venerdì, giugno 15, 2007

giovedì, giugno 14, 2007

Sconti per voraci lettori



Se avete voglia di leggere, se vi mancano quattro o cinque volumi per terminare l'opera omnia di Dosto o quella di Welsh, se vi mancano quei quattro soldi per raggiungere il totale e soprattutto se abitate a Roma e dintorni:

15, 16 e 17 giugno
Le librerie Arion fanno uno sconto del 25% (avete letto bene!) cioè di un quarto del prezzo di copertina!
'O miracolo!
Qui trovate tutti gli indirizzi

Buona lettura!

mercoledì, giugno 13, 2007

Questione di punti di vista



Ieri c'era Ballarò.
Mentre io stiravo caterve di panni, con una certa soddisfazione solo quando trattavasi di teneri pannetti per infante, il mio occhio tremulo di stanchezza viene irrimediabilmente carpito, per non dire turbato, per non dire annichilito, per non dire orrificato, dal faccino del nostro ex-ministro leghista Maroni.
Ma onorevole Maroni: tutti quei discorsetti di plastiche agli zigomi ai doppi menti alle borse sotto gli occhi o depilazione definitiva che a tutte l'ore siamo obbligati a sorbirci in televisione, lei, così, in un momento di rinsavimento mattutino davanti al suo specchio personale o a quello di uno dei 365 alberghi che lei frequenterà annualmente, non potrebbe farli anche lei?
O almeno cambiare ottico, perché quell'occhiale così trasgressivo proprio non le dona.
Se lo lasci dire.

martedì, giugno 12, 2007

Diventare grandi

Ecco un'altra delle fantastiche storie che diventeranno leggende metropolitane di casa mia.
Allora noi si abita in campagna. Quella campagna che anche solo per comprare il latte devi prendere la macchina.
E spesso il pomeriggio noi si fa una bella passeggiata.
Attualmente io e mia sorella siamo munite ciascuna di un pargolo che l'anno prossimo dovrà affrontare la prima importantissima e formativa esperienza di vita: la scuola materna.
E per ciò fare, è strettamente necessario togliere il pannolino.
Cioè apprendere a servirsi di un aggeggio chiamato water (lo giuro è così che lo chiama mia figlia).
Pare che le femminucce siano più "pulite", nel senso che imparano prima a capire quando devono andare al bagno.
Ma mia figlia è speedy gonzales.
Allora ieri, durante la nostra passeggiatina, dopo che avevamo detto ai bambini di andare a fare pipì prima di uscire di casa e nessuno dei due aveva voluto farla, nel vialetto vicino casa si sente l'urlo di speedy gonzales: "pipìììììììììììììììì". Allora io, in salita e col passeggino dell'altra pupa, ho l'idea geniale di chiedere a mia sorella di tirare giù le mutandine di mia figlia e fargliela fare in strada. Mia sorella, che i suoi neuroni li usa solo per discettare sulla legalità o meno di pubblicare la faccia di Taor.... sul mio blog, mette mia figlia controvento, cioè mia figlia fa pipì esattamente sulle sue proprie scarpe e dulcis in fundo lascia anche il sigillo finale con la velocità della luce, che non sto qui a spiegarvi in cosa consistesse....
E sempre perché le disgrazie non vengono mai sole, il figlio suo anche decide che è ora di fare pipì, e anche il luogo ovviamente. E lei ripete esattamente la stessa cosa, cioè fa fare pipì al figlio controvento. Il tutto condito da grasse risate per l'assurdità della situazione.
E poi, santa innocenza, tutti e due i bimbi cominciano a ridere come pazzi e a urlare "pipì, cacca" all'impazzata. E questo è solo l'inizio....

venerdì, giugno 08, 2007

Questione di eleganza



Ho visto Vespa con una giacca color merdina secca.
Esattamente identica allo sfondo del mio blog.
Dovrò cambiare sarto?


