Ieri serata tra donne in very exclusive circolo romano, con tanto di vista sull'immensità, prosecchino d'ordinanza, aperitivo come si deve, insomma, per passare con la nonchalance di cinque matrone taglia XL (tranne una effettivamente troppo magra) in annessa pizzeria dove, tra le vecchie - in senso di PARECCHIO IN LA' CON GLI ANNI - clienti tutte rifatte del molto esclusivo circolo (e non mi sento di escludere che noi cinque ci siamo anche solo per un attimo, ognuna nel cantuccio dei suoi più intimi pensieri, paragonate a costoro) -, incede bello come un dio pagano, con un grembiule rigorosamente nero che gli fascia fianchi da atleta, con basettoni scolpiti sul viso perfettamente sbarbato, due mani splendide e passo felino, incede - dicevo - EL CAMMERERO ESPANOLO (non so se si scrive così, ma il modo in cui LUI pronuncia Espagna con tutta la "S" da serpente sibilante ci mette TUTTE subito in una disposizione estremamente MODE ON). Beh, rispetto alle babbione habituées che aveva come clienti di solito, cinque splendide quarantenni VERY ORIGINALS TUTTE TONDE fanno di certo la differenza. E soprattutto non c'è prezzo a vedere labbrone e zigomoni delle babbione NOT MORE ORIGINALS che si sollevano dal fiero pasto e fissano basite l'incedere di svariati metri e ottanta che attraversano spensierate (oddio spensierate è un modo di dire, dopo aver passato almeno un'ora a decidere cosa mettersi, a guardarsi nello specchio e decidere che no, il vestito attillato oggi non è il caso con tutta la panza che straborda fuori, ma insomma spensierate senza pensieri di esplosioni moleste di silicone) la sala per andare a prendere posto in un tavolo purtroppo stranamente minuscolo rispetto al loro numero e alla loro mole, ma chissene frega l'importante è stare insieme vicine vicine anche se il ristorante intorno a noi è semi vuoto di silicone.
E in questo stato di super eccitazione da CAMMERERO ESPANOLO abbiamo affrontato un pasto ricco di sguardi, doppi sensi, battutine, perché il cammerero si divertiva almeno quanto noi. Purtuttavia il top della serata è stata la descrizione di come dormiva il marito di ognuna di noi. E abbiamo scoperto che ognuna delle nostre dolci metà aveva la stessa posizione standard, dovuta sicuramente alla genetica - perché non saprei spiegarla in altro modo - e cioè immobile supino e con mani incrociate sul petto (tipo morto, insomma). Tranne il marito di mia sorella che sembra dorma supino cosparso di vicsinex e con due cuscini sulla faccia. Voi capite tutti adesso l'interesse per il CAMMERERO ESPANOLO anche solo per fantasticare su una pennichella con lui, rigorosamente a pancia sotto!
sabato, settembre 24, 2011
martedì, settembre 20, 2011
E sempre di fuffa si tratta
Sono fuori di me dall'indignazione. A me questi surrettizi articoli su repubblica.it, mascherati da studi scientifici, per asserire concetti che ribadiscono il disprezzo e la pretesa inferiorità del genere femminile mi fanno venire il sangue al cervello. La donna diventa madre e questo non glielo può togliere nessuno. E siccome, per quanti sforzi vengano fatti per sminuire l'importanza fondamentale dell'atto "maternità", per svilirlo, per svuotarlo di senso, questo atto continua e continuerà a ripetersi in maniera assolutamente identica ed immutabile nei secoli dei secoli, allora tiriamo fuori il corpo dei papà che si modifica dopo il parto (il parto della madre, no ma il solo pensiero di questo concetto aberrante è assurdo) perché l'istinto di paternità è diventato innato. E questo perché qualsiasi ricerca, anche assolutamente priva di credenziali, assurge a referenza sull'argomento. Siamo al punto che bestialità tipo che l'orgasmo della donna sarebbe di per sé "un fenomeno"inutile", un sottoprodotto accidentale dell'evoluzione maschile", si possono trovare in un articolo piazzato in bella vista nella categoria "Scienze" di Repubblica. Perché chiunque blatera di qualsiasi cosa su un media assurge a guru sull'argomento. E quel che fa più effetto è che questo meccanismo si mette in moto dovunque, su qualsiasi mezzo, di destra di sinistra, illuminato o meno. Allora io mi chiedo: ma la colpa è del giornalista che enfatizza la di per sé insignificante questione creando un caso pruriginoso; è del ricercatore che perde il suo tempo su minchiate colossali a causa di finanziamenti impazziti che vanno in direzioni assurde; oppure la colpa è della società/opinione pubblica/politica che innesca questi meccanismi per rassicurare il genere maschile che ha ancora una qualche utilità, ancora un qualche senso oltre a quello spermatozoo pur (e forse non per sempre) indispensabile? Siamo in un paese che discute tutto il santo giorno di fuffa, inteso come organo sessuale femminile. Mascherata dietro elucubrazioni moralistiche sulla condotta di un presidio governativo che semplicemente rispecchia l'andamento e la decadenza sociale e culturale del nostro paese. Fuffa per tutti sembra dire la prima pagina di repubblica.it. Fuffa per tutti i maschi che non sembrano avere molto altro per divertirsi. E fuffa anche per tutte le donne che la guardano con cupidigia, questa fuffa. Impazienti che qualcuno guardi presto anche la loro. Magari in eurovisione.
domenica, settembre 11, 2011
La rivoluzione dell'evoluzione: la coppia in tre stati oppure staticamente trina.
Un amico mi consiglia caldamente la lettura di un rivoluzionario saggio di psicologia*, rivoluzionario per il single e la coppia, che si presenta come un vademecum per sprovveduti. Io me lo compro, per la modica cifra di 6€90 e me lo leggo nello spazio di un dopo pranzo.
Quella che segue ne è la sintesi, che mi piacerebbe condividere con i miei lettori più attenti e curiosi, sintesi stile meringa, ovviamente. Astenersi deboli di cuore.
Allora, il comportamento di noi comuni mortali evolverebbe secondo un rigido e trino schema che dallo stato di bambino passa allo stato di adulto fino ad arrivare allo stato di genitore, laddove il bambino si caratterizza per non essere autosufficiente ed avere quindi bisogno di qualcuno che si occupi costantemente di lui; l'adulto invece brilla per menefreghismo e nombrilismo, non ha bisogno di nessuno, prende quello che gli pare e non dà niente a nessuno a meno che non gli torni utile; l'evoluzione allo stato di genitore implica una sicurezza di sé, attenzione e cura dell'altro.
