cemento e non i bambini. Quanto al cugino, è anche imbarazzante stare sempre piazzate nel suo giardino. Allora, così, ogni tanto decido che potrebbe essere il caso di restare a casa, a giocare con i miliardi di giochi che mia figlia possiede. Così, tanto per togliere loro la polvere. Ma questo causa un malumore e un'indisponenza unici, che probabilmente non infastidiscono mio marito, sempre disposto al dialogo, ma che a me fanno girare gli zebedei a ventola, velocità 3.
Per questo, e solo per questo, ieri sera ho sbattuto la scatola di legno sul tavolo.
E tu hai alzato gli occhi pensando fossi fuori di testa a fare quel botto.
Effettivamente ero un po' inalberata.
Però alla fine ha funzionato, tua figlia mi ha chiesto scusa, anche se poco dopo ha ricominciato.
E siamo da capo a tredici...
Ma con i bambini è sempre così no?
Ma lui non sa, o non vuole sapere, che cosa significa riprendere una bambina da scuola che comincia a piagnucolare da quando ti vede perché non hai previsto un'attività interessante il pomeriggio, o interessante secondo i suoi canoni, che insomma la mascherata da ape pare non la faccia impazzire attualmente, e per interessante lei intende andare a casa di qualcuno, oppure ad un parco, oppure dal cugino.
Ma non è che io ci posso sempre autoinvitare a casa dei suoi compagni di scuola, perché - e anche questo mio marito non lo sa - quando invitiamo qualcuno qui lei si mette in un cantuccio a disegnare e non si fila assolutamente nessuno. Né posso andare a ogni giorno Roma per trovare un parco disponibile visto che nel nostro paesino la priorità è il cemento e non i bambini. Quanto al cugino, è anche imbarazzante stare sempre piazzate nel suo giardino. Allora, così, ogni tanto decido che potrebbe essere il caso di restare a casa, a giocare con i miliardi di giochi che mia figlia possiede. Così, tanto per togliere loro la polvere. Ma questo causa un malumore e un'indisponenza unici, che probabilmente non infastidiscono mio marito, sempre disposto al dialogo, ma che a me fanno girare gli zebedei a ventola, velocità 3.
Per questo, e solo per questo, ieri sera ho sbattuto la scatola di legno sul tavolo.
E tu hai alzato gli occhi pensando fossi fuori di testa a fare quel botto.
Effettivamente ero un po' inalberata.
Però alla fine ha funzionato, tua figlia mi ha chiesto scusa, anche se poco dopo ha ricominciato.
E siamo da capo a tredici...
Ma con i bambini è sempre così no?
venerdì, maggio 15, 2009
mercoledì, maggio 13, 2009
Stretto al cuore
Volevo scrivere un post triste.
Perché triste in questo momento è il percorso della mia famiglia.
Ma mi vengono in mente solo cose allegre.
Quando l'ho conosciuto la prima volta, il sor Umberto, manco seduta a tavola mi aveva già chiesto quando gli avrei dato un nipotino, maschio ovviamente.
Non sapendo che io sono atta a fare solo femmine.
Due manone grandi come palanche, vocione stentoreo e appetito pantagruelico.
Questa fu la prima impressione che ebbi di lui.
Oltre ad un innato senso del gioco e dello scherzo, che lo faceva sempre stare al centro dell'attenzione.
Amava la terra, il sor Umberto.
O dovrei dire ama. Ancora. Da quel letto che contiene ormai solo il suo involucro.
Ma questo non è un post triste.
Questo è il post dell'amore per la natura.
Questo è il post dell'amore per la natura del sor Umberto.
Due settimane fa era qui da noi in campagna a raccogliere la vitabbia.
L'ultima delle erbe rampicanti, sconosciuta ai più.
Per farcisi una frittata.
E' andato via col suo fascio enorme e rigoglioso.
Questa è l'immagine che voglio tenere di lui.
Stretta al cuore.
Perché triste in questo momento è il percorso della mia famiglia.
Ma mi vengono in mente solo cose allegre.
Quando l'ho conosciuto la prima volta, il sor Umberto, manco seduta a tavola mi aveva già chiesto quando gli avrei dato un nipotino, maschio ovviamente.
Non sapendo che io sono atta a fare solo femmine.