Utilizzo l'immagine di Taormina in guisa di sineddoche, trovandosi che quest'ultimo agisce come il braccio armato del dio vespa. E ora mi troverò pure i linguisti alle calcagna. Ma mi sembrava gustoso.

martedì, giugno 05, 2007

Questione di stile

Lei, bionda platino, capelli a spazzola, aria da tossica e sigaretta in mano, al volante della sua utiitaria, apre l'orifizio superiore detto altresì bocca, con classe che sembrerebbe innata:"Aò, ma che cazzo fai, nun ce lo sai che ce so' due corsie? M'hai fatto scatta' tre semafori! Te voi toglie dalle palle. Ao' ma quanto sei stronzo?"

Io e mio marito, con le pupe dietro, posizionati in religiosa fila da traffico festivo, forzati a mirabolanti gimcane per raggiungere la nostra destinazione, rimaniamo muti oggetti di tanta finezza.
Il mutismo deve averla poi fatta desistere dal rincarare la dose.
A me, per farla secca, sarebbe bastato estroflettere il mio gancio destro dal finestrino.
Non l'ho fatto.
E, lo ammetto, mi sono sentita migliore di lei.

lunedì, giugno 04, 2007

Mezz'ora d'aria

Diciamo che ieri ho avuto la mia mezz'ora d'aria.

Dopo che mi è stato brutalmente impedito di vedere il maggiolino tutto matto così come gli sproloqui di Troisi, in cambio di simpatiche annichilenti chiacchierate in famiglia; dopo che Pino Scaccia aveva postato risposte al mio insulso post, oh me ignara; dopo che entrambe le mie figlie avevano scagazzato a destra e a manca rendendo, con il loro afrore, sempre più festante il nostro pomeriggio; solo dopo tutta questa sfilza di domenicali avvenimenti, io ho avuto diritto alla mia mezz'ora d'aria.

Evviva, evviva! - direte voi.

Ma non quando saprete che la mia mezz'ora lontana da tutto e da tutti, senza sbrodolamenti lattici, svomitazzi e cacche, senza capricci e canzoncine da inventare, senza principi educativi da impartire IO L'HO PASSATA AL MEGA SUPERMERCATO PANORAMA.

Eh! Bel colpo!

Soprattutto quando 7 minuti sono dedicati a rintracciare un carrello, senza successo. Altri cinque a cercare pannolini in promozione, senza successo. Altri cinque a litigarsi un cestino per riporre le quaranta buste di frutta e verdura che ti stanno spaccando l'avambraccio. E fanno 17. Poi, siccome ogni altro reparto di beni edibili è inesorabilmente vuoto la domenica pomeriggio, i restanti 13 minuti li passo in fila alla cassa. Contenta di avere speso meno di trenta euro.

Cazzarola - penso - chissà che mestiere avrei dovuto fare per beccarmi 60 leuri all'ora!

venerdì, giugno 01, 2007

Sonno profondo

E' possibile che io mi sia addormentata con la testa sulla tavola durante il documentario sui preti pedofili trasmesso da Annozero?
Ma proprio addormentata che non mi sono nemmeno accorta quando mio marito mi ha tolto la tovaglia da sotto la tempia!
Devo ricordarmi di chiedergli come è finito.