Il bello è che tutte queste tre personalità possono riscontrarsi in ognuno di quelli che convenzionalmente chiamiamo adulti, grazie alla capacità di adattamento dell'individuo alle diverse situazioni della vita. Oppure grazie a quelle che non ha, e in questo caso abbiamo un nevrotivo che dispone solo di una delle suddette tre personalità. Tipo che se la carta di credito non funziona dal benzinaio e io mi metto a piangere, mi comporto in maniera infantile invece di gestire da adulto questa situazione; oppure bussa alla porta il mio migliore amico che ha un problema con la fidanzata e vuole parlare, mentre io mi metto ad elencare tutti i miei malanni. Questi sono esempi di comportamenti nevrotici, secondo il nostro autore, cioè che non sono in grado di far fronte alla situazione e adattarsi alle sue conseguenze. E in buona sostanza, chi dovesse manifestare sempre una sola delle tre personalità descritte è definitively un/una nevrotico/a, anche se non ha avuto nessun trauma da bambino. Una questione di carattere, insomma. Poi c'è il gioco delle coppie: quali sono quelle che si assortiscono meglio. Dove la meringa si butta a pesce. Ovviamente la coppia perfetta è quella in cui entrambi sono alternativamente bambino/adulto/genitore, in cui i due si adattano e cambiano comportamento a seconda della situazione. Sono quelli sempre on topic, insomma. Poi, se sei particolarmente disgraziato appartieni alle altre tipologie, e quella in assoluto peggiore è la coppia bambino/bambino. Immaginate la catastrofe: nessuno dei due che sa prendere una decisione, nessuno che sa fare un passo in avanti, ma nemmeno indietro, bisogno di rassicurazione/impossibilità ad averla a go-go. Pare che finisca male. Generalmente con uno dei due che schiatta. La cosa strana di questa pubblicazione è che fa finire con la morte di uno dei due praticamente tutte le coppie tranne quella bambino-adulto-genitore....infatti è quello che succede anche nella coppia bambino-adulto, dove pare che di solito l'adulto finisca con l'ammazzare il bambino; o come in quella bambino-genitore, in cui generalmente il genitore si stufa di accudire il bambino e il bambino entra in una sindrome dell'abbandono che gli fa odiare a tal punto il genitore da volergli rovinare la vita per sempre; o la coppia adulto-adulto, che funziona finché ognuno si fa i fatti suoi, ma quando uno dei due finisce per limitare la libertà dell'altro il tutto pare possa finire sul modello della guerra dei Roses [per chi non sapesse di cosa si tratta, è la storia di una coppia che si sfrantuma tutti i suoi averi pur di non cedere un millimetro l'uno all'altro finché entrambi (SPOILER!!!) si sfracassano l'osso del collo cadendo da un lampadario. E muoiono.]; un po' meglio per la coppia adulto-genitore, in cui entrambi si illudono di lasciare libero l'altro, questo tipo di coppia finisce generalmente senza troppi danni; la coppia genitore-genitore, dove ognuno è una star ed entrambi si mettono sempre in scena e finché hanno pubblico la storia funziona, dopo si passa all'eliminazione fisica dell'altro che ci ruba la scena. Quello che viene sottolineato nel libro è che a seguito di questa suddivisione di stampo evoluzionistico del comportamento umano si possono spiegare tutta una serie di nevrosi o comportamenti nevrotici non riconducibili ad un trauma. Cioè sei nevrotico perché ti comporti da bambino in una situazione che richiede un comportamento da adulto o da genitore. Chiedi senza dare insomma, oppure ti prendi troppo sul serio e non sai tirare fuori la parte di bambino che c'è in te.
E dopo questa lettura, bando alle ciance, mi sono messa ad esaminare il mio rapporto di coppia per capire quanto ancora durerà! E vi esorto tutti a fare la stessa cosa! Come avrete capito, come professionista delle scienze sociali, mi esimo dal dare un giudizio scientifico sull'opera. E questo solo perché è fine estate e tempo di bilanci.
*Alla ricerca delle coccole perdute di Giulio Cesare Giacobbe, ed. Ponte alle Grazie, 2004
Quella che segue ne è la sintesi, che mi piacerebbe condividere con i miei lettori più attenti e curiosi, sintesi stile meringa, ovviamente. Astenersi deboli di cuore.
Allora, il comportamento di noi comuni mortali evolverebbe secondo un rigido e trino schema che dallo stato di bambino passa allo stato di adulto fino ad arrivare allo stato di genitore, laddove il bambino si caratterizza per non essere autosufficiente ed avere quindi bisogno di qualcuno che si occupi costantemente di lui; l'adulto invece brilla per menefreghismo e nombrilismo, non ha bisogno di nessuno, prende quello che gli pare e non dà niente a nessuno a meno che non gli torni utile; l'evoluzione allo stato di genitore implica una sicurezza di sé, attenzione e cura dell'altro.
