Mondi meravigliosi
martedì, dicembre 27, 2011
Stasera ho rivisto Amélie Poulain con le mie figlie. Dieci anni fa, quando lo vidi per la prima e unica volta feci la superiore, figurarsi se mi emozionavo davanti a tutti quei luoghi comuni, quella naiveté messa in piazza pretestuosamente, quel pensare prima agli altri senza essere in grado di badare a se stessi, quegli stereotipi di buono e cattivo, di giustiziere dei derelitti, di deus ex-machina nell'impossibilità assoluta di determinare alcunché. Oggi sono molto più scossa di allora. Oggi penso che nella vita si dovrebbe osare di più. Oggi penso che il primo bacio dovrebbe essere all'angolo della bocca e non lingua a lingua. Oggi penso che vorrei che qualcuno si occupasse di me come Amélie fa con i derelitti che incontra. Non perché io mi senta bisognosa. Ma perché avere qualcuno che si preoccupa per te e di te si occupa ti fa sentire vivo, ti fa smuovere dal torpore, ti fa agire e reagire improvvisamente di più. Perché poi la quotidianità ci fa perdere la meraviglia, ci fa perdere lo slancio e ci ingrigisce molto più di quanto desidereremmo. E vedere mia figlia che urlava "lo sapevo, ora si baciano, che schifo!" mi ha fatto pensare a quante cose deve ancora vivere e come vorrei che le vivesse con la meraviglia che le ho visto oggi negli occhi e che ho ritrovato - forse si, forse ho solo trovato, visto che me l'ero persa - negli occhi di Amélie.
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