martedì, settembre 30, 2008
venerdì, settembre 26, 2008
lunedì, giugno 23, 2008
Au revoir
venerdì, giugno 20, 2008
Folgorazione
C'è un momento nella vita in cui capisci chi sei e da dove vieni.
E' come un lampo.
Una folgorazione.
Ha però un piccolissimo difetto.
Non contiene necessariamente il "dove vai".
Ma diventano quisquilie di fronte alla grandezza dell'illuminazione.
Ho guardato mia figlia, la più grande.
Così bella. Così perfetta. Così buona.
Sembra che vada da sola. Che possa vivere di rendita.
A scuola nessuno si occupa di lei in maniera specifica.
Semplicemente perché è una bambina che non dà pensieri.
Non ha colpi di genio, particolari follie, alzate di testa o intenzioni malvage.
Io ero un po' come lei.
Ho vissuto di rendita per tutto il mio corso scolastico.
Nessuno ha dovuto mai occuparsi di me.
Semplicemente perché non c'era nulla di cui occuparsi.
Era tutto perfetto. Tutto senza sbavature.
E adesso, dietro quest'apparenza forte e decisa, si nasconde una donna fragile e sull'orlo di una crisi di nervi.
Ieri sera, alla cena della classe di mia figlia ho avuto il lampo.
L'illuminazione.
C'erano mamme, dall'apparenza fragile e insicura, che comandavano tutta la famiglia a bacchetta. E viceversa mamme gendarmi che i figli non le guardavano nemmeno.
Ho visto dietro alle tante realtà, alle tante famiglie presenti ieri, il risultato finale.
Quello per cui lottiamo giorno per giorno con i nostri figli, per cui forse i nostri genitori hanno lottato per noi.
E ho pensato che ogni essere umano, per crescere fiducioso negli altri e nella vita, ha bisogno di qualcuno che si occupi di lui in maniera specifica, che lo faccia in un modo unico e irripetibile, che non si fidi della bravura, dell'intelligenza e della sicurezza ostentate dalla giovane età.
Tutti abbiamo bisogno di un sostegno.
Anche se non lo ammetteremmo mai. E tantomeno a noi stessi.
E' come un lampo.
Una folgorazione.
Ha però un piccolissimo difetto.
Non contiene necessariamente il "dove vai".
Ma diventano quisquilie di fronte alla grandezza dell'illuminazione.
Ho guardato mia figlia, la più grande.
Così bella. Così perfetta. Così buona.
Sembra che vada da sola. Che possa vivere di rendita.
A scuola nessuno si occupa di lei in maniera specifica.
Semplicemente perché è una bambina che non dà pensieri.
Non ha colpi di genio, particolari follie, alzate di testa o intenzioni malvage.
Io ero un po' come lei.
Ho vissuto di rendita per tutto il mio corso scolastico.
Nessuno ha dovuto mai occuparsi di me.
Semplicemente perché non c'era nulla di cui occuparsi.
Era tutto perfetto. Tutto senza sbavature.
E adesso, dietro quest'apparenza forte e decisa, si nasconde una donna fragile e sull'orlo di una crisi di nervi.
Ieri sera, alla cena della classe di mia figlia ho avuto il lampo.
L'illuminazione.
C'erano mamme, dall'apparenza fragile e insicura, che comandavano tutta la famiglia a bacchetta. E viceversa mamme gendarmi che i figli non le guardavano nemmeno.
Ho visto dietro alle tante realtà, alle tante famiglie presenti ieri, il risultato finale.
Quello per cui lottiamo giorno per giorno con i nostri figli, per cui forse i nostri genitori hanno lottato per noi.
E ho pensato che ogni essere umano, per crescere fiducioso negli altri e nella vita, ha bisogno di qualcuno che si occupi di lui in maniera specifica, che lo faccia in un modo unico e irripetibile, che non si fidi della bravura, dell'intelligenza e della sicurezza ostentate dalla giovane età.
Tutti abbiamo bisogno di un sostegno.
Anche se non lo ammetteremmo mai. E tantomeno a noi stessi.
mercoledì, giugno 18, 2008
Illusion
Cari miei, credo di avere bisogno di riposo.
Ieri notte mi è ritornata la fastidiosa ossessione che qualcuno fosse entrato in casa per farmi del male, amplificata dai lampi e tuoni che hanno infestato la notte.
