giovedì, settembre 30, 2010

Post-operatorio

Se me l'avessero detto non ci avrei creduto.
Mia figlia, 3 anni e mezzo, sul lettino d'ospedale in preda ad una folle ilarità dopo aver ingollato le goccette sedative pre-intervento.
E allora ridevamo tutti.
Ché, sarete d'accordo con me, in certe situazioni è nettamente meglio ridere che piangere.
E poi se ne è andata giù per l'ascensore con il simpatico portantino e la sua bambola. Pensavo di piangere come una fontana, mentre invece mi sono sentita corretta, all'altezza della situazione che richiedeva da me calma e sangue freddo.
Ho tentennato un po' quando ho incontrato l'anestesista per le scale mentre lo pensavo in sala operatoria con mia figlia. Ma lui ci ha rassicurato: "Vostra figlia si è addormentata, tutto procede per il meglio". Ci ho voluto credere. Anche perché io stavo andando a mangiare un paio di paninetti ché la levataccia e la tensione mi avevano aperto una voragine nello stomaco. Non potevo pensare che mia figlia fosse già uscita da sotto i ferri, senza che io avessi abbastanza energie per affrontarla. E mai lungimiranza fu tale, perché al suo rientro ci siamo trovati davanti una belva, che urlava con una violenza inaudita: "VOOOGLIO ANDAAAAREEE AAAA CAAAASAAAAAAAAA!". E' stata dura arginarla, ma ce l'abbiamo fatta. Ed ora ci troviamo una bimba tutta nuova nuova, che è convinta nel profondo di essere stata brava e non avere pianto mai. E son soddisfazioni!

domenica, settembre 26, 2010

Gruppi sovversivi

Ho conosciuto la super dieta del gruppo sanguigno. Io m'ero sempre detta che nessuno aveva carpito adeguatamente i segreti del mio fisico e che c'era ancora molta strada da fare e che soprattutto c'erano dei cibi che mi facevano invacchire - ovviamente i più buoni e goduriosi -, mentre ve n'erano degli altri che mi avrebbero reso un amabile grissino.
E così sta avvenendo. Attualmente ancora solo a livello della mia psiche, ma prestissimo tradurrò questo impulso salvifico in azione.
Praticamente tutto dipende dal gruppo sanguigno.
Io, che sono 0 negativo, il gruppo per eccellenza, quello che era dei cacciatori-raccoglitori antenati dell'umana stirpe, io ho la strada praticamente lastricata di bistecche e di pesce.
Diciamo che mi sarebbe piaciuto avere sotto i piedi un pavimento di dolci sbriciolate di millefoglie meringato come quello che ho mangiato ieri sera alla festa della mia amica D., ma insomma non si può avere tutto. Con tanta lattuga e sale iodato potrei risolvere molti dei miei problemi.
La dieta però non parla di quelli mentali.
Ma
signori miei, io che non sono certo mai stata una pecorella, ho deciso che seguirò il mio gruppo.

martedì, settembre 21, 2010

Parto con pianto

Vorrei parlare dei parti cesarei, ma mi pare una cosa così assurda che non so da dove cominciare.
Da quando una donna decide che il figlio è troppo grosso e quindi deve fare un cesareo? Forse mi sono distratta un attimo.
Sicuramente se non fosse esistito il cesareo molti di noi non sarebbero qui.
Le mie figlie per prime.
Ma partorire è l'esperienza più naturale che una donna possa fare.
L'esperienza della vita antica come il mondo.
Perché volersene privare senza averci nemmeno provato, a prescindere?
Io ho sofferto quando ho dovuto fare un cesareo d'urgenza, dopo due giorni di perdita delle acque e nessuna contrazione, mi sono messa a piangere, perché volevo partorire mia figlia in maniera naturale con mio marito accanto e credo che vedere la propria figlia dopo tutti gli altri, e sotto gli effetti dell'anestesia, non sia il massimo. Mi sono anche messa a piangere perché avevo una fottutissima paura dell'anestesia generale. Dissi all'anestesista che se succedeva qualcosa avrebbe dovuto salvare me. Egli mi guardò assai strano, dicendo che nell'eventualità avrebbe fatto in modo di salvare entrambe. Ma mi sembrava una cosa assurda questo parto incosciente. E poi però mia figlia era viva e l'ho potuta stringere tra le mie braccia.
Ma questa cosa che una donna, per paura che il parto sia troppo doloroso, deve chiedere di partorire con il cesareo proprio non riesco a capirla.