Il bello è che tutte queste tre personalità possono riscontrarsi in ognuno di quelli che convenzionalmente chiamiamo adulti, grazie alla capacità di adattamento dell'individuo alle diverse situazioni della vita. Oppure grazie a quelle che non ha, e in questo caso abbiamo un nevrotivo che dispone solo di una delle suddette tre personalità. Tipo che se la carta di credito non funziona dal benzinaio e io mi metto a piangere, mi comporto in maniera infantile invece di gestire da adulto questa situazione; oppure bussa alla porta il mio migliore amico che ha un problema con la fidanzata e vuole parlare, mentre io mi metto ad elencare tutti i miei malanni. Questi sono esempi di comportamenti nevrotici, secondo il nostro autore, cioè che non sono in grado di far fronte alla situazione e adattarsi alle sue conseguenze. E in buona sostanza, chi dovesse manifestare sempre una sola delle tre personalità descritte è definitively un/una nevrotico/a, anche se non ha avuto nessun trauma da bambino. Una questione di carattere, insomma. Poi c'è il gioco delle coppie: quali sono quelle che si assortiscono meglio. Dove la meringa si butta a pesce. Ovviamente la coppia perfetta è quella in cui entrambi sono alternativamente bambino/adulto/genitore, in cui i due si adattano e cambiano comportamento a seconda della situazione. Sono quelli sempre on topic, insomma. Poi, se sei particolarmente disgraziato appartieni alle altre tipologie, e quella in assoluto peggiore è la coppia bambino/bambino. Immaginate la catastrofe: nessuno dei due che sa prendere una decisione, nessuno che sa fare un passo in avanti, ma nemmeno indietro, bisogno di rassicurazione/impossibilità ad averla a go-go. Pare che finisca male. Generalmente con uno dei due che schiatta. La cosa strana di questa pubblicazione è che fa finire con la morte di uno dei due praticamente tutte le coppie tranne quella bambino-adulto-genitore....infatti è quello che succede anche nella coppia bambino-adulto, dove pare che di solito l'adulto finisca con l'ammazzare il bambino; o come in quella bambino-genitore, in cui generalmente il genitore si stufa di accudire il bambino e il bambino entra in una sindrome dell'abbandono che gli fa odiare a tal punto il genitore da volergli rovinare la vita per sempre; o la coppia adulto-adulto, che funziona finché ognuno si fa i fatti suoi, ma quando uno dei due finisce per limitare la libertà dell'altro il tutto pare possa finire sul modello della guerra dei Roses [per chi non sapesse di cosa si tratta, è la storia di una coppia che si sfrantuma tutti i suoi averi pur di non cedere un millimetro l'uno all'altro finché entrambi (SPOILER!!!) si sfracassano l'osso del collo cadendo da un lampadario. E muoiono.]; un po' meglio per la coppia adulto-genitore, in cui entrambi si illudono di lasciare libero l'altro, questo tipo di coppia finisce generalmente senza troppi danni; la coppia genitore-genitore, dove ognuno è una star ed entrambi si mettono sempre in scena e finché hanno pubblico la storia funziona, dopo si passa all'eliminazione fisica dell'altro che ci ruba la scena. Quello che viene sottolineato nel libro è che a seguito di questa suddivisione di stampo evoluzionistico del comportamento umano si possono spiegare tutta una serie di nevrosi o comportamenti nevrotici non riconducibili ad un trauma. Cioè sei nevrotico perché ti comporti da bambino in una situazione che richiede un comportamento da adulto o da genitore. Chiedi senza dare insomma, oppure ti prendi troppo sul serio e non sai tirare fuori la parte di bambino che c'è in te.
E dopo questa lettura, bando alle ciance, mi sono messa ad esaminare il mio rapporto di coppia per capire quanto ancora durerà! E vi esorto tutti a fare la stessa cosa! Come avrete capito, come professionista delle scienze sociali, mi esimo dal dare un giudizio scientifico sull'opera. E questo solo perché è fine estate e tempo di bilanci.
*Alla ricerca delle coccole perdute di Giulio Cesare Giacobbe, ed. Ponte alle Grazie, 2004
martedì, settembre 06, 2011
Tanto per puntualizzare.
Ritorno Meringa che si interroga su concetti base della umana specie tipo che se amiamo troppo rischiamo di bruciarci. Io penso che se cerchiamo a tutti i costi di non deludere la persona amata non saremo mai soddisfatti né noi, né la persona amata. Questo amare troppo, che sembra essere la chiave di un sacco di interpretazioni dell'umano disagio e che a me ha sempre lasciato perplessa perché francamente di "troppo" amore ne vedo pochissimo in questa società, questo amare troppo - dicevo - non sarà un po' una scusa? Cioè allora io che non mi dichiaro quasi mai, che prima di dire ti amo agli uomini cui l'ho detto ho impiegato un discreto tempo e ancora di più per sentirlo veramente vero come sentimento, che quando voglio veramente bene a qualcuno preferisco "esserci" piuttosto che sbandierare le mie intenzioni ai quattro venti, che niente mi sembra dovuto e che quello che ho avuto me lo sono conquistato, che mi prendo le mie responsabilità, che mi viene da piangere se il mio amico piange e da ridere subito dopo per sdrammatizzare, io che credo nell'amicizia sopra ogni altra cosa pur con tutte le inculate prese, io che adoro stare da sola ma non so fare a meno degli altri, io che mi odio per non aver fatto certe scelte e me ne prendo però le responsabilità, io che ho odiato altri per le loro scelte, io che mi sbatto mi penso mi attanaglio mi sfruguglio l'anima ogni giorno, mi scoccio assai a sentire che ci sono persone che danno sempre la colpa a qualcun altro se le cose non vanno, se non riescono, se non funzionano. Ognuno è responsabile di se stesso. Ci si assume la responsabilità dei figli, eventualmente, ma non di altri adulti. Così, tanto per mettere un punto.
venerdì, settembre 02, 2011
Filù filà
Immaginate una canzone, no, una canzone che vi frulla in testa, una canzone che conoscete a memoria, anche troppo, ma che per un motivo x continua a frullarvi nella capoccia da stamattina non si può impedire ad un motivo di entrarti nella pelle, a scorrerti nel sangue ed arrivare fino al cuore se non fosse che oggi mia madre ha usato questo esempio per spiegare a mia figlia, che si aggirava in giardino con un ago, cosa sarebbe successo se si fosse punta il sederino con quell'ago e cioè l'ago sarebbe entrato nel suo culetto e poi nelle sue venuzze e sarebbe salito su su fino al cuore e poi l'avrebbe punto e lei sarebbe morta alla faccia della truculenza io un altro po' stramazzavo al suolo comunque per riprendere l'esempio della canzone mi premeva ribadire un concetto e cioè che la canzone quella che ti si piazza nella pelle e tutto il giorno sale su fino al cuore - quella proprio quella! - è da bandire assolutamente dalla circolazione da estrarre dal cd non appena si presenta la mattina da eiettare dallo stereo della macchina non appena radio cippa lippa la trasmette quella canzone lì non si può e non si deve ascoltare perché fa male al cuore e il male al cuore fa notoriamente male soprattutto se ti punge come farebbe l'ago con il quale si trastullava mia figlia oggi pomeriggio ma io vaneggio perché sono molto stanca oggi stavo quasi per addormentarmi mentre guidavo una station wagon con mia madre e le mie due figlie dentro non un minuto di silenzio non un secondo di pausa per me per ascoltarmi a tutto volume la canzone che mi si trastullava nella mente da stamattina e avrei voluto scappare dai discorsi di circostanza che ti fanno riempire quattro ore di macchina due all'andata e due al ritorno per fare appena 160 km in tutto ed attraversare due volte tutta Roma io quella canzone me la sarei voluta ascoltare incerottando le bocche delle mie compagne di viaggio quella maledetta canzone che mi ronza in testa da stamattina e ora mi sta facendo male perché ora è l'ora che è arrivata al cuore.
martedì, agosto 23, 2011
I cavoli sono più buoni a merenda che sulla spiaggia
Ambientazione 1: mare esterno giorno, acqua bassa, dopo un'ora di bagno con madre e figli.