E questo è un bruttissimo segno.
Per la mia psiche significa che sono veramente sotto stress.
Per il mio fisico significa fortissima tachicardia.
Per i miei occhi mezzi ciechi significa illusione d'ombre che va direttamente al cervello e mette in giro adrenalina pura.
Roba che nemmeno un film horror d'autore potrebbe causare.
Perciò vi dico: andate in vacanza.
Io cercherò di farlo il più presto possibile.
Ieri notte mi è ritornata la fastidiosa ossessione che qualcuno fosse entrato in casa per farmi del male, amplificata dai lampi e tuoni che hanno infestato la notte.
E questo è un bruttissimo segno.
Per la mia psiche significa che sono veramente sotto stress.
Per il mio fisico significa fortissima tachicardia.
Per i miei occhi mezzi ciechi significa illusione d'ombre che va direttamente al cervello e mette in giro adrenalina pura.
Roba che nemmeno un film horror d'autore potrebbe causare.
Perciò vi dico: andate in vacanza.
Io cercherò di farlo il più presto possibile.
giovedì, giugno 12, 2008
Non è un sogno
Stanotte, verso le 00h45 mi trovavo con la mia macchina sul raccordo.
Solita direzione Flaminia.
Soliti lavori in corso all'altezza di Castel Giubileo (tanto per citare luoghi che qualcuno conoscerà).
Solita gimcana di cambi di corsia.
In quel punto, però, la segnaletica stradale diventa incomprensibile.
La strada era impalettata in ogni suo centimetro.
Ovverosia, il suolo era ripieno di simpatici conetti catarifrangenti ad indicare un percorso chiaro forse solo ad un eventuale elicottero dotato di infrarossi.
E io mi trovo di fronte ad un bivio.
Seguire i paletti di destra o quelli di sinistra.
Davanti a me il buio pesto e nessuna indicazione utile.
Dietro qualche macchina in fila.
Accendo gli abbaglianti che non mi aiutano punto.
Mi decido alla fine per la fila sinistra di paletti.
Continuo a mantenere un'andatura estremamente moderata, tipo quaranta, visto che non sono per nulla sicura di aver fatto la scelta giusta.
E ancor meno quando vedo di lontano una lucina come di lavori in corso e piano piano si fanno chiari i contorni di due operai. Rallento ancora di più fin quasi a fermarmi e uno di loro mi grida: "Di là, da quell'altra parte, ma che fa???"
E io: "Ma non si capisce niente là in fondo, io mi sono confusa".
E l'altro operaio: "Ma veda di andare, va!" Con faccia conseguente.
Specifico che avevo dietro di me tutta la fila di macchine che mi aveva seguito.
Ma dimmi te se una all'una di notte deve sentirsi mandare a quel paese da un demente che non capisce la pericolosità che ha innestato dimenticando di mettere una freccia di direzionamento delle macchine sul raccordo anulare di Roma....
E per giunta nella mia sera di libertà. Dove tutto dovrebbe concorrere al rilassamento totale....
Solita direzione Flaminia.
Soliti lavori in corso all'altezza di Castel Giubileo (tanto per citare luoghi che qualcuno conoscerà).
Solita gimcana di cambi di corsia.
In quel punto, però, la segnaletica stradale diventa incomprensibile.
La strada era impalettata in ogni suo centimetro.
Ovverosia, il suolo era ripieno di simpatici conetti catarifrangenti ad indicare un percorso chiaro forse solo ad un eventuale elicottero dotato di infrarossi.
E io mi trovo di fronte ad un bivio.
Seguire i paletti di destra o quelli di sinistra.
Davanti a me il buio pesto e nessuna indicazione utile.
Dietro qualche macchina in fila.
Accendo gli abbaglianti che non mi aiutano punto.
Mi decido alla fine per la fila sinistra di paletti.
Continuo a mantenere un'andatura estremamente moderata, tipo quaranta, visto che non sono per nulla sicura di aver fatto la scelta giusta.
E ancor meno quando vedo di lontano una lucina come di lavori in corso e piano piano si fanno chiari i contorni di due operai. Rallento ancora di più fin quasi a fermarmi e uno di loro mi grida: "Di là, da quell'altra parte, ma che fa???"