Ho sempre invidiato quelle mamme che ritornavano dalla sala parto sulle loro gambe, col figlio in braccio. E' un'esperienza esaltante di vita e di continuità cui nessuna donna dovrebbe rinunciare se non ce n'è motivo.
A me rimarrà sempre questa sensazione di stordimento inadatta all'accoglienza di una nuova vita. Un velo di tristezza, di incompiutezza....

lunedì, settembre 13, 2010

Very Popular People

Insomma oggi era un giorno un po' speciale per la mia famigliola sempre controcorrente. Entrambe le bambine iniziavano un nuovo ciclo di scuola. Una le elementari e una la materna.
Allora, tanto per soddisfare i pettegolezzi: io non ho pianto.
O meglio, siccome forse sono un'isterica repressa, sono scoppiata a piangere quando hanno fatto l'appello e uno dei compagni di mia figlia non è stato messo nella sua stessa classe. Piangevo perché mi dispiaceva che quel bambino più fragile degli altri non avesse avuto la possibilità di continuare con i suoi compagni il ciclo delle elementari. Mi sono anche un po' vergognata di non piangere per mia figlia visto che tutti i genitori versavano qualche lacrimuccia. Ma mia figlia è una tosta. Ha salito le scale senza mai voltarsi indietro e si è piazzata al primo banco nel posto più vicino alla maestra. La mia presenza era del tutto superflua.
Mentre invece, andando a prendere la piccola, abbiamo scoperto che si era profusa in lacrime perché tutti avevano la merendina mentre lei aveva il panino (che io avevo arraffato alla festa di ieri).
Non posso cedere a questo ricatto.
Abbasso le merendine ed evviva i panini fatti dalle mamme alle feste di compleanno.
Per fortuna le mie figlie sono popolari e le invitano immancabilmente.

lunedì, settembre 06, 2010

Quel che resta

Mi manda in bestia mia figlia che ogni volta che apre bocca sfodera un tono lamentoso che in confronto le prefiche di don Abbondio erano delle novelline e poi invece quando sta in mezzo agli altri diventa tutta picci picci bau bau con la sua mamma tanto amore e io che tutto sommato resto una persona abbastanza equilibrata (ho detto "abbastanza" e non venitemi a crocefiggere perché non ho usato un avverbio più netto magari a livellare verso il basso le mie qualità di mediazione) non riesco a giustificare razionalmente questi cambiamenti repentini e allora la minaccio che ci penseranno le nuove maestre a rimetterla in riga e in punizione quando serve ché ogni tanto è legittimo fare un po' di scaricabarile perché la lagna io proprio non la sopporto preferisco il pianto dirotto dopo la rottura di una rotula ma la lagna per chiedermi se può giocare con le bambole quella proprio mi manda su tutte le furie e ora ci si è messa anche la piccola con una notevole capacità mimetica ad inserirsi in questo cieco sistema di do ut des schiaffones e mi solleticano entrambe i più bassi istinti omicidi e pensare che quest'estate nel pieno del fulgore della mia abbronzatura una tizia mi ferma sulla spiaggia e mi dice: ma tu sei quella di "mammenellarete"? Eh sì, faccio io. Fichissimo, continua lei, quella era proprio una filosofia di vita. Eh beh, ammetto, effettivamente...Ti adoravo, continua lei, con le tue pillole di saggezza, ed io sono rimasta lì, basita, di aver lasciato un segno a distanza di quasi tre anni su donne sconosciute alle quali le mie pillole hanno aperto un orizzonte di ribellione alla quotidianità stressante della maternità... ed ecco, quello che mi resta di quell'esperienza rivoluzionaria: due figlie lagnose e mammone ed io che conto le ore da qui all'inizio della scuola.....

E questo tanto per ricordare i bei tempi che furono!

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