venerdì, dicembre 26, 2008

Pediculus humanus capitis


Così, tanto per la cronaca:
mio marito ha passato il natale a spidocchiare mia figlia.
Io l'ho passato ad imprecare perché sono ridicolmente e patologicamente ossessionata da quegli insetti minuscoli e il pensiero che stavano sulla testa di mia figlia, nonché potenzialmente anche in ogni centimetro di casa mia, mi faceva stare malissimo.
E non c'è niente da ridere.
Non avevo preparato un pranzo di natale.
Non avevo nemmeno un pranzo qualsiasi.
Il pidocchio mi ha colta di sorpresa mentre mi accingevo a vestirmi per le feste.
Fortuna che c'era mia sorella.
Sono andata come una ladra a prelevare il pranzo che avremmo dovuto strafogarci da lei.
E come appestati, io e la mia famiglia ci siamo ingurgitati tutto.
E ora son qui che mi gratto.
Anche se ufficialmente non ho nulla.
Ma è come se fossero tutti lì appostati, pronti a saltarmi addosso appena distraggo un attimo lo sguardo.

Bisogna che mi ricordi di comprare il disinfettante per i panni.
L'ho consumato tutto a forza di fare lavatrici per eliminare le tracce del pediculus.

E ora buon anno, ragazzi.
La festa sta per cominciare.
Dicono sia l'anno del sagittario.
Intanto mi gratto, eh.

domenica, dicembre 21, 2008

Impressionatevi

Io, che a quasi quarant'anni ho una forma smagliante; che non sono ancora ricorsa al chirurgo plastico come la stragrande maggioranza delle mie coetanee ( ma questo - e non lo dite in giro - solo perché nessun chirurgo plastico potrebbe mai accettare la sfida); io che non vado dal parrucchiere perché non ho bisogno di tinta e i miei capelli sono naturalmente e splendidamente ricci; che posso indossare qualsiasi cosa, anche la tuta dei vostri peggiori incubi, tanto non passo sicuramente inosservata visto il mio metro e ottantatre; io che non sono un travellone anche se calzo quarantatrè di piedi e che, nonostante tutti questi ostacoli obiettivamente difficili da superare e senza aver nemmeno mai giocato in una squadra di pallacanestro - dove avrei eventualmente potuto attingere a materiale umano alla mia altezza -, ho comunque trovato un marito più alto di me, ecco io ieri sera dopo la toilette serale mi apprestavo a rimirare la mia beltà nello specchio e mira che ti rimira vedo un ricciolino che fuoriesce spiccatamente dal mio cuoio capelluto frontale, che di ricci effettivamente ne ha già tanti. Ma che cippa ce ne potrà fregare a noi di tutte queste premesse nonché di suddetto ricciolino - direte voi.

Son sicura, tuttavia, che avrete un moto di compassione per me, quando vi dirò che codesto ricciolino a ben guardare e ben da vicino si è dimostrato senza l'ombra di dubbio essere un ricciolino BIANCO.

giovedì, dicembre 18, 2008

Un culo enorme invaderà il vostro spazio vitale ed in parole povere vi seppellirà

Basta parlare di cose serie che fanno pensare quando non c'è assolutamente nulla che valga la pena di essere pensato.
Diamoci alla pazza gioia.
Stanno per arrivare le feste di natale.
Quelle dove ognuno di voi - culoni! - alle prese con una tastiera dieci ore al giorno ingrasserà di almeno tre chili tre in un giorno, che per scomparire avranno bisogno di mesi e mesi di duro allenamento.
Dai, parliamo delle feste.

Parliamo
delle
feste.


Bene. Fatto.
Per quest'anno mi sono tolta il pensiero.

lunedì, dicembre 15, 2008

Scelte difficili

Ho fatto qualcosa, qualcosa di cui non vado fierissima, ma che mi ha consentito di rivedere il sorriso sulle labbra di mia figlia.
Vale lo stesso?

L'emarginazione comincia sui banchi di scuola.
Questo l'abbiamo più o meno sperimentato tutti, chi più chi meno.
Chi dalla parte dell'emarginato, chi dall'altra.