E io: "Ma non si capisce niente là in fondo, io mi sono confusa".
E l'altro operaio: "Ma veda di andare, va!" Con faccia conseguente.
Specifico che avevo dietro di me tutta la fila di macchine che mi aveva seguito.
Ma dimmi te se una all'una di notte deve sentirsi mandare a quel paese da un demente che non capisce la pericolosità che ha innestato dimenticando di mettere una freccia di direzionamento delle macchine sul raccordo anulare di Roma....
E per giunta nella mia sera di libertà. Dove tutto dovrebbe concorrere al rilassamento totale....
martedì, giugno 10, 2008
CLAN DE STINA
Io sono clandestina perché ho studiato e non ho un lavoro
Io sono clandestina perché ho dei figli e non so come sfamarli
Io sono clandestina perché ho dei figli e non ho di che vestirli
Io sono clandestina perché non ho più una casa
Io sono clandestina perché non ho più una rappresentanza politica
Io sono clandestina perché non ho più uno specchio che rifletta la mia immagine
Perché non ho più un'immagine
E adesso, per favore, espelletemi.
Ogni riferimento a fatti personali è puramente casuale.
Ho voluto cimentarmi in poesia, qui, dove so di avere una platea consenziente.
Io sono clandestina perché ho dei figli e non so come sfamarli
Io sono clandestina perché ho dei figli e non ho di che vestirli
Io sono clandestina perché non ho più una casa
Io sono clandestina perché non ho più una rappresentanza politica
Io sono clandestina perché non ho più uno specchio che rifletta la mia immagine
Perché non ho più un'immagine
E adesso, per favore, espelletemi.
Ogni riferimento a fatti personali è puramente casuale.
Ho voluto cimentarmi in poesia, qui, dove so di avere una platea consenziente.
venerdì, giugno 06, 2008
Punti. Di domanda.
Ecco, l'argomento è un po' ostico. Ma di quelli tosti e fondanti l'identità di ogni essere umano. Quindi probabilmente meritevole di essere trattato.
Mia figlia mi fa la classica domanda a risposta obbligatoria:
"Come è andato in cielo nonno?"
Io: "Ecco, tesoro...(incertezza, visto che io credo nella vita immanente e quindi di vite oltre la morte non se ne parla, ma dovevo pur darle una spiegazione a questa poveretta ché come fai a sostenere così d'emblée che tutto finisce e che non rimane più nulla e ancora meno dopo una cremazione?)...ecco, NONNO E' VOLATO. Sì volato.
Lei: "E tu l'hai visto?"
Io: "Oh, beh, in quel momento mi ero distratta un attimo".
Questo l'antefatto.
Racconto alla mia genitrice lo scambio di battute. E lei mi risponde - testuali parole - che potevo dirle che l'anima del nonno era volata in cielo.
Io: "Ma mamma, io non ci credo nell'anima!"
Lei: "Beh, allora potevi dirle che lo spirito del nonno era volato in cielo. Tutti credono nello spirito!".
Come faccio ad attrezzarmi, adesso, quando sono ormai doppiamente madre e ho rinnegato anche da decenni le mie radici cattoliche, a rifare un corso di trascendenza a mia madre?
Chiunque capirebbe che cotesto cammino impervio non si addica al mio stato psicofisico attuale.
Mia figlia mi fa la classica domanda a risposta obbligatoria:
"Come è andato in cielo nonno?"
Io: "Ecco, tesoro...(incertezza, visto che io credo nella vita immanente e quindi di vite oltre la morte non se ne parla, ma dovevo pur darle una spiegazione a questa poveretta ché come fai a sostenere così d'emblée che tutto finisce e che non rimane più nulla e ancora meno dopo una cremazione?)...ecco, NONNO E' VOLATO. Sì volato.
Lei: "E tu l'hai visto?"
Io: "Oh, beh, in quel momento mi ero distratta un attimo".
Questo l'antefatto.
Racconto alla mia genitrice lo scambio di battute. E lei mi risponde - testuali parole - che potevo dirle che l'anima del nonno era volata in cielo.
Io: "Ma mamma, io non ci credo nell'anima!"
Lei: "Beh, allora potevi dirle che lo spirito del nonno era volato in cielo. Tutti credono nello spirito!".