Storie di nidi

Questa ve la devo raccontare.
Mentre andavo ad un controllo della mia nuova piccina, arriva la super strappona di turno. Infagottata in vestitucci griffati alla moda, abbronzatissima, capello fatto fresco di parrucchiere. Io, in confronto, ero un ciaffo brutto piazzato lì. E soprattutto perché i miei capelli non vedono parrucchiere da mesi e le griffe le guardo piucchealtro in foto. Anche se ero dignitosamente vestita e con la mia altezza faccio comunque la mia porca figura, lei era comunque il ritratto della florida felicità di mamma, e andrò a spiegarvi come mai.
C'è da chiarire che ci si trovava tutte nel nido dell'ospedale dove partorimmo, io un mese fa, lei presumo molto meno, tipo una settimana fa.
Si presenta con il passeggino, cui in genere è fatto divieto d'ingresso, trovandosi il nido allo stesso piano della sala parto e comunque per una questione d'igiene. Lei è riuscita sicuramente a sgattaiolare senza farsi vedere dal portiere.
Oltre al suddetto passeggino, aveva con sé - udite udite - una filippina. Che agiva come fosse la sua ombra. Quasi puliva gli schizzetti di sputo della sua bocca. Cade uno straccetto e la filippina raccoglie. C'è da spostare il passeggino, e la filippina sposta.
"Devo assolutamente sapere se è normale che questo bambino (il suo!) abbia già le colichette".
"Signora, deve parlarne con il pediatra".
"No, perché sa, io mangio tante verdure, si ricorda?"
Si ricorda??? Passeranno centinaia di persone al mese e secondo lei la puericultrice poteva ricordarsi che lei mangiava tante verdure? E poi chissene sbatte una benemerita se lei mangia le verdure, visto che la puericultrice si occupa notoriamente dei pargoli.
"No, perché sa, io non vorrei smettere di mangiare verdure (comprate, pulite e cotte dalla mia filippina)".
La signora ha probabilmente un grosso problema di stitichezza. Incoffessabile ad una puericultrice, e per giunta davanti alla filippina.
Passa poi casualmente il primario pediatra e lei lo assale con le sue assurde pretese del si ricorda che mangio tante verdure. Mentre la filippina sembra un tasto di pianoforte, su e giù, cade, raccoglie, agli ordini.
Il pediatra la guarda - voglio credere io - attonito e le risponde che la verdura non c'entra assolutamente niente e che semmai deve togliere latticini e derivati, anche il cappuccino che sicuramente lei prende ogni mattina fatto dalla filippina. La signora tace perplessa, o forse semplicemente tace. Anche se non credo che la semplicità sia una sua virtù.
E' così che va il mondo.
C'è chi c'ha la filippina per farsi pulire un culo che non funziona, e chi c'ha un culo troppo grande perché possa bastargli una sola filippina, quindi è meglio niente!

Non vivere su questa terra come un inquilino

Quel giorno cercavamo tra le tue cose.
Cercavamo qualcosa di te.
Dove si erano posati i tuoi occhi prima di chiudersi per sempre.
Dove aveva vagato il tuo pensiero, prima di spegnersi.
Era imbarazzante frugare, ma non eri più lì per impedircelo.
Una poesia tra tutte ci si è stagliata sul cuore, a perenne ricordo della tua presenza.
Te la voglio dedicare ancora, come quel giorno al tuo funerale. Papà.

Non vivere su questa terra come un inquilino di Nazim Hikmet

Ragazzo mio,
io non ho paura di morire.
Tuttavia, ogni tanto
mentre lavoro
nella solitudine della notte,
ho un sussulto nel cuore,
saziarsi della vita vita, figlio mio,
è impossibile.
Non vivere su questa terra come un inquilino,
o come un villeggiante stagionale.
Ricorda:
in questo mondo devi vivere saldo,
vivere
come nella casa paterna.
Credi al grano,
alla terra,
al mare
ma prima di tutto
all'uomo.
Ama la nuvola,
il libro
la macchina,
ma prima di tutto
l'uomo.
Senti in fondo al tuo cuore
il dolore del ramo che secca,
della stella che si spegne,
della bestia ferita,
ma prima di tutto
il dolore dell'uomo.
Godi di tutti i beni terrestri,
del sole,
della pioggia
e della neve,
dell'inverno e dell'estate,
del buio e della luce,
ma prima di tutto
godi dell'uomo.

martedì, maggio 29, 2007

TG1 vergogna


Perché Pino Scaccia, uno dei più autorevoli e impegnati inviati di guerra, è costretto a fare corrispondenze di cronaca nera per il TG1?