Due manone grandi come palanche, vocione stentoreo e appetito pantagruelico.
Questa fu la prima impressione che ebbi di lui.
Oltre ad un innato senso del gioco e dello scherzo, che lo faceva sempre stare al centro dell'attenzione.
Amava la terra, il sor Umberto.
O dovrei dire ama. Ancora. Da quel letto che contiene ormai solo il suo involucro.
Ma questo non è un post triste.
Questo è il post dell'amore per la natura.
Questo è il post dell'amore per la natura del sor Umberto.
Due settimane fa era qui da noi in campagna a raccogliere la vitabbia.
L'ultima delle erbe rampicanti, sconosciuta ai più.
Per farcisi una frittata.
E' andato via col suo fascio enorme e rigoglioso.
Questa è l'immagine che voglio tenere di lui.
Stretta al cuore.
giovedì, maggio 07, 2009
Condizionali ipotetici
Vorrei essere come la Veronica.
Mica quella del Vangelo, che avete pensato!
Per vedere che effetto fa avere un futuro roseo, come quello che sicuramente avrà lei davanti.
Vorrei essere anche una piccola pasticca di Viagra ammuffita per essere ingoiata da un uomo sicumeroso e pieno di sé e di viagra.
Per vedere l'effetto che fa.
E per di più vorrei essere la mosca che si godrà la scena dall'esterno.
Mica quella del Vangelo, che avete pensato!
Per vedere che effetto fa avere un futuro roseo, come quello che sicuramente avrà lei davanti.
Vorrei essere anche una piccola pasticca di Viagra ammuffita per essere ingoiata da un uomo sicumeroso e pieno di sé e di viagra.
Per vedere l'effetto che fa.
E per di più vorrei essere la mosca che si godrà la scena dall'esterno.
martedì, aprile 21, 2009
giovedì, aprile 16, 2009
In colpa
In barba alla Montessori che si rivolterà nella sua tomba e insieme a lei tutte le mamme modello che per carità non alzano un dito sui loro figli monelli indifesi dai pericoli del mondo io a me mi viene un diavolo per capello se mia figlia comincia a giocare con la carne che io ho amorevolmente posto nel suo piatto tirandola addosso a muri sul pavimento e spalmandosela sulla faccia quella stessa carne che ha trangugiato più e più volte senza indugio a me consentitemelo mi girano ampiamente gli zebedei e sempre alla faccia di quel genio della Montessori e di tutte le sapientone che parlano con consapevolezza e non di quello che lei sosteneva alla sua faccia insomma io ho mollato sonori ceffoni su chiappe protette da pannolino e urlato come un'ossessa che non si gioca con la roba da mangiare che c'è qualcuno la sottoscritta nella fattispecie che s'è fatta un culo così che l'ha comprata l'ha cucinata l'ha amorevolmente servita e sperato in cuor suo che quel cibo fosse gradito e non ultimo ci sono un sacco di bambini che muoiono di fame ebbene sì ho cominciato ad instillare in mia figlia il senso di colpa quel senso di colpa che ho tanto vituperato nella religione cattolica e che ora mi ritorna addosso vomitato da una triste e inesorabile realtà che non riesco a dominare con la mia ratio.
E fino a cena niente pappa. Tanto per capire chi comanda.
E fino a cena niente pappa. Tanto per capire chi comanda.
martedì, aprile 14, 2009
Qui - squilie
Ritrovato imprenditore in un pozzo del siracusano. Aveva "alcuni" massi legati all'addome. Chissà chi ce li avrà messi.
Tutti hanno da dire qualcosa su Santoro. E tutti per sentito dire.
La storia dei pirati è così romantica. Quasi quasi noleggio un cargo.
Su FB c'è qualcuno che ha scritto un' argomentata lettera sul perché non darà un euro ai terremotati abruzzesi. Perché l'Italia forse non è più un paese libero. Dobbiamo per forza avere il dito incollato ai tasti del nostro telefonino se vogliamo far valere le nostre opinioni. Dissentire dal senso comune è diventato comunemente senza senso.
Tutti hanno da dire qualcosa su Santoro. E tutti per sentito dire.
La storia dei pirati è così romantica. Quasi quasi noleggio un cargo.