Come faccio ad attrezzarmi, adesso, quando sono ormai doppiamente madre e ho rinnegato anche da decenni le mie radici cattoliche, a rifare un corso di trascendenza a mia madre?
Chiunque capirebbe che cotesto cammino impervio non si addica al mio stato psicofisico attuale.
mercoledì, giugno 04, 2008
Distanze illimitate
Vorrei che il tempo si fermasse un attimo.
Scendere dal treno.
Guardarmi bene indietro.
Scappare e non tornare più.
Paraponziponzipo.
Scendere dal treno.
Guardarmi bene indietro.
Scappare e non tornare più.
Paraponziponzipo.
venerdì, maggio 30, 2008
Guardiamoci in giro
La supercasalinga, preparando la partenza per il week end della sua famigliola, si accingeva a stirare una caterva di panni. E nel bel mentre decideva di accendere la tele giusto per non stare lì tutta sola a pensare ché fa male. E questa tele del primo pomeriggio è da darsi una randellata sulle parti basse, se non fosse per il gentil cucuzza che ti fa una panoramica sulle imperdibili avventure estive delle star dell'italico stivale così da suscitare la tua libido sopita da troppo tempo, te la daresti sul serio la randellata. Ma che paese interessante, che gente intrigante radunata tutta insieme davanti alle telecamere tutta truccata per le grandi occasioni, donne con le tette prominenti i denti sbiancatissimi l'occhio pendulo da jessiche rabbit in calore. Dio come vorrei essere il fidanzato della super star culona che non permette assolutamente che lui cucini perché in cucina la donna deve stare. E come vorrei essere la fidanzata venticinquenne dell'ultrasessantenne artista partenopeo, rinomato nel mondo e nello stivale sempre in cerca di giovane e intraprendente carne.
I sogni son desideri.
Ma per fortuna i miei desideri vanno ancora molto aldilà dei sogni.
I sogni son desideri.
Ma per fortuna i miei desideri vanno ancora molto aldilà dei sogni.
martedì, maggio 27, 2008
Adolescere forever
Nell'ordine:
La felicità non è un'opinione.
Sono stata ingiustamente accusata di non essere una persona discreta solo perché chiesto ad una ragazza se si era sposata in chiesa visto che era incinta e in linea generale perché mi sono fatta i fatti di tutti.
Ho l'acido lattico impazzito perché mi sono fatta una discesa di scogli a pendenza almeno del 40% quando non faccio sport da almeno dieci anni.
Ho rimorchiato un siciliano coi baffetti proprio come negli stereotipi cinematografici che con passo felino mi ha teso la mano sugli scogli per facilitarmi la discesa ad una deliziosa spiaggia di ciottoli, mentre il mio cavaliere (che, specifico, non era mio marito) mi guardava come uno stoccafisso.
Ho mangiato come una scrofa. Ma non c'era da dubitarne.
Diverse macchine si sono fermate a guardarmi - credo per scopi innominabili - mentre cercavo di attraversare la provinciale. Se fossi stata un po' più furba avrei potuto ripagarmi il viaggio.
Ho salito 96 scalini di un castello a picco sul mare.
Ho visto lacrime di emozione sorgere negli occhi di un amico, noto per la sua razionalità. E mi son venute pure a me.
Non ho parlato con nessuno al telefono per almeno 24 ore perché non c'era campo.
La mia testa si è riposata notevolmente e il mio corpo è ancora quello di un'adolescente perché ho capito una cosa: l'adolescenza è uno stato mentale.
E questa è l'eredità che lascerò ai posteri.
La felicità non è un'opinione.
Sono stata ingiustamente accusata di non essere una persona discreta solo perché chiesto ad una ragazza se si era sposata in chiesa visto che era incinta e in linea generale perché mi sono fatta i fatti di tutti.
Ho l'acido lattico impazzito perché mi sono fatta una discesa di scogli a pendenza almeno del 40% quando non faccio sport da almeno dieci anni.
Ho rimorchiato un siciliano coi baffetti proprio come negli stereotipi cinematografici che con passo felino mi ha teso la mano sugli scogli per facilitarmi la discesa ad una deliziosa spiaggia di ciottoli, mentre il mio cavaliere (che, specifico, non era mio marito) mi guardava come uno stoccafisso.