Madre della MerINCHIA (come i cavoli a merenda, assolutamente off topic rispetto alle discussioni fatte fino a quel momento) dice alla MerINCHIA: "Ti piacerebbe giocare a pallamano?"
MerINCHIA: "A me della pallamano non me ne frega niente".
Madre della MerINCHIA: "Ah già, dimenticavo, tu col mare non c'hai mai fatto molto". (che tradotto significa: a te il mare non è mai piaciuto).
Ambientazione 2: MerINCHIA come una sirena stesa sul materassino in acqua. Marito in piedi accanto a lei, deciso a fare un tuffo per saltarla. Salto della MerINCHIA.
Io: "Ti prego non lo fare"
Lui: "Si lo devo fare"
Io: "Ti prego non lo fare"
Lui: "Si lo devo fare"
Io: "Ti prego non lo fare"
Lui: "Si lo devo fare"
Io: "Ti prego non lo fare"
Lui: "Si lo devo fare"
Lo fa. E si schianta miseramente sulla schiena della MerINCHIA.
Madre della MerINCHIA (come i cavoli a merenda, assolutamente off topic rispetto alle discussioni fatte fino a quel momento) dice alla MerINCHIA: "Ti piacerebbe giocare a pallamano?"
MerINCHIA: "A me della pallamano non me ne frega niente".
Madre della MerINCHIA: "Ah già, dimenticavo, tu col mare non c'hai mai fatto molto". (che tradotto significa: a te il mare non è mai piaciuto).
Ambientazione 2: MerINCHIA come una sirena stesa sul materassino in acqua. Marito in piedi accanto a lei, deciso a fare un tuffo per saltarla. Salto della MerINCHIA.
Io: "Ti prego non lo fare"
Lui: "Si lo devo fare"
Io: "Ti prego non lo fare"
Lui: "Si lo devo fare"
Io: "Ti prego non lo fare"
Lui: "Si lo devo fare"
Io: "Ti prego non lo fare"
Lui: "Si lo devo fare"
Lo fa. E si schianta miseramente sulla schiena della MerINCHIA.
mercoledì, agosto 17, 2011
Sfasciabidet
Doveva succedere. E' successo. Sono diventata lo zimbello di tutta la famiglia e - perché no - di tutto il circondario. Ero semplicemente appena sveglia, ancora con le caccole negli angoli degli occhi, intenta a farmi il bidet, operazione che svariati milioni di mortali compiono la mattina. E mentre ero lì, tutta insaponata, scrac, un rumore sinistro viene prodotto dal bidet, che si stacca dal suolo. Io, per non saper che fare continuo a sciacquettarmi, quando vedo uscire da sotto un rivolo d'acqua che in breve allaga tutto il bagno. Vi passo i dettagli dell'asciugatura. Insomma, questo simpatico episodio è presto salito sulla bocca di tutti, in primis di quella brava donna di mia sorella che ha illico immantinente creato anche una canzoncina, sulla zia sfasciabidet. Ometto in questa sede il testo perché poco consono a questo luogo di personcine a modo. Posso solo dire che le mie figlie e i miei nipoti si aggirano per la ridente località marittima canticchiando la canzoncina in questione. Ed io, probabilmente, verrò ricordata ai posteri solo per questo ameno evento, che, precisiamolo, poteva anche avvenire ad opera di qualsiasi altra augusta chiappa, visto lo stato in cui versava la struttura.
mercoledì, agosto 10, 2011
Solitarie passioni
Dopo l'infiammazione al tallone per colpa del footing, ora mi sono beccata un fastidiosissimo dolore intercostale scapolare perché stanotte ho sognato che mio marito cadeva dal quinto piano nel vano tentativo di interpretare superman per difendermi dai pericoli del mondo. Siccome lui NON è superman, io mi becco il dolore intercostale. E son quelle cose bloccanti che ti impediscono financo di respirare. Mentre il cagarone con vomito tipo poltergeist sta battezzando ad uno ad uno tutti i familiari presenti in questa ridente comune marittima, io sono letteralmente piegata in due. Versione lazzaretto.
lunedì, agosto 08, 2011
Narcisismi
Qui c'è talmente tanta tranquillità che vedo il fondo della mia anima.
E ho paura.
E ho paura.
venerdì, agosto 05, 2011
Specchio riflesso a chi???
Oggi a casa della MerINCHIA grandi discussioni. Dove ognuno ha detto la sua. Fulcro era la necessità - oggi sempre più manifesta - di andare tutti dallo psicologo (non me ne vogliano eventuali lettori adusi e dipendenti da tale pratica): bimbi, adolescenti, adulti, vecchi, tutti a confessarsi visto che nessuno più è religioso o comunque la tendenza è quella di demandare le soluzioni a qualcun altro.
Allora anch'io dico la mia al gineceo di ascoltatrici postprandiali, mentre mio cognato lava i piatti, perché quello è il momento unico e insindacabile di grandi voli pindarici e accese discussioni a tema. Io dico la mia: io, care mie, la psicologa ce l'ho già, ho fatto tutto quello che c'era da fare e sono apposto con la mia coscenza e oltretutto sana come un pesce! "E chi è di grazia?" - fa mia sorella incredula. "Ma sono io! La mia psicologa sono io! Io mi parlo, io mi ascolto, io mi confesso, io mi suggerisco, io mi perdono, io mi consiglio! Sono del tutto autonoma e soprattutto sono efficace! Vedete come sto bene, che pelle liscia, che testa pimpante, che pensieri unici e originali!"
Mia sorella si trattiene, si mette la mano davanti alla bocca, diventa tutta rossa, sta per scoppiare, scoppia in una risata fragorosa....
"Tu stai beeeeneeee???" E giù a sganasciarsi come una matta. "Guarda ti concedo giusto che ti guardi allo specchio, ti sputi, vedi che non ritorna indietro e sai di avere ragione!"
