Calma, signore e signori, calma, non affollatevi!
Non tutti insieme! Non riesco mica a seguire mille discorsi contemporaneamente!
Devo ancora digerire la mia ultima lettura*.
E il mio fastidioso dolore intercostale mi martorizza.
Si è alleato col catarrone per non lasciarmi scampo.
Stamane mi son svegliata cercando di razionalizzare le ultime rivelatrici pagine del libro sul mio comodino da qualche giorno.
Gli inglesi sono degli ubriaconi, e questo si sa.
Il rapporto che hanno con l'alcool è come quello degli italiani con la mamma: non ne possono fare a meno (e vi giuro che sono quasi convinta che non sia un luogo comune).
L'alcool deforma la percezione della realtà. E fin qui siamo all'assioma.
Un po' più complicato diventa se si tratta della tua personale realtà. Se si tratta del tuo frustrato ego, della tua selvaggia sessualità, del tuo smodato rapporto con le cose.
E tu proprio non ce la fai ad assumerti le tue responsabilità, a guardarti in uno specchio che non sia appannato, a pesarti sulla bilancia ed accettare il verdetto, per penoso che sia.
E allora ti proietti verso l'esterno fino a che non vai a sbattere contro la parete di turno, già crepata di suo, che si presta bene all'uopo, ad essere demolita a generose testate, nemmeno troppo velocemente, giusto quel tanto che basta per rimanere in piedi fino a sfidare l'ultima delle regole della statica.
Salvo che la parete di turno è, come per incanto, un altro essere umano. Forse semplicemente il tuo
alter ego. E da questo incontro scontro scaturisce tutto il resto. La vita. L'amore. La distruzione. La morte.
Sembra niente. Ma in fondo è il dubbio amletico di ognuno: chi sono veramente?
L'ubriacone di Edimburgo che va con tutte quelle che incontra? Il nerd tutto play station e trenini elettrici che non ha mai sfiorato pelle di donna? La vecchia punk che vive nei ricordi? Il famoso cuoco che passa il tempo libero in peccaminosi luoghi di perdizione? La ballerina di belle speranze che finisce cameriera spiaccicata sotto la panza del ricco cuoco?
Varia umanità che dipinge la personalità di ognuno. Perché noi siamo nessuno. Ma siamo anche ognuno di questi poveri e sfigati centomila.
La trama non conta. La trama è la vita. La vita di ognuno di noi. Con le sue luci e le sue ombre.
*Irvine Welsh:
I racconti erotici dei grandi chef