Su FB c'è qualcuno che ha scritto un' argomentata lettera sul perché non darà un euro ai terremotati abruzzesi. Perché l'Italia forse non è più un paese libero. Dobbiamo per forza avere il dito incollato ai tasti del nostro telefonino se vogliamo far valere le nostre opinioni. Dissentire dal senso comune è diventato comunemente senza senso.
mercoledì, aprile 08, 2009
Siamo tutti aquilani
A qualcosa deve pur servire un blog.
Io credo nell'informazione libera e nei liberi informatori.
L'orrore che questi giorni ci trasmette la televisione sembra essere solo una minima parte.
Detto da chi ci sta dentro fino al collo.
Io credo nell'informazione libera e nei liberi informatori.
L'orrore che questi giorni ci trasmette la televisione sembra essere solo una minima parte.
Detto da chi ci sta dentro fino al collo.
giovedì, aprile 02, 2009
La condottiera
Mi aggiro per la campagna romana con la patente scaduta. Ciò può significare solo che ho passato l'età giovanile da un multiplo di dieci anni. Ho chiesto al centralino del PRA cosa mi poteva capitare se mi fermavano. In fondo abito in una landa desolata e con le mie pupe non mi ha mai fermato nessuno.
Ritiro della patente (ecchissene, al limite) e soprattutto del veicolo. Cioè, ve lo immaginate io con le pupe in mezzo al rettilineo, dove in genere s'appostano i carabinieri, a dover scendere dalla macchina solo perché ho dimenticato che sto per compiere quarant'anni?
Non si può approfittare così della buona fede della gente. Ora poi non potrò nemmeno farmi più un cesso sul pianerottolo perché non ho la villa né la villètta bifamiliare. Mi resta la mia macchinuccia, unico collegamento tra me e il mondo civilizzato. Come potrò andare a riprendere mia figlia a scuola, a comprare la verdurina dal contadino che mi solletica l'ormone, oppure semplicemente fare rotta verso Roma se mi ritirano quella fottutissima macchina francese?
Mi toccherà far visitare i miei occhioni da un medico della ASL, che senza nemmeno constatare che sono ormai prossima alla cecità, mi confermerà idonea per riprendere la mia conduzione familiare.
Ho un culo pazzesco che ancora non si debba farsi visitare da uno psichiatra.
Non avrei passato il test alcolemico.
Ritiro della patente (ecchissene, al limite) e soprattutto del veicolo. Cioè, ve lo immaginate io con le pupe in mezzo al rettilineo, dove in genere s'appostano i carabinieri, a dover scendere dalla macchina solo perché ho dimenticato che sto per compiere quarant'anni?
Non si può approfittare così della buona fede della gente. Ora poi non potrò nemmeno farmi più un cesso sul pianerottolo perché non ho la villa né la villètta bifamiliare. Mi resta la mia macchinuccia, unico collegamento tra me e il mondo civilizzato. Come potrò andare a riprendere mia figlia a scuola, a comprare la verdurina dal contadino che mi solletica l'ormone, oppure semplicemente fare rotta verso Roma se mi ritirano quella fottutissima macchina francese?
Mi toccherà far visitare i miei occhioni da un medico della ASL, che senza nemmeno constatare che sono ormai prossima alla cecità, mi confermerà idonea per riprendere la mia conduzione familiare.
Ho un culo pazzesco che ancora non si debba farsi visitare da uno psichiatra.
Non avrei passato il test alcolemico.
Dignitosamente mi arrovello
Ma perché? Lavare, stirare, cucinare, fare i letti, pulire culi è meno dignitoso di un lavoro alla scrivania?
La risposta unanime e concorde sarà SI.
Ed infatti è così.
Sarebbe dignitoso se fosse un lavoro pagato, e di conseguenza riconosciuto.
Sarebbe dignitoso se fosse un lavoro a contratto, ancorché a tempo indeterminato e senza pause.
Sarebbe dignitoso se occorressero degli studi per farlo. E non aver fatto degli studi per ridursi a fare questo. (è sottile, lo so è sottile...)
Sarebbe dignitoso se avendo fatto studi che non c'entrano nulla non si dovesse aver vergogna a dire cosa fai nella vita.
Sarebbe dignitoso se contasse qualcosa nel calcolo del PIL.