Non ho voluto piangere per non rovinare il pranzo, ma qualcosa dentro di me si è rotto per sempre, al pensero di tutte quelle serate passate a guardarmi negli occhi, senza che nessuno mi ricambiasse.
Allora anch'io dico la mia al gineceo di ascoltatrici postprandiali, mentre mio cognato lava i piatti, perché quello è il momento unico e insindacabile di grandi voli pindarici e accese discussioni a tema. Io dico la mia: io, care mie, la psicologa ce l'ho già, ho fatto tutto quello che c'era da fare e sono apposto con la mia coscenza e oltretutto sana come un pesce! "E chi è di grazia?" - fa mia sorella incredula. "Ma sono io! La mia psicologa sono io! Io mi parlo, io mi ascolto, io mi confesso, io mi suggerisco, io mi perdono, io mi consiglio! Sono del tutto autonoma e soprattutto sono efficace! Vedete come sto bene, che pelle liscia, che testa pimpante, che pensieri unici e originali!"
Mia sorella si trattiene, si mette la mano davanti alla bocca, diventa tutta rossa, sta per scoppiare, scoppia in una risata fragorosa....
"Tu stai beeeeneeee???" E giù a sganasciarsi come una matta. "Guarda ti concedo giusto che ti guardi allo specchio, ti sputi, vedi che non ritorna indietro e sai di avere ragione!"
Non ho voluto piangere per non rovinare il pranzo, ma qualcosa dentro di me si è rotto per sempre, al pensero di tutte quelle serate passate a guardarmi negli occhi, senza che nessuno mi ricambiasse.
giovedì, agosto 04, 2011
S'è scassata la MerINCHIA
Ecco sì, avete presente quella sensazione che si procura in voi quando sapete esattamente cosa succederà in ogni attimo della giornata che state per vivere e non avete modo né opportunità si sottrarvi anzi ne siete ingranaggio fondamentale? Ecco questo succede a me quando sono al mare con la mia deliziosa famiglia, anche se per rispetto a mio marito non dovrei chiamarla così perché la "mia" famiglia dovrebbe essere quella che ho contrattualmente costituito con lui e le nostre figlie, ma io ho sempre avuto un senso allargato del concetto, la mia casa di provenienza è sempre stata aperta ai più ameni personaggi per i più svariati motivi e nelle festività più comandate. Sicché l'intimità familiare la lego anche molto a questo marittimo luogo di villeggiatura concepito come casa aperta in cui ci rechiamo amorevolmente dai lontani inizi degli anni '70, quando io non ero altro che un microbo puzzolente e incolto e intorno c'erano solo calcinacci. Nel corso degli anni codesto luogo è stato albergo e ricovero per amici (molti!) e parenti (pochi! - per fortuna). E' un luogo che ha un nonsocché di miracoloso, un luogo che ti trasmette per endovena la tranquillità post prandiale. Un luogo in cui tu pranzi o ceni e immediatamente dopo crolli nelle braccia di morfeo anche se non hai mai schiacciato un pisolino in vita tua. Un luogo in cui l'aria è più pura, in cui l'invasione degli Eucalipti si è fatta verbo 'respirare' in bocca alla mia ascendente più prossima, che ne venera l'effluvio. Un luogo in cui le cicale scandiscono l'evolversi della giornata e le rane quello della notte. Un luogo in cui l'unico rumore che può disturbare è il tagliaerba del vicino che taglia un'erba che però non sarà mai bella quanto quella del nostro giardino. Un luogo in cui un albero del pepe può diventare alto e fluente come un salice laddove un pesco non prese mai. Un luogo che nel corso degli anni ha risanato il corpo e lo spirito di molte persone, che saranno eternamente grate alla nostra famiglia di una salute ricostituita. Un luogo dalle virtù taumaturgiche. E come posso io, di grazia, non pensare di essere estremamente fortunata a passarvi le vacanze con le mie adorate figlie che mi riempiono di soddisfazioni, la mia cara madre e l'altrettanto amata famiglia di mia sorella, mentre il mio povero marito è a Roma a lavorare come un mulo, giorno e notte senza sosta, al caldo, senza aria condizionata e soprattutto senza nessuno che si prenda cura di lui? Senza una giornata scandita nei minimi dettagli: alle 7.30 mio nipote suona la trombetta e ci sveglia a tutti, da quando poi mia madre ha messo in testa ai bamini di rifare i loro e i nostri letti io sono praticamente buttata giù da quattro bambini urlanti che entrano come indiani nella mia stanza tirando su le lenzuola e dichiarando il loro compito assolto. E poi si cerca di far consumare le varie colazioni dai pargoli, si va al mare, si trattengono a forza dal tuffarsi in acqua fino a digestione avvenuta e poi si gonfiano braccioli si prendono schizzi prima di tuffarsi si danno corsi di nuoto si fa a fidarsi che i propri figli non affoghino sempre buttando un occhio a quelli degli altri, si costruiscono mirabolanti castelli e si scavano lunghissimi tunnel, poi si fa merenda, si fa la doccia, si torna a casa si mangia e si inizia quell'improbabile opera di convinzione alla nanna che è il pisolino pomeridiano (solo per i bambini, perché io già dormo alla fine del pasto) e poi è tutto un rutilante pomeriggio di attività, di parchetti per i bimbi dove ieri mia figlia ha pensato bene sull'altalena di stringersi la coda lasciandosi e rischiando di spaccarsi la testa cadendo all'indietro, o altre amene attività tipo gelato, merende varie, passeggiate a tema, e poi apparecchia cucina e cena e poi nanna e poi....
Vi siete annoiati? Rotti le palle a leggere? Tagliati le vene? Avete cambiato blog prima della fine della lettura? Beh ecco.....ANCH'IO! Ho cercato solo di rendere l'idea!
Con un pensiero a mio marito.
Vi siete annoiati? Rotti le palle a leggere? Tagliati le vene? Avete cambiato blog prima della fine della lettura? Beh ecco.....ANCH'IO! Ho cercato solo di rendere l'idea!