Ho mangiato come una scrofa. Ma non c'era da dubitarne.
Diverse macchine si sono fermate a guardarmi - credo per scopi innominabili - mentre cercavo di attraversare la provinciale. Se fossi stata un po' più furba avrei potuto ripagarmi il viaggio.
Ho salito 96 scalini di un castello a picco sul mare.
Ho visto lacrime di emozione sorgere negli occhi di un amico, noto per la sua razionalità. E mi son venute pure a me.
Non ho parlato con nessuno al telefono per almeno 24 ore perché non c'era campo.
La mia testa si è riposata notevolmente e il mio corpo è ancora quello di un'adolescente perché ho capito una cosa: l'adolescenza è uno stato mentale.
E questa è l'eredità che lascerò ai posteri.
mercoledì, maggio 21, 2008
Viva
Dio come mi sento smart per il mio week end che arriva.
Mi restano solo 8 milioni di cose da fare.
Ma ho già prenotato il parcheggio a Fiumicino. Dovessi perdere l'aereo per una stupida questione di posto.
Mi sono già depilata, dovessi avere l'occasione di mostrare al mare di Catania le mie chiappe chiare.
Ho già digiunato per due settimane per entrare dentro un vestito prestato.
Sono ancora un po' indecisa per le scarpe.
Ma sono talmente smart che la soluzione verrà da sé.
Dio come mi sento in comunione col mondo, con le cose, con questa pioggia battente fitta fitta che ti penetra nelle ossa, con le mie figlie smocciolose, con tutte le mie certezze che vanno a rotoli quando nessuna delle due bambine mette in bocca nemmeno un pezzettino di cena, con la casa che ci sta per espellere per fare posto ad una quantità strabiliante di giocattoli inutili, con il frigo vuoto.
Tutto questo mi fa sentire viva.
Vado a farmi un caffè.
Mi restano solo 8 milioni di cose da fare.
Ma ho già prenotato il parcheggio a Fiumicino. Dovessi perdere l'aereo per una stupida questione di posto.
Mi sono già depilata, dovessi avere l'occasione di mostrare al mare di Catania le mie chiappe chiare.
Ho già digiunato per due settimane per entrare dentro un vestito prestato.
Sono ancora un po' indecisa per le scarpe.
Ma sono talmente smart che la soluzione verrà da sé.
Dio come mi sento in comunione col mondo, con le cose, con questa pioggia battente fitta fitta che ti penetra nelle ossa, con le mie figlie smocciolose, con tutte le mie certezze che vanno a rotoli quando nessuna delle due bambine mette in bocca nemmeno un pezzettino di cena, con la casa che ci sta per espellere per fare posto ad una quantità strabiliante di giocattoli inutili, con il frigo vuoto.
Tutto questo mi fa sentire viva.
Vado a farmi un caffè.
venerdì, maggio 16, 2008
Ma quanto è bella la città, quanto è grande la città.
Ieri ero a Roma.
Nel quartiere in cui sono nata.
Persino da sola al supermercato, sono potuta andare.
E c'era il sole, si stava bene.
E camminavo per strada pensando dio come mi manca la città.
Come mi manca poter camminare nello smog, avere un negozio ogni due metri, salutare facce note da decenni senza sapere il nome. Che mito la città.
Io adoro la città.
E allora ho incontrato una vecchia amica di mia madre, mi sono messa a chiacchierare. Ma quanto mi manca la città di qui, ma quante cose potrei fare di là, certo sì in campagna c'è l'aria buona, ma dopo un po' ti fai due palle così. E pitipì e patapà.
La sera, dopo cena, vado con la mia dolce famigliuola a riprendere la macchina parcheggiata e sdrang una multa per non aver pagato il parcheggio.
Ma come, ma qui il parcheggio si paga fino alle diciannove. Eh no, bella mia, due metri più in là si paga fino alle diciannove. Qui fino alle 23. Paga 'sti 36 euri subito o chiedi un mutuo domani.
Alla faccia della città!
Nel quartiere in cui sono nata.
Persino da sola al supermercato, sono potuta andare.
E c'era il sole, si stava bene.
E camminavo per strada pensando dio come mi manca la città.
Come mi manca poter camminare nello smog, avere un negozio ogni due metri, salutare facce note da decenni senza sapere il nome. Che mito la città.