lunedì, maggio 28, 2007

Poteva anche succedere a me


Mia sorella [l'avvocato scassamaroni] entra in un noto negozio di biancheria intima petecchia [a poco prezzo] per cercare la classica mutanda che non segna il sedere, invece di fare una drastica dieta che le consentirebbe di non dover sottostare alla gogna di cui racconterò.
MS [sta per Mia Sorella]: "Ehm, buongiorno, cercavo un paio di mutandine da portare sotto pantaloni aderenti..."
CS [sta per Commessa Stronza alta un cazzo e un barattolo]: " Ma chi? Pe' lei? [ pe' = "per"]"
MS [che di solito ha la risposta pronta o comunque si inventa cose del tipo che il capo d'abbigliamento non è per lei, ma è per una alta come lei e grossa come lei - tanto per non incassare direttamente le offese, aggiungo io] rimane di stucco e risponde:"Si, per me", con sottotitolo "non è che avete taglie XXL?".
Poi lo sguardo di MS cade su una mutandina proprio ok, di quelle tutte pizzo senza cuciture che qualcuno deve aver anche tessuto con un solo filo dall'inizio alla fine, proprio modello "se tiro via il filo viene via tutto".
Le indica alla CS, la quale, sempre con fare sorpreso, ripete: "Ma chi? pe' lei?"
MS a questo punto se ne fa una questione di principio e dice: "Si, sono sicura che queste andranno benissimo" - figurandosi già i suoi salsicciotti uscire da quel filo unico.
Però, e questo è il bello di MS, ha poi raccontato la storia a mezzo mondo, il giorno che indossava il prezioso filo unico!

P.S. Sorella, non me ne volere, ma era imperdibile!

venerdì, maggio 25, 2007

giovedì, maggio 24, 2007

Banali incidenti di percorso

La patata bisunta di olio mi cade sulla tovaglia pulita.
Gli schizzi di olio di pollo hanno inondato la cucina, pavimento compreso e le tracce delle mie pantofole hanno riempito il pavimento di tutta casa.
Il filtro della camomilla, precedentemente scolato nel fondo tazza del caffè e di esso ben impregnato, mi insozza il vestito appena messo mentre lo getto nella spazzatura.
Ho un dito completamente maciullato dalla dermatite e tutte le cose vengono a sbattere contro il mio indice destro, facendomi regolarmente urlare di dolore.
Mia figlia rifà regolarmente la cacca appena dopo che l'ho cambiata.
Mi sono data alla folle spesa di una crema per il corpo e quando ho provato a mettermela mi sono accorta che era impazzita come la crema pasticcera. Andata a male, insomma.
Ho dimenticato a casa i documenti dell'INPS e me ne sono accorta quando ero già in macchina con la neonata inserita nell'apposito contenitore.
Mia figlia più grande si è addormentata con la forchetta a mezz'aria mentre facevo il bagnetto alla neonata.

Ho chiuso gli occhi appena ho poggiato la testa sul cuscino, ieri sera.

mercoledì, maggio 23, 2007

Questione di culi


Nell'animo mio c'è un coacervo di acari urlanti che mi fomentano allergie mondiali all'aria che respiro.
S'anche imparassi a soffiare nel cestino del caffè invece che sbatterlo, darebbe lo stesso risultato di una canna al vento in tempo di tempesta.
Peraltro mia figlia si fa le domande e ad esse si risponde.
Che culo - direte voi! - ha superato indenne la fase dei perché, questa mamma!
Eh sì, c'ho un culo enorme fatto di perché.

martedì, maggio 22, 2007

Polvere di caffè

La nostra caffettiera non filtra più il caffè.
Lascia passare la polvere e quindi il caffè fa schifo.
Vi dico solo che mio marito incolpa me.
Dice che non bisognerebbe sbattere il cestino del caffè per togliere il caffè vecchio quando si rifà.
Cioè secondo lui non è colpa - chessò - del filtro troppo piccolo o del gommino consumato.
Ma è colpa di come io pulisco la caffettiera.