Sarebbe dignitoso se avesse un tempo di inizio e un tempo di fine.
Sarebbe dignitoso se non inducesse tendenze maniacali all'ordine per non saper che fare.
Sarebbe dignitoso se a farlo fosse un maschio.
Sarebbe dignitoso se fosse il frutto di una libera scelta.
Ma la dignità, si sa, è come una meringa.
Alla prima spruzzata di saliva si scioglie.
La risposta unanime e concorde sarà SI.
Ed infatti è così.
Sarebbe dignitoso se fosse un lavoro pagato, e di conseguenza riconosciuto.
Sarebbe dignitoso se fosse un lavoro a contratto, ancorché a tempo indeterminato e senza pause.
Sarebbe dignitoso se occorressero degli studi per farlo. E non aver fatto degli studi per ridursi a fare questo. (è sottile, lo so è sottile...)
Sarebbe dignitoso se avendo fatto studi che non c'entrano nulla non si dovesse aver vergogna a dire cosa fai nella vita.
Sarebbe dignitoso se contasse qualcosa nel calcolo del PIL.
Sarebbe dignitoso se avesse un tempo di inizio e un tempo di fine.
Sarebbe dignitoso se non inducesse tendenze maniacali all'ordine per non saper che fare.
Sarebbe dignitoso se a farlo fosse un maschio.
Sarebbe dignitoso se fosse il frutto di una libera scelta.
Ma la dignità, si sa, è come una meringa.
Alla prima spruzzata di saliva si scioglie.
mercoledì, aprile 01, 2009
martedì, marzo 31, 2009
Invaghitevi
Sono morta.
Stare SENZA INTERNET per una settimana equivale a MORIRE.
E vi posso dire che era come in un lungo tunnel.
Un vago chiarore si percepiva da molto lontano.
Una roba tipo "Vaghe stelle dell'orsa".
Ho scoperto solo alla fine che era VAGO perché COPERTO da tutte le parolacce che ho urlato agli operatori di infoSTRONIA.....
Perché, malgrado LORO, internet non muore mai.
Stare SENZA INTERNET per una settimana equivale a MORIRE.
E vi posso dire che era come in un lungo tunnel.
Un vago chiarore si percepiva da molto lontano.
Una roba tipo "Vaghe stelle dell'orsa".
Ho scoperto solo alla fine che era VAGO perché COPERTO da tutte le parolacce che ho urlato agli operatori di infoSTRONIA.....
Perché, malgrado LORO, internet non muore mai.
lunedì, marzo 23, 2009
Pieducoli
Ne ho fin sopra i capelli di svegliarmi con un piede di mia figlia puntato in una qualsiasi parte del mio corpicione così bisognoso di riposo.
Che colpa ne ho io se quando dormo non sento nulla e quel santo di mio marito, che si alza puntualmente tutte le notti, dopo venti volte porta la pupa nel lettone?
E non statemi a dire che i bimbi nel lettone non si portano e che uno deve avere la pazienza di stare lì accanto al lettino finché non sprofondano di nuovo nel sonno!
Eh no, cari miei. Questo funziona quando ce n'hai uno, e forse.
Perché quando sono due, che dormono pure nella stessa stanza, il risveglio notturno rischia di trasformarsi in una mattanza!
Certo è che delle volte avrei voglia di mettermi a piangere anch'io...
Che colpa ne ho io se quando dormo non sento nulla e quel santo di mio marito, che si alza puntualmente tutte le notti, dopo venti volte porta la pupa nel lettone?
E non statemi a dire che i bimbi nel lettone non si portano e che uno deve avere la pazienza di stare lì accanto al lettino finché non sprofondano di nuovo nel sonno!
Eh no, cari miei. Questo funziona quando ce n'hai uno, e forse.
Perché quando sono due, che dormono pure nella stessa stanza, il risveglio notturno rischia di trasformarsi in una mattanza!
Certo è che delle volte avrei voglia di mettermi a piangere anch'io...
venerdì, marzo 20, 2009
Straniero è bello, se è straniato è ancora meglio
Il nostro paese è ufficialmente invitato a "migliorare, nella pubblica opinione, la conoscenza e la consapevolezza della discriminazione, facendo accettare i migranti e le loro famiglie come membri della società a tutti gli effetti".