Io adoro la città.
E allora ho incontrato una vecchia amica di mia madre, mi sono messa a chiacchierare. Ma quanto mi manca la città di qui, ma quante cose potrei fare di là, certo sì in campagna c'è l'aria buona, ma dopo un po' ti fai due palle così. E pitipì e patapà.
La sera, dopo cena, vado con la mia dolce famigliuola a riprendere la macchina parcheggiata e sdrang una multa per non aver pagato il parcheggio.
Ma come, ma qui il parcheggio si paga fino alle diciannove. Eh no, bella mia, due metri più in là si paga fino alle diciannove. Qui fino alle 23. Paga 'sti 36 euri subito o chiedi un mutuo domani.
Alla faccia della città!
martedì, maggio 13, 2008
Ineffabili
Uh, ma quanto è carino!
Uh, ma che bellino.
Uh, ma come parla bene.
Questo dice l'Italia, dopo il discorso di Berlusconi. Intera.
Tranne Di Pietro.
Adoro vederlo incazzato. Con tutte le vene di fuori e gli occhi che schizzano dalle orbite.
Non c'è più il tesoretto. Quindi il nano malefico si affida a dio. E speriamo che non lo ascolti come del resto fa con tutti noi.
La spocchia di Rotondi, che va dicendo ai quattro venti che lui è ministro dell'attuazione del programma, la voglio rivedere tra cinque anni. A braccetto con il genio della finanza creativa, Mr. Tremonti.
Lo so. E' facile fare dell'ironia quando non si hanno responsabilità di governo, ma solo quelle - peraltro - inconsistenti dell'ombra di un governo.
Come dire l'ineffabile governo all'ombra.
Uh, ma che bellino.
Uh, ma come parla bene.
Questo dice l'Italia, dopo il discorso di Berlusconi. Intera.
Tranne Di Pietro.
Adoro vederlo incazzato. Con tutte le vene di fuori e gli occhi che schizzano dalle orbite.
Non c'è più il tesoretto. Quindi il nano malefico si affida a dio. E speriamo che non lo ascolti come del resto fa con tutti noi.
La spocchia di Rotondi, che va dicendo ai quattro venti che lui è ministro dell'attuazione del programma, la voglio rivedere tra cinque anni. A braccetto con il genio della finanza creativa, Mr. Tremonti.
Lo so. E' facile fare dell'ironia quando non si hanno responsabilità di governo, ma solo quelle - peraltro - inconsistenti dell'ombra di un governo.
Come dire l'ineffabile governo all'ombra.
lunedì, maggio 12, 2008
Con-volare
Ho in progetto un fantastico week end da SOLA.
Lascerò tutti a casa e me ne andrò a festeggiare un mio amico di vecchia data che ha deciso di convolare.
E allora volerò in Sicilia per un paio di giorni.
Sto dimagrendo a vista d'occhio per entrare in qualcosa.
Qualsiasi cosa che mi dia la parvenza di donna.
Lascerò tutti a casa e me ne andrò a festeggiare un mio amico di vecchia data che ha deciso di convolare.
E allora volerò in Sicilia per un paio di giorni.
Sto dimagrendo a vista d'occhio per entrare in qualcosa.
Qualsiasi cosa che mi dia la parvenza di donna.
mercoledì, maggio 07, 2008
Simplex
Alla faccia della semplificazione!
Ora, non è che perché avremo"solo" dodici ministeri con portafoglio che quei nove senza portafoglio costeranno meno.
Strutture, personale, mobilio, fotocopie, fogli, matite, penne, cazzi e mazzi - lasciatemelo dire! - costeranno come un ministero col portafoglio al contribuente/elettore credulone.
Il guaio è che costeranno uguale anche a tutti gli altri.
Mi voglio soffermare giusto su alcune chicche gustose:
Ministero della semplificazione a Calderoli (senza portafoglio perché gliel'ha rubato un extraomunitario).

Ministero delle riforme (che non faremo) a Bossi che purtroppo, con la voce che si ritrova ora, non ci accorgeremo quando urlerà per averla presa nel culo. Berlusconi, si sa, è un vero macho.
Ministero dell'attuazione del programma a Rotondi: è lui quello che ha fregato il portafoglio di Calderoli all'extracomunitario. Non c'era niente dentro. (vi ho risparmiato la facile battuta: "programma? e quale programma?).