Con un pensiero a mio marito.
mercoledì, agosto 03, 2011
La ragione è di chi se la prende
La MerINCHIA si trova oggi di fronte ad un interrogativo inquietante postole dalla sua genitrice, anzi posto - per l'esattezza - all'onniscente cognato nonché genero della di cui sopra, come se fosse - diciamo così - la scoperta del sacro graal, o dell'acqua calda, se vogliamo buttarla sul prosaico come io - ma anche voi dopo aver saputo di che si tratta - avrei tendenza a fare. La genitrice si interrogava su quanto fosse più consistente, più voluminoso e soprattutto più pesante un chilo di fagiolini comprato dalla contadina di fiducia piuttosto che un chilo di fagiolini comprato da chiunque altro. PAUSA. Potete ridere a volontà.
Ora, la faccia di mio cognato era simile a quella di mia figlia di 7 anni quando la settimana scorsa ha visto per la prima volta la torre di Pisa. Cioè un misto di stupore e incredulità per lo sfidare la gravità di quel solido cilindrico sbieco, e nel caso dei fagiolini ancor di più - quindi immaginate la faccia di mio cognato! La discussione insensatamente portata avanti si è snodata su considerazioni relative a peculiari proprietà della bilancia della contadina di venderci più fagiolini allo stesso prezzo (ma per quale motivo di grazia?), ma anche su vagolanti proprietà dei fagiolini della contadina di essere più leggeri e quindi in numero maggiore per fare un chilo di quelli che Giggetto il mercataro vende sul suo banco, per esempio. Ci siamo infognati nel cercare di capire se un fagiolino più leggero è più buono, noi che possediamo capacità organolettiche evolute rispetto a quelle dei comuni mortali (bah!).
Infine mio cognato ha pronunciato le sole uniche parole dotate di senso in quella delirante discussione, liquidandola per la MerINCHIATA che era: "Signora, parliamoci chiaro: è impossibile che il chilo di fagiolini della contadina sia di più di quelli di Giggetto. Al massimo so' più bbboni."
Ora, la faccia di mio cognato era simile a quella di mia figlia di 7 anni quando la settimana scorsa ha visto per la prima volta la torre di Pisa. Cioè un misto di stupore e incredulità per lo sfidare la gravità di quel solido cilindrico sbieco, e nel caso dei fagiolini ancor di più - quindi immaginate la faccia di mio cognato! La discussione insensatamente portata avanti si è snodata su considerazioni relative a peculiari proprietà della bilancia della contadina di venderci più fagiolini allo stesso prezzo (ma per quale motivo di grazia?), ma anche su vagolanti proprietà dei fagiolini della contadina di essere più leggeri e quindi in numero maggiore per fare un chilo di quelli che Giggetto il mercataro vende sul suo banco, per esempio. Ci siamo infognati nel cercare di capire se un fagiolino più leggero è più buono, noi che possediamo capacità organolettiche evolute rispetto a quelle dei comuni mortali (bah!).
Infine mio cognato ha pronunciato le sole uniche parole dotate di senso in quella delirante discussione, liquidandola per la MerINCHIATA che era: "Signora, parliamoci chiaro: è impossibile che il chilo di fagiolini della contadina sia di più di quelli di Giggetto. Al massimo so' più bbboni."
martedì, agosto 02, 2011
L'amore e le sue doppie consonanti
Inizia ufficialmento oggi a partire proprio dal meriggio serotino odierno, il nuovo corso estivo della Meringa. In onore della mia personal trainer, esso sarà soprannominato la MerINCHIA.
Il titolo mi pare parlante così come me, senza freni sotto il caldo sole estivo.
Comincio col dissertare di definizioni. Desidero porre alla vostra attenzione la prima e più pulsante definizione che mi preme focalizzare in vista dell'aumento estivale della produzione ormonale del mio corpicione.
La definizione di AMORE.
Codesto sentimento pressorio che ci contraddistingue dai senza cuore.
Io c'ho un cuore grande così.
Gonfio di pressione.
Epperò non è sicuro - in realtà - che io provi amore per alcun chi.
Anzi mi è stato più volte fatto notare come io sia incapace di amare altri che me stessa.
Allordunque cos'è l'AMORE, anzi l'AMMORE con due emme come mi piace dire?
L'ammore è quel friccichìo che ti fa tremare le gambe quando vedi la persona amata.
Per i primi secondi.
Poi scatta tutta un'altra serie di sensazioni e sentimenti che chiamerei "di annullamento del friccichìo", e che ne vanificano il pur forte slancio.
Ergo, per infallibile sillogismo, l'amore soccombe sotto un'onda d'urto.
Poco poco e per poco tempo.
Per il resto, è tutto un guardarsi le spalle.
Il titolo mi pare parlante così come me, senza freni sotto il caldo sole estivo.
Comincio col dissertare di definizioni. Desidero porre alla vostra attenzione la prima e più pulsante definizione che mi preme focalizzare in vista dell'aumento estivale della produzione ormonale del mio corpicione.
La definizione di AMORE.
Codesto sentimento pressorio che ci contraddistingue dai senza cuore.
Io c'ho un cuore grande così.
Gonfio di pressione.
Epperò non è sicuro - in realtà - che io provi amore per alcun chi.
Anzi mi è stato più volte fatto notare come io sia incapace di amare altri che me stessa.
Allordunque cos'è l'AMORE, anzi l'AMMORE con due emme come mi piace dire?
L'ammore è quel friccichìo che ti fa tremare le gambe quando vedi la persona amata.
Per i primi secondi.
Poi scatta tutta un'altra serie di sensazioni e sentimenti che chiamerei "di annullamento del friccichìo", e che ne vanificano il pur forte slancio.
Ergo, per infallibile sillogismo, l'amore soccombe sotto un'onda d'urto.
Poco poco e per poco tempo.
Per il resto, è tutto un guardarsi le spalle.
domenica, luglio 17, 2011
Brandelli d'Italia
Ho come la sensazione che il centro e il sud dell'Italia saranno presto staccati dal nord, da un terremoto un po' più forte degli altri.
Potrebbe essere la soluzione all'annosa questione meridionale.
Sono sicura che 'sta storia dei terremoti se l'è inventata T. per accontentare la Lega.
Comunque se da Oltralpe tornerò a casa e la troverò ancora, sarà stato solo un brutto presagio.
Per dire che vado in vacanza. Vado.
Potrebbe essere la soluzione all'annosa questione meridionale.
Sono sicura che 'sta storia dei terremoti se l'è inventata T. per accontentare la Lega.