domenica, maggio 20, 2007

Misteri della rete

Bene.
Eccomi qui.
Nulla è più come prima.
E tutto lo sarà per sempre.
Questo è il mistero della rete.
Cioè io potrei non essere più io.
Mentre tutto va avanti lo stesso.
E quindi passiamo oltre.
Potrei dirvi che ho passato la settimana a piangere, a strapparmi la mia folta chioma, a mordermi le pellicine delle unghie.
E invece no.
Il tempo è volato.
Il computer è recuperato.
E, insomma, siam sempre tutti qui a cantare braccobaldosciò.
E sempre con lo stesso sfondo color merdina secca.
Tenetevelo per detto.

mercoledì, maggio 16, 2007

Requiem

Signore, signori
è con estremo rammarico che porto alla vostra attenzione un ormai ineludibile problema tecnico del PC in bella mostra nel mio salone.
Preparatevi a giorni di silenzio, di cecità e solitudine.
Tornerò più nuova, più bella e senza quei fastidiosi inestetismi degli anni.
Mio marito ha molti capelli bianchi e farà Seamus l'intenditore in un negozio di informatica.
Mi domando: ma non sarà vietato vendere pezzi di computer a canuti vecchi quarantenni? Ora che il parco pischelli intenditori di computer è estremamente più vasto di venti anni fa?

lunedì, maggio 14, 2007

Libertà e perline colorate

Ecco quello che io ti darò
E la sensualità delle vite disperate
ecco il dono che io ti farò.

Questa la dedico tutta all'amica D.
Che non se ne rende sicuramente conto, ma ha la fortuna di passare la domenica pomeriggio ad infilare perline colorate.
Cosa per cui tra l'altro lei ha un grande talento.
Mentre io ho passato la domenica pomeriggio a lamentarmi di fastidiose placche in gola che hanno fatto tutto il giro del collo fino a provocare un dolorosissimo mal di testa, a pulire un seggiolone pieno di svomitazzamenti stantii, ad allattare e cambiare pannolini.
Certo, direte tutti in coro, te lo sei voluto.
Oh, sì, non c'è dubbio.
Ma la leggerezza di una canzone di Paolo Conte vale sempre la candela.
E non vi dirò dell'appostamento che feci una ventina d'anni fa sotto al suo studio ad Asti per vedere se per caso scendeva. Insieme ad un mio amico che per l'occasione era basito a vedere con quanto accanimento mi dedicassi a tale impresa.
Allora, come ora, nessuna traccia di Paolo Conte.
Solo perline colorate dovunque.

sabato, maggio 12, 2007

IF

If I were a swan, I'd be gone.
If I were a train, I'd be late.
And if I were a good man,
I'd talk to you
More often than I do.

If I were to sleep, I could dream.
If I were afraid, I could hide.
If I go insane, please don't put
Your wires in my brain.

If I were the moon, I'd be cool.
If I were to rule, I would bend.
If I were a good man, I'd understand
The spaces between friends.

If I were alone, I would cry.
And if I were with you, I'd be home and dry.
And if I go insane,
Will you still let me join in the game?

If I were a swan, I'd be gone.
If I were a train, I'd be late again.
If I were a good man,
I'd talk with you
More often than I do.

Pink Floyd - If

Mi hanno suggerito di pubblicare un testo dei Pink Floyd.
Fa stagionato. E anche figo.
In questo mondo di ignoranti.
Pare che un quasi quarantenne non possa esimersi dall'evangelizzare il mondo con l'epopea Floydiana.
E allora scelgo questo.
Che mi ricorda un amore lontano.
Così mio marito avrà modo di ingelosirsi per non avermi ispirato lui.
I più esperti diranno che questo non è certo il testo che rappresenta la summa del pensiero del nostro gruppo.
Io dico che rappresenta la summa di quello che volevo dire in questo momento, e non ho trovato altre parole per farlo.