Ministero della difesa a Ignazio La Russa: almeno forse smetterà di andare in giro nelle trasmissioni televisive, impegnato come sarà a mettere insieme i trilioni per restare in Iraq col nuovo esercito che fonderà e questa volta per sempre.
Ministero delle politiche giovanili a Meloni: la Giorgia ha capito tutto della vita... se può avere un ministero senza portafoglio Rotondi, figuriamoci lei!
Prevedo che:
Bossi continuerà a essere messo sotto da Berlusconi, fino a che, in uno slancio machista, in un ultimo anelito di secessione, farà cadere il governo e Berlusconi finalmente potrà ammazzarlo. Legittima difesa.
Continueremo a pagare l'ICI e per chi s'azzarda a dire qualcosa sarà raddoppiata.
A breve sarà soppressa la Guardia di Finanza, unica colpevole di aver diffuso, insieme a Visco, i redditi degli italiani on-line.
Rotondi si suiciderà dopo la delusione datagli dalle finanze di Calderoli.
La Padania si sfracellerà contro il Nepal.
Fini farà la stessa fine di Bertinotti.
Berlusconi e Tremonti vivranno fino a centouno anni.
Mi auguro di esserci, quel giorno.
Ora, non è che perché avremo"solo" dodici ministeri con portafoglio che quei nove senza portafoglio costeranno meno.
Strutture, personale, mobilio, fotocopie, fogli, matite, penne, cazzi e mazzi - lasciatemelo dire! - costeranno come un ministero col portafoglio al contribuente/elettore credulone.
Il guaio è che costeranno uguale anche a tutti gli altri.
Mi voglio soffermare giusto su alcune chicche gustose:

Prevedo che:
Bossi continuerà a essere messo sotto da Berlusconi, fino a che, in uno slancio machista, in un ultimo anelito di secessione, farà cadere il governo e Berlusconi finalmente potrà ammazzarlo. Legittima difesa.
Continueremo a pagare l'ICI e per chi s'azzarda a dire qualcosa sarà raddoppiata.
A breve sarà soppressa la Guardia di Finanza, unica colpevole di aver diffuso, insieme a Visco, i redditi degli italiani on-line.
Rotondi si suiciderà dopo la delusione datagli dalle finanze di Calderoli.
La Padania si sfracellerà contro il Nepal.
Fini farà la stessa fine di Bertinotti.
Berlusconi e Tremonti vivranno fino a centouno anni.
Mi auguro di esserci, quel giorno.
lunedì, maggio 05, 2008
Lucidamente
Nel suo unico sprazzo di lucidità questo week end mio marito mi ha detto che sono poco intelligente.
Anche se ho passato il week end ad assistere lui e le bimbe malati, nel ponte più lungo dell'anno. Quello in cui ogni persona di buon senso avrebbe fatto almeno una gitarella fuori porta.
Tu non sei molto intelligente, diceva mio marito.
E questo perché non capisco che un robot non è una persona. Anche se in quest'era di community web, ti mandano la foto di un robot con la faccia di donna per farti credere che hai almeno un amico.
Ma poi io, sempre non intelligentemente, guardo anche altri profili web e vedo che tutti hanno l'amica robot in comune con me. E tutti se la tengono senza protestare.
Io non la voglio, l'amica robot.
Quella con la brutta foto in bianco e nero che si chiama Robyn T (che vi riproduco qui accanto).
Essa è amica di 173.000 utenti di Mybloglog.
E io non la voglio.
E soprattutto non mi rassegno a credere che un robot possa avere 173.000 amici.
Manco fosse in carne ed ossa!
Anche se ho passato il week end ad assistere lui e le bimbe malati, nel ponte più lungo dell'anno. Quello in cui ogni persona di buon senso avrebbe fatto almeno una gitarella fuori porta.
Tu non sei molto intelligente, diceva mio marito.
E questo perché non capisco che un robot non è una persona. Anche se in quest'era di community web, ti mandano la foto di un robot con la faccia di donna per farti credere che hai almeno un amico.
Ma poi io, sempre non intelligentemente, guardo anche altri profili web e vedo che tutti hanno l'amica robot in comune con me. E tutti se la tengono senza protestare.
Io non la voglio, l'amica robot.