Ma a volte arriva quando meno te lo aspetti.

La recita di natale, per esempio.

La maestra di mia figlia ha deciso di fare una recita natalizia con tutti i crismi, tipo pastorelli gesù maria l'angelo e giuseppe.

E tutto questo NON durante l'ora di religione da cui mia figlia è esonerata.
Ma durante le ore di normale lezione.
Per cui mia figlia, insieme all'altra compagnuccia esonerata, è stata tenuta per parecchi giorni seduta ad un tavolo a disegnare, mentre tutti gli altri bimbi facevano le prove. Ovviamente a mia insaputa.

Quando un bel giorno è tornata a casa cantando canzoncine su un viaggio a betlemme e poi piangendo a calde lacrime che lei voleva fare la recita, mi sono accorta che qualcosa non andava.

Vi passo i miei sensi di colpa, i miei stringimenti, le critiche di tutte le mamme della classe nonché di mia sorella l'avvocato scassamaroni che tutto sa e discerne.
Ho preso la situazione in mano e sono andata a parlare con la maestra. Ho tagliato la testa al toro, signore e signori.
Mia figlia farà la recita perché la sa tutta a memoria e perché non me l'avrebbe mai perdonato e forse non me lo sarei perdonato mai anch'io.
Farà la recita sulla natività vestita da pastorella e per un attimo, mentre mi cercherà tra la gente, i suoi occhi sprizzeranno gioia. Per un attimo basterà anche a me.

"Poi" - ho detto alla maestra - "cerchi per cortesia di non fare recite religiose in classe, ché mia figlia continua ad essere esonerata".
Ma la cosa più impressionante è che non c'era la consapevolezza da parte della mia interlocutrice che il natale avrebbe potuto essere affrontato e presentato ai bambini in maniera diversa.
Come si fa a cambiare le cose se non partendo dall'iniziativa delle persone?
La legge parla di scuola laica, di rispetto di tutti, ma quando "la maggioranza crede" (questo era il punto forse della sua argomentazione) non si può fare altrimenti.

In fondo siamo in un paese cattolico, no?

Mi perplimo.



giovedì, dicembre 11, 2008

Avanti tutta

Io non sono una pura di cuore,
non sono una che sa raccontare storie ai bambini,
una con la mente libera da pregiudizi ed aperta alla speranza.
Non sono una che ama dare spiegazioni,
né una che ha amato troppo.
Non sono una che ha fatto figli per loro, ma forse solo per se stessa.
Non sono una che dimentica facilmente,
né so perdonare un torto subito.
Sono un animale che ama la solitudine,
come mi viene rimproverato spesso da chi mi ama,
anche se adoro essere circondata dai miei amici.
Non sono una persona lineare
ma stortignaccola, arcigna e acida quanto basta a repellere il mondo.
Non sono brava a trovare scuse quando ho torto
semplicemente perché non potrei mai ammettere di avere torto.
Non sono sicura di aver trovato un motivo per vivere
anche se sono sicura che la vita non abbia bisogno di essere trovata.
Non sono sicura di tante cose, non amo tante cose, non mi interessano tante cose, ma una cosa so per certo: oggi ho fatto la cosa giusta,
alla faccia dei puri degli intelligenti dei retti e dei sapienti.
Io oggi ho avuto coraggio.

martedì, dicembre 09, 2008

mercoledì, dicembre 03, 2008

L'impronunciabile inesistenza di dio

Signori, ho bisogno di voi, della vostra saggezza, della vostra indiscussa esperienza.

Lo so, lo so che in genere la sapientona sono io.
Ma stavolta son senza argomenti.

Mia figlia, esonerata dall'ora di religione alla scuola materna, mi ha chiesto:

"Mamma, perché io non faccio religione e tutti gli altri bambini sì?"

Certo non mi posso mettere a farle una lezione di ateismo, non ora almeno.

E soprattutto mi sempra improbabile, affrontando l'argomento, esordire con un "Lo so che molti ci credono, ma dio non esiste".

Ora mi trovo però in un vicolo cieco.

Agghiutatemi!