Comunque se da Oltralpe tornerò a casa e la troverò ancora, sarà stato solo un brutto presagio.
Per dire che vado in vacanza. Vado.
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venerdì, luglio 08, 2011
Alla fine
Alla fine nessuno arretra dalle sue posizioni
nessuno cede di un millimetro
nessuno ammette che la discussione può costruire invece di distruggere
nemmeno chi ti conosce, nemmeno chi .....
Alla fine nessuno conosce veramente l'altro
nessuno capisce le parole che contano veramente
nessuno usa le parole come dovrebbero essere usate
nessuno ti accarezza gratis
Alla fine rimaniamo soli
pieni di conflitti
pieni di nemici
mentre vorremmo solo una carezza
un gesto d'affetto
che va oltre le parole,
oltre la tristezza
oltre il dolore dell'incomunicabilità.
Vorremmo un gesto gratuito che passi sopra a tutto
il detto e il non detto
vorremmo un fiore
un sorriso
una carezza.
Questo ci fa umani.
Oltre ogni limite.
nessuno cede di un millimetro
nessuno ammette che la discussione può costruire invece di distruggere
nemmeno chi ti conosce, nemmeno chi .....
Alla fine nessuno conosce veramente l'altro
nessuno capisce le parole che contano veramente
nessuno usa le parole come dovrebbero essere usate
nessuno ti accarezza gratis
Alla fine rimaniamo soli
pieni di conflitti
pieni di nemici
mentre vorremmo solo una carezza
un gesto d'affetto
che va oltre le parole,
oltre la tristezza
oltre il dolore dell'incomunicabilità.
Vorremmo un gesto gratuito che passi sopra a tutto
il detto e il non detto
vorremmo un fiore
un sorriso
una carezza.
Questo ci fa umani.
Oltre ogni limite.
martedì, luglio 05, 2011
I miei maschi
I maschi, no, per i quali una parola è poca e due sono troppe,
i maschi che tengono sempre i piedi in due staffe e non si sbilanciano mai,
i maschi che quando dicono no significa no
ma che non è vero perché ho scoperto che potrebbe anche voler dire vorrei ma non posso
i maschi che si si le metto a posto e le seggiole sono lì da due mesi
i maschi che è sempre colpa di qualcun altro
i maschi che si ricordano di una telefonata minatoria senza sapere se è realmente avvenuta
i maschi che ti hanno voluto bene e ora vogliono solo scopare
i maschi fedeli e quelli che no
i maschi poetici che scrivono lettere d'amore e quelli che non hanno mai detto ti amo
i maschi che non prendono posizione per principio però sanno sempre più e meglio dell'allenatore della loro squadra del cuore
i maschi umarelli che si fermano quando c'è un incidente per dire la loro o anche solo per guardare altri maschi che guardano altri maschi dire la loro su altri maschi che litigano per decidere di chi è la colpa
i maschi che ti cedono il passo per toccarti il culo
i maschi che ti stuprano con uno sguardo e si professano liberali
i maschi che ho conosciuto non sono tutti così
non pretendo di aver fatto una lista esaustiva.
Come quella della spesa, solo dopo essere tornata a casa ti ricordi di esserti dimenticata di un sacco di cose.
i maschi che tengono sempre i piedi in due staffe e non si sbilanciano mai,
i maschi che quando dicono no significa no
ma che non è vero perché ho scoperto che potrebbe anche voler dire vorrei ma non posso
i maschi che si si le metto a posto e le seggiole sono lì da due mesi
i maschi che è sempre colpa di qualcun altro
i maschi che si ricordano di una telefonata minatoria senza sapere se è realmente avvenuta
i maschi che ti hanno voluto bene e ora vogliono solo scopare
i maschi fedeli e quelli che no
i maschi poetici che scrivono lettere d'amore e quelli che non hanno mai detto ti amo
i maschi che non prendono posizione per principio però sanno sempre più e meglio dell'allenatore della loro squadra del cuore
i maschi umarelli che si fermano quando c'è un incidente per dire la loro o anche solo per guardare altri maschi che guardano altri maschi dire la loro su altri maschi che litigano per decidere di chi è la colpa
i maschi che ti cedono il passo per toccarti il culo
i maschi che ti stuprano con uno sguardo e si professano liberali
i maschi che ho conosciuto non sono tutti così
non pretendo di aver fatto una lista esaustiva.
Come quella della spesa, solo dopo essere tornata a casa ti ricordi di esserti dimenticata di un sacco di cose.
domenica, giugno 26, 2011
Delle mie ultime due settimane
E così mi sono guadagnata la pagnotta, queste ultime due settimane, il tour de force si avvia alla fine, le vacanze si avvicinano, il caldo ormai si è impadronito delle mie ghiandole sudorifere, nemmeno il fantastico olio per il corpo a forma di saponetta al cioccolato bianco che mi sono comprata riesce a palliare alle conseguenze, è inutile dire che il mio corpicione sente come non mai il richiamo della vacanza, ho superato indenne la conferenza organizzata dal mio ufficio la settimana scorsa, oltre che la due giorni unplugged con i colleghi in una ridente località tiberina, con i quali abbiamo fatto un po' di autoanalisi di gruppo e con l'occasione ho scoperto di avere almeno due psicoterapeuti nel mucchio, peccato che io sia una personcina di suo alquanto equilibrata perché altrimenti mi sarei fiondata a chiedere qualche seduta a gratis, ho subìto le intemperante di uomini ormai al di fuori di ogni ragionevole età lavorativa che necessitano ancora essere al centro dell'attenzione ma mi domando perché qualcuno che ha avuto già dalla sua professione le più alte soddisfazioni non si decida a lasciare le scene con dignità invece di pensare di essere sempre al centro del mondo - largo ai giovani di grazia! -, ora che a quarant'anni siamo tutti in ottima forma giovani nel corpo e supergiovani nell'anima, visto che dovremo arrivare a 70 ed essere ancora sulla cresta dell'onda in fondo abbiamo appena superato la metà, un po' come quando inizi il terzo liceo, tutto sommato anche l'anno più bello dello scientifico, pieno di challenge e di nuove scoperte, tutto questo per dire che questo week end ho avuto la consapevolezza di essere una persona sana, anche dopo una sonora ubriacatura, e questo perché io racconto i fatti miei per informare, per rendere noto e non per farmi compiangere e questo - penso -, mi fa vedere gli eventi serenamente e vorrei anche aggiungere in maniera equilibrata se non temessi che qualcuno, tipo una familiare stretta sangue del mio sangue, potrebbe eventualmente smentirmi, ma insomma almeno posso assicurare senza tema di smentita che il fatto di aver superato i settanta non attribuisce d'ufficio quel giudizio che tutti ci aspetteremmo e poi, per concludere, io non ho mai sopportato chi sbraita cercando di commuovere persone sulla propria sorte infelice.