Quella con la brutta foto in bianco e nero che si chiama Robyn T (che vi riproduco qui accanto).
Essa è amica di 173.000 utenti di Mybloglog.
E io non la voglio.
E soprattutto non mi rassegno a credere che un robot possa avere 173.000 amici.
Manco fosse in carne ed ossa!
mercoledì, aprile 30, 2008
L'alibi
Ecco, io ci provo a capire cosa sta succedendo al nostro tempo.
Ma noi siamo formiche che passano e basta un soffio di vento a distruggere tutto quello che avevamo messo da parte.
E rimaniamo stupiti davanti agli occhi "puri" del nuovo sindaco di Roma che ci spiega che lui è cambiato, non è più lo stesso di quando faceva a manganellate.
Stupiti di fronte all'Annunziata che si offende se qualcuno la accusa di essere stata comunista.
Tutti si stupiscono se qualcuno li giudica per ciò che sono stati.
No, dice Alemanno, bisogna essere giudicati per ciò che si farà.
No caro.
Questo è il tuo alibi.
Io, quando sarò ad un passo dalla morte, vorrei che i miei figli mi giudicassero per ciò che ho fatto, ma soprattutto per ciò che non ho saputo fare. Che mettano le due cose sulla bilancia. E vinca il migliore.
"Così mantengo la regola
dei sentimenti immobili
l'individuale etico dei tempi
com'è lontano il novecento
com'è lontano
tutto andato via col vento."
Ivano Fossati, Contemporaneo
Ma noi siamo formiche che passano e basta un soffio di vento a distruggere tutto quello che avevamo messo da parte.
E rimaniamo stupiti davanti agli occhi "puri" del nuovo sindaco di Roma che ci spiega che lui è cambiato, non è più lo stesso di quando faceva a manganellate.
Stupiti di fronte all'Annunziata che si offende se qualcuno la accusa di essere stata comunista.
Tutti si stupiscono se qualcuno li giudica per ciò che sono stati.
No, dice Alemanno, bisogna essere giudicati per ciò che si farà.
No caro.
Questo è il tuo alibi.
Io, quando sarò ad un passo dalla morte, vorrei che i miei figli mi giudicassero per ciò che ho fatto, ma soprattutto per ciò che non ho saputo fare. Che mettano le due cose sulla bilancia. E vinca il migliore.
"Così mantengo la regola
dei sentimenti immobili
l'individuale etico dei tempi
com'è lontano il novecento
com'è lontano
tutto andato via col vento."
Ivano Fossati, Contemporaneo
martedì, aprile 29, 2008
Punti di vista
Mia figlia, indicando il pigiama che io indosso, secondo me il più bello della mia collezione, mi fa:
"Mamma, questo pigiama è brutto, è meglio quello con gli orsetti!".
Pagato 5 euro al mercato e con le scritte in cinese italianeggiante.
Non ho parole.
"Mamma, questo pigiama è brutto, è meglio quello con gli orsetti!".
Pagato 5 euro al mercato e con le scritte in cinese italianeggiante.
Non ho parole.
lunedì, aprile 28, 2008
Potrebbe cadere
Potrebbe cadere il dito.
Il mio. Quello che mi porto appresso da 38 anni.
Quello che tengo puntato fin dalla nascita, nella posizione che contraddistingue me e i miei avi.
Miseramente mangiato dalla dermatite.
E ora, prima che il mio dito e fors'anche il mio corpicione vadano in setticemia, mi avvio verso la sala d'aspetto della dottoressa, con le pupe al seguito che sicuramente sapranno allietare con la loro verve comunicativa gli altri pazienti, mentre io mi rotolerò in terra dai dolori.
Vi ho voluto bene. Sappiatelo.
Il mio. Quello che mi porto appresso da 38 anni.
Quello che tengo puntato fin dalla nascita, nella posizione che contraddistingue me e i miei avi.
Miseramente mangiato dalla dermatite.
E ora, prima che il mio dito e fors'anche il mio corpicione vadano in setticemia, mi avvio verso la sala d'aspetto della dottoressa, con le pupe al seguito che sicuramente sapranno allietare con la loro verve comunicativa gli altri pazienti, mentre io mi rotolerò in terra dai dolori.
Vi ho voluto bene. Sappiatelo.
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