Ieri, in televisione, una madre isterica gridava ossessivamente al figlio che faceva sciocchezze, bischerate, piccole cazzate insomma, gridava ossessivamente - dicevo -: "Perché?".
Cioè lei pensava, in buona fede, forse - penso io, per darle una minima giustificazione -, che il figlio avesse intenzione di mettersi a dissertare con lei dei massimi sistemi in un momento in cui il fratello gli aveva appena morso il polpaccio e ficcato un dito in un occhio, oppure sputato sulla sua mano.
C'è un solo motivo per cui un bimbo di due anni e mezzo, che pure ha il torto di essere gemello e quindi magari la madre ripete ossessivamente perché proprio perché è convinta di farlo con due persone diverse (che - giusto per inciso - non troveranno mai la loro identità se lei continua così), dovrebbe saper rispondere ad una simile domanda?