Avete voluto l'Europa (con tutti i suoi enti di controllo)? E mo' pedalate.
BrunettO verrà presto affogato dall'Onda. Basteranno pochi centimetri.
Obama si dà all'agricoltura biologica. Fatta in casa. E pensare che, qui in Italia, un nero spesso non ha nemmeno i documenti quando va a raccogliere i pomodori.
Io questo week end festeggio.
La cartella esattoriale arrivata a mio marito è stata dimezzata dopo attente verifiche.
E aspetto il prossimo condono.
Avete voluto l'Europa (con tutti i suoi enti di controllo)? E mo' pedalate.
BrunettO verrà presto affogato dall'Onda. Basteranno pochi centimetri.
Obama si dà all'agricoltura biologica. Fatta in casa. E pensare che, qui in Italia, un nero spesso non ha nemmeno i documenti quando va a raccogliere i pomodori.
Io questo week end festeggio.
La cartella esattoriale arrivata a mio marito è stata dimezzata dopo attente verifiche.
E aspetto il prossimo condono.
mercoledì, marzo 18, 2009
Felicità è un attimo....dividila!
E' bello vedere lo sguardo di felicità di mia figlia quando la lascio all'asilo.
Finalmente si libera di me.
Sarei una madre tanto snaturata se dicessi che la soddisfazione è reciproca?
Finalmente si libera di me.
Sarei una madre tanto snaturata se dicessi che la soddisfazione è reciproca?
lunedì, marzo 16, 2009
Economicamente invano
C'avete fatto caso a come è facile snocciolare numeri in Euro?
Uno tira l'altro.
E sembrano sempre pochi.
Per salvare la bancarotta catanese dobbiamo cacciare fuori solo 140 milioni di euro.
E ho anche dimenticato quanto fa in lire, per come suona bene!
Che fortuna essere entrati nell'euro, questa entità metafisica che risolve tutti i nostri problemi nel far di conto.
Perché fate conto che tutto è rimasto come prima, solo con molti zero di meno.
Uno tira l'altro.
E sembrano sempre pochi.
Per salvare la bancarotta catanese dobbiamo cacciare fuori solo 140 milioni di euro.
E ho anche dimenticato quanto fa in lire, per come suona bene!
Che fortuna essere entrati nell'euro, questa entità metafisica che risolve tutti i nostri problemi nel far di conto.
Perché fate conto che tutto è rimasto come prima, solo con molti zero di meno.
martedì, marzo 10, 2009
Piccoli risparmiatori crescono
Siamo in tempo di guerra. Cominciate a fare le scorte. Presto il mercato nero salverà l'Italia.Anche i razzisti.
Liberalizzeranno l'edilizia. E' tempo di costruire cessi sul pianerottolo. Salveremo l'economia defecando.
I neolaureati pagano la recessione. Invece le casalinghe disperate a quarant'anni pagano i debiti, dopo aver già pagato la recessione.
La super modella si prepara alla prova costume. Io mi preparo alla prova.
Liberalizzeranno l'edilizia. E' tempo di costruire cessi sul pianerottolo. Salveremo l'economia defecando.
I neolaureati pagano la recessione. Invece le casalinghe disperate a quarant'anni pagano i debiti, dopo aver già pagato la recessione.
La super modella si prepara alla prova costume. Io mi preparo alla prova.
lunedì, marzo 02, 2009
Io e il mio ES
Ho finalmente capito perché mi si distruggono sistematicamente le mani.
Screpolandosi come carne al sole.
E senza sole, perché - e siamo tutti d'accordo - ora è inverno.
Si distruggono perché non vogliono fare quello che io faccio fare loro.
Non vogliono capare verdure, cucinare, lavare piatti, pulire culi, pulire cessi, fare docce, lavare capelli, passare spugne ovunque.
Il mio ES entra in sciopero così.
Sregolatamente.
Screpolandosi come carne al sole.
E senza sole, perché - e siamo tutti d'accordo - ora è inverno.
Si distruggono perché non vogliono fare quello che io faccio fare loro.
Non vogliono capare verdure, cucinare, lavare piatti, pulire culi, pulire cessi, fare docce, lavare capelli, passare spugne ovunque.
Il mio ES entra in sciopero così.
Sregolatamente.
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