Io sono una donna d'azione, tutto sommato le parole mi piacciono, ma preferisco i fatti.
Io sono una donna d'azione, tutto sommato le parole mi piacciono, ma preferisco i fatti.
lunedì, giugno 06, 2011
La vera verità sulla me più me.
Si parlava d'amore. Di quello che ti fa dire e che ti trattiene.
La testa è sempre troppo lontano dal cuore e il cuore sembra sempre troppo piccolo.
E il risultato, quello che esce fuori dalla bocca, sempre inadeguato, sempre troppo opaco rispetto alla lucentezza del pensiero.
Ecco, il senso è un po' questo: il pensiero è vivido, la mia testa vede chiaro, limpido, lineare.
Quello che esce dalla bocca, però è sempre sfasato, sempre in controtempo, sempre ruvido e ottuso.
La mia professoressa delle medie me lo diceva: pensa sempre almeno tre volte prima di parlare!
Io invece penso una sola unica volta ed ho sempre una necessità impellente di comunicarlo al mondo.
E allora non sempre la comunicazione passa nel modo giusto. Anzi a volte non passa per niente. Nonostante questa discrasia, però, io mi comporto come un libro aperto. Me lo diceva anche il titolare della sala giochi dove andavo a rimorchiare al liceo: "Tu sei come un libro aperto"! Chi mi conosce sa che dico sempre quello che penso anche se penso spesso male. Chi mi conosce sa anche che - a dispetto di una corazza presuntuosa e saccente - ho un cuore puro, che sono buona e generosa, generalmente animata da buone e oneste intenzioni. E poi c'è qualcuno che pensa che io sia insensibile, solitaria, triste e anche un po' stronza.
Ecco, io vorrei dire a questa persona, che peraltro è collocata tra coloro che dovrebbero conoscermi bene, che è vero. Io sono ANCHE tutto questo. E' questo che fa la me più me. E' così o ciccia. Prendere o lasciare. O mangi sta minestra o salti dalla finestra. Però ti conviene sperare che ci sia un materasso sotto.
La testa è sempre troppo lontano dal cuore e il cuore sembra sempre troppo piccolo.
E il risultato, quello che esce fuori dalla bocca, sempre inadeguato, sempre troppo opaco rispetto alla lucentezza del pensiero.
Ecco, il senso è un po' questo: il pensiero è vivido, la mia testa vede chiaro, limpido, lineare.
Quello che esce dalla bocca, però è sempre sfasato, sempre in controtempo, sempre ruvido e ottuso.
La mia professoressa delle medie me lo diceva: pensa sempre almeno tre volte prima di parlare!
Io invece penso una sola unica volta ed ho sempre una necessità impellente di comunicarlo al mondo.
E allora non sempre la comunicazione passa nel modo giusto. Anzi a volte non passa per niente. Nonostante questa discrasia, però, io mi comporto come un libro aperto. Me lo diceva anche il titolare della sala giochi dove andavo a rimorchiare al liceo: "Tu sei come un libro aperto"! Chi mi conosce sa che dico sempre quello che penso anche se penso spesso male. Chi mi conosce sa anche che - a dispetto di una corazza presuntuosa e saccente - ho un cuore puro, che sono buona e generosa, generalmente animata da buone e oneste intenzioni. E poi c'è qualcuno che pensa che io sia insensibile, solitaria, triste e anche un po' stronza.
Ecco, io vorrei dire a questa persona, che peraltro è collocata tra coloro che dovrebbero conoscermi bene, che è vero. Io sono ANCHE tutto questo. E' questo che fa la me più me. E' così o ciccia. Prendere o lasciare. O mangi sta minestra o salti dalla finestra. Però ti conviene sperare che ci sia un materasso sotto.
domenica, giugno 05, 2011
Casse di vino
Il discorso è che ci si dimentica sempre perché si sta così bene in compagnia. Non so, dev'essere un meccanismo di autodifesa per non aver scelto di vivere in una comune. Passiamo del tempo in famiglia, e quando poi ci troviamo a passare del tempo in famiglia con gli amici ci rendiamo conto che è molto più figo, molto più utile, molto più arricchente e siccome però non può essere così tutti i giorni, facciamo si che sia di rado per non soffrire troppo spesso del distacco. E io ho incontrato dopo tanto tempo due persone che ho visto l'ultima volta in un momento felicissimo della loro vita e ritrovo dopo un momento molto difficile. La volontà è sempre incredibile insieme ad una formidabile voglia di fare progetti. Ci siamo commossi abbracciati lacrimati e questo ci ha resi ancora più vicini. Se ritrovarsi dopo tanto tempo fa passare momenti così intensamente felici, appuntamento tra dieci anni!
Ma io vi voglio rivedere presto e mi accontento anche di una cosetta media. Obbligatorie ovviamente tre casse di vino e tutto sommato anche la presenza del panzone sardo mentre metterei ai voti quella del corista megalomane. Sempre simpaticamente eh!
Ma io vi voglio rivedere presto e mi accontento anche di una cosetta media. Obbligatorie ovviamente tre casse di vino e tutto sommato anche la presenza del panzone sardo mentre metterei ai voti quella del corista megalomane. Sempre simpaticamente eh!
giovedì, giugno 02, 2011
Quando sarà tempo di raccolto, io sarò lì.
Rifletto. Quante cose succedono in dieci anni. Quante volte ci svegliamo, ci scopriamo di nuovo o per la prima volta, quanta fatica portare due figli per nove mesi e soprattutto per il resto, quanto lavoro per mandare avanti una casa una famiglia una coppia ogni giorno ogni notte ogni istante della vita che passa quanta fatica a dimenticare e poi basta un attimo che ti riporta alla mente tutto e quel tutto è più di tanto e ti riempie il cuore e ti fa piangere senza ritegno.
E allora capisci che il raccolto dipende da come uno ha seminato.
E allora capisci che il raccolto dipende da come uno ha seminato.
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